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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 42380 del 13 luglio 2023
«In tema di atti persecutori, l'aggravante di aver commesso il reato di stalking ai danni dell'ex coniuge (come anche di persona che è stata legata all'autore del delitto da relazione affettiva) può essere contestata solo "in fatto", non avendo la...»
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Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 39675 del 5 maggio 2023
«L'evento del reato di cui all'art. 612-bis cod. pen. deve essere il risultato della condotta persecutoria nel suo complesso, anche se può manifestarsi solo a seguito della consumazione dell'ennesimo atto, in quanto dalla reiterazione delle...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 36994 del 12 maggio 2023
«In tema di atti persecutori, costituiscono molestie, elemento costitutivo del reato, le azioni reiteratamente promosse in sede civile e realizzate con abuso del processo, atteso che la reiterazione dell'azione giudiziaria senza legittimo motivo...»
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Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 24360 del 22 febbraio 2023
«In tema di reati contro la persona, integra il reato di atti persecutori (meglio noto come reato di stalking) anche la condotta consistente nel costringere una persona a chiudere il proprio profilo su una piattaforma di social network (nella...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 17171 del 16 gennaio 2023
«In tema di atti persecutori, costituiscono molestie, elemento costitutivo del reato, le azioni reiteratamente promosse in sede civile (nella specie, ventitré in dieci anni), in base ad un'unica ragione contrattuale, da un asserito creditore che si...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 7215 del 12 dicembre 2022
«Per integrare l'elemento soggettivo del reato previsto dall'art. 612-bis cod. pen. non è necessario che l'agente sia stato mosso dal preordinato fine di "stalkerizzare" la persona offesa, atteso che nel delitto di atti persecutori, che ha natura...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 6323 del 13 gennaio 2023
«La prova dell'evento del delitto di atti persecutori, in riferimento alla causazione nella persona offesa di un grave e perdurante stato di ansia o di paura, deve essere ancorata ad elementi sintomatici di tale turbamento psicologico ricavabili...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 32506 del 10 luglio 2025
«Ai fini della configurabilità del reato di atti persecutori di cui all'art. 612-bis cod. pen., è sufficiente la realizzazione di uno solo degli eventi alternativamente previsti dalla norma (mutamento delle abitudini di vita, stato di ansia o paura...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 18868 del 8 maggio 2025
«Il delitto di atti persecutori ha natura di reato abituale improprio per cui, ove la reiterazione concerna anche condotte poste in essere dopo la proposizione della querela, la condizione di procedibilità si estende a queste ultime, le quali,...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 14581 del 19 febbraio 2025
«Il reato di atti persecutori previsto dall'art. 612-bis c.p. è di natura abituale e di danno, integrato dalla reiterazione necessaria dei comportamenti descritti dalla norma incriminatrice, che devono essere valutati nel loro insieme per...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 12282 del 25 febbraio 2025
«Il delitto di atti persecutori concorre con quello di diffamazione anche quando nelle modalità della condotta diffamatoria si esprimono le molestie reiterate costitutive del reato previsto dall'art. 612-bis cod. pen.»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 10362 del 20 febbraio 2025
«In presenza di una "doppia conforme" sull'affermazione della responsabilità, è ammissibile la motivazione della sentenza di appello che richiami per relationem quella della decisione impugnata. Il delitto di atti persecutori non richiede...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 3875 del 13 novembre 2024
«L'invio reiterato di messaggi affettuosi e non esplicitamente minatori può configurare il reato di stalking se il destinatario, non legato sentimentalmente a chi li invia, vive un perdurante stato di ansia o modifica le proprie abitudini di vita....»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 43089 del 2 ottobre 2024
«Il reato di atti persecutori si configura in presenza di condotte reiterate di molestia o minaccia che causino un grave e perdurante stato di ansia o paura, fondato timore per l'incolumità propria o altrui, o una significativa alterazione delle...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 33986 del 14 maggio 2024
«Il delitto di atti persecutori di cui all'art. 612-bis c.p. può essere integrato dalla pubblicazione reiterata di contenuti minatori o molesti su un profilo di un social network, anche se la persona offesa non è direttamente destinataria dei...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 21006 del 4 aprile 2024
«Sia in tema di elemento obiettivo che a proposito dell'evento del delitto di atti persecutori, il discrimen fra il delitto di cui all'articolo 612 bis e il reato di molestie è costituito dal diverso atteggiarsi delle conseguenze della condotta,...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 18807 del 13 febbraio 2024
«Si configura il delitto di cui all'art. 612-bis cod. pen. solo qualora le condotte molestatrici siano idonee a cagionare nella vittima un perdurante e grave stato di ansia ovvero l'alterazione delle proprie abitudini di vita, mentre sussiste il...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 9878 del 17 novembre 2023
«La condotta consistente nel fare ossessive e ripetute chiamate telefoniche, condite da frasi offensive e ingiuriose, aventi ad oggetto la richiesta delle somme dovute a titolo di sostentamento così come determinate nel corso del giudizio di...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 8915 del 7 novembre 2023
«Il dolo nel delitto di cui all'art. 612 bis, c.p., non richiede altro che la coscienza e volontà di porre in essere condotte dotate di oggettiva idoneità persecutoria, in ragione del concreto svolgersi delle condotte stesse. Il dolo generico,...»
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Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 37171 del 29 aprile 2024
«Il delitto di tortura di cui all'art. 613-bis cod. pen. è posto a tutela della dignità della persona, giacché alla sofferenza cagionata dal trattamento inumano e degradante si accompagnano l'asservimento alla volontà dell'agente e la negazione dei...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 36970 del 7 luglio 2023
«Il reato di tortura aggravato ex art. 613-bis, comma quarto, cod. pen. può concorrere con quello di lesione personale. (In motivazione, la Corte ha precisato che non è configurabile l'assorbimento in quanto il legislatore non ha previsto, quale...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 26757 del 18 aprile 2025
«Il reato di tortura aggravato ex art. 613-bis, comma quarto, cod. pen. può concorrere con quello di lesione personale. (In motivazione, la Corte ha precisato che non è configurabile l'assorbimento in quanto il legislatore non ha previsto, quale...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 31700 del 5 maggio 2023
«I cortili e gli orti, destinati al servizio ed al completamento dei locali di abitazione, rientrano nel concetto di appartenenza di cui al primo comma dell'art. 614 cod.pen., ed è irrilevante, ai fini della sussistenza del reato previsto da tale...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 39550 del 25 settembre 2024
«In tema di reati contro l'inviolabilità del domicilio, il reato di interferenze illecite nella vita privata (art. 615-bis c.p.) deve ritenersi configurabile anche quando l'agente sia titolare o contitolare del domicilio, là dove carpisca immagini...»
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Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 28723 del 13 giugno 2024
«In tema di intercettazioni, la conversazione o comunicazione intercettata costituisce corpo del reato unitamente al supporto che la contiene, utilizzabile in quanto tale nel processo penale, a condizione che integri ed esaurisca la condotta...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 3446 del 26 ottobre 2023
«In tema di delitti contro la persona, non integra il reato di interferenze illecite nella vita privata la condotta di chi installi nell'autovettura di altro soggetto un dispositivo GPS dotato di microfono che gli consenta di ascoltare le...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 3025 del 30 ottobre 2024
«Integra il delitto di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico ex art. 615-ter c.p., anche nel caso in cui le credenziali di accesso siano state in precedenza comunicate all'autore del reato dal titolare, qualora l'azione risulti in...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 2905 del 23 ottobre 2024
«Ai fini della configurabilità del reato di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, la protezione del sistema può essere adottata anche con misure di carattere organizzativo che disciplinino le modalità di accesso, consentendolo...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 40295 del 8 maggio 2024
«Commette reato di accesso abusivo a sistema informatico ex art. 615-ter cod. pen. il dipendente con poteri direttivi che, pur essendo sovraordinato gerarchicamente al titolare delle credenziali di accesso, se le faccia rivelare da quest'ultimo per...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 28084 del 10 aprile 2024
«II delitto di installazione di apparecchiature atte a intercettare o impedire comunicazioni o conversazioni, previsto dall'art. 617-bis cod. pen., si configura soltanto se l'installazione è finalizzata a intercettare o impedire comunicazioni tra...»