Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 282 bis Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

Allontanamento dalla casa familiare

Dispositivo dell'art. 282 bis Codice di procedura penale

(1) 1. Con il provvedimento che dispone l'allontanamento il giudice prescrive all'imputato di lasciare immediatamente la casa familiare, ovvero di non farvi rientro, e di non accedervi senza l'autorizzazione del giudice che procede. L'eventuale autorizzazione può prescrivere determinate modalità di visita.

2. Il giudice, qualora sussistano esigenze di tutela dell'incolumità della persona offesa o dei suoi prossimi congiunti, può inoltre prescrivere all'imputato di non avvicinarsi a luoghi determinati abitualmente frequentati dalla persona offesa, in particolare il luogo di lavoro, il domicilio della famiglia di origine o dei prossimi congiunti, salvo che la frequentazione sia necessaria per motivi di lavoro. In tale ultimo caso il giudice prescrive le relative modalità e può imporre limitazioni.

3. Il giudice, su richiesta del pubblico ministero, può altresì ingiungere il pagamento periodico di un assegno a favore delle persone conviventi che, per effetto della misura cautelare disposta, rimangano prive di mezzi adeguati. Il giudice determina la misura dell'assegno tenendo conto delle circostanze e dei redditi dell'obbligato e stabilisce le modalità ed i termini del versamento. Può ordinare, se necessario, che l'assegno sia versato direttamente al beneficiario da parte del datore di lavoro dell'obbligato, detraendolo dalla retribuzione a lui spettante. L'ordine di pagamento ha efficacia di titolo esecutivo.

4. I provvedimenti di cui ai commi 2 e 3 possono essere assunti anche successivamente al provvedimento di cui al comma 1, sempre che questo non sia stato revocato o non abbia comunque perduto efficacia. Essi, anche se assunti successivamente, perdono efficacia se è revocato o perde comunque efficacia il provvedimento di cui al comma 1. Il provvedimento di cui al comma 3, se a favore del coniuge o dei figli, perde efficacia, inoltre, qualora sopravvenga l'ordinanza prevista dall'articolo 708 del codice di procedura civile ovvero altro provvedimento del giudice civile in ordine ai rapporti economico-patrimoniali tra i coniugi ovvero al mantenimento dei figli.

5. Il provvedimento di cui al comma 3 può essere modificato se mutano le condizioni dell'obbligato o del beneficiario, e viene revocato se la convivenza riprende.

6. Qualora si proceda per uno dei delitti previsti dagli articoli 570, 571, 582, limitatamente alle ipotesi procedibili d'ufficio o comunque aggravate, 600, 600bis, 600ter, 600quater, 600 septies 1, 600 septies 2, 601, 602, 609bis, 609ter, 609quater, 609quinquies e 609octies e 612, secondo comma del codice penale, commesso in danno dei prossimi congiunti o del convivente, la misura può essere disposta anche al di fuori dei limiti di pena previsti dall'articolo 280, anche con le modalità di controllo previste all'articolo 275 bis (2).

Note

(1) Il presente articolo è stato inserito dall’art. 1, comma 2, della l. 4 aprile 2001, n. 154.
(2) L'ultimo comma è stato modificato dall’art. 5, comma 1, lett. b), della l. 1 ottobre 2012, n. 172 e, successivamente, dall’art. 2, comma 1, lett. a), del D.L. 14 agosto 2013, n. 93, convertito dalla l. 15 ottobre 2013, n. 119.

Ratio Legis

Il legislatore ha predisposto tale misura cautelare al fine di garantire una maggiore tutela contro il fenomeno dell violenza nelle relazioni familiari.

Spiegazione dell'art. 282 bis Codice di procedura penale

L'applicazione delle misure coercitive segue il principio di gradualità, oltre ai principi generali di adeguatezza delle misure in relazione alle esigenze cautelari.


Le misure cautelari coercitive sono ordinate codicisticamente in termini di progressiva afflittività, cominciando cioè da misure di contenuto meramente obbligatorio, per finire con le vere e proprie misure detentive.


La norma in commento disciplina l'allontanamento dalla casa familiare, misura destinata soprattutto a tutelare i conviventi dell'imputato nei casi di condotte violente.

Tale tutela è disposta ad ampio raggio e ciò si evince sia dal fatto che l'allontanamento è disposto immediatamente in seguito al provvedimento, sia dal atto che con il medesimo provvedimento il giudice può altresì impedire che l'imputato si avvicini a determinati luoghi abitualmente frequentati dalle persone offese, a meno che la non sussistano precise esigenze lavorative dell'imputato.


Nonostante la scissione dal nucleo familiare, il giudice può comunque imporre all'imputato di pagare periodicamente un assegno, al fine di sopperire ad eventuali inadeguatezze economiche della famiglia da cui ci si allontana. Per assicurare la corresponsione di tali somme il giudice può altresì ordinare che l'assegno sia versato direttamente dal datore di lavoro.

L'ordine di pagamento rappresenta inoltre titolo esecutivo, per cui il beneficiario può andare in esecuzione e quindi provvedere al pignoramento delle somme necessarie.


Il provvedimento di assegnazione segue inoltre la disciplina civilistica, per cui può essere modificato o revocato a seconda dell'evolversi della situazione familiare.


In generale, l'applicazione delle misure qui contemplate deve seguire i limiti di cui all'art. 280. Tuttavia, per i particolari e gravi delitti elencati dal comma 6, la misura può essere disposta anche al di fuori dei limiti tracciati, e quindi anche nei casi in cui il delitto non preveda l'ergastolo o la reclusione superiore nel massimo a tre anni. Il controllo del rispetto delle prescrizioni può essere attuato anche con il braccialetto elettronico di cui all'art. 275 bis.

Massime relative all'art. 282 bis Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 13897/2010

È inidonea ed inadeguata la misura cautelare che impone l'allontanamento dall'ambiente familiare del genitore che assuma un atteggiamento nei confronti dei figlio minore scarsamente apprezzabile come strumento educativo, e tuttavia generalmente ricorrente nei rapporti familiari, quale quello di rivolgergli epiteti ingiuriosi (nella specie quello di “deficiente”), senza che tenga in debito conto delle ripercussioni che possono derivare sull'assetto affettivo e organizzativo della stessa famiglia.

Cass. pen. n. 20496/2007

La misura cautelare dell'allontanamento dalla casa familiare, prevista dall'art. 282 bis c.p.p., non rientrando tra quelle espressamente previste dagli artt. 19 e ss. del D.P.R. 22 settembre 1988 n. 448, non può trovare applicazione nei confronti di soggetto minorenne.

Cass. pen. n. 18990/2006

La misura cautelare dell'allontanamento dalla casa familiare (art. 282 bis c.p.p.) è applicabile anche quando l'indagato abbia già abbandonato il domicilio domestico per intervenuta separazione coniugale.

Notizie giuridiche correlate all'articolo

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: una volta effettuato il pagamento sarà possibile inviare documenti o altro materiale relativo al quesito posto; indicazioni sulle modalità dell'invio verranno fornite via email.