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Articolo 2952 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n.262)

Prescrizione in materia di assicurazione

Dispositivo dell'art. 2952 Codice civile

Il diritto al pagamento delle rate di premio si prescrive in un anno dalle singole scadenze.
Gli altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione si prescrivono in due anni dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda, ad esclusione del contratto di assicurazione sulla vita i cui diritti si prescrivono in dieci anni (1).
Nell'assicurazione della responsabilità civile, il termine decorre dal giorno in cui il terzo ha richiesto il risarcimento all'assicurato o ha promosso contro di questo l'azione (2).
La comunicazione all'assicuratore della richiesta del terzo danneggiato o dell'azione da questo proposta sospende il corso della prescrizione finché il credito del danneggiato non sia divenuto liquido ed esigibile oppure il diritto del terzo danneggiato non sia prescritto.
La disposizione del comma precedente si applica all'azione del riassicurato verso il riassicuratore per il pagamento dell'indennità.

Note

(1) Questo comma è stato modificato in tal modo dall'art. 3, comma 2ter, del D.L. 28 agosto 2008, n. 134, convertito nella L. 27 ottobre 2008, n. 166 (Ristrutturazione di grandi aziende in crisi), e dall'art. 22, comma 14, del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, poi convertito con L. 17 dicembre 2012, n. 221 (Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese).
(2) Come fanno riferimento gli artt. 144 e ss. e 290, d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private). Si deve tuttavia sottolineare che gli effetti derivanti dal contratto di assicurazione della responsabilità civile rimangono limitati in capo ad assicurato e assicuratore, pertanto il terzo danneggiato non può esperire azione diretta contro quest'ultimo. Invece, la responsabilità civile per i veicoli a motore reca una vistosa eccezione alla presente norma: a riguardo, si deve fare riferimento in primis all'art. 18, L. 990/1969, che assegna al terzo che risulti danneggiato l'azione diretta verso l'assicuratore nei limiti del massimale previsto dalla polizza; in secondo luogo all'art. 22 della stessa Legge, che consente l'esperimento di tale domanda verso l'autore del sinistro, prescrivendo però precedentemente sia la richiesta di risarcimento nei confronti dell'assicuratore, sia il termine di 60 giorni dalla proposizione di tale richiesta. In ogni caso, tuttavia, l'assicurazione possiede il diritto di rivalsa verso il proprio assicurato entro la misura in cui egli avrebbe contrattualmente avuto diritto di rifiutare o ridurre la propria prestazione.

Ratio Legis

La norma in esame stabilisce un caso di prescrizione ancora più breve rispetto alle precedenti (v. artt. 2947, 2948 e 2949), ossia con decorrenza soltanto di un anno, sempre comunque in deroga al termine ordinario decennale ex art. 2946.

Spiegazione dell'art. 2952 Codice civile

Assicurazione

L’assicurazione del diritto alle rate di premio nel contratto di assicurazione introduce una distinzione circa la durata dello stesso termine di prescrizione degli altri diritti derivanti dal medesimo contratto e dei diritti derivanti dal contratto di riassicurazione, tra gli uni e gli altri non faceva distinzioni. Ora, invece, i primi sono colpiti dalla stessa prescrizione breve, la quale risponde alla funzione economica del contratto entrambe le specie di assicurazione é comminata sempre una prescrizione di un anno, i secondi dalla prescrizione più lunga, di due anni.

Nell’assicurazione che ha lo scopo di recare un pronto risarcimento al danno infatti nessun rapporto giuridico rende i contraenti tanto solleciti da avvalersi delle loro azioni come quello di assicurazione : l'assicurato per ripararsi dall'infortunio, l'assicuratore per raccogliere i premi con cui si procura i capitali destinati al risarcimento dei danni. prescrizione delle rate di premio si inizia dalle singole scadenze cioè dal giorno in cui il premio diviene esigibile ; cosi è rispettata ancora, la regola dell'astio nata di cui all'art. 2935.

Ma se come spesso si verifica — la polizza accorda all'assicurato un termine di respiro per il pagamento del premio, la prescrizione decorrerà sempre dal giorno della scadenza del premio, oppure da quello fissato nella polizza che per le parti firmatarie ha efficacia vincolante ? Alcuni hanno pensato nel primo senso in quanto non è consentito alle parti prolungare né direttamente né indirettamente il termine prescri­zionale. Ma l'osservazione non sembra esatta, in quanto prolungamento del termine si avrebbe qualora invece di un anno nella polizza si fosse convenuto un periodo maggiore, il che non è. Piuttosto l'initium praescriptionis deve essere egualmente fissato nel giorno della scadenza delle rate di premio considerando che il termine di respiro accordato dalla polizza non sposta quello di scadenza ; esso consente solo al debitore di poter, a maggior agio, effettuare il versamento dei premi senza temere le conseguenze gravi del mancato loro pagamento.


Riassicurazione

Può avvenire che il contratto di assicurazione formi oggetto di un altro contratto, nel qual caso l’assicurato è l'assicuratore Sulla natura giuridica di questa particolare fórma assicu­rativa, che è riassicurazione, vivamente disputa la dottrina. Alcuni hanno voluto vedere in essa una fideiussione, altri una cessione. che l'as­sicurato fa al riassicuratore ; da altri, infine, si è negato che la riassicurazione sia un'assicurazione in quanto mancherebbe per l'assicuratore un danno e, quindi, un interesse che possa esser fatto oggetto di contratto assicurativo.

La riassicurazione deve considerarsi quale vera e propria assicurazione ; per mezzo di essa, infatti, l'assicuratore tende a liberarsi dall'obbligo, che si è assunto, di corrispondere all'assicurato l'indennità, posto che si sia verificato l'evento dedotto nel contratto ; in sostanza, oggetto della riassicurazione è il rischio di dover pagare la con­venuta indennità all'assicurato. Anche di questo contratto assicurativo complementare si occupa l'art. 2952, precisando, nel secondo comma, che gli altri diritti — si esclude così il diritto al pagamento delle rate di premio, che continua ad essere regolato dal primo comma — si prescrivono in due anni dal giorno in cui si è verificato il fatto su cui il diritto si fonda. In pratica la prescrizione del diritto dell'assicuratore (a sua volta assicurato) inizierà dal momento in cui egli avrà indennizzato l'assicurato ; è da tale momento, infatti, che nel­l'assicuratore sorge il diritto di agire verso il riassicuratore per essere rivalso del pagamento effettuato. Ma quando l'assicuratore ha dato al riassicuratore notizia della richiesta di pagamento dell'indennità fattagli dall'assicurato, la prescrizione resta sospesa finché il credito del dan­neggiato non sia divenuto liquido ed esigibile, oppure il diritto di costui ,non sia prescritto.


Assicurazione della respon­sabilità civile

Una forma di assicurazione, pressoché analoga, nella funzione, alla riassicurazione è l'assicurazione della responsabilità-civile ; per essa l'assicuratore si obbliga ad indennizzare l'assicurato delle conseguenze di una sua eventuale responsabilità per danni cagionati da lui a persone od a cose di terzi, o da atti od omissioni dolose o colpose di persone di cui l'assicurato debba rispondere o da animali di cui egli si serva o da cose di sua proprietà. Anche qui, come in quello di riassicurazione, ci troviamo di fronte ad un contratto di indennità, poiché è contro le con­seguenze della responsabilità civile che il contraente si assicura.

La prescrizione dei diritti derivanti da tale specie di contratto decorre —precisa il secondo capoverso dell'articolo in esame — dal giorno in cui il terzo ha richiesto il risarcimento all'assicurato o ha promosso contro di questo l'azione. Il codice civile così risolve la questione che, nel silenzio di quello commerciale, si faceva per stabilire da quale momento si iniziasse la prescrizione, se, cioè, dall'evento che fa sorgere il debito a carico del­l'assicurato o dal momento in cui il terzo agisce verso l'assicurato respon­sabile del danno, chiedendogli, ancorché stragiudizialmente, di essere indennizzato, oppure dal momento in cui viene accertata la misura del­l'indennità che il responsabile assicurato è tenuto a corrispondere al terzo. Ma la soluzione del codice ci sembra censurabile, poichè la comunicazione che all'assicuratore l'assicurato faccia della richiesta del terzo danneggiato o dell'azione da questo proposta so­spende il corso della prescrizione finchè il credito del danneggiato non sia divenuto liquido ed esigibile oppure il diritto del terzo danneggiato non sia prescritto.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

1208 Assorbita nel codice civile gran parte delle materie regolate dal codice di commercio, occorreva disciplinare talune delle brevi prescrizioni che quest'ultimo stabiliva nel quarto libro. L'ambito della prescrizione quinquennale in materia di società iscritte nel registro delle imprese è delineato dall'art. 2949 del c.c., primo comma, con una formula che si adegua all'insegnamento della migliore dottrina. Mi sembra che la nuova formula eviti le critiche e le gravi difficoltà d'interpretazione alle quali l'art. 919, n. 1, del codice di commercio apriva l'àdito, parlando di « azioni derivanti dal contratto di società o delle operazioni sociali », sì che, considerata nella sua letterale accezione, la norma poteva indurre a ritenere che alla prescrizione quinquennale fossero soggetti anche i diritti derivanti dai rapporti posti in essere dalla società con i terzi nell'esplicazione della sua attività. Lo stesso termine di cinque anni è stabilito per la prescrizione dell'azione di responsabilità che spetta ai creditori sociali verso gli amministratori (art. 2949, secondo comma). Quanto al diritto del mediatore al pagamento della provi vigione, il termine prescrizionale di due anni (art. 922 del codice di commercio) è ridotto a un anno (art. 2950 del c.c.). La prescrizione dei diritti derivanti dal contratto di spedizione e dal contratto di trasporto è regolata dall'art. 2951 del c.c., che eleva i termini, eccessivamente brevi, stabiliti per il trasporto di cose dall'art. 926 del codice di commercio. Rimane immutato il termine di un anno per la prescrizione del diritto al pagamento delle rate di premio nel contratto di assicurazione, ma, circa la prescrizione degli altri diritti in materia assicurativa, a differenza del codice di commercio (art. 924), che non poneva distinzione alcuna, l'art. 2952 del c.c. distingue quelli che derivano dal contratto di assicurazione da quelli che derivano dal contratto di riassicurazione: per i primi è stabilito il termine di un anno; per i secondi il termine di due anni. Particolari disposizioni regolano la decorrenza di questi termini e la sospensione di essi. Ad eliminare il dubbio, in ordine ai diritti per i quali la legge stabilisce una prescrizione più breve di dieci anni, se, intervenuta sentenza di condanna passata in giudicato, torni a decorrere la prescrizione breve a cui è soggetto il rapporto deciso ovvero inizi il suo corso il termine di prescrizione ordinaria, provvede l'art. 2953 del c.c., il quale risolve la questione in quest'ultimo senso.

Massime relative all'art. 2952 Codice civile

Cass. n. 14420/2016

In tema di assicurazione contro gli infortuni, da cui derivino postumi di invalidità di carattere permanente, il termine di prescrizione del diritto all'indennizzo decorre, ex art. 2952, comma 2, c.c., dal verificarsi dell'evento lesivo previsto dalla polizza e, dunque, dal momento in cui emerga lo stato di invalidità permanente coperto dalla stessa, sicché l'assicuratore che intenda opporre la prescrizione del diritto fatto valere dall'assicurato ha l'onere di provare non già la data di verificazione del sinistro, ma quella in cui si è manifestato lo stato di invalidità conseguente allo stesso.

Cass. n. 18317/2015

In tema di assicurazione, l'effetto sospensivo della prescrizione disciplinato dall'art. 2952, comma 4, c.c., si verifica anche se la comunicazione all'assicuratore della richiesta risarcitoria del danneggiato provenga da quest'ultimo, o da un terzo, invece che dall'assicurato, senza, peraltro, che possa negarsi l'operatività di tale effetto qualora sia stata omessa l'esatta determinazione del "quantum" risarcitorio, sempreché l'atto sia univoco nell'esplicitare la volontà di ottenere il ristoro di tutti i danni subiti, con conseguente certa e concreta esposizione del patrimonio dell'assicurato stesso.

Cass. n. 19660/2014

In materia di assicurazione, la prescrizione breve del diritto all'indennizzo decorre dal momento in cui l'assicurato ha avuto conoscenza del fatto storico da cui il diritto deriva, ovvero da quello in cui egli abbia acquisito la consapevolezza di aver subito lesioni di una certa gravità, sebbene non sia ancora nota la loro specifica consistenza, assumendo rilievo non il fatto che l'infortunio indiscutibilmente rientri fra quelli coperti dalla assicurazione, ma che possa ragionevolmente rientrarvi.

Cass. n. 6296/2013

Premesso che la prescrizione del diritto dell'assicurato all'indennità decorre dalla data in cui il diritto medesimo può essere esercitato, sicché - con specifico riferimento all'assicurazione della responsabilità civile - il termine iniziale della decorrenza della prescrizione va individuato nella data in cui il danneggiato, per la prima volta, ha proposto - in via giudiziale o stragiudiziale - la sua richiesta, deve ritenersi idonea ai fini della decorrenza della prescrizione la richiesta di risarcimento anche in forma specifica e non solo per equivalente monetario.

Cass. n. 3961/2012

Nell'assicurazione contro i danni, la previsione della perizia contrattuale, rendendo inesigibile il diritto all'indennizzo fino alla conclusione delle operazioni peritali, sospende fino a tale momento la decorrenza del relativo termine di prescrizione ex art. 2952, secondo comma, c.c.; a condizione, tuttavia, che il sinistro sia stato denunciato all'assicuratore entro il termine di prescrizione del diritto all'indennizzo, decorrente dal giorno in cui si è verificato, in tal modo potendosi attivare la procedura di accertamento del diritto ed evitandosi che la richiesta di indennizzo sia dilazionata all'infinito.

Cass. n. 21601/2010

La pendenza di un procedimento penale per fatti che hanno dato luogo a un danno coperto da assicurazione (nella specie, per incendio verifica­tosi in un capannone) non costituisce, di per sé, fatto impeditivo del decorso della prescrizione del diritto all'indennizzo, salvo che le parti, nella loro autonomia contrattuale, non lo abbiano espressamente elevato a condizione sospensiva. perché, in tal caso, la pendenza del giudizio penale rap­presenta un ostacolo giuridico all'esercizio del diritto, che, a norma dell'art. 2935 c.c., impedisce il decorso della prescrizione.

La pendenza di un procedimento penale per fatti che hanno dato luogo a un danno coperto da assicurazione (nella specie, per incendio verifica­tosi in un capannone) non costituisce, di per sé, fatto impeditivo del decorso della prescrizione del diritto all'indennizzo, salvo che le parti, nella loro autonomia contrattuale, non lo abbiano espressamente elevato a condizione sospensiva, perché, in tal caso, la pendenza del giudizio penale rap­presenta un ostacolo giuridico all'esercizio del diritto, che, a norma dell'art. 2935 c.c., impedisce il decorso della prescrizione.

Cass. n. 8674/2009

In tema di assicurazioni, nel caso in cui le condizioni generali di polizza demandino ad apposita perizia medica l'accertamento dell'en­tità delle lesioni per le quali l'assicurato chiede l'indennizzo, affinché tale previsione contrattuale valga a paralizzare il decorso del termine di pre­scrizione di cui all'art. 2952, secondo comma, c.c. fino alla conclusione della perizia, occorre che il sinistro sia stato denunciato alla compagnia di assicurazioni entro l'anno dal giorno in cui si è verificato il fatto generatore di danno. (Nella fattispecie, relativa ad un infortunio sul lavoro, la S.C. ha escluso che fosse prescritto il diritto all'indennizzo dell'assicurato, derivando la prova della sua tempestiva denuncia dal fatto di essere stato sottoposto a visita medica per conto dell'as­sicurazione prima del decorso dell'anno dal sini­stro).

Cass. n. 29883/2008

Si prescrive in un anno, a norma dell'arti­colo 2952 cod. civ., e non nel diverso termine di cui all'articolo 2947 cod. civ., ed inizia a decorrere dalla data di pagamento, il diritto alla rivalsa che ai sensi dell'articolo 18, secondo comma, ult. pe­riodo, della legge 24 dicembre 1969 n. 990 - "ra­tione temporis" applicabile (come nella specie) - è riconosciuto all'assicuratore nei confronti dell'as­sicurato a seguito dell'azione di danni esperita nei propri confronti dal danneggiato per sinistro stradale.

Cass. n. 15497/2008

Quando per norma collettiva il datore di lavoro abbia l'obbligo di stipulare un contratto di assicurazione a favore del suo dipendente, il termine annuale, inderogabile, di prescrizione dei diritti del lavoratore derivanti dal contratto di assicurazione decorre dalla stipulazione dello stesso, senza che il decorso possa essere escluso né dal mancato avviso al lavoratore (assolvendo, il datore, il suo obbligo con la mera stipulazione e non anche, in difetto di specifica previsione, con la comunicazione della conclusione del contratto), essendo l'obbligo del datore adempiuto con la sti­pulazione e non ricorrendo, in difetto di specifica previsione, l'obbligo accessorio di comunicare al lavoratore la conclusione del contratto, né dalla mancata costituzione del collegio arbitrale previ­sto dal contratto collettivo applicabile (non sus­sistendo, in difetto di convergente volontà delle parti contrattuali, un diritto del lavoratore alla co­stituzione di questo organismo, né un onere dato­riale di nominare il relativo componente).

Cass. n. 18515/2007

In tema di assicurazione contro i danni, qualora il rischio assicurato riguardi l'altrui in­solvenza, affinché sorga il diritto all'indennizzo ed inizi a decorrere il relativo termine di prescrizione annuale è sufficiente che si manifesti il fatto stes­so dell'insolvenza, non valendo a spostare siffatta decorrenza la previsione negoziale che rinvii la liquidazione dell'indennizzo al momento, succes­sivo all'insolvenza, della produzione della docu­mentazione relativa al riconoscimento del credito, potendo le parti, nell'esercizio dell'autonomia contrattuale, elevare detta produzione documen­tale soltanto a condizione sospensiva del diritto all'indennizzo, cosa da impedire, in pendenza di tale condizione, il decorso della prescrizione del diritto medesimo. L'accertamento in concreto di una volontà contrattuale nel senso anzidetto è compito del giudice del merito ed è soggetto al sindacato di legittimità per violazione delle norme che presiedono all'interpretazione dei contratti ovvero per vizi di motivazione, restando escluso che esso possa essere censurato in base alla mera prospettazione di una diversa interpretazione del programma contrattuale.

Cass. n. 17834/2007

In tema di assicurazione, alla norma gene­rale dettata, in tema di prescrizione, dall'art. 2935 c.c. (secondo la quale la prescrizione stessa co­mincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere), viene apportata deroga dalla norma di cui all'art. 2952, quarto comma, c.c., la quale, regolando in ogni suo aspetto il rapporto tra assicurato e assicuratore, detta, altresì, la di­sciplina speciale della sospensione del termine di prescrizione sino alla definitiva liquidità ed esigibilità del credito del terzo danneggiato; tale sospensione si verifica non già con la denuncia del sinistro, bensì con la comunicazione, efficace anche se proveniente dallo stesso danneggiato o da un terzo, all'assicuratore, della richiesta di ri­sarcimento proposta dal danneggiato.

Cass. n. 1754/2005

In tema d'assicurazione contro i danni, la prescrizione del diritto dell'assicurato all'inden­nità è di un anno, senza che possa al riguardo assumere rilievo la circostanza che risulti even­tualmente proposta domanda d'annullamento dell'espletata perizia contrattuale, non essendo alle parti date di incidere sulla detta disciplina prescrizionale (nemmeno) mediante il colle­gamento di quest'ultima domanda con quella d'indennizzo. (Principio dalla Corte Cass. affer­mato nel rigettare il motivo di ricorso proposto deducendo la violazione e falsa applicazione degli artt. 1442, 1370, 1349 c.c. e 100 c.p.c., nonchè lamentando omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione, «per avere la corte del merito applicato nella specie il termine prescrizionale di cui all'art. 1952 c.c. invece di quello previsto dall'art. 1442 stesso codice, ancorchè fosse stata proposta domanda d'annullamento della perizia contrat­tuale e, condizionatamente, quella di pagamento dell'indennizzo ed ancorchè le parti del rapporto assicurativo "avessero consentito sull'an debeatur e, cioè sulla validità ed efficacia del contratto d'as­sicurazione e sulla risarcibilità del danno"» subi­to dall'assicurato).

Cass. n. 50/2004

Nell'assicurazione della responsabilità civi­le, dopo la comunicazione dell'assicurato all'as­sicuratore, della richiesta del terzo danneggiato o della proposizione da parte dello stesso dell'azio­ne in giudizio, il decorso della prescrizione breve prevista dall'art. 2952 c.c., anche in relazione al diritto fatto valere dall'assicurato ad essere te­nuto indenne di quanto deve pagare al terzo in dipendenza del comportamento dell'assicuratore integrante la c.d. mala gestio e la responsabilità ultramassimale, è sospeso, a norma del quarto comma del medesimo art. 2952, fino a quando il credito del danneggiato non sia divenuto liquido ed esigibile, oppure non si sia prescritto.

Cass. n. 11052/2002

In tema di contratto di assicurazione, i di­ritti derivanti dal contratto che, a norma dell'art. 2952 c.c. si prescrivono in un anno, sono soltanto quelli che si ricollegano direttamente ed unica­mente alla disciplina legale o pattizia del con­tratto di assicurazione, nel quale trovano il loro titolo immediato ed esclusivo, non i diritti che, sia pure in occasione o in esecuzione del rapporto assicurativo, sorgono o sono fatti valere dall'as­sicurato o dall'assicuratore sulla base di altro titolo (nella specie, la S.C., in base all'enunciato principio, ha confermato la decisione dei giudici di merito che avevano ritenuto doversi applicare il termine annuale di prescrizione al diritto di un'impresa relativo alla rifusione dall'assicura­zione delle spese c.d. di salvataggio).

Cass. n. 8600/2001

Il termine iniziale di decorrenza della pre­scrizione del diritto dell'assicurato va individua­to nella data in cui per la prima volta, in forma giudiziale ovvero stragiudiziale, il danneggiato propone la sua richiesta con la conseguenza che, ove la richiesta del danneggiato sia formulata stragiudizialmente, il detto termine decorre dalla data di tale richiesta, da portare a conoscenza del­l'assicuratore, senza che a tale fine sia necessaria l'ulteriore promozione del giudizio da parte del danneggiato.

Cass. n. 6769/2001

La prescrizione annuale del diritto di rivalsa dell'assicuratore nei confronti dell'assicurato per il danno risarcito al terzo, ove, per contratto, non operi la garanzia assicurativa, inizia a decorrere, in caso di pluralità di pagamenti parziali in tempi diversi, per ciascun pagamento dalla data in cui lo stesso è stato effettuato.

Cass. n. 6426/2001

In tema di assicurazione della responsabilità civile il termine annuale di prescrizione del diritto dell'assicurato a percepire l'indennizzo dalla pro­pria assicurazione decorre, secondo la lettera del terzo comma dell'art. 2952 c.c., dal giorno in cui il terzo ha chiesto il risarcimento all'assicurato o ha promosso l'azione contro il medesimo e non, invece, dal giorno del'evento dannoso.

Cass. n. 4350/2001

Qualora in un contratto di assicurazione le parti abbiano espressamente convenuto per qual­siasi comunicazione l'uso della raccomandata a mezzo del servizio postale, sono inefficaci, e, quindi, non sono idonei ad interrompere la pre­scrizione del diritto alla prestazione assicurativa a favore dell'assicurato, le comunicazioni inviate da quest'ultimo all'assicuratore in forma diversa.

Cass. n. 15149/2000

Nei rapporti tra assicuratore della respon­sabilità civile ed assicurato ai fini della cessazione della sospensione inerente ai diritti dell'assicura­to iniziati per effetto della comunicazione all'as­sicuratore della richiesta del terzo danneggiato o dell'azione da costui proposta, non sufficiente una sentenza di condanna, anche se esecutiva, dell'assicurato al risarcimento del danno nei con­fronti del terzo danneggiato, ma è invece neces­sario, ove la determinazione quantitativa del cre­dito dell'assicurato avvenga giudizialmente, che la sentenza sia passata in giudicato.

Qualora il corso della prescrizione sia stato sospeso dalla richiesta stragiudiziale all'assicu­ratore ai sensi dell'art. 2952 n. 4 c.c., anche se effettuata dallo stesso danneggiato, non è neces­saria una nuova comunicazione relativa alla pro­posizione della domanda giudiziale, restando la prescrizione sospesa fino a quando il credito non sia divenuto liquido ed esigibile oppure il diritto del danneggiato non sia prescritto.

Cass. n. 10950/2000

In tema di assicurazione obbligatoria con­tro gli infortuni sul lavoro, l'azione di regresso dell'Inail nei confronti della persona civilmente obbligata, a seguito dei numerosi interventi della Corte costituzionale in materia (v. sent. cost. n. 102 del 1981. n. 118 del 1986 e n. 372 del 1988), può essere esperita alla sola condizione che il fatto costituisca reato perseguibile d'ufficio, mentre il preventivo accertamento giudiziale del fatto stesso — necessario solo in mancanza di adempimento spontaneo del soggetto debitore o di bonario componimento della lite — non deve necessariamente avvenire in sede penale, potendo essere effettuato anche in sede civile (salvo il riscontro dell'eventuale pregiudizialità penale). Ne consegue che, divenendo l'Inail titolare del credito alla rivalsa per effetto del solo verificarsi del fatto, il termine triennale per proporre l'azione — che è di prescrizione quando vi è stato l'accertamento giudiziale in sede penale ed è, invece, di decaden­za quando tale accertamento è mancato in detta sede — non decorre più necessariamente (come accadeva nel quadro normativo antecedente alle citate pronunce della Corte costituzionale) dalla sentenza penale sul fatto-reato da cui è derivato l'infortunio, ma decorre dalla definizione del procedimento penale solo quando tale procedi­mento .sia stato iniziato, mentre negli altri casi decorre dal giorno in cui l'Istituto ha richiesto il risarcimento all'assicurato o ha promosso contro di questo l'azione.

Cass. n. 7362/2000

La prescrizione annuale dei diritti derivanti dal contratto di assicurazione, prevista dall'art. 2952, secondo comma, c.p.c., trova applicazione non solo per quelli espressamente pattuiti nel contratto di assicurazione, ma anche per le voci accessorie degli interessi legali e del maggior danno.

Cass. n. 4475/2000

Nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, il termine di prescrizione (di tre anni e centocinquanta giorni) del diritto alla rendita per inabilità permanente decorre dal momento stesso del verificarsi dell'infortunio, quando per la natura e gravità dei postumi, la loro esistenza e la loro incidenza sulla capacità lavorativa sono immediatamente e chiaramente percepibili dal lavoratore. (Fattispecie relativa a infortunio determinante l'amputazione di quattro dita della mano destra e della falange distale di due dita della mano sinistra; il giudice di merito aveva ritenuto rilevante il momento in cui incon­trovertibilmente e irreversibilmente era stata raggiunta la percentuale minima di legge di inva­lidità permanente; con il ricorso per cassazione, rigettato dalla S.C., il ricorrente aveva, sotto vari profili, censurato la sentenza impugnata per il fatto che si erano ritenuti consolidati ed irrever­sibili i postumi sin dal momento dell'infortunio, ma non aveva posto in discussione la questione della decorrenza delle prestazioni di inabilità permanente in relazione al momento di cessazio­ne dell'inabilità temporanea assoluta, a norma dell'art. 74 del D.P.R. n. 1124 del 1965).

Cass. n. 754/2000

In base alle disposizioni di cui all'art. 2742 c.c. ed all'art. 3 del R.D.L. 15 marzo 1927 n. 436, che prevedono la surrogazione dell'indennità as­sicurativa al veicolo sottratto soggetto ad ipoteca, il vincolo dell'indennità a favore del creditore ipotecario non determina due distinte situazioni contrattuali (con il contraente assicurato e con il terzo) diversamente regolate, unico essendo l'ob­bligo dell'assicuratore di corrispondere l'inden­nità. Pertanto, l'azione del creditore ipotecario intesa ad ottenere il pagamento della suddetta indennità soggiace al termine prescrizionale annuale previsto dall'art. 2952 c.c.

Cass. n. 4156/1999

A norma dell'art. 2952 c.c., nell'assicurazio­ne della responsabilità civile, dopo la comunica­zione dell'assicurato all'assicuratore della richie­sta del terzo danneggiato o della proposizione da parte dello stesso dell'azione in giudizio, il decor­so della prescrizione è sospeso fino a quando il credito del danneggiato non sia divenuto liquido ed esigibile, oppure non si sia prescritto. (Nella specie, in relazione ad azione dell'assicurato di­retta a far valere la responsabilità cosiddetta ul­tramassimale per mala gestio dell'assicuratore, la S.C. — correggendo la motivazione della sentenza impugnata — ha escluso la fondatezza della tesi della società assicuratrice, che intendeva computare la prescrizione annuale con decorrenza dalla data della lettera con cui essa — durante la so­spensione della prescrizione a norma del riporta­to principio — aveva comunicato all'assicurato di avere erogato agli aventi diritto l'intero massima­le).

Cass. n. 2789/1999

La clausola di rinuncia dell'assicuratore della cosa trasportata per conto di chi spetta alla rivalsa nei confronti del vettore, per l'indennizzo all'avente diritto, non configura un'assicurazione della responsabilità civile di questi, ma è soltanto idonea a fondare la sua eccezione se invece ri­chiesto dall'assicuratore di manlevarlo e pertan­to, se egli agisce per ottenere da quest'ultimo il rimborso di quanto corrisposto al danneggiato o a colui che ad esso si è surrogato, la prescrizione non decorre né è sospesa ai sensi dell'art. 2952 c.c., rispettivamente commi terzo e quarto, poi­ché questa norma è applicabile al diverso istituto dell'assicurazione per la responsabilità civile.

Cass. n. 5155/1997

Ove la copertura del rischio in caso di in­fortunio sul lavoro sia garantita al lavoratore con una polizza di assicurazione privata, il diritto al­l'indennizzo, vantato dal lavoratore nei confronti dell'assicuratore, si prescrive nel termine annuale previsto dall'art. 2952 c.c., disposizione questa che non è suscettibile di denuncia di incostitu­zionalità con riferimento al più favorevole regime della prescrizione triennale previsto dall'ari. 112 D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 per le prestazioni nascenti dall'assicurazione obbligatoria in ragio­ne della non comparabilità dei due regimi.

Cass. n. 4363/1997

La prescrizione (annuale. ai sensi dell'art. 2952, secondo comma c.c.) del diritto di rivalsa dell'assicuratore nei confronti dell'assicurato ? nel caso in cui, per contratto, non operi la garanzia assicurativa ? decorre da quando tale diritto può esser fatto valere, e perciò, nel caso di pluralità di pagamenti parziali in tempi diversi, il predetto termine inizia dalla data di correspon­sione di ciascuno di essi, e non invece dall'ultimo pagamento, pur se con questo si realizza il globa­le depauperamento dell'assicuratore.

Cass. n. 5560/1996

Nell'assicurazione sulla responsabilità civile contratta da un datore di lavoro per gli infortuni dei suoi dipendenti, non concreta richiesta di ri­sarcimento idonea, ai sensi dell'art. 2952, comma terzo, c.c., a determinare l'inizio del decorso della prescrizione del diritto all'indennizzo nei con­fronti dell'assicuratore, la nota con la quale l'Inail comunica al datore di lavoro che gli richiederà il rimborso della (non indicata) somma che esso Istituto in futuro sarà obbligato a versare al di­pendente infortunato.

Cass. n. 9744/1994

Il patto con cui l'assicuratore assume la gestione della lite configura un negozio atipico accessorio al contratto di assicurazione, costi­tuendo un mezzo attraverso il quale viene data esecuzione al rapporto stesso. Ne consegue che il diritto che l'assicurato esercita in forza del patto suddetto di essere tenuto indenne dalla pretesa risarcitoria fatta valere nei suoi esclusivi confronti dal danneggiato per la somma eccedente il mas­simale di polizza, trovando titolo nel contratto as­sicurativo, è assoggettato alla prescrizione annua­le di cui all'art. 2952, comma 2, c.c., che inizia a decorrere dal giorno in cui l'assicurato ha ricevuto dall'assicuratore la notizia della sentenza che ha reso liquido ed esigibile il credito del danneggiato e non al più lungo termine previsto dall'art. 2947 c.c. per il credito risarcitorio derivante da fatto illecito.

Cass. n. 4596/1994

In tema di assicurazione privata dell'invali­dità temporanea da infortuni sul lavoro o degli stati di malattia, il diritto all'indennizzo sorge per effetto del verificarsi della situazione di invalidità ed è soggetto, pertanto, alla prescrizione annuale prevista dalI'art. 2952, comma 2, c.c. con decor­so dal giorno della sopravvenienza del fatto assicurato (invalidità).

Cass. n. 4735/1992

Nel contratto di assicurazione privata con­tro gli infortuni da cui sia derivato un evento produttivo di lesioni corporali che abbiano determinato ricoveri ospedalieri, invalidità tem­poranea totale o parziale, postumi invalidanti di carattere permanente o la morte dell'infortunato, la fattispecie costitutiva del diritto all'indennizzo si perfeziona solo nel momento in cui l'evento lesivo o morboso si traduca o si evidenzi in uno dei fatti coperti dalla garanzia assicurativa con la conseguenza che è da questo momento, piuttosto che da quello dell'infortunio, che decorre la prescrizione annuale del diritto dell'assicurato, ai sensi dell'art. 2952 c.c. Pertanto, l'assicuratore che intende opporre la prescrizione annuale del diritto fatto valere dall'assicurato ha l'onere di provare non la data del sinistro ma quella in cui si è manifestato l'evento dannoso coperto dalla ga­ranzia assicurativa e dalla quale, quindi, il diritto avrebbe potuto essere fatto valere nei suoi con­fronti.

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