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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 18892 del 10 luglio 2024
«L'ordine di reintegrazione nel posto di lavoro emanato dal giudice nel sanzionare un licenziamento illegittimo esige che il lavoratore sia in ogni caso ricollocato nel luogo e nelle mansioni originarie, salva la facoltà per il datore di lavoro di...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 11870 del 2 maggio 2024
«In tema di limiti all'esercizio dello "ius variandi" del datore di lavoro, l'art. 3 del d.lgs. n. 81 del 2015, di modifica dell'art. 2103 c.c., stabilisce il principio della fungibilità delle mansioni riconducibili allo stesso livello e categoria...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 6275 del 8 marzo 2024
«Quando il lavoratore allega un demansionamento riconducibile ad un inesatto adempimento dell'obbligo gravante sul datore di lavoro ai sensi dell'art. 2103 cod. civ., è su quest'ultimo che incombe l'onere di provare l'esatto adempimento del suo...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 3529 del 7 febbraio 2024
«In caso di demansionamento riconducibile ad un inesatto adempimento dell'obbligo gravante sul datore di lavoro ai sensi dell'art. 2103 c.c., è su quest'ultimo che incombe l'onere della prova riguardo all'esatto adempimento del suo obbligo, o...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 835 del 9 gennaio 2024
«Il principio dell'irriducibilità della retribuzione, dettato dall'art. 2103 c.c., implica che la retribuzione concordata al momento dell'assunzione non è riducibile neppure a seguito di accordo tra il datore di lavoro e il prestatore di lavoro e...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 48 del 2 gennaio 2024
«Quando il lavoratore allega un demansionamento riconducibile ad un inesatto adempimento dell'obbligo gravante sul datore di lavoro ai sensi dell'art. 2103 c.c., è su quest'ultimo che incombe l'onere di provare l'esatto adempimento del suo obbligo,...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 2579 del 3 febbraio 2025
«Invero, la contestazione disciplinare deve delineare l'addebito così come individuato dal datore di lavoro e tracciare i contorni della condotta ritenuta disciplinarmente rilevante, in modo tale da perimetrare anche l'ambito dell'attività...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 8899 del 4 aprile 2024
«In tema di licenziamento per giusta causa, solo una condotta posta in essere mentre il rapporto di lavoro è in corso può integrare stricto iure una responsabilità disciplinare del dipendente, diversamente non configurandosi neppure un obbligo di...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 11344 del 2 maggio 2023
«La contestazione dell'addebito, necessaria in funzione di tutte le sanzioni disciplinari, ha lo scopo di consentire al lavoratore l'immediata difesa e deve a tal fine rivestire il carattere della specificità, che è integrato quando sono fornite le...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 28367 del 27 ottobre 2025
«Tale obbligo, in particolare, deve intendersi non soltanto come mero divieto di abuso di posizione attuato attraverso azioni concorrenziali e/o violazioni di segreti produttivi, ma anche come divieto di condotte che siano in contrasto con i doveri...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 7793 del 24 marzo 2025
«La condotta illecita extralavorativa del lavoratore può rilevare disciplinarmente solo se idonea a ledere gli interessi morali e materiali del datore di lavoro o compromettere irrimediabilmente il rapporto fiduciario tra le parti. Tuttavia essa...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 14944 del 28 maggio 2024
«In tema di concorrenza sleale, il cd. storno vietato di dipendenti non ricorre ove l'imprenditore avvii una collaborazione professionale con il prestatore d'opera, che abbia posto fine al precedente rapporto di lavoro, disattendendo l'obbligo di...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 4238 del 18 febbraio 2025
«In materia di licenziamento disciplinare per giusta causa, qualora risulti accertato che la condotta del lavoratore è tale da compromettere irrimediabilmente il rapporto fiduciario, è irrilevante che analoga condotta commessa da altri dipendenti...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 31866 del 11 dicembre 2024
«Una condotta illecita extralavorativa, se caratterizzata da una gravità tale da compromettere il rapporto fiduciario con il datore di lavoro, può costituire giusta causa di licenziamento. In particolare, atti reiterati e abituali di violenza e...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 16634 del 14 giugno 2024
«La valutazione della gravità del comportamento e della sua idoneità a ledere la fiducia che il datore di lavoro ripone nel dipendente è funzione tipica del giudice del merito e se adeguatamente motivata è insindacabile in sede di legittimità.»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 4320 del 19 febbraio 2024
«In tema di rapporti tra previsioni della contrattazione collettiva e fatti posti a fondamento dei licenziamenti ontologicamente disciplinari, è necessario valutare se il comportamento tenuto dal lavoratore sia suscettibile di scuotere la fiducia...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 14843 del 28 maggio 2024
«Ai fini della misurazione dell'orario di lavoro, l'art. 1, comma 2, lett. a), d.lgs. n. 66 del 2003 attribuisce espresso ed alternativo rilievo non solo al tempo della prestazione effettiva ma anche a quello della disponibilità del lavoratore e...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 16147 del 16 giugno 2025
«I periodi di assenze per ferie o malattia non sono neutri rispetto al computo dell'orario normale di lavoro, il superamento del quale dà luogo allo straordinario, poiché concorrono all'adempimento del debito orario del lavoratore in base a una...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 13661 del 21 maggio 2025
«Per autorizzazione al lavoro straordinario si intende il fatto che le prestazioni non siano svolte senza conoscenza o contro la volontà del datore di lavoro, ma con il consenso del medesimo; consenso alle prestazioni che può anche essere implicito...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 6998 del 16 marzo 2025
«In tema di pubblico impiego contrattualizzato, il lavoratore ha diritto al pagamento della prestazione resa per lavoro straordinario nella misura prevista dalla contrattazione collettiva, ove sia eseguita con il consenso, anche implicito, del...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 4984 del 26 febbraio 2025
«In tema di pubblico impiego contrattualizzato, il lavoratore ha diritto al pagamento della prestazione resa per lavoro straordinario nella misura prevista dalla contrattazione collettiva, ove sia eseguita con il consenso, anche implicito, del...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 17912 del 28 giugno 2024
«In tema di pubblico impiego privatizzato, il disposto dell'art. 2126 c.c. non si pone in contrasto con le previsioni della contrattazione collettiva che prevedono autorizzazioni o con le regole normative sui vincoli di spesa, ma è integrativo di...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 17802 del 27 giugno 2024
«Nel pubblico impiego privatizzato, il diritto al compenso per il lavoro straordinario svolto si presume autorizzato dall'amministrazione anche se non in linea con le disposizioni del contratto collettivo, a patto che le prestazioni siano svolte...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 17103 del 20 giugno 2024
«In tema di pubblico impiego privatizzato, il diritto al compenso per il lavoro straordinario svolto presuppone la previa autorizzazione dell'amministrazione; tuttavia, tale diritto spetta al lavoratore anche laddove la richiesta autorizzazione...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 27842 del 3 ottobre 2023
«In tema di pubblico impiego privatizzato, il dipendente di un'agenzia regionale per la protezione ambientale (A.R.P.A.) che nell'ambito del rapporto di lavoro ha eseguito, in favore di soggetti terzi e con il consenso dell'amministrazione di...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 16603 del 14 giugno 2024
«In caso di cessazione del rapporto di lavoro e rivendicazione da parte del lavoratore dell'indennità sostitutiva delle ferie non godute, spetta al datore di lavoro dimostrare di aver messo il dipendente nelle condizioni di esercitare in modo...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 9877 del 11 aprile 2024
«Il dirigente che non abbia fruito delle ferie al momento della cessazione del rapporto di lavoro ha diritto a un'indennità sostitutiva, a meno che il datore di lavoro dimostri di averlo messo nelle condizioni di esercitare il diritto in questione...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 3339 del 6 febbraio 2024
«La perdita del diritto alle ferie ed alla corrispondente indennità sostitutiva alla cessazione del rapporto di lavoro può verificarsi soltanto nel caso in cui il datore di lavoro offra la prova: a) di avere invitato il lavoratore a godere delle...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 26997 del 21 settembre 2023
« Il lavoratore assente per malattia non ha incondizionata facoltà di sostituire alla malattia la fruizione delle ferie, maturate e non godute, quale titolo della sua assenza, allo scopo di interrompere il decorso del periodo di comporto, ma il...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 19659 del 11 luglio 2023
«L'avvenuta sanzione del licenziamento disciplinare senza preavviso non comporta la perdita del diritto del lavoratore a percepire l'indennità sostitutiva delle ferie non godute per il periodo anteriore alla cessazione dell'impiego, ove il datore...»