Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 19 Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n. 1398)

Pene accessorie: specie

Dispositivo dell'art. 19 Codice penale

Le pene accessorie per i delitti sono:

  1. 1) l'interdizione dai pubblici uffici [28];
  2. 2) l'interdizione da una professione o da un'arte [30];
  3. 3) l'interdizione legale [32];
  4. 4) l'interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese [32bis];
  5. 5) l'incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione [32ter, 32quater];
  6. 5-bis) l'estinzione del rapporto di impiego o di lavoro (2);
  7. 6) la decadenza o la sospensione dall'esercizio della responsabilità genitoriale [34] (3).

Le pene accessorie per le contravvenzioni sono:

  1. 1) la sospensione dall'esercizio di una professione o di un'arte [35];
  2. 2) la sospensione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese [35bis] (1).

Pena accessoria comune ai delitti e alle contravvenzioni è la pubblicazione della sentenza penale di condanna [36; c.p.p. 543].

La legge penale determina gli altri casi in cui le pene accessorie stabilite per i delitti sono comuni alle contravvenzioni [671 2] (4).

Note

(1) Attraverso la l. 205/99, il Governo è stato chiamato a porre in essere il processo di depenalizzione di alcuni reati attraverso la trasformazione in sanzioni amministrative accessorie delle pene accessorie per questi già previste.
(2) Il comma in esame è stato inserito per opera dell' art. 5, c. 1, l. 27 marzo 2001, n. 97.
(3) Al n° 6 l' espressione "potestà dei genitori" è stata sostituita con "responsabilità genitoriale" dall’art. 93, comma 1, lett. a), D.Lgs. 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal 7 febbraio 2014.
(4) La legge 24 novembre 1981, n. 689 ha inserito le voci 4 e 5 come pene accessorie per i delitti e la voce 2 tra quelle relative alle contravvenzioni.

Ratio Legis

L'articolo in esame fornisce un elenco esaustivo delle pene accessorie previste rispettivamente per i delitti e per le contravvenzioni, al fine di sottoporne l'applicazione al principio di riserva di legge.

Spiegazione dell'art. 19 Codice penale

Le pena accessorie elencate nell'articolo in esame, alcune conseguenti alla condanna per delitti, altre alla condanna per contravvenzioni, sono sanzioni penali interdittive che determinano la perdita o la limitazione di un potere, di una attività che normalmente svolgeva il reo, o della sua capacità giuridica.
Esse conseguono automaticamente all'irrogazione di una determinata pena (art. 20).

Elemento fondamentale delle pene accessorie è appunto la loro accessorietà, nel senso che vengono irrogate sempre e solo in seguito ad una condanna penale e ne sono ad essa complementari. Non può esistere dunque una pena accessoria senza la condanna principale.

Le pene si distinguono in perpetue o temporanee, tra queste ultime si distingue ulteriormente tra obbligatorie (ad es. art. 34) e facoltative (es. art. 30), a seconda che il Giudice non possa determinarne la durata, la quale dunque viene fissata direttamente dalla legge, oppure possa invece stabilirne la durata di applicazione.

L'elenco contenuto nell'art. 19 ha carattere tassativo, restando operante nella sfera delle pene accessorie il principio di riserva di legge. Ciò tuttavia non esclude nuove pene accessorie previste dalla legislazione speciale, per esempio in materia di bancarotta, di frodi alimentari, di reati fiscali e così via. Nel loro computo non si tiene conto del tempo in cui il soggetto sconta la pena o è sottoposto a misure di sicurezza.

Massime relative all'art. 19 Codice penale

Cass. pen. n. 6240/2015

Sono riconducibili al novero delle pene accessorie non espressamente determinate dalla legge quelle per le quali sia previsto un minimo e un massimo edittale ovvero uno soltanto dei suddetti limiti, ragione per la quale la loro durata deve essere dal giudice uniformata, ai sensi dell'art. 37 cod. pen., a quella della pena principale inflitta.

Cass. pen. n. 7917/1998

La pubblicazione della sentenza prevista dall'art. 186 c.p. ha natura di sanzione civile che può disporsi a carico del colpevole qualora essa costituisca un mezzo per riparare il danno, diversamente dalla pubblicazione della sentenza prevista dall'art. 19 c.p. che ha la natura di pena accessoria. Trattasi, pertanto, di istituto ontologicamente appartenente al processo civile, dal quale mutua la sua disciplina, pur quando l'azione civile venga proposta nel processo penale. Ne consegue che la pubblicazione della sentenza prevista dall'art. 186 citato non può essere disposta d'ufficio in mancanza della domanda della parte istante. (Nella specie la Corte ha annullato sul punto la pronuncia dei giudici di merito che avevano ordinato la pubblicazione della sentenza senza che la parte civile ne avesse fatto domanda, in ipotesi, tra l'altro, in cui il procedimento riguardava il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare - ex art. 570, comma secondo - ritenuta non suscettiva di danni non patrimoniali, escludendo, tra l'altro, la reciproca soccombenza e la legittimità, totale o parziale, della compensazione delle spese)

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: una volta effettuato il pagamento sarà possibile inviare documenti o altro materiale relativo al quesito posto; indicazioni sulle modalità dell'invio verranno fornite via email.

Testi per approfondire questo articolo

  • La messa alla prova nel processo penale. Le applicazioni pratiche della legge n. 67/2014

    Editore: Giuffrè
    Collana: Teoria pratica diritto. Penale e process.
    Data di pubblicazione: aprile 2015
    Prezzo: 24,00 -5% 22,80 €

    La legge n. 67/2014 ha introdotto nell'ordinamento italiano la sospensione del procedimento con messa alla prova per gli imputati o indagati maggiorenni. Si tratta di un nuovo rito alternativo al dibattimento, il cui esito positivo comporta l'estinzione del reato ed è destinato a risolvere, in conformità alle direttive europee, la questione del sovraffollamento delle carceri. Il volume approfondisce le disposizioni introdotte dalla nuova normativa, indica le strategie... (continua)

  • Il perdono responsabile. Perché il carcere non serve a nulla

    Collana: Saggi
    Pagine: 136
    Data di pubblicazione: gennaio 2013
    Prezzo: 9,90 -5% 9,40 €

    La gran parte dei condannati a pene carcerarie torna a delinquere; la maggior parte di essi non viene riabilitata, come prescrive la Costituzione, ma semplicemente repressa, e privata di elementari diritti sanciti dalla nostra carta fondamentale - come ne vengono privati i loro cari; la condizione carceraria, per il sovraffollamento, la violenza fisica e psicologica, è di una durezza inconcepibile per chi non la viva, e questa durezza incoraggia tutt'altre tendenze che il desiderio... (continua)

  • Percorsi di giustizia. Tra conflitto e riparazione

    Editore: Aracne
    Pagine: 228
    Data di pubblicazione: aprile 2011
    Prezzo: 14 €

    La gestione del conflitto è diventata una categoria centrale nel dibattito contemporaneo delle scienze sociali e, nella sua dimensione penale, rappresenta un ambito sempre più indagato dalla ricerca sociologica e criminologica. In un momento storico in cui i modelli di giustizia tradizionali - retributivo e rieducativo - appaiono indeboliti dai ripetuti fallimenti e oggetto di critiche incrociate da parte della ricerca e della società civile in generale, un nuovo... (continua)

  • Legalizzare la tortura?
    Ascesa e declino dello Stato di diritto

    Editore: Il Mulino
    Collana: Saggi
    Pagine: 190
    Data di pubblicazione: gennaio 2013
    Prezzo: 19,00 -5% 18,05 €

    Guantánamo, Abu Ghraib, Bagram: sono nomi sinistri, che evocano scenari di umiliazioni, vessazioni e sevizie usate nei confronti di detenuti. Sull'onda di queste e altre analoghe vicende venute alla luce negli ultimi dieci anni, si è acceso un dibattito che risulta sorprendente per ampiezza e vigore, ma anche scandaloso per la domanda intorno alla quale ruota: è legittima e auspicabile la legalizzazione della tortura? Una questione scabrosa, che gli autori affrontano... (continua)

  • Fra delitto e castigo. Sistematica e genetica politico-criminale degli istituti della punibilità

    Autore: Tonon Daniela
    Editore: Giappichelli
    Pagine: 240
    Data di pubblicazione: ottobre 2014
    Prezzo: 26,00 -5% 24,70 €

    Sommario

    Introduzione. – I. Reato e punibilità: evoluzione dommatica e (perduranti) aporie concettuali. – II. Gli istituti della punibilità: struttura e sistematica. – Sez. I. L’istituto in funzione condizionante: le condizioni obiettive di punibilità. – Sez. II. Gli istituti in funzione escludente: le cause di esclusione e di estinzione della punibilità. – III. Punibilità e politica criminale:... (continua)