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Articolo 571 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Offerte d'acquisto

Dispositivo dell'art. 571 Codice di procedura civile

Ognuno, tranne il debitore (1) (2), è ammesso a offrire per l'acquisto dell'immobile pignorato personalmente o a mezzo di procuratore legale (3) anche a norma dell'articolo 579 ultimo comma. L'offerente deve presentare nella cancelleria dichiarazione contenente l'indicazione del prezzo, del tempo e modo del pagamento e ogni altro elemento utile alla valutazione dell'offerta [disp. att. 174] (4).

L'offerta non è efficace se perviene oltre il termine stabilito ai sensi dell'569, terzo comma, se è inferiore di oltre un quarto al prezzo stabilito dall'ordinanza o se l'offerente non presta cauzione, con le modalità stabilite nell'ordinanza di vendita, in misura non inferiore al decimo del prezzo da lui proposto [disp. att. 86](6).

L'offerta e' irrevocabile, salvo che:

  1. [1) il giudice disponga la gara tra gli offerenti di cui all'articolo 573](5);
  2. 2) il giudice ordini l'incanto;
  3. 3) siano decorsi centoventi giorni dalla sua presentazione ed essa non sia stata accolta.

L'offerta deve essere depositata in busta chiusa all'esterno della quale sono annotati, a cura del cancelliere ricevente, il nome, previa identificazione, di chi materialmente provvede al deposito, il nome del giudice dell'esecuzione o del professionista delegato ai sensi dell'articolo 591-bis e la data dell'udienza fissata per l'esame delle offerte. Se e' stabilito che la cauzione è da versare mediante assegno circolare, lo stesso deve essere inserito nella busta. Le buste sono aperte all'udienza fissata per l'esame delle offerte alla presenza degli offerenti.

Note

(1) Al debitore è fatto divieto di presentare un'offerta. Qualora sia in possesso il denaro per pagare dovrà infatti effettuare un versamento o chiedere la conversione del pignoramento. Se nonostante il divieto, il debitore presenta un'offerta, questa deve considerarsi nulla; allo stesso modo è nulla la vendita nel caso in cui il debitore, non rispettando tale divieto, divenga aggiudicatario dell'immobile pignorato.
(2) Accanto al debitore, non possono proporre offerte d'acquisto le persone indicate nell'art. 1471 c.c., come ad esempio gli amministratori dei beni dello Stato, il giudice dell'esecuzione, il custode dei beni pignorati, l'Ufficiale giudiziario che ha effettuato il pignoramento.
(3) In questo caso il difensore, rimasto aggiudicatario per persona da nominare, deve dichiarare in cancelleria, nei tre giorni dalla comunicazione del decreto di aggiudicazione, il nome della persona per la quale ha fatto l'offerta depositando anche il mandato (si cfr. 583). In mancanza, l'aggiudicazione si consoliderà in capo al difensore.
(4) Al momento del deposito, l'offerente deve indicare la residenza o eleggere il domicilio nel comune nel quale ha sede il Tribunale competente per l'esecuzione ai sensi dell'art.174 disp. att..
(5) Questo punto è stato abrogato dalla Legge 52/2006 con decorrenza dal 1 marzo 2006.
(6) I primi commi sono stati così modificati dal D. L. 27 giugno 2015, n. 83, convertito, con modificazioni, nella L. 6 agosto 2015, n.132.

Massime relative all'art. 571 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 12880/2012

Nell'esecuzione per espropriazione immobiliare, quando sia disposta la vendita senza incanto, è inefficace l'offerta presentata con modalità difformi da quelle stabilite nell'ordinanza che dispone la vendita, a nulla rilevando che la difformità riguardi prescrizioni dell'ordinanza di vendita stabilite dal giudice di sua iniziativa, ed in assenza di una previsione di legge in tal senso (nella specie, avente ad oggetto un processo anteriore alle riforme introdotte col d.l. n. 35 del 2005 e con la legge n. 263 del 2005, la S.C. ha ritenuto inefficace l'offerta accompagnata da una cauzione prestata mediante assegni circolari tratti su una banca diversa da quella che era stata indicata dal giudice dell'esecuzione nell'ordinanza dispositiva della vendita).

Cass. civ. n. 6186/2009

In tema di esecuzione per espropriazione immobiliare con modalità di vendita senza incanto, qualora uno dei partecipanti alla gara, nel formulare la sua offerta, abbia depositato la cauzione in una misura inferiore a quella prescritta dall'art. 571, secondo comma, cod. proc. civ., gli altri partecipanti, oltre a poter far constatare al giudice dell'esecuzione tale condizione di inefficacia, sollecitando l'esercizio dei suoi poteri officiosi, sono tenuti, in mancanza, nell'eventualità in cui lo stesso giudice provveda ad emettere l'ordinanza di aggiudicazione del bene in favore dell'offerente che abbia depositato la cauzione in modo incongruo, a proporre opposizione agli atti esecutivi avverso siffatta ordinanza (alla quale si trasmettono i vizi delle operazioni inerenti l'espletata vendita senza incanto), nel termine prescritto dall'art. 617 cod. proc. civ., decorrente dalla conoscenza legale del provvedimento medesimo (ossia dal giorno della stessa udienza in cui l'ordinanza sia stata adottata, per le parti che vi abbiano partecipato o che siano state messe in condizione di parteciparvi, ossia dalla sua comunicazione da parte della cancelleria, nell'ipotesi di emissione fuori udienza).

Cass. civ. n. 23683/2008

In tema di espropriazione immobiliare, la violazione delle procedure di vendita (nella specie apertura delle buste nella vendita senza incanto fuori e prima dell'udienza), non costituisce un vizio che determina una nullità insanabile, rilevabile in ogni momento del processo esecutivo, poiché non si concreta in un vizio che impedisce allo stesso processo di raggiungere lo scopo cui è preordinato, vale a dire l'espropriazione del bene per il soddisfacimento delle ragioni creditorie. In tal caso, il mezzo di impugnazione dell'atto del processo esecutivo che ha dato luogo al vizio contestato si identifica con l'opposizione agli atti esecutivi, proponibile nel termine di decadenza di cui all'art. 617 cod. proc. civ. il quale, quando il vizio emerga da verbale di udienza alla quale il debitore sia stato posto nella condizione di comparire, ma non sia comparso, decorre dalla data dell'udienza stessa e non da quella dell'effettiva conoscenza.

Cass. civ. n. 13619/1999

L'offerta che preceda l'ordinanza di vendita e l'avviso ex art. 570 c.p.c., non determina di per sé l'invalidità dell'offerta, se la stessa è formulata in vista di una vendita senza incanto, della quale viene sollecitata l'effettuazione. Essa è destinata perciò a rimanere valida dopo l'ordinanza e l'avviso, con una semplice inversione del procedimento normale di formazione della fattispecie. L'eventuale insufficienza del prezzo offerto rispetto a quello determinato ai sensi dell'art. 568 c.p.c., rende, tuttavia l'offerta inefficace, ma l'offerente viene a trovarsi semplicemente nella situazione di colui la cui offerta non sia accettata. Da ciò consegue che la somma non possa in alcun modo essere oggetto di confisca ai sensi dell'art. 574 terzo comma c.p.c., che richiama il successivo art. 587 soltanto in danno di chi si sia reso acquirente nella vendita, e vada perciò restituita all'autore dell'offerta.

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Consulenze legali
relative all'articolo 571 Codice di procedura civile

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Franco V. chiede
venerdì 15/06/2018 - Lazio
“Spett.le Brocardi
Ho intenzione di comprare un appartamento sito a Contigliano Rieti in vendita da sistemia all'asta.
Prezzo base d'asta € 35.000 offerta minima € 26.250.mi è stato detto che posso fare una offerta di € 26.500 versando un assegno del 10% su € 26.500.
Voglio comprarlo senza incanto e al prezzo di € 26.500.Presso il tribunale di rieti non risulta nessuna vendita all'asta.
Grazie”
Consulenza legale i 29/06/2018
A norma del codice di procedura civile, una volta che un bene di proprietà del debitore sia stato sottoposto a pignoramento potrà essere venduto, ad istanza del o dei creditori, secondo determinate forme. Modalità e condizioni della vendita sono stabilite dal giudice con apposita ordinanza.
Per quanto riguarda la materia che specificamente interessa nel nostro caso, ovvero la vendita di beni immobili, l’ordinanza di vendita fissa un termine compreso tra novanta e centoventi giorni per la presentazione di offerte d'acquisto ai sensi dell'art. 571 del c.p.c.; inoltre stabilisce
- le modalità con cui deve essere prestata la cauzione
- se la vendita è fatta in uno o più lotti
- il prezzo base sulla scorta del valore dell’immobile
- l’offerta minima
- il termine e le modalità per il deposito del prezzo
e fissa, da ultimo l'udienza per la deliberazione sull'offerta e per la eventuale gara tra gli offerenti.

Esistono due tipi di vendita forzata: con incanto o senza incanto. L’art. 503, comma 2 del c.p.c. precisa che la vendita con incanto può essere disposta solo quando il giudice ritiene probabile che la vendita con tale modalità abbia luogo ad un prezzo superiore della metà rispetto al valore del bene.
La vendita con incanto ha luogo pubblicamente, davanti al giudice dell'esecuzione, oppure telematicamente. Le offerte non sono efficaci se non superano il prezzo base o l'offerta precedente nella misura indicata nelle condizioni di vendita. Qualora siano trascorsi tre minuti dall'ultima offerta senza che ne segua un'altra maggiore, l'immobile è aggiudicato all'ultimo offerente.
Nel caso in cui disponga la vendita con incanto, il giudice dell'esecuzione stabilisce
- se la vendita si deve fare in uno o più lotti
- il prezzo base dell'incanto in base al valore del bene
- il giorno e l'ora dell'incanto
- l’importo della cauzione e il termine per versarla
- la misura minima dell'aumento delle offerte
- il termine le modalità per il deposito del prezzo.

Nel caso in esame sembrerebbe tuttavia essere stata disposta la vendita senza incanto.
In tali casi il codice di procedura prevede che il cancelliere dia pubblico avviso del provvedimento che dispone la vendita. L’avviso deve contenente
- l'indicazione degli estremi identificativi dell’immobile
- del valore di quest’ultimo
del sito Internet sul quale è pubblicata la relativa relazione di stima
- del nome e del recapito telefonico del custode nominato in sostituzione del debitore, con l'avvertimento che maggiori informazioni, anche relative alle generalità del debitore, possono essere fornite dalla cancelleria del tribunale a chiunque vi abbia interesse (art. 570 del c.p.c.).
Le forme di pubblicità degli avvisi sono disciplinate dall’art. 490 del c.p.c., che prevede l’inserimento di annunci sul portale del Ministero della giustizia in un'area apposita, nonché la possibilità di pubblicazione sui quotidiani di informazione locali aventi maggiore diffusione nella zona interessata o, quando opportuno, sui quotidiani di informazione nazionali oppure la divulgazione con le forme della pubblicità commerciale.

Per quanto riguarda la presentazione delle offerte d’acquisto occorre fare riferimento all’art. 571 c.p.c. Le offerte possono essere formulate da chiunque, tranne il debitore, e possono essere effettuate personalmente o a mezzo di procuratore legale.
Chi intende presentare un’offerta deve depositare in cancelleria apposita dichiarazione contenente l'indicazione del prezzo, del tempo e modo del pagamento e ogni altro elemento utile alla valutazione dell'offerta.
Perché l’offerta sia efficace, l'offerente deve, tra l’altro, prestare cauzione secondo le modalità stabilite dal giudice e comunque in misura non inferiore a un decimo del prezzo da lui proposto.
L’offerta è altresì inefficace se perviene oltre il termine fissato nell’ordinanza di vendita o se è inferiore di oltre un quarto al prezzo stabilito nell'ordinanza.
L'offerta è irrevocabile, salvo che il giudice ordini l'incanto, oppure siano decorsi centoventi giorni dalla sua presentazione ed essa non sia stata accolta.

Nel nostro caso, stando a quanto riferito nel quesito, il prezzo base della vendita, determinato sulla base del valore del bene, risulterebbe essere di € 35.000,00; l’offerta minima di € 26.500 (appunto inferiore al prezzo base in misura non superiore ad un quarto).
Pertanto l’aspirante acquirente potrà depositare in cancelleria la propria offerta con le modalità sopra descritte, accompagnandola col versamento della cauzione che, di regola, è pari ad un decimo del prezzo offerto (quindi, sempre nel nostro caso, € 2.650,00).

Quanto alla possibilità di accoglimento dell’offerta, occorre tener presente quanto segue:
- l’offerta deve essere accolta se pari o superiore al valore dell'immobile stabilito nell'ordinanza di vendita;
- se il prezzo offerto è inferiore rispetto al prezzo stabilito nell'ordinanza di vendita in misura non superiore ad un quarto, il giudice può far luogo alla vendita quando ritiene che non vi sia seria possibilità di conseguire un prezzo superiore con una nuova vendita e non sono state presentate istanze di assegnazione da parte dei creditori (art. 588 ss. c.p.c.).
- in caso di presentazione di più offerte il giudice disporrà una gara tra gli offerenti a norma dell’art. 573 del c.p.c.

La materia delle esecuzioni è chiaramente intricata e complessa, e una risposta più dettagliata e aderente alle caratteristiche del caso concreto potrà essere fornita a seguito dell’esame degli atti, prima fra tutti l’ordinanza di vendita o, quanto meno, degli avvisi di vendita pubblicati per l’immobile in questione.

Chiaramente se un bene è sottoposto a procedura esecutiva non è possibile un acquisto al di fuori della stessa.

Riccardo R. V. chiede
venerdì 02/09/2016 - Toscana
è possibile fare una offerta superiore di un quinto anche se non ho partecipato alla VENDITA SENZA INCANTO a norma degli artt. 571 e ss. c.p.c. Mi viene accettata ? Che tempi ci sono dall'aggiudicazione ?”
Consulenza legale i 05/09/2016
La legge si limita a prescrivere l’offerta minima e non massima per la vendita all’incanto, quindi un’offerta superiore al prezzo stabilito ben potrebbe essere ammessa.
Ai sensi dell’art. 571 c.p.c., i tempi dell’aggiudicazione sono i seguenti: essa avviene entro dieci giorni dall’incanto se non vi sono ulteriori offerte depositate con un prezzo superiore di almeno un sesto rispetto a quello offerto dall’aggiudicatario in sede di incanto; occorre depositare la cauzione in sede di offerta (in busta chiusa prima dell’incanto), mentre il saldo dovrà essere effettuato entro 60 giorni dall’aggiudicazione (o comunque nel termine indicato dal Giudice nell’ordinanza); la proprietà si trasferisce solo con l’emanazione del decreto di trasferimento da parte del Giudice dell’Esecuzione (che di norma viene emesso entro 60 – 90 giorni dal pagamento del prezzo).
Si badi che – per il caso in cui si tratti dell’acquisto della prima casa per cui si intende richiedere l’agevolazione prevista dalla legge – occorre specificarlo in sede di deposito dell’offerta prima dell’incanto.

Licia F. chiede
domenica 06/03/2016 - Lazio
“asta immobiliare deserta tenuta nel gennaio 2015 a 100.000 euro.Il giudice dell'esecuzione conferisce incarico al professionista delegato dopo il 20 agosto 2015 a esperire nuovo tentativo di vendita al prezzo dell'asta precedente ridotto di un quarto quindi euro 75.000. A tal punto l'offerente avrebbe il diritto di presentare una offerta valida di euro 56.250. Ma cosi' facendo in una sola tornata il bene vedrebbe ridotto il valore fino al 43,25% rispetto alla precedente asta del gennaio 2015(25% proposta dal Delegato oltre un ulteriore 25% da parte dell'offerente) cosa credo non conforme alla norma (art 591 cpc). Quale e' il Vostro parere? grazie”
Consulenza legale i 10/03/2016
L’art. 591 c.p.c. disciplina l’ipotesi in cui il giudice dell’esecuzione, se non vi sono istanze di assegnazione o se decide di non accoglierle, può discrezionalmente scegliere di disporre l'amministrazione giudiziaria o un nuovo tentativo di vendita. Qualora il giudice decida di attuare nuovi tentativi di liquidazione dell'immobile potrà stabilire diverse condizioni di vendita, ad esempio frazionando in più lotti l'immobile, nuove forme di pubblicità straordinarie dell'avviso di vendita, fissando un prezzo base inferiore di un quarto a quello precedente.

L'eventuale ribasso nella misura di un quarto rappresenta il limite-soglia, ovvero il limite massimo del ribasso che il giudice può stabilire; ciò, non esclude, pertanto, che il prezzo base della nuova vendita sia identico a quello precedente.

Quando per le operazioni di vendita è incaricato un professionista delegato la disciplina che viene in rilievo è quella del successivo art. 591 bis c.p.c. secondo cui il professionista delegato è responsabile di tutte le operazioni di vendita e provvede a diversi adempimenti, tra cui anche quello della fissazione del nuovo incanto e del termine per la presentazione di nuove offerte d'acquisto ai sensi dell'articolo 591.

Il che, nel caso di specie, significa che lo stesso professionista provvede a fissare il prezzo del bene nel limite soglia di un quarto rispetto all’incanto precedente. Si precisa quindi che il delegato assume la veste di sostituto del giudice.

Nel caso di specie, il ribasso del 25% avverrà solo una volta da parte del delegato e l’offerente dovrà attenersi a quanto stabilito dal delegato stesso. L’esito poi dell’asta verrà determinato dalle diverse offerte che possono essere presentate e l’immobile verrà poi assegnato al miglior offerente, sempre che venga deciso di assegnare il bene stesso.
Difatti, si potrà procedere ad un nuovo incanto se il prezzo raggiunto in sede di incanto sia troppo basso rispetto al valore dell’immobile.

Sul punto è bene precisare che, secondo diverse pronunce dei Tribunali di merito, se dopo l’esito infruttuoso di diverse aste, l’immobile non si vende, è assolutamente ingiusto e inaccettabile un ulteriore ribasso del prezzo tale da comportare la svendita della proprietà del debitore a un prezzo vile; il che, peraltro, andrebbe a svantaggio non solo del debitore, ma anche del creditore. In questi casi, quando i prezzi raggiunti a seguito di aste deserte diventino irrisori, l’esecuzione forzata deve essere dichiarata improcedibile e, quindi, estinta definitivamente. Infatti, la giurisprudenza ritiene che proseguire un’azione che ha già dimostrato di essere infruttuosa equivale a frustare l’interesse economico sia del debitore che del creditore.

Testi per approfondire questo articolo