Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 1208 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n.262)

Requisiti per la validità dell'offerta

Dispositivo dell'art. 1208 Codice civile

Affinché l'offerta sia valida è necessario [1215, 1220]: 1) che sia fatta al creditore capace di ricevere o a chi ha la facoltà di ricevere per lui [1190]; 2) che sia fatta da persona che può validamente adempiere [1180, 1191] (1); 3) che comprenda la totalità della somma [1181] o delle cose dovute (2), dei frutti [820] o degli interessi [1282] e delle spese liquide, e una somma per le spese non liquide, con riserva di un supplemento, se è necessario; 4) che il termine sia scaduto, se stipulato in favore del creditore (3); 5) che si sia verificata la condizione dalla quale dipende l'obbligazione (4); 6) che l'offerta sia fatta alla persona del creditore o nel suo domicilio [43, 1182]; 7) che l'offerta sia fatta da un ufficiale pubblico a ciò autorizzato [73 disp. att.].
Il debitore può subordinare l'offerta al consenso del creditore necessario per liberare i beni dalle garanzie reali [2784 ss.] o da altri vincoli che comunque ne limitino la disponibilità [1200].

Note

(1) Non è necessario che l'offerta provenga dal debitore, potendo giungere anche da un terzo (1180 c.c.).
(2) Il creditore ha diritto a ricevere l'esatto adempimento, da intendersi anche come adempimento totale (1181 c.c.).
(3) E' necessario, cioè, che la prestazione sia eseguibile (1184 c.c.).
(4) Non è valida, quindi, l'offerta fatta in pendenza di condizione.

Ratio Legis

La mora produce conseguenze importanti per il creditore (v. 1207 c.c.): pertanto il legislatore fissa puntualmente i presupposti di validità dell'offerta solenne.

Relazione al Libro delle Obbligazioni

(Relazione del Guardasigilli al Progetto Ministeriale - Libro delle Obbligazioni 1941)

91 I requisiti per la validità dell'offerta sono quelli stessi previsti dall'art. 192 progetto: si è innovato soltanto disponendo che l'offerta sia fatta al domicilio del creditore, senza distinguere il caso in cui vi sia convenzione speciale circa il luogo del pagamento (art. 104): date le gravi conseguenze dell'eventuale rifiuto, è sembrato opportuno escludere che possa servire come luogo dell'offerta quello di adempimento convenzionale.

Massime relative all'art. 1208 Codice civile

Cass. n. 18483/2014

Ai fini della validità dell'offerta reale ex art. 1208 cod. civ., è necessario che essa corrisponda alla totalità della somma o delle cose dovute, sicché l'accettazione di un'offerta inferiore, ove non accompagnata da una quietanza a saldo o da particolari elementi di fatto che evidenzino una volontà abdicativa del percipiente, comporta una liberazione soltanto parziale del debitore, allo stesso modo di qualunque pagamento non integrale.

Cass. n. 25775/2013

Mentre ogni offerta di adempimento vale ad escludere la mora del debitore, ove quest'ultimo voglia conseguire l'effetto più ampio della liberazione dall'obbligazione - idoneo a porsi quale presupposto costitutivo per l'eventuale configurazione di un concorso del creditore ai sensi dell'art. 1227, secondo comma, c.c. - è tenuto a far seguire l'offerta reale di danaro (o, eventualmente, di titoli di credito) dal deposito, secondo la disciplina degli artt. 1208 e seguenti c.c., nonché da tutti gli adempimenti conseguenti specificati dall'art. 1212 c.c..

Cass. n. 18157/2007

Poiché, a norma dell'art. 1208, n. 1 c.c., l'offerta reale deve essere compiuta in favore del creditore o di chi «ha la facoltà di ricevere per lui» in caso di diritto di credito spettante ad una persona giuridica, il pagamento deve essere ne­cessariamente ricevuto da colui che ne abbia il potere in base alla legge, all'atto costitutivo o allo statuto, poiché solo tale persona può impegnare con il suo comportamento la persona giuridica o l'associazione che rappresenta. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza d'appello che ave­va ritenuto irrituale l'offerta formale di pagamen­to effettuata ad un'impiegata della società, non incaricata di ricevere le notifiche ai sensi dell'art. 145 c.p.c., la quale poteva essere considerata solo come persona addetta alla sede).

Cass. n. 3481/2001

Nelle obbligazioni aventi ad oggetto una somma di denaro, quando il pagamento mediante offerta reale deve avvenire entro un determinato termine, è sufficiente che entro tale termine inter­venga l'offerta, non essendo necessario che entro il predetto termine intervengano anche gli adem­pimenti previsti dall'art. 1212 c.c. (in particolare, la notifica al creditore del giorno e dell'ora in cui la somma sarà depositata e, in caso di mancata comparizione di quest'ultimo, la notifica del pro­cesso verbale di deposito), atteso che le formalità relative al deposito sono solo eventuali e succes­sive alla mancata accettazione dell'offerta reale, ben potendo perciò il debitore procedere alla sud­detta offerta nell'ultimo giorno utile per effettuare il pagamento.

Cass. n. 2654/2001

La norma di cui all'art. 1208, primo comma, c.c. subordina la validità dell'offerta reale alla circostanza che la stessa ricomprenda la totalità della «somma» dovuta e tale espressione non può che essere riferibile al denaro contante.

Cass. n. 7555/1996

Mentre ogni offerta di adempimento vale ad escludere la mora del debitore, questo, ove voglia conseguire l'effetto più ampio della liberazione dall'obbligazione - nel caso di vendita con riser­va di proprietà, quella del pagamento del prezzo della cosa venduta, al quale è collegato l'effetto del trasferimento della proprietà della stessa - è tenuto a far seguire l'offerta reale di danaro dal deposito da eseguirsi secondo la specifica disci­plina prevista dagli articoli 1208 e seguenti codice civile.

Cass. n. 9202/1995

Nelle obbligazioni che hanno ad oggetto la prestazione di una somma di danaro l'offerta reale al creditore è inserita in un procedimento le cui fasi sono rappresentate dalla verbalizzazione del­l'offerta, compiuta da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato, e dalla notificazione di questo verbale al creditore assente alla verbalizzazione e la man­cata osservanza di uno di questi elementi com­porta l'invalidità dell'offerta. Pertanto, quando a determinati fini (nella specie, esercizio del riscatto agrario) il pagamento del prezzo mediante offerta reale deve avvenire entro un termine determinato, è necessario che entro questo termine siano com­piute tutte le formalità attraverso le quali l'offerta si completa, e cioè la verbalizzazione dell'offerta e la notificazione del verbale al creditore assente.

Cass. n. 6738/1988

Il domiciliatario, indicato dall'intimante in un atto stragiudiziale di diffida ad adempiere, è le­gittimato a ricevere la somma offerta dall'intimato, poiché deve ritenersi che l'art. 1208, n. 6 c.c., nel prescrivere che l'offerta deve essere fatta «alla per­sona del creditore o nel suo domicilio», si riferisca anche al domicilio eletto ai sensi dell'art. 47 stesso codice (come già espressamente previsto dall'art. 1260, n. 6 c.c. abrog.); né rileva che al momento dell'offerta il creditore sia assente, richiedendosi in tal caso la debita notifica del processo verbale dell'offerta, nelle forme previste per la citazione, ai sensi dell'art. 74 comma terzo disp. att. c.c.

Cass. n. 3362/1987

In tema di mora, l'offerta della somma og­getto del diritto di credito assistito da privilegio deve comprendere, oltre alle voci indicate nell'art. 2749 c.c., anche le spese ed i compensi per la con­servazione dei beni durante il periodo di legittimo esercizio del diritto di ritenzione, trattandosi di attività imposta dall'art. 2756 c.c. quale condizio­ne per il mantenimento dell'efficacia del privilegio stesso.

Cass. n. 6631/1981

Ai fini della validità dell'offerta reale, è neces­sario che essa comprenda la totalità della somma dovuta a titolo di capitali, con tutti gli accessori già certi nella loro entità, sicché è inidonea, ai fini indicati, l'offerta di una minor somma che non sia conseguenza dell'illiquidità del preteso credito, ma frutto di una sua diversa determinazione da parte del debitore, della quale costui deve subire gli effetti, una volta accertatane l'inconsistenza.

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli € 29,90

N.B.: una volta effettuato il pagamento sarà possibile inviare documenti o altro materiale relativo al quesito posto; indicazioni sulle modalità dell'invio verranno fornite via email.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Quesiti degli utenti
relativi all'articolo 1208 Codice civile

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

giorgia chiede
sabato 15/01/2011

“Buongiorno,
ho concluso nel settembre 2009 un contratto preliminare di vendita per la mia casa. Dopo varie comparizioni del promissario acquirente davanti al notaio, egli si è rivelato definitivamente inadempiente, dato che le sue richieste prevedevano modifiche del preliminare alle quali io non ho acconsentito (ovviamente erano a suo favore). Dopo circa un mese dall'ultimo tentativo di comparizione davanti al notaio, l'acquirente mi ha fatto causa (ex art. 2932 c.c.) e ha trascritto la domanda. Inutile dire che seppur io faticosamente abbia trovato un altro acquirente e abbia chiesto con ricorso al giudice la cancellazione della domanda (neppure ammessa!!), ho le mani legate e devo aspettare anni prima di poter alienare il bene di mia proprietà.

Il mio dubbio riguarda la legittimità della domanda giudiziale: da quanto leggo, la domanda è valida se accompagnata da offerta fatta nei termini di legge o, credo dalla somma relativa alla compravendita.
Ho ragione di credere che il compratore, che non ha nulla di intestato a proprio nome e redditi non sufficienti a contrarre mutuo per comprare l'immobile oggetto del preliminare, non sia solvibile.
Posso verificare che la domanda sia stata accolta e trascritta regolarmente?”

Consulenza legale i 20/01/2011

L'art. 2932 del c.c. sancisce espressamente che la domanda volta ad ottenere una sentenza che produca gli effetti del contratto non concluso non può essere accolta, se la parte che l'ha proposta non esegue la sua prestazione o non ne fa offerta nei modi di legge ("è necessario che chi propone la domanda giudiziale si offra formalmente di eseguire la propria prestazione e l'eventuale mancanza di tale offerta è eccepibile anche in appello, per la prima volta, poiché attiene alle condizioni dell'azione", Cass. civ., sezione II, 8 febbraio 2010, n. 2717.

Il promittente venditore, convenuto nel giudizio dal promissario acquirente, dovrà costituirsi eccependo l'inesistenza della condizione dell'azione richiesta dall'articolo citato, chiedendo quindi il rigetto della domanda avversaria. Se il promittente venditore ha interesse a sciogliere il contratto preliminare, potrà chiederne la risoluzione allegando l'inadempimento del promissario acquirente agli obblighi in esso stabiliti.