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Articolo 1184 Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

[Aggiornato al 29/04/2022]

Termine

Dispositivo dell'art. 1184 Codice Civile

Se per l'adempimento è fissato un termine [1219, 1347](1), questo si presume a favore del debitore [1186, 1771](2), qualora non risulti stabilito a favore del creditore(3) o di entrambi [1457, 1563](4).

Note

(1) La norma si riferisce al termine di adempimento, che regola il tempo della prestazione, quale, ad esempio, quello con cui si stabilisce la data per di consegna di un bene. Esso si distingue è dal termine di efficacia, che limita nel tempo l'efficacia del contratto, stabilendo, ad esempio, che il contratto di locazione produrrà effetti da una certa data.
(2) Se il termine è a favore del solo debitore, si parla di credito inesigibile ma eseguibile: il creditore non può pretendere l'adempimento prima della scadenza mentre il debitore può, prima del termine, adempiere o costituire in mora il creditore che rifiuti di ricevere la prestazione (v. 1185, 1206 c.c.).
(3) Se il termine è a favore del solo creditore, il credito è esigibile ma non eseguibile: l'offerta di adempimento prima della scadenza non è valida mentre il creditore può sempre chiedere l'esecuzione. È il caso, ad esempio, del contratto di deposito (v. 1771 c.c.).
(4) In tal caso si parla di prestazione ineseguibile ed inesigibile.

Ratio Legis

La norma tutela la parte debole dell'obbligazione cioè il debitore. Pertanto stabilisce che, qualora per l'adempimento sia fissato un termine ma non sia stabilito a favore del creditore o di entrambe le parti, nel dubbio si presume a favore del debitore.

Brocardi

Dies solutionis
Stipulationibus, promissoris gratia tempus adiicitur
Tempus destinatae solutionis

Relazione al Libro delle Obbligazioni

(Relazione del Guardasigilli al Progetto Ministeriale - Libro delle Obbligazioni 1941)

Massime relative all'art. 1184 Codice Civile

Cass. civ. n. 14429/2001

In ipotesi di previsione di un termine per l'adempimento dell'obbligazione ai sensi dell'art. 1184 c.c., tale termine costituisce condizione dell'azione e, pertanto, Ŕ sufficiente che sia compiuto al momento della decisione. A tale stregua, il principio dell'inesigibilitÓ del credito prima della scadenza del termine a favore del debitore risulta pienamente osservato, in quanto la valutazione operata dal giudice al riguardo al momento di decidere consente di verificare, sotto tale profilo, la fondatezza della domanda, con conseguente rigetto della medesima qualora il termine in questione non sia a quel tempo ancora maturato.

Cass. civ. n. 4339/1985

Qualora i contraenti, contemplando un evento futuro (nella specie, approvazione di un progetto di costruzione da parte dell'autoritÓ competente), abbiano ad esso correlato non l'efficacia del vincolo negoziale, ma soltanto il tempo dell'adempimento di una determinata prestazione (nella specie, pagamento del compenso al professionista autore del progetto), resta esclusa l'invocabilitÓ dei principi inerenti alla condizione od al termine, quali elementi accidentali del negozio incidenti sulla sua efficacia, e rimane applicabile la disciplina sul tempo dell'adempimento, di cui agli artt. 1183 e ss. c.c., con la conseguenza che il termine per l'adempimento medesimo deve ritenersi maturato sia con il verificarsi dell'evento, sia con la definitiva impossibilitÓ del suo verificarsi (nella specie, diniego di detta approvazione), ove la volontÓ delle parti, alla stregua del loro indicato atteggiamento, vada intesa nel senso dell'equiparazione dell'una e dell'altra situazione.

Cass. civ. n. 6553/1981

Ai sensi dell'art. 1184 c.c., il termine per l'adempimento dell'obbligazione si presume stabilito a favore del debitore, ove esso non risulti fissato a favore del creditore o di entrambi, e, pertanto, quando tale presunzione operi, mentre il debitore pu˛ adempiere fino alla scadenza del termine, il creditore non pu˛, prima di questa, esigere la prestazione.

Cass. civ. n. 3645/200

In tema di contratto preliminare di compravendita, il termine stabilito per la stipulazione del contratto definitivo non costituisce normalmente un termine essenziale, il cui mancato rispetto legittima la dichiarazione di scioglimento del contratto. Tale termine pu˛ ritenersi essenziale, ai sensi dell'art. 1457 c.c., solo quando, all'esito di indagine istituzionalmente riservata al giudice di merito, da condursi alla stregua delle espressioni adoperate dai contraenti e, soprattutto, della natura e dell'oggetto del contratto (e, quindi, insindacabile in sede di legittimitÓ se logicamente ed adeguatamente motivata in relazione a siffatti criteri), risulti inequivocabilmente la volontÓ delle parti di considerare ormai perduta l'utilitÓ economica del contratto con l'inutile decorso del termine.

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