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Articolo 2702

Codice Civile

Efficacia della scrittura privata

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Dispositivo dell'art. 2702 Codice Civile

La scrittura privata [1967, 2701, 2715, 2821, 2835] fa piena prova (1), fino a querela di falso[c.p.c. 221], della provenienza delle dichiarazioni da chi l'ha sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura è prodotta ne riconosce la sottoscrizione (2), ovvero se questa è legalmente considerata come riconosciuta [2652 n. 3; c.p.c. 214, 215] (3).

Note

(1) Per quanto attiene al contenuto delle dichiarazioni, la scrittura avrà valore di prova solo per quanto il sottoscrittore dichiara contro il suo interesse, secondo il principio generale in base al quale nessuno può costituire prova a favore di se stesso.

(2) Anche la scrittura privata, come l'atto pubblico, fa piena prova, fino a querela di falso, sia della paternità del documento sia delle dichiarazioni contenute. Quanto alla prima, deve essere accertata l'autenticità delle firme: tale accertamento consegue, innanzitutto, al riconoscimento espresso o tacito (art. 215 c.p.c.) di colui contro il quale il documento è prodotto. Se questi, invece, disconosce ritualmente la propria scrittura o la propria sottoscrizione, la parte che intende valersene può promuoverne l'accertamento giudiziale (procedimento di verificazione della scrittura: artt. 216 e ss. c.p.c.).

(3) È altresì legalmente riconosciuta la sottoscrizione autenticata, al momento della sua apposizione, dal notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato, previo accertamento della identità del sottoscrittore [v. 2703].


Ratio Legis

L'art. 15, comma 2, della l. 59/97 (cd. legge Bassanini) attribuisce agli atti, ai dati e ai documenti informatici la stessa validità e rilevanza giuridica degli atti redatti su supporto cartaceo, sancendo così un principio del tutto nuovo per l'ordinamento italiano. Il d.P.R. 28-12-2000, n. 445 ha dato definitiva attuazione a tale principio, riconoscendo validità al documento informatico a tutti gli effetti di legge, sia sotto il profilo della validità dell'atto, sia sotto il profilo dell'efficacia probatoria del documento, a condizione che questo sia conforme alle disposizioni del decreto, che ha previsto un complesso sistema di crittografia asimmetrica a chiave pubblica in grado di garantire in maniera univoca la provenienza e l'integrità del documento informatico. Attualmente, dunque, la particolare efficacia probatoria riconosciuta dall'art. 2702 alla scrittura privata redatta per iscritto su carta, deve essere attribuita anche al documento informatico, sottoscritto con firma digitale. L'art. 10, d.P.R. 445/2000 estende, poi, al documento informatico anche la disposizioni dell'art. 2712, riconoscendogli l'idoneità a formare piena prova in ordine alle cose e ai fatti in esso rappresentate, salva la possibilità per la parte contro cui sono prodotte di disconoscerle.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

1106L'efficacia probatoria della scrittura privata riconosciuta o da considerarsi legalmente come riconosciuta è determinata dall'art. 2702 del c.c. con una formula radicalmente diversa da quella dell'art. 1320 del codice del 1865, il quale confondeva o almeno fondeva insieme, in una proposizione pregnante ma oscura e tecnicamente non esatta, l'efficacia probatoria delle dichiarazioni con quella del documento e forse anche l'efficacia negoziale con quella probatoria. E da questo era derivata la limitazione soggettiva, contenuta nell'art. 1320, della « fede » che si attribuiva alla scrittura tra quelli cne l'avessero sottoscritta e tra i loro eredi ed aventi causa; da questo era derivata anche la disposizione successiva, ed ora soppressa, dall'art. 1324. In realtà, la scrittura come documento, in concorso col successivo riconoscimento della sottoscrizione o col fatto che essa debba legalmente considerarsi come riconosciuta, non fa prova se non di ciò: che le dichiarazioni che essa contiene sono (o valgono come se fossero) dichiarazioni provenienti da chi le ha sottoscritte (o legalmente si ritiene le abbia sottoscritte). E questo per l'appunto dispone l'art. 2702, Quali siano poi le conseguenze giuridiche che derivano dalla dichiarazione, in quanto ne sia cosi accertata la provenienza, è problema che va risolto secondo i principi generali sulle dichiarazioni negoziali o confessarle od enunciative e non riguarda l'efficacia probatoria del documento.
Non ho riprodotto gli articoli 1321 e 1322 del codice anteriore relativi al disconoscimento della scrittura privata e alla verificazione di essa, poichè il loro contenuto è trasfuso negli articoli 214 e 216 del codice di procedura civile.
Cosi pure, come ho detto dianzi, non ho riprodotto il disposto dell'art. 1324, perchè, rettificata la formula dell'art. 1320 del codice precedente, è troppo ovvio che il riconoscimento della scrittura non può precludere a colui contro il quale si produce di opporre le sue ragioni contro il contenuto dell'atto.
E' eliminata dal testo del nuovo codice la disposizione dell'art. 1325 del codice anteriore, il quale, per le scritture che contenessero l'obbligazione unilaterale di pagare una somma di danaro o di dare altra cosa valutata in quantità, esigeva, ove non fossero scritte per intero da chi si obbligava, che questi alla propria sottoscrizione aggiungesse un buono o approvato.Indicante in lettere per disteso la somma o la quantità ricevuta. Soppressa ogni distinzione tra materia civile e commerciale, non sarebbe stato possibile mantenere ancora in vita la disposizione anzidetta, circoscritta dal codice precedente alle materie civili, se non estendendola, con evidente regresso, a una massa di rapporti a cui per l'innanzi non si applicava.
La rilevata soppressione della distinzione tra materia civile e materia commerciale non consentiva altresì che l'opponibilità della data delle scritture private ai terzi fosse regolata da un duplice sistema: non rimaneva pertanto che o adottare il sistema sancito dall'art. 1327 del precedente codice civile, per il quale la data non è computabile rispetto al terzi se non dal momento in cui si sono avverati determinati fatti che le conferiscono assoluta certezza, ovvero ammettere la libertà di prova consentita dall'art. 55, secondo comma, dal codice di commercio del 1882 Ho preferito adottare il primo sistema, come quello che offre al terzi una più efficace tutela, e ho riprodotto (art. 2704 del c.c., primo comma), con alcuni ritocchi, l'articolo 1327 del codice civile anteriore. Temperando l'assolutezza della norma, ho però disposto che la data delle scritture private non recettizie si possa accertare con ogni mezzo e che, tenuto conto delle circostanze, qualsiasi mezzo di prova possa il giudice ammettere per l'accertamento della data delle quietanze (art. 2704, secondo e terzo comma).

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 18664/2012

La scrittura privata, una volta intervenuto il riconoscimento o un equipollente legale di questo, è assistita da una presunzione di veridicità per quanto attiene alla riferibilità di essa al suo sottoscrittore, sicché la difformità tra l'imputabilità formale del documento e l'effettiva titolarità della volontà che esso esprime, quando non attenga ad un'intrinseca divergenza del contenuto, ma all'estrinseco collegamento dell'espressione apparente, non è accertabile con i normali mezzi di contestazione e prova, ma soltanto con lo speciale procedimento previsto dalla legge per infirmare il collegamento fra dichiarazione e sottoscrizione, cioè con la querela di falso.

Cass. n. 12528/2011

La proposizione della querela di falso, com­portando la contestazione della corrispondenza al vero della scrittura ed implicando un accertamen­to incidentale circa l'autenticità medesima, rende superfluo il disconoscimento dell'autenticità della sottoscrizione.

Cass. n. 24208/2010

Nel processo civile le scritture private prove­nienti da terzi estranei alla lite costituiscono meri indizi, liberamente valutabili dal giudice e conte­stabili dalle parti senza necessità di ricorrere alla disciplina prevista in tema di querela di falso o disconoscimento di scrittura privata autenticata. Ne consegue che, sorta controversia sulla autenti­cità di tali documenti, in applicazione del genera­le principio di cui all'art. 2697 c.c., l'onere di pro­varne la genuinità grava su chi la invoca. (Nella specie, l'impiegato di una sala da gioco era stato licenziato perché ritenuto reo di avere cambiato denaro in fiches utilizzando carte di credito dei clienti, e falsificando i relativi scontrini apparen­temente sottoscritti da questi ultimi; il giudice di merito aveva tuttavia annullato il licenziamento, ritenendo che il datore di lavoro non avesse forni­to la prova della falsità dei suddetti scontrini. La S.C., in applicazione del principio di cui alla mas­sima, ha cassato con rinvio tale decisione).

Cass. sez. un. n. 15169/2010

Le scritture private provenienti da terzi estranei alla lite possono essere liberamente contestate dalle parti, non applicandosi alle stes­se né la disciplina sostanziale di cui all'art. 2702 c.c., né quella processuale di cui all'art. 214 c.p.c., atteso che esse costituiscono prove atipiche il cui valore probatorio è meramente indiziario, e che possono, quindi, contribuire a fondare il con­vincimento del giudice unitamente agli altri dati probatori acquisiti al processo. Nell'ambito delle scritture private deve, peraltro, riservarsi diverso trattamento a quelle la cui natura conferisce loro una incidenza sostanziale e processuale intrinse­camente elevata, tale da richiedere la querela di falso onde contestarne l'autenticità.

Le scritture private provenienti da terzi estranei alla lite possono essere liberamente contestate dalle parti, non applicandosi alle stesse né la disciplina sostanziale di cui all'art. 2702 c.c., né quella processuale di cui all'art. 214 c.p.c., atteso che esse costituiscono prove atipiche il cui valore probatorio è meramente indiziario, e che possono, quindi, contribuire a fondare il convincimento del giudice unitamente agli altri dati probatori acqui­siti al processo. Nell'ambito delle scritture private deve, peraltro, riservarsi diverso trattamento a quelle la cui natura conferisce loro una incidenza sostanziale e processuale intrinsecamente elevata, tale da richiedere la querela di falso onde conte­starne l'autenticità.

Cass. n. 974/2008

Con riguardo ad una scrittura privata, che non sia stata riconosciuta e che non debba ritener­si legalmente riconosciuta, e per la quale, pertanto, non sia necessario esperire la querela di falso, al fine di contestarne la piena efficacia probatoria (art. 2702 c.c.), la parte, che sostenga la non au­tenticità della propria apparente sottoscrizione, non è tenuta ad attendere di essere evocata in giudizio da chi affermi una pretesa sulla base del documento, per poi operare il disconoscimento ai sensi ed agli effetti degli art. 214 e segg. c.p.c., ma può assumere l'iniziativa del processo, per sentire accertare, secondo le ordinarie regole probatorie, la non autenticità di detta sottoscrizione, nonché per sentir accogliere quelle domande che postulino tale accertamento (nella specie si trattava della do­manda volta a ricostituire la provvista di certificati di deposito a custodia, che erano stati oggetto di costituzione a garanzia con la firma avente caratte­re apocrifo).

Cass. n. 18323/2007

La querela di falso postula — nell'ipotesi di sua proposizione relativa a scrittura privata — che quest'ultima sia stata riconosciuta (volonta­riamente dal suo autore o che debba considerarsi legalmente come tale) e che il querelante intenda eliminare la sua efficacia probatoria attribuitale dall'art. 2702 c.c. o, almeno, voglia contestare la genuinità dell'inerente documento, ragion per cui la proponibilità della suddetta querela presuppone, in ogni caso, che la scrittura alla quale si rivolge sia stata sottoscritta, costituendo, invero, la sottoscrizione un suo elemento essenziale.
(Nella specie, la S.C., sulla scorta dell'enunciato principio, ha confermato la sentenza impugnata con la quale era stata correttamente esclusa l'ammissibilità della querela di falso sul presupposto che le fatture impugnate con tale rimedio non risultavano sottoscritte).

Cass. n. 15219/2007

Se la parte contro la quale la scrittura priva­ta sia stata prodotta ne riconosce la sottoscrizio­ne, la scrittura fa piena prova della provenienza delle dichiarazioni da chi l'ha sottoscritta e ciò indipendentemente dal fatto che la dichiarazione non sia stata vergata o redatta dal sottoscrittore. (Nella specie la S.C. con riferimento ad un giudizio riguardante un'ingiunzione di pagamento fondata su una fideiussione omnibus, ha rilevato l'inammissibilità della censura fondata sull'as­sunto del mancato insorgere del rapporto ob­bligatorio per essere stato il documento firmato in bianco, in quanto la prova di tale assunto era mancata non essendo stata fornita neppure in via presuntiva).

Cass. n. 4886/2007

In ipotesi di dichiarazione sottoscritta, pur se contenuta in più fogli dei quali solo l'ultimo firmato, poiché la sottoscrizione, ai sensi dell'art. 2702 c.c., si riferisce all'intera dichiarazione e non al solo foglio che la contiene, la scrittura privata deve ritenersi valida ed efficace nel suo complesso, rimanendo irrilevante la mancata sottoscrizione dei fogli precedenti, con la conseguenza che, al fine di impedire che l'intero contenuto della scrittura faccia stato nei confronti del sottoscrittore, que­st'ultimo ha l'onere di proporre querela di falso. (Nella specie, la S.C., alla stregua dell'enunciato principio, ha cassato con rinvio la sentenza impu­gnata che, con riguardo ad un'azione proposta ai sensi dell'art. 2932 c.c. in conseguenza dell'ina­dempimento della promittente venditrice di un im­mobile che si era rifiutata di stipulare il contratto definitivo, l'aveva rigettata sul presupposto erroneo dell'insussistenza del fatto costitutivo della pretesa attorea in virtù della circostanza che il contratto preliminare era stato sottoscritto dalla suddetta parte solo nel foglio finale, così ritenendolo invali­do ed inefficace).

Cass. n. 3810/2004

La produzione in giudizio di una scrittura privata priva di firma da parte di chi avrebbe dovuto sottoscriverla equivale a sottoscrizione a condizione che tale produzione avvenga ad opera della parte stessa, e non anche (come nella spe cie) del suo erede, atteso che la manifestazione di volontà contrattuale, propria del soggetto con­traente, non può essere espressa da altri.

Cass. n. 16007/2003

La sottoscrizione di un documento inte­grante gli estremi della scrittura privata vale, ex se, ai sensi dell'art. 2702 c.c., a ingenerare una presunzione iuris tantum di consenso del sotto­scrittore al contenuto dell'atto e di assunzione della paternità dello scritto, indipendentemente dal fatto che la dichiarazione non sia stata verga­ta o redatta dal sottoscrittore. Ne consegue che, se la parte contro la quale la scrittura sia stata prodotta ne riconosce la sottoscrizione (ovvero se quest'ultima debba aversi per riconosciuta), la scrittura fa piena prova della provenienza delle dichiarazioni da chi l'ha sottoscritta, mentre il sottoscrittore che assuma, con querela di falso, che la sottoscrizione era stata apposta su foglio firmato in bianco ed abusivamente riempito, ha l'onere di provare sia che la firma era stata appo­sta su foglio non ancora riempito, sia che il riem­pimento era avvenuto absque pactis, sicché, se la dichiarazione in contestazione integra gli estremi della promessa di pagamento (ovvero della rico­gnizione di debito) spetta al sottoscrittore, in os­sequio alla regola di cui all'art. 1988 c.c., provare l'inesistenza del rapporto fondamentale, e non a colui a favore del quale la dichiarazione risulti rivolta provarne l'esistenza.

Cass. n. 11437/2002

L'avvenuto disconoscimento della scrittura privata non preclude alla parte interessata di pro­vare diversamente l'esistenza del diritto fatto vale­re, e, quindi, anche attraverso prova testimoniale, salvo che la legge richieda la forma scritta, ad substantiam o ad probationem, del fatto costitu­tivo.

Cass. n. 9289/2001

Elemento essenziale per la validità di una scrittura privata è la sottoscrizione della stessa da parte del suo autore, che non trova equipollenti né nella conclamata autografia del testo, né nel segno di croce apposto dal soggetto da cui il docu­mento proviene.

Cass. n. 2473/1999

L'efficacia probatoria della scrittura privata riconosciuta ex art. 2702 c.c. concerne la prove­nienza della medesima da colui che ne risulta sottoscrittore, ma non il suo contenuto, che il giu­dice è libero di valutare secondo il suo prudente apprezzamento in concorso con gli altri elementi. probatori acquisiti al processo.

Cass. n. 5958/1996

Il riconoscimento tacito della scrittura pri­vata ai sensi dell'art. 215 c.p.c. e la verificazione della stessa ex art. 216 stesso codice, attribuiscono alla scrittura il valore di piena prova fino a querela di falso, secondo quanto dispone l'art. 2702 c.c., della sola provenienza della stessa da chi ne appare come sottoscrittore e non anche della veridicità delle dichiarazioni in essa rappresentate, il cui contenuto può essere contestato dal sotto­scrittore con ogni mezzo di prova, entro i limiti di ammissibilità propri di ciascuno di essi, e perciò anche (come nella specie) deferendo alla contro­parte giuramento decisorio sulla circostanza con­traria a quella rappresentata in una dichiarazione di quietanza, al fine di contestare l'importo dalla stessa risultante.

Cass. n. 9820/1995

Il principio per cui la scrittura privata fa piena prova sino a querela di falso della prove­nienza delle dichiarazioni che vi sono contenute da colui che la ha sottoscritta, non soffre ecce­zioni nell'ipotesi in cui la dichiarazione sia con­tenuta in due o pia fogli, dei quali l'ultimo solo rechi la sottoscrizione della parte contro cui la scrittura è prodotta, sempreché in quest'ultimo caso le dichiarazioni contenute nei vari fogli co­stituiscano sul piano logico e lessicale un unico ed inscindibile corpo, giacché la sottoscrizione a norma dell'art. 2702 c.c. si riferisce all'intera dichiarazione e non al solo foglio nel quale essa è apposta, con la conseguenza che per impedire che l'intero contenuto della scrittura faccia stato nei suoi confronti la parte ha l'onere di proporre querela di falso.

Cass. n. 1259/1995

La denunzia di abusivo riempimento di un foglio firmato in bianco con sottoscrizione ricono­sciuta o autenticata richiede l'esperimento della querela di falso, ai sensi dell'art. 2702 c.c., nel caso in cui il riempimento stesso sia avvenuto absque pactis e cioè senza che il suo sottoscrittore sia stato autorizzato con preventivo patto. La predetta que­rela non occorre invece nel caso in cui il riempimen­to sia avvenuto contra pacta, cioè in modo difforme da quello consentito dall'accordo precedentemente intervenuto, in quanto nella prima ipotesi l'abuso incide sulla provenienza e sulla riferibilità della di­chiarazione al sottoscrittore, mentre nella seconda ipotesi si traduce in una mera disfunzione interna del procedimento di formazione della dichiarazio­ne medesima, in relazione allo strumento adottato (mandato ad scribendum), la quale implica solo la non corrispondenza tra ciò che risulta dichiarato e ciò che si intendeva dichiarare.

Cass. n. 801/1995

La sottoscrizione è elemento essenziale della scrittura privata (art. 2702 c.c.), in quanto proprio su di essa si fonda la presunzione iuris tantum di consenso del sottoscrittore al contenuto del documento; con la conseguenza che non può attribuirsi valore di scrittura privata alle annota­zioni apposte su di un listino prezzi del venditore, non sottoscritto dallo stesso.

Cass. n. 6192/1994

La scrittura privata, la cui sottoscrizione non sia autenticata, ove prodotta in giudizio nei confronti di parte diversa dall'autore apparente, o dagli eredi e aventi causa di quest'ultimo, se con­testata, può essere accertata con qualsiasi mezzo e rimane affidata al libero apprezzamento del giu­dice, non rilevando come prova legale.

Cass. n. 6133/1992

La sottoscrizione è elemento costitutivo della scrittura privata attesa la sua funzione di individuazione dell'autore del documento nonché di assunzione della paternità dello scritto e per raggiungere tale duplice finalità deve sostanziarsi nell'apposizione di segni grafici idonei, tra i quali non può comprendersi il crocesegno, che, ancor­ché apposto in presenza di testimoni, resta asso­lutamente privo di qualsiasi caratteristica valida ad identificare il suo autore.

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Quesito n. 9350/2013 martedì 24 dicembre 2013

gaetano chiede

Le firme di sottoscrizione di una scrittura privata che conferisce il diritto di abitazione possono essere autenticate nel comune? Nella mia città al comune affermano di non poterle autenticare.

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 9350/2013 [risposta gratuita]

Il diritto di abitazione (art. 1022 del c.c.) è un diritto reale su un bene immobile, che pertanto può essere validamento costituito solo mediante atto scritto (art. 1350 del c.c.).
L'art. 2643, primo comma, n. 4, c.c., assoggetta questo tipo di atto anche alla trascrizione nei registri immobiliari, ai fini della quale è richiesto che l'atto rivesta la forma di scrittura privata autenticata o quella di atto pubblico.

L'autenticazione della scrittura privata è di regola demandata al notaio.
Esiste però una norma che potrebbe indurre a ritenere che anche il comune (nella persona del segretario comunale) potrebbe detenere lo stesso potere.
L’art. 17, comma 68, della legge 15 maggio 1997, n. 127 (legge Bassanini) prevede espressamente che il segretario comunale “può rogare tutti i contratti nei quali l’ente è parte ed autenticare scritture private ed atti unilaterali nell’interesse dell’ente”.
Sebbene il tenore della norma sembri conferire al segretario comunale il potere di autentica, la corretta interpretazione della disposizione è nel senso di negare un potere illimitato, che va invece circoscritto alle sole ipotesi in cui il Comune è parte dell'atto o vi è un interesse del Comune all'atto. Se si trattasse di scritture private di contenuto negoziale, ove tutte le parti siano estranee all’amministrazione comunale, sarebbe difficile giustificare la competenza del segretario, il quale è preposto a ricevere atti che coinvolgono l’ente locale cui egli appartiene.

Anche la Corte Suprema di Cassazione ha sostenuto questa interpretazione, dichiarando che il segretario comunale (o altro funzionario incaricato dal sindaco) non è competente ad autenticare scritture private quando queste hanno natura negoziale (il caso trattato dalla Suprema corte riguardava una cessione di credito), perché egli può autenticare solo le firme apposte su istanze rivolte alla pubblica amministrazione e non agli atti di natura negoziale tra soggetti diversi dalla pubblica amministrazione.

Recentemente, nel caso di una persona che chiedeva al comune di autenticare una procura speciale, la Cassazione ha stabilito: "Non potendosi ricavare dal sistema normativo un potere dell'incaricato comunale di autenticare la firma di atti negoziali, è nulla la procura speciale alle liti conferita mediante scrittura privata con firma autenticata dall'ufficiale dell'anagrafe del Comune" (Cass. civ., 30.8.2013 n. 19966).

Si ritiene quindi che il comune non possa autenticare la scrittura privata con la quale viene creato a favore di un un soggetto un diritto reale di abitazione.

Quesito n. 9021/2013 sabato 2 novembre 2013

nicola f. chiede

Alla luce del fatto che il codice civile recita: "La data della scrittura privata della quale non è autenticata la sottoscrizione non è certa e computabile riguardo ai terzi, se non dal giorno in cui la scrittura è stata registrata o dal giorno della morte o della sopravvenuta impossibilità fisica di colui o di coloro che l'hanno sottoscritta o /dal giorno in cui il contenuto della scrittura è riprodotto in atti pubblici/ ecc. ecc." qual è l'interpretazione corretta da dare al citato articolo del codice civile? l'ufficio anzichè limitarsi a non considerarla, non avrebbe dovuto chiedere la verificazione della scrittura privata? come posso avvalorare la mia tesi?
Grazie anticipatamente per la risposta.

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 9021/2013 [risposta a pagamento]

La norma indicata nel quesito, contenuta nell'art. 2704 del c.c., è molto chiara nello stabilire il momento dal quale è giuridicamente certa la data di una scrittura privata della quale non è autenticata la sottoscrizione. Uno dei momenti individuati dalla norma è la riproduzione della scrittura in un atto pubblico.
Affinché ricorra questa fattispecie è necessario che il pubblico ufficile abbia preso visione della scrittura ed attesti nel documento pubblico quanto ha personalmente appreso. In genere, nel silenzio della legge, si ritiene che nel documento pubblico debbano essere riprodotti gli elementi essenziali della scrittura.

Si faccia attenzione che ciò che va reso certo non è tanto il contenuto del documento, quanto la sua preesistenza al momento di formazione dell'atto pubblico. Pertanto, l'effetto che consegue alla riproduzione in un documento pubblico di una scrittura privata è solo quello di individuare una data opponibile ai terzi (ad es., se l'atto pubblico è datato 1.1.2013, e riproduce una scrittura del 1.1.2012, agli occhi dei terzi la data certa e computabile è il 1.1.2013).
La certezza della data non rende "autenticata" la scrittura privata che non sia tale: e la scrittura non autenticata non fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l'ha sottoscritta (art. 2702 del c.c.).

La verificazione della scrittura privata è istituto processuale del tutto diverso. Gli artt. 216 ss. c.p.c. che la disciplinano prevedono che la parte che intenda valersi della scrittura disconosciuta ai sensi dell'art. 214 del c.p.c. ("colui contro il quale è prodotta una scrittura privata, se intende disconoscerla, è tenuto a negare formalmente la propria scrittura o la propria sottoscrizione") deve chiederne la verificazione, proponendo i mezzi di prova che ritiene utili e producendo o indicando le scritture che possono servire di comparazione. Si dice espressamente che la verificazione ha ad oggetto una scrittura disconosciuta da colui contro il quale viene prodotta, che l'abbia sottoscritta (o i suoi eredi o aventi causa). La ratio dell'istituto è quindi quella di fornire alla parte che ha prodotto in giudizio la scrittura disconosciuta uno strumento per accertarne la reale autenticità e provenienza. Nel caso di specie, la scrittura prodotta in giudizio non è stata sottoscritta dalla controparte (Agenzia delle Entrate) e pertanto la disciplina della verificazione non può operare.

In riferimento al caso proposto, in conclusione, si ritiene che, se tutti gli elementi essenziali della scrittura privata sono stati riprodotti nell'atto pubblico, dalla data di quest'ultimo sia certa anche la data del documento privato, in modo opponibile ai terzi.
Quanto alla scrittura in sé, mancando i requisiti di cui agli artt. 2702 e 2703 c.c., essa non fa comunque piena prova della provenienza delle sottoscrizioni.

Tag: data scrittura privata, verificazione scrittura privata

Quesito n. 7129/2012 domenica 25 novembre 2012

Luca chiede

Salve. Una scrittura privata, non registrata e non autenticata, costituisce il diritto di abitazione su un immobile. Tale scrittura è consegnata in Comune per richiedere l'applicazione dell'agevolazione IMU "abitazione principale" e il Comune non risponde, facendo scadere il termine ex L. 241/90 di 60 gg e pertanto si deve considerare "silenzio assenso". Tale silenzio può far sì che venga meno il principio secondo cui una scrittura privata debba avere data certa (e quindi essere registrata) per essere opponibile a terzi, visto che il Comune ha passivamente riconosciuto la validità della stessa? Grazie per la risposta che darete.

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 7129/2012 [risposta gratuita]

La fattispecie del riconoscimento tacito della scrittura privata opera solamente nei confronti della parte contro la quale la scrittura è prodotta in sede giudiziale. La parte interessata infatti ha l'onere di disconoscere la scrittura privata altrimenti verrà considerata come riconosciuta (art. 2702 del c.c., artt. 214-215 c.p.c.). E' bene precisare che per parte la legge intende la persona che ha sottoscritto la scrittura privata, pertanto restano esclusi i terzi.

L'unico modo affinché la scrittura privata produca effetti nei confronti dei terzi è quello di procedere alla sua registrazione, che le attribuisce data certa.

Tag: Scrittura privata, riconoscimento tacito

Quesito n. 5033/2012 giovedì 1 marzo 2012

Federica chiede

Buona sera, vorrei sapere se una scrittura privata è valida se , non essendo stata registrata e senza autentica di firme, una delle due parti muore.grazie

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 5033/2012 [risposta gratuita]

Per scrittura privata o per atto scritto si intende il documento firmato dall'autore o dagli autori dell'atto. Di regola non è necessaria l'autografia della dichiarazione, che può essere scritta da un terzo o a macchina. Ciò che importa è invece che sia autografa la firma con la quale il soggetto sottoscrive il testo. Ciò che conta è il significato obiettivo della firma quale segno autografo mediante il quale il soggetto fa proprio il contenuto di un testo.
Gli eredi, morto il dante causa stipulante, non possono essere ritenuti terzi rispetto al negozio, assumendo infatti la medesima veste del de cuius, e acquistano quindi tutti i diritti e gli obblighi inerenti al negozio medesimo; tutto ciò anche in conformità con l'orientamento giurisprudenziale della S.C. secondo cui "l'erede, continuando la personalità de "de cuius", diviene parte del contratto concluso dallo stesso, per cui egli resta vincolato al contenuto del contratto medesimo, ancorchè questo non sia stato trascritto” (Cass. n. 4282 del 15/05/1997).

Quesito n. 3304/2011 martedì 19 aprile 2011

maria pia De Simone chiede

Chi é preposto all'autenticazione di una scrittura privata? Spero non mi diciate che può farlo solo un notaio. Grazie.

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 3304/2011 [risposta gratuita]

L’accertamento dell’autenticità delle firme, può avvenire in 3 modi:

a) con un previo accertamento dell’identità dei sottoscrittori, fatto da notaio, o altro pubblico ufficiale autorizzato, che autentichi la firma nel momento della sottoscrizione (art. 2703 del c.c.);

b) con il riconoscimento di colui contro il quale si invoca la scrittura (art. 2702 del c.c.). Il riconoscimento può essere anche tacito ex art. 215 del c.p.c.;

c) con l’accertamento giudiziale: c.d. procedimento di verificazione della scrittura disciplinato dall’art. 216 del c.p.c. e ss.

Con riferimento al punto sub a) il pubblico ufficiale che è autorizzato ad attestare l'autenticità della sottoscrizione oltre al notaio, può essere il cancelliere, il segretario comunale o altro dipendente dell’Amministrazione comunale incaricato dal sindaco o di un ente di rilievo pubblico o gestore di pubblici servizi.

Quesito n. 2255/2011 martedì 1 febbraio 2011

luigi chiede

Che validità può avere una scrittura privata riportante una dichiarazione di debito per contanti, non autenticata e senza data certa?

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 2255/2011 [risposta gratuita]

Per scrittura privata in senso stretto si intende il documento munito della sottoscrizione autografa di chi ne fa proprio il contenuto giuridicamente rilevante.
Gli elementi essenziali della scrittura privata sono tre: la cosa destinata a recepire i segni grafici che formano la scrittura, il testo e la sottoscrizione. Di contro, le indicazioni volte a individuare il tempo e il luogo in cui è stata formata la scrittura privata, non ne rappresentano elementi essenziali. Da tale assunto deriva che la mancanza della data non impedisce alla scrittura privata di avere efficacia di piena prova, nel concorrere degli altri elementi previsti dalla norma in commento.

La sottoscrizione della scrittura privata consiste nell'apposizione della firma in calce al documento che contiene il testo.
Solo la scrittura privata autenticata fa piena prova, sino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni documentate nel testo da colui o da coloro che l'hanno sottoscritta.
La mancanza di autenticazione fa sì che la scrittura privata abbia valore solo tra le parti, in quanto l'autentica di firma non è requisito di validità della scrittura, che resta valida ed efficace anche quando la sua sottoscrizione non sia autenticata. In mancanza di autenticazione, la certezza sull'autenticità della sottoscrizione si ha quando questa sia stata espressamente riconosciuta in giudizio. Qualora invece la scrittura venisse disconosciuta, si renderà necessaria la domanda di verificazione ai sensi dell'art. 216 del c.p.c.

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Testi per approfondire questo articolo

Delle presunzioni. Artt. 2727-2729

Editore: Giuffrè
Collana: Il codice civile. Commentario
Data di pubblicazione: marzo 2014
Prezzo: 34,00 -10% 30,60 €
Categorie: Presunzioni

L'opera presenta una lettura interdisciplinare del tema delle presunzioni, che analizza, anzitutto nei suoi fondamenti teoretici e, quindi, nei contenuti istituzionali. Una particolare attenzione è dedicata alla dimensione processuale dell'istituto, rispetto alla quale i recenti interventi legislativi, operati nel segno della ragionevole durata del processo, mettono alla luce gli aspetti di maggiore criticità. L'ultima parte è dedicata alla prove atipiche, che, delle... (continua)

L'istruzione probatoria nel processo civile

Editore: Giuffrè
Collana: Orientamenti di merito
Data di pubblicazione: aprile 2013
Prezzo: 32,00 -10% 28,80 €
Categorie: Istruzione

Il volume è dedicato al tema della costituzione e assunzione della prova, ripartita tra il codice civile ed il codice di procedura civile. Suddiviso in due parti, il testo destina i primi capitoli alla disciplina delle prove in generale, esaminando tra l'altro l'onere probatorio nell'adempimento delle obbligazioni, nella responsabilità medica e nella responsabilità contrattuale ed extracontrattuale. Nella seconda parte vengono, invece, analizzati i singoli mezzi di... (continua)

La consulenza tecnica nel processo civile

Editore: Giuffrè
Data di pubblicazione: gennaio 2013
Prezzo: 50,00 -10% 45,00 €

Il testo si propone di fornire, tramite un'esauriente trattazione sia teorica che pratica della materia, un quadro completo della consulenza tecnica d'ufficio, indirizzato sia al giurista che al tecnico. In tale ottica, il testo dà ampio spazio al giudizio di cognizione dinanzi il giudice ordinario, pur soffermandosi anche sull'istituto dell'accertamento tecnico preventivo, compreso l'ATP obbligatorio di recente introduzione, sulla consulenza tecnica preventiva e sul procedimento di... (continua)

Manuale pratico della prova civile

Autore: Merz Sandro
Editore: CEDAM
Pagine: 1336
Data di pubblicazione: luglio 2012
Prezzo: 85,00 -10% 76,50 €
Categorie: Istruzione
Il C.T.U. («l'occhiale del giudice»)

Editore: Giuffrè
Collana: Itinerari nel processo civile
Data di pubblicazione: settembre 2012
Prezzo: 42,00 -10% 37,80 €

Il volume nella sua terza edizione dà conto in primo luogo della sopravvenuta giurisprudenza di legittimità e di merito, aggiornata ad aprile 2012; attenzione si è prestata alle modifiche normative apportate all'art. 195 c.p.c., al nuovo procedimento di conciliazione di cui all'art. 445-bis, inserito dall'art. 38, comma 1, del d.l. 6 luglio 2011, n. 98, alle nuove modalità di partecipazione del c.t.p. dell'ente pubblico nelle cause previdenziali. Alcune materie,... (continua)

Il nuovo manuale del CTU. Con CD-ROM

Autore: Aleo Massimo
Pagine: 422
Data di pubblicazione: aprile 2013
Prezzo: 40,00 -10% 36,00 €

Il volume "Il nuovo manuale del CTU" si propone come un'utile guida per i professionisti che intendono occuparsi di perizie e consulenza tecnica giudiziaria specialmente in campo immobiliare. La consulenza d'ufficio sugli immobili è un particolare settore professionale che sta assumendo negli ultimi tempi un crescente rilievo parallelamente al notorio incremento del contenzioso civile e amministrativo. Per altro verso, è lecito attendersi un ulteriore sviluppo per l'effetto... (continua)

La testimonianza nel processo civile

Autore: Viola Luigi
Editore: Giuffrè
Collana: Fatto & diritto
Data di pubblicazione: ottobre 2012
Prezzo: 28,00 -10% 25,20 €
Categorie: Prova testimoniale

L'opera analizza l'istituto della testimonianza nel processo civile alla luce degli orientamenti più rilevanti e recenti espressi da dottrina e giurisprudenza e le relative ricadute pratiche. Si tiene conto, altresì, delle principali novità che hanno riguardato la materia come: la testimonianza scritta, l'onere di specifica contestazione, i riti impuri (d.lgs. 150/2011) che presentano nuovi limiti probatori, la citazione via fax o posta elettronica certificata,... (continua)

Le prove informatiche nel processo civile

Collana: Diritto e professione
Data di pubblicazione: febbraio 2014
Prezzo: 40,00 -10% 36,00 €

Il volume tratta il fenomeno delle prove informatiche nel processo civile, ormai trasversale a quasi tutte le attività giudiziali. Oltre alle più tradizionali questioni circa il documento informatico, le firme elettroniche e l'utilizzo dell'informatica per illeciti tradizionali compiuti attraverso mezzi digitali, gli influssi dell'informatica sul diritto stimolano nuove e ormai più ricorrenti sfide giudiziali: si pensi ad un risarcimento danni per incidente stradale... (continua)

Presunzioni giurisprudenziali e riparto dell'onere probatorio

Autore: Benigni Elena
Editore: Giappichelli
Pagine: 240
Data di pubblicazione: marzo 2014
Prezzo: 25,00 -10% 22,50 €
Categorie: Istruzione

Sommario

Introduzione. – I. Il diritto alla rappresentazione dei fatti nel processo. – II. Dal diritto alla prova all’onere della prova quale regola di giudizio. – III. La distribuzione dell’onere probatorio nel processo. Il dato normativo e la tutela del diritto alla prova. – IV. Le convenzioni sull’onere della prova . – V. La presunzione giurisprudenziale e la “difficoltà a provare” nel processo.... (continua)

Il nuovo manuale del CTU. Con CD-ROM

Autore: Aleo Massimo
Data di pubblicazione: luglio 2012
Prezzo: 40,00 -10% 36,00 €

Il volume "Il nuovo manuale del CTU" si propone come un'utile guida per i professionisti che intendono occuparsi di perizie e consulenza tecnica giudiziaria specialmente in campo immobiliare. La consulenza d'ufficio sugli immobili è un particolare settore professionale che sta assumendo negli ultimi tempi un crescente rilievo parallelamente al notorio incremento del contenzioso civile e amministrativo. Per altro verso, è lecito attendersi un ulteriore sviluppo per l'effetto... (continua)