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Articolo 1803

Codice Civile

Nozione

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Dispositivo dell'art. 1803 Codice Civile

Il comodato è il contratto col quale una parte consegna all'altra (1) una cosa mobileo immobile, affinché se ne serva per un tempo (2) o per un uso determinato, con l'obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta (3). Il comodato è essenzialmente gratuito [1571] (4).

Note

(1) La persona che riceve la cosa in comodato diventa per effetto del contratto detentrice di questa [v. 1140]: quindi esercita un potere di fatto sulla cosa comodata senza l'intenzione (animus) di esercitare su questa gli stessi poteri del proprietario o del titolare di un diritto reale. Il comodatario, quale detentore, riconosce che un'altra persona sia possessore della cosa di cui ha la materiale disponibilità e che il suo potere sulla stessa dipende dalla preminente posizione altrui. Il comodatario è però un detentore autonomo [v. 1140], cioè esercita un potere di fatto nell'interesse proprio, quindi può agire con l'azione di reintegrazione [v. 1168] anche nei confronti del comodante se questi lo privi arbitrariamente del possesso del bene dato in comodato.

(2) L'uso della cosa deve essere necessariamente concesso per un tempo determinato, ma esiste la possibilità che il contratto non preveda inizialmente una determinazione della durata; si parla, in questo caso, di comodato precario o ad nutum [v. 1810].

(3) Il comodatario deve restituire la eadem res, cioè la stessa cosa ricevuta: quindi oggetto del contratto possono essere solo cose inconsumabili e infungibili [v. Libro III, Titolo I]. Esiste anche il cosiddetto comodato ad pompam, cioè il comodato di cosa consumabile o fungibile: in questo caso il comodatario riceve la cosa a patto che questa non sia consumata, ma che sia usata per scopi diversi da quelli cui la cosa è destinata. Ad esempio, Tizio presta a Caio del danaro perché questi ne faccia mostra davanti ad amici.

(4) Qualora fosse previsto un compenso per il comodatario il contratto non sarebbe più qualificabile come comodato ma diverrebbe una locazione [v. 1571]. Si discute se la presenza di un modesto vantaggio per il comodatario faccia venir meno la gratuità del contratto. La giurisprudenza non offre una risposta univoca, sostenendo che occorre verificare caso per caso se il vantaggio sia da considerarsi come un corrispettivo, tale da alterare l'equilibrio economico e la causa del contratto. Qualora il vantaggio per il comodatario non sia equiparabile ad un vero e proprio corrispettivo si ha un comodato modale.


Ratio Legis

Il contratto di comodato trova la sua giustificazione causale nella volontà di sopperire ad una necessità altrui, ed è normalmente una concessione di favore, da ricondurre al rapporto di fiducia e cortesia che esiste tra le parti. Il comodato è quindi un contratto che rientra nella categoria di contratti caratterizzati dall'intuitus personae [v. 1655], cioè un contratto in cui assumono rilevanza le qualità personali dei contraenti.

Relazione al Libro delle Obbligazioni

(Relazione del Guardasigilli al Progetto Ministeriale - Libro delle Obbligazioni 1941)

545Mi è parso opportuno mantenere al comodato il carattere reale che avevano il diritto romano nonostante l'esistenza di una corrente di dottrina favorevole ad una sua disciplina sotto il tipo del contratto consensuale.
Il comodato dà luogo a rapporti giuridici che stanno ai margini di quelli di cortesia e perciò può essere eccessivo considerare perfetto il contratto prima ancora della consegna della cosa comodata.

546Nella definizione del contratto (art. 627) ho soppresso la frase "prestito ad uso" (contenuta nel codice del 1865 e ripetuta nel progetto del 1936) perché di reminescenza scolastica, mentre ho aggiunto che il contratto può riguardare sia cose mobili che immobili.

547Nel riaffermare la gratuità del rapporto (articolo 627) non mi è parso, poi, di poter dichiarare, come nell'articolo 614 del progetto del 1936, che, se è convenuto un compenso, il contratto si trasforma in locazione.
Invero, il compenso eventualmente pattuito può non avere il carattere di corrispettivo, e assumere quello di un obbligo modale (es. prestazione di un fatto), nel qual caso è chiaro che sia un contratto di tipo innominato.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 6881/2003

Il contratto di comodato, che ha natura reale, si perfeziona con la consegna della cosa, la quale, tuttavia, non è necessario che sia eseguita materialmente, potendo anche consistere nel semplice mutamento del titolo della detenzione, ove la cosa sia già nella detenzione del comoda­tario.

Cass. n. 4976/1997

Il carattere essenzialmente gratuito del comodato non viene meno per effetto della appo­sizione di un modus, posto a carico del comoda­tario, di consistenza tale da non poter integrare le caratteristiche di corrispettivo del godimento della res, come nel caso in cui venga stabilito, in relazione al godimento di un immobile, il versa­mento di una somma periodica, a carico del bene­ficiario, a titolo di rimborso spese, la cui entità la­sci ragionevolmente escludere la dissimulazione di un sottostante contratto di locazione.

Cass. n. 4912/1996

Perché il comodato non perda la sua natura essenzialmente gratuita, è necessario che l'inte­resse del comodante (che può ritenersi sempre immanente al contratto, quanto meno come intento di fare acquisire un'utilità al comodata­rio) non abbia di per sé contenuto patrimoniale, ovvero, pur avendolo, si tratti della prospettiva di un vantaggio indiretto e mediato, o, comunque, di un interesse secondario del concedente, il cui vantaggio non venga a trovarsi in rapporto di corrispettività con il beneficio concesso al como­datario.

Cass. n. 9160/1987

Nel caso di concessione del godimento di un'abitazione ad una famiglia «vita natural du­rante» dei suoi membri contro la prestazione di assistenza, al fine di stabilire l'esistenza di un rap­porto di comodato, occorre mettere a confronto i sacrifici ed i vantaggi che dal negozio derivano alle parti, stabilendo se, avuto riguardo alla causa del contratto, essi siano in relazione sinallagmati­ca oppure se, mancando fra loro un equilibrio, la detta prestazione a carico del comodatario sia da considerare un semplice «onere», compatibile con il carattere essenzialmente gratuito del comodato. (Nella specie, la S.C. ha cassato la pronuncia del merito che aveva escluso sia il comodato che la locazione, parlando genericamente di «rapporto atipico con obbligazioni reciproche»).

Cass. n. 1018/1976

La concessione gratuita di un appartamen­to adibito ad abitazione può formare oggetto di comodato, anche se destinata a protrarsi per lungo tempo e finché viva il beneficiario. Non è prescritta la formalità della scrittura per il con­tratto di comodato immobiliare, anche se di du­rata ultranovennale. La consegna, richiesta per il perfezionamento del contratto di comodato, non deve necessariamente rivestire forme solenni od avvenire materialmente, ma può aver luogo in qualunque modo che valga giuridicamente a por­re il comodatario in grado di servirsi della cosa (ad esempio, mediante la trasmissione di docu­menti rappresentativi ovvero la dichiarazione, di colui il quale dovrebbe compiere la tradizione, di tenere la cosa per conto del comodatario) e può anche mancare, ove la cosa stessa sia già detenuta dal comodatario, essendo, in tal caso, sufficiente il semplice mutamento del titolo della detenzione.

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Quesiti degli utenti
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Quesito n. 9913/2014 mercoledì 19 marzo 2014

paola notarpietro chiede

Buongiorno, tra i requisiti del comodatario è previsto il compimento dei 18 anni?

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 9913/2014 [risposta gratuita]

La capacità giuridica (che comprende la capacità di concludere contratti, quali quello di comodato) si acquista con la maggiore età (art. 2 del c.c.).
Il minore degli anni 18 potrà validamente concludere un contratto di comodato solo se diviene emancipato (artt. 390 ss. c.c.) e se il contratto non costituisce atto eccedente l'ordinaria amministrazione. Il minore emancipato, che sia inoltre autorizzato all'esercizio di un'impresa commerciale, può compiere da solo gli atti che eccedono l'ordinaria amministrazione, anche se estranei all'esercizio dell'impresa (art. 397 del c.c.).

Quesito n. 6962/2012 martedì 6 novembre 2012

Sonia chiede

Salve,
vorrei sapere se ho qualche strumento di tutela nei confronti di colui che si era impegnato a consegnarmi un bene in comodato, poi non consegnatomi.
In particolare vorrei sapere se posso agire ex. art. 2930 c.c., avendo letto, a tal riguardo, posizioni contrastanti. Se infatti da un lato vi è chi sostiene che, essendo il contratto di comodato un contratto reale, io possa far valere solo una responsabilità precontrattuale, dall'altro, vi è chi sostiene che l'accordo intercorso tra me e colui che si era impegnato a consegnarmi la cosa in comodato sia comunque giuridicamente rilevante, rappresentando questo un'espressione della nostra autonomia contrattuale e non sussistendo preclusione al'interno dell'ordinamento affinchè le parti possano creare contratti consensuali atipici paralleli dei contratti reali tipici - c.d. contratti consensuali atipici -
Grazie per l'attenzione.

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 6962/2012 [risposta gratuita]

Per rispondere al quesito proposto è opportuno prendere in considerazione la definizione del contratto di comodato data dall'art. 1803 del c.c., in base al quale il comodato è "il contratto con cui una parte consegna all'altra una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l'obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta".

Secondo la dottrina tradizionale il comodato è un contratto reale, cioè un contratto che si perfeziona con la consegna della cosa, e tale caratteristica è giustificabile in quanto trattasi di un contratto essenzialmente gratuito. Infatti, non si può ritenere che la promessa di di concludere un contratto gratuito possa essere vincolante. Né è possibile sostenere che prima della consegna il comodatario possa essere in qualche modo obbligato a prendere in prestito una cosa di cui magari non ha alcun bisogno. Inoltre, parte della dottrina sostiene che la funzione della consegna sia quella di trasformare una relazione di cortesia in un rapporto giuridicamente rilevante.

Diversamente, secondo una dottrina minoritaria, sebbene il legislatore abbia senz'altro configurato il comodato come contratto reale, tuttavia le parti possono concludere un preliminare consensuale di comodato. Infatti, il comodato sarebbe senz'altro un contratto reale, ma non è precluso alle parti di stipulare un contratto preliminare. Infatti, sarebbe la stessa legge ad ammettere il preliminare di contratto reale, anche se ciò avviene espressamente per la sola ipotesi del contratto di mutuo ex art. 1822 del c.c..

Tuttavia, l'orientamento dottrinale prevalente sostiene che la teoria del preliminare di contratto reale, oppure del contratto consensuale atipico, se ha una base normativa (sia pure discutibile) per il mutuo, dove il legislatore disciplina espressamente la figura della promessa di mutuo, non ha alcuna giustificazione nel comodato. In questo caso, infatti, una promessa di dare a comodato, essendo gratuita, non troverebbe comunque tutela giuridica. Ancora, anche se si dovesse ammettere in termini generali la possibilità per gli interessati di dar vita a corrispondenti contratti consensuali (definitivi) c.d. atipici od anche a contratti preliminari consensuali di contratti reali, la soluzione dovrebbe essere in ogni caso negativa con riguardo al comodato, nel quale la consegna funge da strumento volto ad assicurare rilevanza giuridica all'intento delle parti e, per tale via, spontaneità e incoercibilità alle prestazioni di cortesia.

Pertanto, alla luce di quanto sostenuto dalla dottrina prevalente, l'ipotesi descritta non rientrerebbe nell'ambito di applicazione dell'art. 2930 del c.c. essendo il comodato un contratto reale, residuando quale unico rimedio il risarcimento del danno derivante da responsabilità precontrattuale.

Tag: Comodato, mancata consegna bene, responsabilità precontrattuale

Quesito n. 2247/2011 domenica 30 gennaio 2011

Maria chiede

Con il comodato d'uso di un appartamento a chi competono le spese condominiali normalmente a carico della persona che prende in affitto? E quelle normalmente a carico del proprietario?

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 2247/2011 [risposta gratuita]

Con riguardo al contratto di comodato avente ad oggetto la concessione in godimento di un appartamento ad uso abitazione, in punto regolamentazione dell’onere di ripartizione delle spese, è applicabile l’art. 1808 del c.c. Secondo questa norma, il comodatario non ha diritto al rimborso delle spese sostenute per servirsi della cosa, (ovverosia delle spese affrontate per la manutenzione ordinaria), avendo diritto, però, al rimborso delle spese straordinarie sostenute per la conservazione della cosa, se queste erano necessarie ed urgenti.
Un ruolo rilevante ha la volontà delle parti che, derogando alle disposizioni normative, possono determinarsi diversamente circa l’attribuzione degli oneri riguardanti la fornitura elettrica/acqua/gas e le spese condominiali dell'immobile.
Si precisa, comunque, che il carattere essenzialmente gratuito del comodato non viene meno per effetto della apposizione di un modus, posto a carico del comodatario, come il pagamento delle spese condominiali e la corresponsione di un canone di modesta entità al concedente.

Testi per approfondire questo articolo

Il contratto di comodato nei rapporti di famiglia

Editore: Giuffrè
Collana: Officina. Famiglia e successioni
Pagine: 78
Data di pubblicazione: settembre 2014
Prezzo: 18,00 -10% 16,20 €

L'opera "Il contratto di comodato nei rapporti di famiglia" affronta le seguenti tematiche: Diritto di abitazione ed assegnazione della casa coniugale; Trattamento fiscale e registrazione dell'atto di imposta; Casa coniugale di proprietà di terzi concessa in comodato; Tutela per l'ex coniuge: ripetizione delle somme per la ristrutturazione dell'immobile.

(continua)