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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 6835 del 14 gennaio 2025
«L'ipotesi di cui all'art. 388, co. 1, c.p. è a consumazione istantanea e si perfeziona nel momento in cui il debitore non ottempera all'ingiunzione di adempiere in quanto il danno del creditore si verifica al momento dell'inottemperanza del debitore.»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3060 del 30 ottobre 2024
«Integra il reato di cui all'art. 388, comma quinto, cod. pen. la condotta del socio accomandatario di una s.a.s. che trasferisce a sé stesso la proprietà di un bene della società pignorato affidato alla sua custodia, trattandosi di un atto...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 37634 del 7 maggio 2024
«Per la configurabilità della fattispecie incriminatrice di cui all'art. 388, 1° co., c.p. nel caso di "obblighi dei quali è in corso l'accertamento dinanzi all'autorità giudiziaria" occorre comunque la sussistenza di un provvedimento emesso...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 30594 del 19 giugno 2024
«Ai fini della configurabilità del reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice di cui all'art. 388, 1° co., c.p. non è sufficiente che gli atti dispositivi compiuti dall'obbligato sui propri o altrui beni siano oggettivamente...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 30591 del 30 maggio 2024
«Deve escludersi che sussistano gli estremi del delitto di cui all'art. 388, comma 2, cod. pen. laddove la contestazione risulti limitata, al semplice riferimento al mancato adempimento all'obbligo, imposto in sede di separazione personale, di...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 11717 del 30 gennaio 2024
«Il reato di sottrazione di beni pignorati di cui all'art. 388, comma quinto, cod. pen. è configurabile non solo quando la "amotio" sia obiettivamente idonea ad impedire la vendita della cosa pignorata, ma anche quando crei per gli organi della...»
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Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 8134 del 10 novembre 2023
«La mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice, nell'ipotesi di cui all'art. 388, 1° co., c.p., postula che gli atti dispositivi compiuti dall'obbligato sui propri o altrui beni abbiano natura simulata o fraudolenta, e cioè che siano...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 37402 del 19 settembre 2024
«Il concorso del terzo nel reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone è configurabile nei soli casi in cui questi si limiti a offrire un contributo alla pretesa del creditore senza perseguire alcuna diversa e...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 35358 del 25 giugno 2024
«Nella distinzione tra l'esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone e l'estorsione sotto il profilo della partecipazione di terzi concorrenti non creditori risulta determinante il fatto che i terzi abbiano o meno...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 34551 del 26 giugno 2024
«È configurabile il delitto di estorsione e non quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni per il creditore che eserciti una minaccia per ottenere il pagamento di interessi usurari poiché egli è consapevole di porre in essere una condotta...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 27822 del 4 luglio 2024
«Si configura il delitto di estorsione, e non quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone, quando a un'iniziale pretesa di adempimento di un credito effettuata con minaccia o violenza nei riguardi del debitore...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 8942 del 23 gennaio 2024
«Il concorso del terzo nel reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza o minaccia alle persone è configurabile nei soli casi in cui questi si limiti a offrire un contributo alla pretesa del creditore senza perseguire alcuna...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 8307 del 12 gennaio 2024
«Si configura il delitto di estorsione, e non quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, nei confronti del creditore che, a fronte di un'iniziale pattuizione usuraria, contraddistinta da prestiti gravati da interessi illeciti, si rivolge...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 39986 del 30 settembre 2025
«Il concorso del terzo nel reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza o minaccia alle persone è configurabile nei soli casi in cui questi si limiti a offrire un contributo alla pretesa del creditore senza perseguire alcuna...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 38175 del 23 settembre 2025
«Il terzo concorre nell'esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza o minaccia alle persone solamente quando offra un contributo alla pretesa del creditore, senza perseguire alcuna diversa e ulteriore finalità, ipotesi nella quale,...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 2724 del 10 dicembre 2024
«È configurabile il delitto di estorsione, e non quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, quando a un'iniziale pretesa di adempimento di un credito effettuata con minaccia o violenza nei riguardi del debitore seguano ulteriori violenze...»
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Cassazione civile, Sez. V, sentenza n. 17750 del 21 giugno 2023
«In tema di rimborso di imposte, l'Amministrazione finanziaria può contestare il credito esposto dal contribuente nella dichiarazione dei redditi anche qualora siano scaduti i termini per l'esercizio del suo potere di accertamento, senza che abbia...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 5853 del 27 febbraio 2023
«In tema di prova dell'inadempimento di una obbligazione, il principio secondo cui il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno, ovvero per l'adempimento deve soltanto provare la fonte (negoziale o legale)...»
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Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 26687 del 18 settembre 2023
«La risoluzione del contratto in seguito all'inutile decorso del termine previsto nella diffida ad adempiere non è rilevabile d'ufficio, atteso che soltanto al creditore è rimessa la valutazione della convenienza di far valere l'effetto risolutivo.»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 25703 del 4 settembre 2023
«L'intimazione da parte del creditore della diffida ad adempiere, di cui all'art. 1454 c.c., e l'inutile decorso del termine fissato per l'adempimento non eliminano la necessità, ai sensi dell'art. 1455 c.c., dell'accertamento giudiziale della...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 18485 del 8 luglio 2024
«Nei contratti con prestazioni corrispettive, ai fini della risoluzione per inadempimento, è necessario procedere a un esame comparativo del comportamento complessivo delle parti. L'inadempimento del conduttore della durata di pochi mesi può essere...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 7651 del 27 novembre 2024
«Non è applicabile l'esimente di cui allart. 649 c.p. (fatti commessi in danno di congiunti) al delitto di indebito utilizzo di una carta di credito oggi previsto dall'art. 493-ter c.p., nell' ipotesi in cui la condotta delittuosa sia stata posta...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 2625 del 19 novembre 2024
«Il delitto di indebita utilizzazione di carta di credito assorbe quello di sostituzione di persona nel caso in cui la sostituzione sia attuata con la stessa condotta materiale integrante l'indebita utilizzazione, posto che la fattispecie...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 33535 del 17 maggio 2023
«Sussiste il concorso del delitto di indebito utilizzo di carte di credito con quello di truffa nel caso di autonome e distinte condotte, tese a percepire, attraverso artifici e raggiri ulteriori, il profitto illecito conseguito per effetto della...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 40167 del 24 aprile 2024
«Integra il delitto di sostituzione di persona qualsiasi condotta tesa a indurre taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all'altrui identità o attribuendosi un falso nome, stato o qualità cui la legge attribuisce effetti...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 36098 del 27 dicembre 2023
«In tema di clausola risolutiva espressa, la tolleranza della parte creditrice non comporta la eliminazione della clausola, nè determina la tacita rinuncia ad avvalersene, qualora la stessa parte creditrice, contestualmente o successivamente...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 23462 del 2 settembre 2024
«Il fallimento del contraente inadempiente preclude alla controparte l'esperibilità dell'azione di risoluzione del contratto, i cui effetti restitutori e risarcitori sarebbero lesivi della "par condicio creditorum", ma non la proseguibilità nei...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 43180 del 18 settembre 2024
«In tema di violazione degli obblighi di assistenza familiare, il soggetto obbligato a corrispondere l'assegno di mantenimento al coniuge separato o divorziato non può opporre a quest'ultimo, al fine di escludere la propria responsabilità per il...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 14025 del 8 febbraio 2024
«Integra il delitto di violazione degli obblighi di assistenza familiare la condotta del genitore che, obbligato in forza di provvedimento del giudice civile a corrispondere una somma di danaro a titolo di contributo al mantenimento del figlio...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 27359 del 22 ottobre 2024
«In virtù dell'art. 1458 c.c., la risoluzione del contratto, anche se espressamente pattuita, produce effetto retroattivo tra le parti. Non pregiudica i diritti acquisiti dai terzi, salvi gli effetti della trascrizione della domanda di risoluzione....»