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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 18183 del 24 aprile 2024
«I delitti di estorsione e di esercizio arbitrario delle proprie ragioni devono essere distinti sulla base del diverso elemento soggettivo, che nel secondo caso, si caratterizza per la coscienza e volontà di attuare un proprio diritto.»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 9930 del 15 febbraio 2024
«I delitti di estorsione e di esercizio arbitrario delle proprie ragioni devono essere distinti sulla base del diverso elemento soggettivo, che nel secondo caso, si caratterizza per la coscienza e volontà di attuare un proprio diritto.»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 9816 del 11 gennaio 2024
«Il delitto di rapina si distingue da quello di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone sotto il profilo dell'elemento soggettivo: nel primo caso l'autore agisce al fine di procurare a sé o ad altri un profitto ingiusto...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 4619 del 6 ottobre 2023
«I delitti di estorsione e di esercizio arbitrario delle proprie ragioni devono essere distinti sulla base del diverso elemento soggettivo, che nel secondo caso, si caratterizza per la coscienza e volontà di attuare un proprio diritto.»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 32913 del 23 settembre 2025
«I delitti di estorsione e di esercizio arbitrario delle proprie ragioni devono essere distinti sulla base del diverso elemento soggettivo, che nel secondo caso, si caratterizza per la coscienza e volontà di attuare un proprio diritto.»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 31299 del 13 maggio 2025
«I delitti di estorsione e di esercizio arbitrario delle proprie ragioni devono essere distinti sulla base del diverso elemento soggettivo, che nel secondo caso, si caratterizza per la coscienza e volontà di attuare un proprio diritto.»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 29453 del 15 luglio 2025
«I delitti di estorsione e di esercizio arbitrario delle proprie ragioni devono essere distinti sulla base del diverso elemento soggettivo, che nel secondo caso, si caratterizza per la coscienza e volontà di attuare un proprio diritto.»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 22256 del 9 maggio 2025
«I delitti di estorsione e di esercizio arbitrario delle proprie ragioni devono essere distinti sulla base del diverso elemento soggettivo, che nel secondo caso, si caratterizza per la coscienza e volontà di attuare un proprio diritto.»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 19695 del 7 gennaio 2025
«I delitti di estorsione e di esercizio arbitrario delle proprie ragioni devono essere distinti sulla base del diverso elemento soggettivo, che nel secondo caso, si caratterizza per la coscienza e volontà di attuare un proprio diritto.»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 29601 del 2 luglio 2025
«Nel reato di strage il dolo consiste nella coscienza e volontà di porre in essere atti idonei a determinare pericolo per la vita e l'integrità fisica della collettività mediante violenza, con la possibilità che dal fatto derivi la morte di una o...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 38403 del 24 settembre 2025
«Affinché sussista l'elemento soggettivo del reato di cui all'art. 572 cod. pen., non è necessario che l'agente abbia agito per infliggere sofferenze fisiche o morali senza plausibile motivo; è sufficiente il dolo generico, ossia la coscienza e...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 32937 del 18 settembre 2025
«Il reato di maltrattamenti in famiglia (art. 572 cod. pen.) è configurabile anche in presenza di violenze psicologiche reiterate, che sottopongono la vittima ad un'abituale condizione di soggezione psicologica e di sofferenza. Il dolo generico del...»
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Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 22711 del 2 febbraio 2023
«Al di fuori dei casi espressamente consentiti dalla L. n. 194/1978, tutte le condotte di soppressione realizzate nei confronti di un feto che è vitale all'inizio del travaglio ed ha, per l'età gestazionale, "possibilità di vita autonoma"...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 46496 del 27 ottobre 2023
«In tema di diffamazione il diritto di critica consente l'utilizzo di termini che, sebbene oggettivamente offensivi, hanno anche il significato di mero giudizio critico negativo di cui si deve tenere conto alla luce del complessivo contesto in cui...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 50787 del 20 ottobre 2023
«Ove la violenza privata si concretizzi nell'impedire il libero accesso, anche qualora si provi la sussistenza o la mancanza di motivi particolari per i quali il reo abbia assunto i comportamenti contestati, ciò non esclude il dolo generico...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 27505 del 5 marzo 2024
«Ai fini della configurabilità del delitto di atti persecutori, per la cui integrazione, secondo consolidato canone ermeneutico, è sufficiente il dolo generico, ossia la coscienza e volontà di porre in essere le condotte di minaccia e molestia...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 8915 del 7 novembre 2023
«Il dolo nel delitto di cui all'art. 612 bis, c.p., non richiede altro che la coscienza e volontà di porre in essere condotte dotate di oggettiva idoneità persecutoria, in ragione del concreto svolgersi delle condotte stesse. Il dolo generico,...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 8261 del 27 marzo 2024
«In tema di risarcimento dei pregiudizi da sinistri stradali, la misura concreta dell'entità dei danni rivendicati dall'attore e riconoscibili dal giudice di merito non può dipendere dall'eventuale non contestazione o riconoscimento del...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 15316 del 9 giugno 2025
«La giusta causa di licenziamento ex art. 2119 c.c. integra una clausola generale che l'interprete deve concretizzare tramite fattori esterni relativi alla coscienza generale e principi tacitamente richiamati dalla norma. L'accertamento della...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 26440 del 10 ottobre 2024
«La giusta causa di licenziamento, quale fatto che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto, è una nozione che la legge - allo scopo di un adeguamento delle norme alla realtà da disciplinare, articolata e mutevole nel tempo -...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 21763 del 2 agosto 2024
«La giusta causa di licenziamento ex art. 2119 c.c. integra una clausola generale che deve essere concretizzata dall'interprete attraverso la valorizzazione di fattori esterni relativi alla coscienza generale e ai principi tacitamente richiamati...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 2835 del 30 gennaio 2024
«I concetti di giusta causa di licenziamento e di proporzionalità della sanzione disciplinare costituiscono clausole generali, vale a dire disposizioni di limitato contenuto, che richiedono di essere concretizzate dall'interprete tramite...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 35516 del 19 dicembre 2023
«La giusta causa di licenziamento, quale fatto che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto, è una nozione che la legge - allo scopo di un adeguamento delle norme alla realtà da disciplinare, articolata e mutevole nel tempo -...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 16737 del 17 giugno 2024
«Le attestazioni contenute in una cartella clinica, redatta da un'azienda ospedaliera pubblica o da un ente convenzionato con il SSN, hanno natura di certificazione amministrativa - a cui è applicabile lo speciale regime degli artt. 2699 e ss. c.c....»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 31500 del 8 dicembre 2024
«Nei giudizi risarcitori promossi nei confronti del Ministero della Salute per danni derivanti da trasfusioni di sangue infetto, i verbali redatti dalla commissione medica di cui all'art. 4 della legge n. 210/1992 non hanno valore confessorio....»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 3122 del 2 febbraio 2024
«La quietanza, rilasciata dal creditore al debitore all'atto del pagamento, ha natura di confessione stragiudiziale in ordine al fatto estintivo dell'obbligazione ai sensi dell'art. 2735 c.c. e, come tale, solleva il debitore dal relativo onere...»