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Articolo 10 bis Legge sul procedimento amministrativo

(L. 7 agosto 1990, n. 241)

[Aggiornato al 06/07/2017]

Comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza

Dispositivo dell'art. 10 bis Legge sul procedimento amministrativo

1. Nei procedimenti ad istanza di parte il responsabile del procedimento o l'autorità competente, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all'accoglimento della domanda. Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti. La comunicazione di cui al primo periodo interrompe i termini per concludere il procedimento che iniziano nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine di cui al secondo periodo. Dell'eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni è data ragione nella motivazione del provvedimento finale. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano alle procedure concorsuali e ai procedimenti in materia previdenziale e assistenziale sorti a seguito di istanza di parte e gestiti dagli enti previdenziali. Non possono essere addotti tra i motivi che ostano all'accoglimento della domanda inadempienze o ritardi attribuibili all'amministrazione.

Spiegazione dell'art. 10 bis Legge sul procedimento amministrativo

Il c.d. preavviso di diniego ha la funzione di instaurare un contraddittorio con il destinatario del provvedimento finale di diniego, primo che esso venga adottato. In realtà, l'obbligo di preavviso scatta in un momento in cui l'amministrazione non è ancora certa di determinarsi in senso negativo, ma appaia più che probabile.

La funzione è infatti quella di acquisire informazioni dal privato che siano utili all'emanazione dell'atto finale del procedimento, oltre a quella di anticipare richieste che potrebbero essere avanzate dal privato stesso nella successiva fase giurisdizionale o contenziosa.

Per provvedimento sfavorevole deve intendersi sia quello che nega al privato il bene della vita richiesto, sia quello che lo concede solo in parte.

Come si evince dal dettato normativo, l'istituto in esame è riservato solo ai procedimenti iniziati su istanza di parte, ivi compresi quelli volti all'attivazione del silenzio-assenso.

Non si applica invece alle procedure concorsuali, ai procedimenti in materia previdenziale ed assistenziale sorti a seguito di istanza di parte e gestiti dagli enti previdenziali, nonché alla materia dei ricorsi amministrativi, dato che qui un provvedimento di amministrazione attiva è già stato emanato (e su quello si propone ricorso).

Del preavviso di diniego si occupa il responsabile del procedimento o il responsabile per l'adozione del provvedimento finale.

Per quanto concerne il contenuto, il preavviso di diniego deve indicare i motivi per cui l'istanza si ritiene debba essere rigettata. Del pari, l'emanazione del provvedimento finale, il quale rigetti l'istanza per motivi diversi da quelli indicati nel preavviso costituisce una violazione di legge.

Qualora il soggetto tenuto all'emanazione del provvedimento finale si discosti dalle determinazioni negative precedenti, dovrà comunicare un nuovo preavviso di diniego, con le nuove motivazioni di rigetto dell'istanza.

Il preavviso di diniego va comunicato tempestivamente, in modo da permettere al destinatario una sufficiente contezza dei fatti. A quest'ultimo la legge concede dieci giorni per presentare le proprie osservazioni, eventualmente corredate da documenti.

Chiaramente, proprio perché l'istituto in esame è visto in ottica collaborativa tra p.a. e privati, l'amministrazione procedente può accogliere le motivazioni addotte dal privato istante, ed emettere un provvedimento finale favorevole. Altrimenti, sempre nel provvedimento finale, deve dare adeguata motivazione delle ragioni che hanno indotto la p.a. a non accogliere le doglianze e le osservazioni presentate.

Parallelamente, la comunicazione interrompe i termini per concludere il procedimento (v. art. 2 e ss).

Per quanto riguarda invece le conseguenze della mancata comunicazione del preavviso, tale inadempimento può dar luogo all'annullamento del provvedimento finale, a meno che non emerga che il privato abbia comunque avuto contezza dei motivi ostativi all'accoglimento. Il secondo periodo dell'art. 21 octies non è invece applicabile in via analogica al preavviso di diniego.

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