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Diritto digitale -

La digitalizzazione dei procedimenti amministrativi. Genesi ed evoluzione dell'Amministrazione digitale

AUTORE:
ANNO ACCADEMICO: 2019
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
Tra le innovazioni più importanti nell’ambito del settore pubblico si colloca la digitalizzazione (o informatizzazione) dell’azione amministrativa che ha influito in modo determinante non solo sul piano dell’organizzazione degli apparati pubblici (e delle relative procedure finalizzate al perseguimento degli interessi pubblici), ma anche sui rapporti che intercorrono tra cittadini e pubblica amministrazione. L’utilizzo degli strumenti informatici è stato fortemente incentivato non solo nel contesto nazionale ma anche in quello europeo: si è ritenuto che gli stessi potessero rappresentare la chiave di volta per il soddisfacimento delle esigenze di semplificazione, imparzialità, buon andamento, efficacia ed efficienza dell’attività amministrativa. L’impatto delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione sugli istituti che caratterizzano il procedimento amministrativo è stato tale da indurre ad un ripensamento della nozione stessa di procedimento rispetto alla sua configurazione tradizionale come sequenza ordinata di atti. L’oggetto dell’analisi che segue è rappresentato dallo studio dello svolgimento del procedimento amministrativo digitale che, come si cercherà di dimostrare nel corso della trattazione, viene a configurare una categoria nella quale è possibile ricondurre differenti figure in base al diverso grado di utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei vari passaggi che scandiscono il procedimento stesso.
Nel Capitolo I viene tracciata una ricostruzione storica delle principali riforme che hanno posto la digitalizzazione al centro dei dibattiti nell’ambito del Diritto amministrativo. Come si avrà modo di osservare, si tratta di un percorso la cui origine può farsi risalire alla Legge n. 241/1990 Legge sul procedimento amministrativo nella quale si intravedeva un richiamo alla informatizzazione dell’attività amministrativa, e che dopo diversi interventi legislativi, disorganici e tra loro non coordinati, è culminato con l’emanazione del Codice dell’amministrazione digitale (CAD), che ha tentato di raccogliere e riorganizzare in un unico testo tutte le disposizioni in materia di e-government presenti nell’ordinamento. Malgrado il testo abbia subito diverse modifiche, che si sono rese necessarie per via dell’avanzare in modo rapido delle conoscenze informatiche, il CAD costituisce oggi la normativa di riferimento per ricostruire le varie fasi di svolgimento del procedimento amministrativo digitale. Come si vedrà, la disciplina di quest’ultimo non è posta in modo esplicito, ma la si ricava in via implicita sulla base dell’analisi delle disposizioni contenute nel CAD.Verrà inoltre richiamata la riforma Madia nella misura in cui ha introdotto la “Carta della cittadinanza digitale”.
Nel Capitolo II viene delineato il modo in cui si svolge fisiologicamente un procedimento digitale, a partire dalla fase dell’iniziativa fino a quella di integrazione dell’efficacia del provvedimento amministrativo finale. Ci si soffermerà sulle principali problematiche giuridiche che vengono in rilievo e si cercherà di capire in che misura sia possibile affidare ad un elaboratore elettronico lo svolgimento dei diversi tipi di attività amministrativa (discrezionale, vincolata o comunque a bassa discrezionalità) e i compiti e le funzioni che normalmente vengono svolte dal responsabile del procedimento (funzionario umano), con l’aggiunta di alcune considerazioni sulla necessità di salvaguardare la tutela dei dati personali nell’ipotesi di atti amministrativi automatizzati. Nel capitolo III, infine, si parlerà delle modalità di tutela riconosciute ai cittadini nel caso di violazione del “diritto” all’uso delle tecnologie, dopo aver offerto una ricostruzione della posizione giuridica soggettiva sottesa a tale “diritto”, e verranno vagliati i profili di invalidità dell’atto amministrativo digitale, con particolare riguardo all’atto amministrativo automatizzato (ipotesi più problematica) che abbia determinato una lesione della sfera giuridica del soggetto privato con la conseguente responsabilità della Pubblica Amministrazione. Qualche cenno verrà fatto anche all’ampiezza del sindacato del giudice amministrativo sugli atti amministrativi automatizzati. Si cercherà di capire in che termini la digitalizzazione può garantire maggiore efficienza nella P.A. e come ha agito il legislatore per attenuare il c.d. “digital divide”, vale a dire il divario sussistente tra chi ha accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e chi non ce l’ha, al fine di evitare discriminazioni nei rapporti con l’Amministrazione. Si tratta di un’indagine complessa che fa emergere la consapevolezza di una dipendenza del diritto dalla tecnica e che pone il giurista dinanzi a sfide dalle quali non può esimersi in quella che viene definita “società digitale”.

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