AUTORE:
Giorgio Malaccari
ANNO ACCADEMICO: 2025
TIPOLOGIA: Tesi di Laurea Magistrale
ATENEO: Universitą degli Studi di Macerata
FACOLTÀ: Giurisprudenza
ABSTRACT
Il presente elaborato si pone l’obiettivo di analizzare organicamente e approfonditamente il fenomeno dell’abuso edilizio nel contesto del diritto amministrativo italiano. Particolare rilevanza sarà riservata alle vicissitudini normative che, corredate dagli strumenti di tutela, si sono occupate negli anni di combattere questo fenomeno.
In sintesi, verranno evidenziate le principali problematiche giuridiche, economiche e sociali che da esse sono scaturite. Nell'ambito della violazione delle norme urbanistiche, l'abuso edilizio si qualifica come una delle forme più diffuse, dal quale si generano significative implicazioni in tema di sicurezza pubblica, tutela dell'ambiente e pianificazione del territorio. Attraverso un'approfondita analisi delle pronunce giurisprudenziali, unita allo studio della normativa vigente e delle politiche di prevenzione e repressione che gli Enti locali - in primis i Comuni - adottano, si arriva a far luce sulle difficoltà concrete di applicazione delle norme stesse, denunciando lacune normative che rappresentano terreno fertile per questo fenomeno.
Con l'esame delle strategie di intervento che le autorità competenti mettono in atto, si procederà alla valutazione dell’efficacia di tali misure sanzionatorie, ponendo speciale attenzione anche alle politiche che tendono alla riqualificazione urbana. L’abuso edilizio è senz'altro un tema molto delicato e attuale, malgrado vanti origini sicuramente remote, soprattutto laddove vi siano già problematiche legate all’incontrollata crescita urbanistica, perché permette di svolgere approfondimenti giuridici, pratici e giurisprudenziali sulla sostenibilità e sul rispetto delle normative vigenti che coinvolgono parimenti cittadini, autorità giudiziarie ed amministrazioni locali.
Già nella prima metà del '900 si sono compiuti importanti mutamenti nella previsione legale delle materie concernenti gli immobili e, più in generale, la gestione del territorio. Dopo il secondo conflitto mondiale si ebbero le prime ondate di edificazione “selvaggia”, in sostanziale spregio delle normative urbanistiche ed in tema di edilizia.
Da un focus nazionale ed europeo che caratterizza la prima delle due sezioni trattate, si arriverà allo studio della seconda parte dell'elaborato, con l'analisi di un caso territoriale concreto, nello specifico contesto della Regione Marche, a seguito degli avvenimenti di carattere sismico che hanno destabilizzato ed inciso fortemente sul territorio locale. In particolare, verrà affrontato un approfondimento sulla città di Civitanova Marche che, pur non essendo coinvolta nel “cratere”, è stata indirettamente protagonista nello scenario edilizio - a tratti abusivo - causato da una forte ed inaspettata domanda abitativa, specie dal 2016 in poi.
La parte prima analizza il rapporto tra diritto urbanistico e diritto amministrativo, con particolare attenzione alle normative regionali e locali che, spesso, si discostano dalla disciplina nazionale, generando una varietà di approcci e soluzioni. Il presente studio andrà correlato all’impianto degli strumenti alternativi alla sanzione amministrativa, come gli accordi, ovvero le ipotesi transattive e la sanatoria. L’intento è quello di approfondire il ruolo svolto sia dalla dottrina che dalla giurisprudenza nell’indirizzare l’interpretazione delle normative in materia di abusivismo edilizio, ponendo l’accento sull’evoluzione dell’orientamento giurisprudenziale.
In sintesi, verranno evidenziate le principali problematiche giuridiche, economiche e sociali che da esse sono scaturite. Nell'ambito della violazione delle norme urbanistiche, l'abuso edilizio si qualifica come una delle forme più diffuse, dal quale si generano significative implicazioni in tema di sicurezza pubblica, tutela dell'ambiente e pianificazione del territorio. Attraverso un'approfondita analisi delle pronunce giurisprudenziali, unita allo studio della normativa vigente e delle politiche di prevenzione e repressione che gli Enti locali - in primis i Comuni - adottano, si arriva a far luce sulle difficoltà concrete di applicazione delle norme stesse, denunciando lacune normative che rappresentano terreno fertile per questo fenomeno.
Con l'esame delle strategie di intervento che le autorità competenti mettono in atto, si procederà alla valutazione dell’efficacia di tali misure sanzionatorie, ponendo speciale attenzione anche alle politiche che tendono alla riqualificazione urbana. L’abuso edilizio è senz'altro un tema molto delicato e attuale, malgrado vanti origini sicuramente remote, soprattutto laddove vi siano già problematiche legate all’incontrollata crescita urbanistica, perché permette di svolgere approfondimenti giuridici, pratici e giurisprudenziali sulla sostenibilità e sul rispetto delle normative vigenti che coinvolgono parimenti cittadini, autorità giudiziarie ed amministrazioni locali.
Già nella prima metà del '900 si sono compiuti importanti mutamenti nella previsione legale delle materie concernenti gli immobili e, più in generale, la gestione del territorio. Dopo il secondo conflitto mondiale si ebbero le prime ondate di edificazione “selvaggia”, in sostanziale spregio delle normative urbanistiche ed in tema di edilizia.
Da un focus nazionale ed europeo che caratterizza la prima delle due sezioni trattate, si arriverà allo studio della seconda parte dell'elaborato, con l'analisi di un caso territoriale concreto, nello specifico contesto della Regione Marche, a seguito degli avvenimenti di carattere sismico che hanno destabilizzato ed inciso fortemente sul territorio locale. In particolare, verrà affrontato un approfondimento sulla città di Civitanova Marche che, pur non essendo coinvolta nel “cratere”, è stata indirettamente protagonista nello scenario edilizio - a tratti abusivo - causato da una forte ed inaspettata domanda abitativa, specie dal 2016 in poi.
La parte prima analizza il rapporto tra diritto urbanistico e diritto amministrativo, con particolare attenzione alle normative regionali e locali che, spesso, si discostano dalla disciplina nazionale, generando una varietà di approcci e soluzioni. Il presente studio andrà correlato all’impianto degli strumenti alternativi alla sanzione amministrativa, come gli accordi, ovvero le ipotesi transattive e la sanatoria. L’intento è quello di approfondire il ruolo svolto sia dalla dottrina che dalla giurisprudenza nell’indirizzare l’interpretazione delle normative in materia di abusivismo edilizio, ponendo l’accento sull’evoluzione dell’orientamento giurisprudenziale.