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Articolo 214 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Disconoscimento della scrittura privata

Dispositivo dell'art. 214 Codice di procedura civile

Colui contro il quale è prodotta una scrittura privata [2702 c.c. ss.] (1), se intende disconoscerla, è tenuto a negare formalmente la propria scrittura o la propria sottoscrizione (2).

Gli eredi o aventi causa possono limitarsi a dichiarare di non conoscere la scrittura o la sottoscrizione del loro autore (3).

Note

(1) La scrittura privata è un documento idoneo a produrre conseguenze giuridiche qualora sia autenticata o riconosciuta, esplicitamente o implicitamente, la sottoscrizione delle parti: in tal caso, essa fa prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l'ha sottoscritta (artt. 2702 e 2703).
(2) La norma distingue tra scrittura, scritto di pugno del soggetto, e sottoscrizione (idonea ad indicare con ragionevole certezza la persona che l'ha apposta). Secondo parte della dottrina e della giurisprudenza, l'onere di disconoscimento non sussisterebbe nel primo caso in quanto la mancanza della sottoscrizione equivale già di per sé al rifiuto di far proprio l'atto. Autorevole dottrina ritiene, al contrario, che anche la semplice scrittura autografa debba essere disconosciuta nel suo contenuto.
Anche il difensore costituito può legittimamente disconoscere la scrittura privata.
Se la persona contro cui è prodotto il documento è una persona giuridica, il disconoscimento va effettuato dal legale rappresentante.
(3) Poiché gli eredi o aventi causa non sono tenuti a conoscere la scrittura o la sottoscrizione del loro autore (e comunque potrebbero ignorarla in buona fede), la norma consente loro di limitarsi ad una dichiarazione di "non conoscenza", che produce gli stessi effetti del disconoscimento.

Ratio Legis

L'articolo in commento stabilisce a carico della parte contro cui una scrittura privata viene prodotta un onere di esplicito disconoscimento. Diversamente, si avrà il riconoscimento tacito della scrittura, che farà piena prova della sua provenienza.

Massime relative all'art. 214 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 15780/2018

In tema di disconoscimento della scrittura privata, effettuata la relativa produzione nel termine di cui all'art. 183, comma 6, n. 2 c.p.c., in mancanza del deposito, ad opera della parte contro cui la scrittura è prodotta, della memoria prevista dall'art. 183, sesto comma, n. 3, è tempestivo il disconoscimento operato, ai sensi dell'art. 215, comma 1, c. p. c., alla prima udienza successiva all'effettuata produzione documentale, non potendo la decadenza di cui all'art. 215 c.p.c., in quanto norma di stretta interpretazione, dipendere da una non difesa quale deve essere qualficata l'omesso deposito della memoria sopra indicata. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza della corte d'appello che, prodotta la scrittura nel secondo termine di cui all'art. 183 c.p.c., aveva ritenuto tardivo il disconoscimento effettuato all'udienza successiva allo spirare dei termini di cui all'art. 183, comma 6, c.p.c. anzichè nella memoria di cui al terzo termine di cui all'art. 183 c.p.c. che il convenuto non aveva depositato).

Cass. civ. n. 14950/2018

In tema di prova documentale, il disconoscimento, ai sensi dell'art. 2719 c.c., della conformità tra una scrittura privata e la copia fotostatica, prodotta in giudizio non ha gli stessi effetti di quello della scrittura privata, previsto dall'art. 215, comma 1, n. 2, c.p.c., in quanto, mentre quest'ultimo, in mancanza di verificazione, preclude l'utilizzabilità della scrittura, la contestazione di cui all'art. 2719 c.c. non impedisce al giudice di accertare la conformità della copia all'originale anche mediante altri mezzi di prova, comprese le presunzioni.

Cass. civ. n. 1537/2018

Il disconoscimento di una scrittura privata ai sensi dell'art. 214 c.p.c., pur non richiedendo formule sacramentali o vincolate, deve comunque rivestire i caratteri della specificità e della determinatezza e non risolversi in espressioni di stile; pertanto, la parte che intenda negare l'autenticità della propria sottoscrizione è tenuta a specificare, ove più siano i documenti prodotti e a quali di questi si riferisca. La relativa valutazione costituisce giudizio di fatto riservato al giudice di merito, insindacabile in sede di legittimità.

Cass. civ. n. 2374/2014

L'art. 2719 cod. civ., che esige l'espresso disconoscimento della conformità con l'originale delle copie fotografiche o fotostatiche, è applicabile tanto alla ipotesi di disconoscimento della conformità della copia al suo originale, quanto a quella di disconoscimento della autenticità di scrittura o di sottoscrizione, e, nel silenzio normativo sui modi e termini in cui deve procedersi, entrambe le ipotesi sono disciplinate dagli artt. 214 e 215 cod. proc. civ., con la conseguenza che la copia fotostatica non autenticata si ha per riconosciuta, tanto nella sua conformità all'originale quanto nella scrittura e sottoscrizione, se non venga disconosciuta in modo formale e inequivoco alla prima udienza, o nella prima risposta successiva alla sua produzione.

Cass. civ. n. 2095/2014

Il legale rappresentante di una società, contro la quale sia prodotta in giudizio una scrittura privata, rilevante per il suo valore negoziale, al fine di contestarne l'autenticità della sottoscrizione, non è tenuto a proporre querela di falso ai sensi dell'art. 221 cod. proc. civ., ma può disconoscere la sottoscrizione stessa a norma dell'art. 214, cod. proc. civ., anche nel caso in cui la sottoscrizione sia attribuita ad altra persona fisica, già investita della rappresentanza legale della società.

Cass. civ. n. 15169/2010

Le scritture private provenienti da terzi estranei alla lite possono essere liberamente contestate dalle parti, non applicandosi alle stesse né la disciplina sostanziale di cui all'art. 2702 c.c., né quella processuale di cui all'art. 214 c.p.c., atteso che esse costituiscono prove atipiche il cui valore probatorio è meramente indiziario, e che possono, quindi, contribuire a fondare il convincimento del giudice unitamente agli altri dati probatori acquisiti al processo. Nell'ambito delle scritture private deve, peraltro, riservarsi diverso trattamento a quelle la cui natura conferisce loro una incidenza sostanziale e processuale intrinsecamente elevata, tale da richiedere la querela di falso onde contestarne l'autenticità.

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Messimiliano D. S. chiede
domenica 21/05/2017 - Sicilia
“Buongiorno volevo avere delle informazioni giuridiche in merito ad una lettera pervenuta via mail da un avvocato che mi chiede di pagare una fattura per conto di una azienda che ritiene che debba pagarla in quanto non è stato raggiunto l'obiettivo annuale nell'acquisto dei loro prodotti...questa fattura fa riferimento ad una proposta d'acquisto dove c'è posto il mio timbro aziendale ma non la mia firma ,a questo punto vi chiedo una consulenza giuridica per capire se la firma apposta non è mia...sopra al mio timbro aziendale...come devo comportarmi....volevo anche aggiungere che i prodotti di questa azienda sono stati acquistati con lo stesso sconto applicato prima della data presente su questa proposta d'offerta...”
Consulenza legale i 29/05/2017
Ai sensi dell'art. 214 c.p.c., colui contro il quale è prodotta una scrittura privata (nella specie, la proposta d'acquisto) può disconoscerla, negando formalmente la propria sottoscrizione.

Laddove, dunque, si instaurasse un procedimento giurisdizionale per il recupero del credito di cui alla fattura oggetto di sollecito, Sua moglie avrebbe la possibilitùà di contestare espressamente che la provenienza della sottoscrizione della proposta d'acquisto.

In questo caso, se la controparte intenderà valersi ugualmente di tale documento, rivolgerà al Giudice una "istanza di verificazione" (art. 216 c.p.c., dando avvio ad un procedimento volto ad accertare l'autenticità o meno della sottoscrizione apposta sulla proposta d'acquisto.
Verrà, dunque, nominato un consulente tecnico (grafologo), che accerterà se la scrittura corrisponde effettivamente o meno a quella della sig.ra Zappalà.
Le preciso, peraltro, che laddove dovesse essere accertata l'autenticità della sottoscrizione, Sua moglie potrebbe essere condannata al pagamento delle spese del giudizio.

Quanto alla scontistica applicata, dalla documentazione allegata si evince che lo sconto applicato dovrebbe corrispondere a quello indicato nella tabella allegata alla proposta d'acquisto.
Ciò premesso, se siete assolutamente certi che la sig.ra Zappalà non ha sottoscritto la proposta d'acquisto, Vi consiglio di precisare all'avvocato di controparte tale circostanza. In tal caso, Vi consiglio, altresì, di non far riferimento alla questione relativa alla scontistica, in quanto ciò potrebbe essere considerato un indizio dell'accettazione della proposta in questione.
Laddove, invece, intendiate riconoscere la vincolatività della proposta e constatiate che lo sconto applicato in fattura non è corrispondente a quello indicato nella tabella allegata alla proposta, Vi consiglio di precisare tale aspetto all'avvocato di controparte, evidenziando che l'importo dovuto è inferiore a quello indicato in fattura.


Giovanni B. chiede
martedì 11/10/2016 - Campania
“Vorrei sapere se a fronte di una quietanza relativa ad un sinistro automobilistico è bastevole il disconoscimento in sede civilistica della firma apposta dal danneggiato o se è indispensabile la querela di falso per la prosecuzione della attività civilistica finalizzata all'integrale risarcimento del danno”
Consulenza legale i 19/10/2016
Per il giudizio finalizzato al risarcimento del danno entrambe le opzioni sono valide, nel senso che sia in un caso che nell’altro il risultato sarà l’impossibilità di utilizzare come valida prova nel processo il documento disconosciuto.

Va, tuttavia, doverosamente ricordata la differenza tra i due istituti, il disconoscimento della scrittura privata (art. 214 c.p.c.) e la querela di falso (221 c.p.c.).

Il primo ha la funzione di impedire che una scrittura privata acquisisca il valore di prova privilegiata, mentre il secondo ha la funzione di escludere dal processo un documento che già ne costituisce prova.
Più precisamente, il disconoscimento è legato a dei ristretti termini di decadenza, perché la parte contro la quale è prodotta la scrittura privata ha l’onere di disconoscerla nella prima udienza o nella prima risposta successiva alla produzione. Se il disconoscimento viene effettuato, la parte che intende comunque avvalersi della scrittura in questione come mezzo di prova dovrà necessariamente chiederne la verificazione (che è un procedimento di verifica, appunto, della provenienza del documento, disciplinato dagli articoli 216 e seguenti del c.p.c.).

Con la querela di falso si può contestare la provenienza delle dichiarazioni contenute nella scrittura privata rispetto all’autore della sottoscrizione: ma oltre allo scopo che si è già sopra evidenziato, ha altresì l’importante funzione – quando la parte che la propone ne abbia interesse – di conseguire l’impossibilità di ricondurre quel documento a quella determinata persona, con effetto limitato non solo al processo ma in generale, nei confronti di tutti.

In buona sostanza, la parte nei cui confronti venga prodotta una scrittura privata può optare tra la facoltà di disconoscerla e la possibilità di proporre querela di falso, essendo diversi gli effetti conseguenti ai due mezzi di tutela: la rimozione del documento limitatamente alla controparte e a quel processo particolare, oppure nei confronti di tutti, generale, anche al di fuori del processo.
Una scrittura privata non disconosciuta tempestivamente e non oggetto di querela di falso è una prova inattaccabile.

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