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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 18868 del 8 maggio 2025
«Il delitto di atti persecutori ha natura di reato abituale improprio per cui, ove la reiterazione concerna anche condotte poste in essere dopo la proposizione della querela, la condizione di procedibilità si estende a queste ultime, le quali,...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 14581 del 19 febbraio 2025
«Il reato di atti persecutori previsto dall'art. 612-bis c.p. è di natura abituale e di danno, integrato dalla reiterazione necessaria dei comportamenti descritti dalla norma incriminatrice, che devono essere valutati nel loro insieme per...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 12282 del 25 febbraio 2025
«Il delitto di atti persecutori concorre con quello di diffamazione anche quando nelle modalità della condotta diffamatoria si esprimono le molestie reiterate costitutive del reato previsto dall'art. 612-bis cod. pen.»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 10362 del 20 febbraio 2025
«In presenza di una "doppia conforme" sull'affermazione della responsabilità, è ammissibile la motivazione della sentenza di appello che richiami per relationem quella della decisione impugnata. Il delitto di atti persecutori non richiede...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 8347 del 9 gennaio 2025
«In tema di atti persecutori, la richiesta di ammonimento indirizzata al questore non preclude alla persona offesa la possibilità di ricorrere alla tutela penale sporgendo successiva querela. (In motivazione, la Corte ha precisato che,...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 43089 del 2 ottobre 2024
«Il reato di atti persecutori si configura in presenza di condotte reiterate di molestia o minaccia che causino un grave e perdurante stato di ansia o paura, fondato timore per l'incolumità propria o altrui, o una significativa alterazione delle...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 33986 del 14 maggio 2024
«Il delitto di atti persecutori di cui all'art. 612-bis c.p. può essere integrato dalla pubblicazione reiterata di contenuti minatori o molesti su un profilo di un social network, anche se la persona offesa non è direttamente destinataria dei...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 27505 del 5 marzo 2024
«Ai fini della configurabilità del delitto di atti persecutori, per la cui integrazione, secondo consolidato canone ermeneutico, è sufficiente il dolo generico, ossia la coscienza e volontà di porre in essere le condotte di minaccia e molestia...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 22484 del 28 marzo 2024
«In tema di atti persecutori, rientra nella nozione di molestia qualsiasi condotta che concretizzi una indebita ingerenza od interferenza, immediata o mediata, nella vita privata e di relazione della vittima, attraverso la creazione di un clima...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 21006 del 4 aprile 2024
«Sia in tema di elemento obiettivo che a proposito dell'evento del delitto di atti persecutori, il discrimen fra il delitto di cui all'articolo 612 bis e il reato di molestie è costituito dal diverso atteggiarsi delle conseguenze della condotta,...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 18807 del 13 febbraio 2024
«Si configura il delitto di cui all'art. 612-bis cod. pen. solo qualora le condotte molestatrici siano idonee a cagionare nella vittima un perdurante e grave stato di ansia ovvero l'alterazione delle proprie abitudini di vita, mentre sussiste il...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 9878 del 17 novembre 2023
«La condotta consistente nel fare ossessive e ripetute chiamate telefoniche, condite da frasi offensive e ingiuriose, aventi ad oggetto la richiesta delle somme dovute a titolo di sostentamento così come determinate nel corso del giudizio di...»
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Cassazione penale, Sez. V, ordinanza n. 30169 del 12 giugno 2025
«Integra il delitto di diffusione illecita di video sessualmente espliciti la condotta di chi, avendo avuto legittimamente accesso ad un video presente su un "social network" che vieta agli utenti la memorizzazione dei contenuti ricevuti in visione...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 42647 del 3 ottobre 2024
«Ai fini dell'integrazione del delitto di tortura di cui all'art. 613-bis, comma primo, cod. pen., la locuzione "mediante più condotte" va riferita non solo a una pluralità di episodi reiterati nel tempo, ma anche a una pluralità di contegni...»
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Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 37171 del 29 aprile 2024
«Il delitto di tortura di cui all'art. 613-bis cod. pen. è posto a tutela della dignità della persona, giacché alla sofferenza cagionata dal trattamento inumano e degradante si accompagnano l'asservimento alla volontà dell'agente e la negazione dei...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 34207 del 23 aprile 2024
«Il delitto di tortura, pur essendo funzionale a offrire copertura penale, nell'ordinamento interno, al divieto posto dall'art. 3 della Convenzione EDU, accede a una nozione di tortura più ampia di quella fornita da tale disposizione convenzionale,...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 36970 del 7 luglio 2023
«Il reato di tortura aggravato ex art. 613-bis, comma quarto, cod. pen. può concorrere con quello di lesione personale. (In motivazione, la Corte ha precisato che non è configurabile l'assorbimento in quanto il legislatore non ha previsto, quale...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 26757 del 18 aprile 2025
«Il reato di tortura aggravato ex art. 613-bis, comma quarto, cod. pen. può concorrere con quello di lesione personale. (In motivazione, la Corte ha precisato che non è configurabile l'assorbimento in quanto il legislatore non ha previsto, quale...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 31700 del 5 maggio 2023
«I cortili e gli orti, destinati al servizio ed al completamento dei locali di abitazione, rientrano nel concetto di appartenenza di cui al primo comma dell'art. 614 cod.pen., ed è irrilevante, ai fini della sussistenza del reato previsto da tale...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 11242 del 2 febbraio 2023
«Anche in assenza di omologazione dell'accordo di separazione da parte del tribunale civile, commette il delitto di violazione di domicilio (art. 614 c.p.) il coniuge che abbia fatto ingresso nell'abitazione familiare dopo che sia stata data...»
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Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 28723 del 13 giugno 2024
«In tema di intercettazioni, la conversazione o comunicazione intercettata costituisce corpo del reato unitamente al supporto che la contiene, utilizzabile in quanto tale nel processo penale, a condizione che integri ed esaurisca la condotta...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 12713 del 7 dicembre 2023
«Non risulta decisivo, per escludere la rilevanza penale della condotta ai fini dell'art. 615-bis cod. pen., che il fatto avvenga nell'abitazione di chi ne sia l'autore, giacché ciò che rileva è che il dominus loci non sia estraneo al momento di...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 4840 del 5 novembre 2023
«Non integra il delitto di interferenze illecite nella vita privata la condotta di colui che, ammesso ad accedere nell'abitazione del coniuge separato, provveda a filmare, senza consenso, gli incontri tra quest'ultimo e il figlio minore, in quanto...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 3446 del 26 ottobre 2023
«In tema di delitti contro la persona, non integra il reato di interferenze illecite nella vita privata la condotta di chi installi nell'autovettura di altro soggetto un dispositivo GPS dotato di microfono che gli consenta di ascoltare le...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 23158 del 29 aprile 2025
«Quando l'accesso abusivo riguarda una casella di posta elettronica protetta da password, è configurabile il concorso del delitto di accesso abusivo a sistema informatico (art. 615-ter cod. pen.) con quello di violazione di corrispondenza (art. 616...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 17820 del 23 aprile 2025
«Integra il delitto di accesso abusivo a un sistema informatico o telematico, nella forma aggravata, l'accesso al Sistema Informatico della Cognizione Penale (SICP) che è incluso tra i sistemi di "interesse pubblico" in ragione del contenuto, del...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 3025 del 30 ottobre 2024
«Integra il delitto di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico ex art. 615-ter c.p., anche nel caso in cui le credenziali di accesso siano state in precedenza comunicate all'autore del reato dal titolare, qualora l'azione risulti in...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 2905 del 23 ottobre 2024
«Ai fini della configurabilità del reato di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, la protezione del sistema può essere adottata anche con misure di carattere organizzativo che disciplinino le modalità di accesso, consentendolo...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 40295 del 8 maggio 2024
«Commette reato di accesso abusivo a sistema informatico ex art. 615-ter cod. pen. il dipendente con poteri direttivi che, pur essendo sovraordinato gerarchicamente al titolare delle credenziali di accesso, se le faccia rivelare da quest'ultimo per...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 1161 del 29 novembre 2023
«Integra il delitto di accesso abusivo al sistema informatico, aggravato ai sensi del comma terzo dell'art. 615-ter cod. pen., la condotta del pubblico ufficiale che, senza violare le disposizioni regolamentari e organizzative del proprio ufficio,...»