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Cassazione civile, Sez. V, sentenza n. 21380 del 30 luglio 2024
«Qualora la dichiarazione fiscale rappresenti una manifestazione di volontà negoziale e non di scienza, l'emendabilità postuma è limitata a casi di riconoscibilità essenziale e obiettiva dell'errore, valutabile ai sensi degli artt. 1427 e ss. c.c....»
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Cassazione civile, Sez. V, ordinanza n. 16592 del 20 giugno 2025
«Il principio generale di emendabilità della dichiarazione dei redditi o della dichiarazione IVA riguarda soltanto l'ipotesi in cui la stessa riveste carattere di mera dichiarazione di scienza, essendo invece irretrattabile nelle parti in cui...»
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Cassazione civile, Sez. V, ordinanza n. 29707 del 10 novembre 2025
«Le denunce dei redditi costituiscono di norma delle dichiarazioni di scienza e, quindi, possono essere modificate ed emendate in presenza di errori che espongano il contribuente al pagamento di tributi maggiori di quelli effettivamente dovuti,...»
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Cassazione civile, Sez. V, ordinanza n. 11993 del 5 maggio 2023
«La scelta di avvalersi del ravvedimento operoso ex art. 13 d.lgs. n. 472 del 1997 è di carattere negoziale, costituendo dichiarazione di volontà suscettibile di annullamento per errore determinante; pertanto, ai fini dell'istanza di rimborso delle...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 5384 del 29 febbraio 2024
«L'errore essenziale e riconoscibile può determinare l'annullabilità sia del contratto che dell'atto unilaterale; tuttavia, tale questione deve essere debitamente sollevata dinanzi al giudice di merito affinché possa essere valutata in sede di...»
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Cassazione civile, Sez. V, ordinanza n. 11988 del 7 maggio 2025
«La dichiarazione fiscale è emendabile solo in caso di errori materiali o formali, non quando il contribuente, nella stessa dichiarazione, abbia esercitato una scelta discrezionale, come l'adeguamento agli studi di settore. Gli errori commessi in...»
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Cassazione civile, Sez. V, sentenza n. 20418 del 21 luglio 2025
«La facoltà di emendare dichiarazioni fiscali mediante dichiarazione integrativa è limitata alle dichiarazioni di scienza. Non è ammesso modificare manifestazioni di volontà negoziale, salvo che il contribuente dimostri errori essenziali e...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 639 del 12 gennaio 2023
«L'errore sulla valutazione economica della cosa oggetto del contratto non rientra nella nozione di errore di fatto idoneo a giustificare una pronuncia di annullamento del contratto, in quanto non incide sull'identità o qualità della cosa, ma...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 13446 del 17 maggio 2023
«In tema di intermediazione finanziaria, gli obblighi informativi gravanti sull'intermediario, che devono essere assolti prima dell'acquisto dei prodotti finanziari, non riguardano direttamente la natura e l'oggetto del contratto, ma gli elementi...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 20331 del 23 luglio 2024
«In tema di compravendita immobiliare, l'errore circa la potenzialità edificatoria di un terreno può configurarsi come errore essenziale su una qualità dell'oggetto del contratto solo se le parti hanno concluso il contratto ignorando la vera natura...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 22310 del 7 agosto 2024
«La violazione dei limiti del mandato conferito agli arbitri irrituali può essere fatta valere esclusivamente ai fini dell'impugnazione del lodo ex art. 1429 cod. civ., cioè come errore che abbia inficiato la volontà contrattuale espressa dagli...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 6908 del 14 marzo 2024
«Il contenuto del contratto non corrispondente alla comune e reale volontà delle parti, per la sua erronea formulazione, redazione o trascrizione, non integra la fattispecie dell'errore ostativo, ma quella del mero errore materiale per cui, non...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 2612 del 4 febbraio 2025
«La violenza morale, ai fini dell'annullamento del contratto, può estrinsecarsi anche in modo indeterminato o indiretto, purché sia specificamente diretta a estorcere il consenso per l'atto impugnato. La valutazione della sussistenza della violenza...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 16263 del 11 giugno 2024
«La minaccia di far valere un diritto assume i caratteri delle violenza morale invalidante il consenso prestato per la stipulazione di un contratto solo se è diretta a conseguire un vantaggio ingiusto; tuttavia, tale principio non si applica quando...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 17988 del 1 luglio 2024
«In tema di annullamento del contratto, ai sensi del combinato disposto degli artt. 1439 e 1440 c.c., il dolus causam dans, senza il quale l'altra parte non avrebbe contrattato, si distingue dal dolus incidens, che influisce sulle condizioni della...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 6724 del 8 gennaio 2025
«Integra il delitto di peculato, e non quello di sottrazione di cose sottoposte a sequestro di cui all'art. 334 cod. pen., la condotta del custode che si impossessi del bene senza esserne proprietario, sempre che non agisca in concorso o...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 40700 del 14 settembre 2023
«È responsabile per il delitto di cui all'art. 334 cod. pen. colui che, nominato custode del proprio mezzo sequestrato per assenza di copertura assicurativa e confiscato con provvedimento notificatogli, contattato telefonicamente dagli operanti, a...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 25744 del 15 aprile 2025
«Il reato di cui all'art. 336 c.p. è integrato dall'uso di qualsiasi tipo di violenza o minaccia nei confronti di un pubblico ufficiale, purché idoneo a comprimere la libertà d'azione o a turbare il pubblico ufficiale nell'assolvimento dei suoi...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 32839 del 11 settembre 2025
«Il reato di resistenza a pubblico ufficiale richiede che la condotta violenta o minacciosa sia finalisticamente diretta ad impedire il compimento di un atto d'ufficio. La mancata dimostrazione del dolo specifico, ovvero dell'intenzione dell'autore...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 30544 del 9 maggio 2025
«In materia di resistenza a pubblico ufficiale, la causa di giustificazione di cui all'art. 393-bis cod. pen. può essere invocata qualora sia accertata la sussistenza di un atto arbitrario da parte del pubblico ufficiale. Nel caso in cui venga...»
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Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 14376 del 6 febbraio 2025
«Il delitto di rapina impropria concorre con quello di resistenza nel caso in cui la violenza esercitata nei confronti del pubblico ufficiale, onde opporglisi nel mentre compie un atto dell'ufficio, eccede la soglia delle percosse funzionali alla...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 41138 del 21 settembre 2023
«Integra il reato di cui all'art. 337 c.p. qualsiasi condotta, di carattere minatorio e/o violento, che si traduca in un atteggiamento - anche implicito, purché percepibile "ex adverso" - volto ad impedire, intralciare o compromettere, anche solo...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 45790 del 13 novembre 2024
«Il delitto di minaccia aggravata, anche nell'attuale formulazione successiva alla riforma varata dal D.Lgs. n. 150/2022, è procedibile d'ufficio se la minaccia è fatta in uno dei modi di cui all'art. 339 c.p., ossia anche con un'arma, dovendo...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 17474 del 8 gennaio 2025
«Va qualificato come servizio pubblico il servizio di mensa universitaria assicurato dalla Regione Emilia-Romagna, in quanto oggetto di regolamentazione pubblicistica e rientrante tra le finalità istituzionali della Azienda regionale per il diritto...»
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Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 45289 del 7 novembre 2024
«In tema di reati contro la Pubblica Amministrazione, integra il reato di interruzione di pubblico servizio la condotta di chi pretenda di avere accesso ad un autobus di linea con un cane senza museruola, provocando la reazione dell'autista che ne...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 35233 del 7 gennaio 2025
«L'offesa dell'onore (del pubblico ufficiale) e del prestigio (della pubblica amministrazione) configura il reato di cui all'art. 341-bis, c.p., quando avviene in un luogo pubblico o aperto al pubblico e avviene in presenza di più persone (che non...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3079 del 4 dicembre 2024
«Non è configurabile il reato di oltraggio a pubblico ufficiale nel caso in cui le frasi oltraggiose siano state udite da soggetti non fisicamente presenti al fatto, posto che il requisito della "presenza" non può essere surrogato dalla mera...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 38772 del 19 settembre 2024
«In tema di oltraggio, la presenza di più persone è integrata anche nei casi di presenza "virtuale", mediante mezzi di comunicazione audio visivi che consentano ai terzi di percepire in diretta (nella specie, in una diretta avviata sul "social...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 48257 del 19 settembre 2023
«In tema di oltraggio, l'offesa all'onore ed al prestigio del pubblico ufficiale deve avvenire alla presenza di almeno due persone, tra le quali non possono computarsi quei soggetti che, pur non direttamente attinti dall'offesa, assistano alla...»
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Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 33019 del 12 luglio 2024
«Il delitto di oltraggio a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, realizzato con uno scritto diretto al Corpo, alla rappresentanza o al collegio, non postula necessariamente che la condotta venga posta in essere "al cospetto" di questi...»