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Articolo 7 Legge sul procedimento amministrativo

(L. 7 agosto 1990, n. 241)

[Aggiornato al 06/07/2017]

Comunicazione di avvio del procedimento

Dispositivo dell'art. 7 Legge sul procedimento amministrativo

1. Ove non sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celerità del procedimento, l'avvio del procedimento stesso è comunicato, con le modalità previste dall'articolo 8, ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti ed a quelli che per legge debbono intervenirvi. Ove parimenti non sussistano le ragioni di impedimento predette, qualora da un provvedimento possa derivare un pregiudizio a soggetti individuati o facilmente individuabili, diversi dai suoi diretti destinatari, l'amministrazione è tenuta a fornire loro, con le stesse modalità, notizia dell'inizio del procedimento.

2. Nelle ipotesi di cui al comma 1 resta salva la facoltà dell'amministrazione di adottare, anche prima della effettuazione delle comunicazioni di cui al medesimo comma 1, provvedimenti cautelari.

Spiegazione dell'art. 7 Legge sul procedimento amministrativo

La comunicazione di avvio del procedimento rappresenta un efficace mezzo per consentire la partecipazione dei privati, in modo da permettergli un'adeguata conoscenza degli interessi oggetto dell'attività amministrativa. Tale partecipazione non è solamente diretta a tutelare gli interessati, di modo ché possano prevenire eventuali lesioni ai loro interessi, bensì essa è utile alla p.a. stessa, dato che l'interesse pubblico si ritiene venga meglio perseguito con la partecipazione dei soggetti compartecipanti.

Ad ogni modo, i destinatari della comunicazione di avvio del procedimento sono:

  • i destinatari diretti, vale a dire coloro nei confronti dei quali l'atto finale è è destinato a produrre effetti;

  • gli interventori necessari, ovvero i soggetti che per legge devono intervenire nel procedimento;

  • i potenziali controinteressati, cioè i soggetti diversi dai destinatari diretti, che possono subire una lesione dall'adozione del provvedimento finale, purché siano individuati o facilmente individuabili.

La comunicazione in esame deve ovviamente contenere vari elementi che permettano al destinatario di comprendere l'oggetto del procedimento e di partecipare attivamente al medesimo, quali l'amministrazione competente, l'oggetto, l'ufficio e la persona responsabile del procedimento, la data entro cui dovrebbe concludersi il procedimento e l'ufficio in cui poter prendere visione degli atti.

Alcune di queste formalità, tuttavia, non sono prescritte a pena di annullabilità, ma la loro mancanza costituisce una mera irregolarità, come la mancata comunicazione dell'unità organizzativa o del responsabile, la mancanza dei rimedi esperibili.

Fondamentale per la relativa disciplina è quanto prescritto dall'articolo [[n21octies]], comma 2, secondo cui la mancata comunicazione di avvio del procedimento non comporta annullabilità del provvedimento finale, ove la p.a. sia in grado di dimostrare in giudizio che il contenuto del provvedimento finale non avrebbe potuto essere diverso da quello adottato in concreto, pur senza la compartecipazione degli interessati.

La giurisprudenza ha inoltre individuato alcune ipotesi, oltre a quella di cui al comma 2 del presente articolo (provvedimenti cautelari), in cui la comunicazione non è necessaria:

  • impedimento dettato da particolari ragioni di urgenza (c.d. urgenza qualificata);

  • atti normativi, atti amministrativi generali ed atti di pianificazione e di programmazione;

  • procedimenti tributari;

  • procedimenti segreti e riservati.

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