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Articolo 624 bis Codice penale

(R.D. 19 ottobre 1930, n.1398)

Furto in abitazione e furto con strappo

Dispositivo dell'art. 624 bis Codice penale

(1) Chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, mediante introduzione in un edificio o in altro luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora o nelle pertinenze di essa, è punito con la reclusione da tre a sei anni e con la multa da 927 euro a 1.500 euro (2).

Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, strappandola di mano o di dosso alla persona (3).

La pena è della reclusione da 4 a 10 anni e della multa da 927 euro a 2000 euro se il reato è aggravato da una o più delle circostanze previste nel primo comma dell'articolo 625 ovvero se ricorre una o più delle circostanze indicate all'articolo 61.

Le circostanze attenuanti diverse da quelle previste dagli art. 98 e 625-bis, concorrenti con una o più delle circostanze aggravanti di cui all'art. 625, non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste e le diminuzioni si operano sulla quantità della stessa risultante dall'aumento conseguente alle predette circostanze aggravanti(4).

Note

(1) Tale articolo è stato insertio dall'art. 2, comma 2, della l. 26 marzo 2001, n. 128.
(2) Si è qui codificata l'interpretazione estensiva, operata dalla giurisprudenza, dell'art. 625, comma 1, n. 1, finalizzata ad estendere l'applicabilità della norma ai fatti commessi nelle pertinenze dell'edificio e nei luoghi destinati anche solo in parte a privata dimora. Tuttavia non è stata riprodotta in tale disposizione la possibilità di configurare la fattispecie anche nel caso in cui sia realizzata durante l'abusivo trattenimento nell'edificio.
(3) Il comma secondo individua una diversa fattispecie definita furto con strappo, detto anche comunemente scippo, e richiede dunque che il fatto materiale si realizzi in un atto violento esercitato su di un oggetto, improvvisamente strappato di dosso o di mano alla vittima. Tale aspetto permette di separare il reato in esame dalle ipotesi di rapina propria, in cui la violenza si esercita sulla persona e non sulla cosa (come ad esempio nel caso in cui il soggetto dà un colpo sulla mano della vittima per farle cadere la borsetta e poi se ne impossessa, e di rapina impropria, in cui la violenza è esercitata sulla persona, dopo la sottrazione per assicurarsi il possesso della cosa (come ad esempio nel caso in cui lo scippatore, dopo aver strappato la borsetta di mano della vittima, le dia una spinta per farla cadere onde impedire che lo insegua).
(4) Comma aggiunto dalla L. 23 giugno 2017, n. 103.

Ratio Legis

Tale norma è stata inserita al fine di considerare in via autonoma (e non più come mere circostanze aggravanti del furto) quelle condotte considerate maggiormente rischiose per l'incolumità dell'offeso.

Spiegazione dell'art. 624 bis Codice penale

L'articolo in oggetto tutela sia il bene giuridico consistente nell'interesse patrimoniale leso dalla sottrazione altrui, sia, in subordine, quello della sicurezza individuale. La norma è infatti collocata tra i delitti contro il patrimonio e non tra quello contro la persona.

La prima fattispecie disciplinata è quella del furto in abitazione.

Al contrario della previgente disposizione, qui non è presente alcun riferimento al “trattenimento” nella dimora altrui, motivo per cui la giurisprudenza ha dovuto chiarire che l'introduzione nel luogo altrui non deve necessariamente essere accompagnata dalla mancanza di consenso della vittima, potendo avvenire anche a seguito di un consenso ottenuto con l'inganno.

Per privata dimora, concetto sicuramente più ampio di quello di abitazione, devono ricomprendersi tutti quei luoghi, non pubblici, nei quali le persone si trattengono per compiere, anche in modo transitorio o contingente, attività della loro vita privata, ovvero attività di natura professionale, culturale o politica.
I restanti elementi costitutivi della fattispecie ricalcano quelli di cui all'articolo precedente (624) relativi al furto.

La seconda fattispecie riguarda il furto con strappo.

Come già anticipato, la norma è posta più che altro a tutela del patrimonio, per cui la violenza si riferisce alle sole cose oggetto di sottrazione e diretta unicamente a vincere l'eventuale resistenza della persona offesa. Tale criterio di prevalenza differenzia la fattispecie dalla rapina (art. 628), in cui invece la violenza fisica è rivolta direttamente alla persona.

Tale criterio può spingersi sino al punto da configurare come furto con strappo anche la condotta di chi strappi un orecchino dall'orecchio della vittima, nonostante l'evidente lesione procurata.

Massime relative all'art. 624 bis Codice penale

Cass. pen. n. 31345/2017

Ai fini della configurabilità del reato previsto dall'art. 624 bis c. p., rientrano nella nozione di privata dimora esclusivamente i luoghi nei quali si svolgono non occasionalmente atti della vita privata, e che non siano aperti al pubblico né accessibili a terzi senza il consenso del titolare, compresi quelli destinati ad attività lavorativa o professionale. (Nella specie la Corte ha escluso l'ipotesi prevista dall'art. 624 bis c. p. in relazione ad un furto commesso all'interno di un ristorante in orario di chiusura).

Cass. pen. n. 38236/2016

Ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 624 bis cod. pen. il camper costituisce un luogo di privata dimora solo se in concreto venga accertata la sua effettiva destinazione all'espletamento di attività tipiche della vita privata, diverse dal mero utilizzo come mezzo di locomozione.

Cass. pen. n. 32830/2011

Integra il tentato furto in abitazione (art. 56 e 624 bis c.p.) - e non il tentato furto aggravato dal fatto di essere commesso sul bagaglio dei viaggiatori (art. 56, 624 e 625, comma primo, n. 6 c.p.), la condotta di colui che si introduca in una struttura alberghiera e tenti ulteriormente di introdursi in alcune camere occupate dagli ospiti all'evidente scopo di impossessarsi dei loro effetti personali, considerato che la circostanza aggravante di cui all'art. 625, comma primo, n. 6 c.p. ricorre quando la sottrazione si riferisca al bagaglio dei viaggiatori depositato o in transito negli ambienti dell'albergo di comune frequentazione o accesso mentre essa non ricorre quando il bagaglio sia depositato in stanza o nell'appartamento assegnato al cliente.

Cass. pen. n. 10187/2011

Integra il reato di furto in abitazione (art. 624 bis c.p.), la condotta di colui che si impossessa di un portadocumenti sottraendolo dal cassetto della scrivania di uno studio odontoiatrico, considerato che è da ritenersi luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora qualsiasi luogo nel quale le persone si trattengano per compiere, anche in modo transitorio e contingente, atti della loro vita privata.

Cass. pen. n. 4569/2011

Integra il delitto di furto in abitazione (art. 624 bis c.p.), la condotta di colui che commetta il furto all'interno di un campo di tennis inserito in un complesso alberghiero, considerato che esso costituisce pertinenza dell'albergo e luogo nel quale i soggetti che ivi si intrattengono, anche solo per svolgere attività ludica, pongono in essere atti relativi alla propria sfera privata.

Cass. pen. n. 33993/2010

Integra il delitto di furto in abitazione (art. 624 bis c.p.) la condotta di colui che commetta il furto all'interno di uno stabilimento nell'area adibita a deposito merci, considerato che lo stabilimento rappresenta uno degli snodi fondamentali in cui si svolge la "vita privata" dell'imprenditore, atteso che i beni prodotti devono essere necessariamente depositati al suo interno al fine di organizzare e stabilire quantità correlate all'andamento prevedibile della domanda nonchè cadenze e prezzi di vendita.

Cass. pen. n. 32093/2010

Integra il reato previsto dall'art. 624 bis c.p. la condotta di colui che, per commettere un furto, si introduca in una baracca adibita a spogliatoio di un cantiere edile, poiché il concetto di privata dimora è più ampio di quello di abitazione, ricomprendendo ogni luogo non pubblico che serva all'esplicazione di attività culturali, professionali e politiche.

Cass. pen. n. 30957/2010

La nozione di "privata dimora" nella fattispecie di furto in abitazione è più ampia di quella di "abitazione", in quanto va riferita al luogo nel quale la persona compia, anche in modo transitorio e contingente, atti della vita privata (Fattispecie relativa a furto commesso all'interno di un bar).

Cass. pen. n. 22725/2010

Luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora, nel delitto di furto in abitazione, è qualsiasi luogo nel quale le persone si trattengano per compiere, anche in modo transitorio e contingente, atti della loro vita privata. (Fattispecie relativa a furto commesso all'interno del ripostiglio di un esercizio commerciale).

Cass. pen. n. 21881/2010

Risponde del delitto di furto in abitazione consumato e non tentato colui che, pur non essendosi allontanato dall'abitazione, abbia occultato in una borsa, conservandone il controllo, la refurtiva, così acquisendone il possesso.

Cass. pen. n. 13582/2010

Integra il reato di furto in abitazione (art. 624 bis c.p.), la condotta di colui che si impossessi - previamente sottraendoli al legittimo detentore - di beni mobili mediante l'introduzione nell'abitazione del soggetto passivo a seguito di consenso di quest'ultimo carpito con l'inganno. (In applicazione del principio di cui in massima la S.C. ha ritenuto immune da censure la decisione con cui il giudice di appello ha confermato la responsabilità, in ordine al reato di cui all'art. 624 bis, c.p., degli imputati, i quali si erano introdotti nell'abitazione di due ottantenni convincendoli a sottoporsi a visita medica per ottenere un aumento di pensione e alla necessità di compilare relativo modulo).

Cass. pen. n. 37908/2009

Integra il reato previsto dall'art. 624-bis c.p., la condotta del soggetto che, per commettere un furto, si introduca all'interno di una farmacia durante l'orario di apertura, poiché il concetto di privata dimora è più ampio di quello di abitazione, ricomprendendo tutti i luoghi non pubblici nei quali le persone si trattengano per compiere, anche in modo transitorio e contingente, atti della vita privata.

Cass. pen. n. 40245/2008

Integra il delitto di furto in abitazione la condotta di colui che sottragga del danaro dal cestino delle offerte custodito in una sagrestia, la quale, in quanto funzionale allo svolgimento di attività complementari a quelle di culto, serve non solo l'edificio sacro, ma altresì la casa canonica e dunque deve ritenersi luogo destinato in tutto o in parte a «privata dimora » trattandosi di luogo in cui l'ingresso può essere selezionato a iniziativa di chi ne abbia la disponibilità.

Cass. pen. n. 28192/2008

Integra il delitto di cui all'art. 624 bis c.p. (furto in abitazione ), la condotta di colui che commetta il furto nella portineria di un condominio, in quanto la portineria di uno stabile condominiale rientra nell'ambito della tutela dei beni predisposta dall'art. 624 bis succitato, in ragione della sua destinazione a privata dimora ed essendo, in ogni caso, incontrovertibile la sua natura pertinenziale sia in riferimento all'unità immobiliare occupata dallo stesso portiere nello stesso stabile condominiale sia, pro quota, in riferimento a tutti gli altri appartamenti dell'anzidetto complesso.

Cass. pen. n. 36606/2006

Il delitto previsto dall'art. 624 bis c.p. (furto in abitazione o con strappo) costituisce figura autonoma di reato rispetto a quella di furto semplice di cui all'art. 624 stesso codice e non ipotesi aggravata di quest'ultimo. (Fattispecie concernente il furto di un'autovettura avvenuto nel cortile adiacente l'abitazione del proprietario di essa, in relazione alla quale la Corte ha ritenuto non corretto il giudizio di comparazione delle attenuanti generiche concesse al colpevole con la ritenuta circostanza aggravante del furto in abitazione, annullando la sentenza impugnata limitatamente al solo trattamento sanzionatorio). V. Corte cost., 24 aprile 2003 n. 137.

Cass. pen. n. 23402/2005

Il reato di cui all'art. 624 bis c.p. è configurabile ogniqualvolta il soggetto attivo del furto, per commettere il reato, si introduca in un luogo, che sia destinato ad essere abitato. Non è però necessario che il locale lo sia anche concretamente, essendo a tal fine sufficiente che abbia tale carattere o a seguito di una effettiva utilizzazione o per le modalità della sua sistemazione (ad es. arredamento), da cui sia desumibile lo scopo abitativo.

Cass. pen. n. 43671/2003

L'ipotesi di reato delineata dall'art. 624 bis c.p. (introdotto dall'art. 2 secondo comma della L. n. 128 del 2001), in tema di furto in abitazione, esplicitamente amplia, attraverso la definizione del luogo come «destinato in tutto o in parte a privata dimora», la portata della previsione, così da comprendere in essa tutti quei luoghi nei quali le persone si trattengono per compiere, anche in modo transitorio e contingente, atti della loro vita (studi professionali, stabilimenti industriali o, come nella fattispecie relativa a furto in un negozio di ferramenta, esercizi commerciali).

Cass. pen. n. 18810/2003

Integra il reato previsto dall'art. 624 bis c.p., la condotta di colui che per commettere un furto si introduca nello spogliatoio di un ristorante, poiché il concetto di privata dimora è più ampio di quello di abitazione e vi rientra ogni luogo non pubblico che serva all'esplicazione di attività culturali, professionali e politiche.

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