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Articolo 369 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

[Aggiornato al 29/04/2022]

Informazione di garanzia

Dispositivo dell'art. 369 Codice di procedura penale

1. Solo quando deve compiere un atto al quale il difensore ha diritto di assistere(1), il pubblico ministero invia per posta, in piego chiuso raccomandato con ricevuta di ritorno, alla persona sottoposta alle indagini(2) e alla persona offesa una informazione di garanzia con indicazione delle norme di legge che si assumono violate, della data e del luogo del fatto e con invito a esercitare la facoltà di nominare un difensore [96] di fiducia(3).

1-bis. Il pubblico ministero informa altresì la persona sottoposta alle indagini e la persona offesa del diritto alla comunicazione previsto dall'articolo 335, comma 3.

2. Qualora ne ravvisi la necessità ovvero l'ufficio postale restituisca il piego per irreperibilità del destinatario, il pubblico ministero può disporre che l'informazione di garanzia sia notificata a norma dell'articolo 151.

Note

(1) Tali atti di indagine a cui il difensore ha diritto di assistere sono: interrogatorio, ispezione, confronto, accertamento tecnico irripetibile, perquisizione, sequestro e prelievo coattivo di campioni biologici.
(2) Il mancato invio all'indagato, in assenza di atti equipollenti, per tali intendendosi gli atti del P.M. prodromici al compimento dell'attività investigativa garantita, determina la nullità dell'atto investigativo ex art. 178, comma 1° lett. c).
(3) Tale comma in precedenza recitava: "Sin dal compimento del primo atto al quale il difensore ha il diritto di assistere, il pubblico ministero…" ed è stato così modificato dall'art. 19, della l. 8 agosto 1995, n. 332.

Ratio Legis

La ratio di tale collegamento tra informazione di garanzia e determinati atti di indagine si coglie nell'esigenza di offrire tutela alle garanzie difensive.

Spiegazione dell'art. 369 Codice di procedura penale

L'esercizio del diritto di difesa da parte della persona sottoposta alle indagini postula la conoscenza da parte di quest'ultimo del fatto che si sta procedendo a suo carico per un determinato addebito penale.

Innanzitutto tale conoscenza può aversi tramite impulso dello stesso indagato, il quale, ai sensi dell'art. 335, può chiedere che gli vengano comunicate le eventuali iscrizioni riguardanti la sua persona nel registro delle notizie di reato.

In secondo luogo, è altresì possibile che il pubblico ministero debba compiere atti di indagine al quale il difensore ha diritto di assistere.

La legge processuale distingue infatti tra:


  • atti cui il difensore non ha diritto di assistere;

  • atti cui il difensore ha diritto di assistere senza essere preavvisato.

Nel primo e nel terzo caso, alla persona indagata ed alla persona offesa deve essere inviato un atto chiamato informazione di garanzia, la quale deve contenere l'indicazione delle norma di legge che si assumono violate, l'indicazione della data e del luogo del fatto, la facoltà di nominare un difensore di fiducia.

Il mancato invio dell'informazione di garanzia determina la nullità dell'atto investigativo compiuto ai sensi dell'art. 178 comma 1 lett. c).

Tuttavia non si verifica tale sanzione processuale nel caso di invio di atti equipollenti, che, secondo la giurisprudenza, consistono negli atti del pubblico ministero prodromici al compimento dell'attività investigativa garantita, come ad esempio l'invito a presentarsi per rendere interrogatorio (v. art. 375) ovvero l'avviso della data di conferimento dell'incarico al consulente tecnico in caso di accertamento tecnico irripetibile (art. 360).

Massime relative all'art. 369 Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 13678/2009

Il sequestro preventivo di beni di cui è consentita la confisca ai sensi dell'art. 19 D.Lgs. n. 231 del 2001, non deve essere preceduto dall'informazione di garanzia e dalla informazione sul diritto di difesa prevista dall'art. 369 bis cod. proc. pen., in quanto atto "a sorpresa", diretto alla ricerca della prova, per il quale non è previsto il previo avviso al difensore. (Rigetta, Trib. lib. Matera, 22 Ottobre 2008).

Cass. pen. n. 25694/2008

Non è necessario il previo inoltro dell'informazione di garanzia ai fini del compimento degli atti diretti alla ricerca della prova per i quali non sia previsto l'avviso al difensore (cosiddetti atti "a sorpresa"), nè il pubblico ministero ha l'obbligo, ove l'indagato sia presente, di provvedere all'informazione contestualmente all'esecuzione degli atti medesimi. (Dichiara inammissibile, Trib. lib. Catania, 19 Ottobre 2007).

Cass. pen. n. 8366/2006

È abnorme e, pertanto, ricorribile per cassazione, il provvedimento con il quale il giudice del dibattimento abbia dichiarato la nullità dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari e, conseguentemente, del decreto di citazione a giudizio, ordinando quindi la restituzione degli atti al pubblico ministero, in quanto carente delle indicazioni previste dal comma secondo dell'articolo 369 bis c.p.p. (nella specie, l'indicazione del recapito telefonico del difensore d'ufficio). Tali indicazioni, infatti, sono necessarie solo quando debba essere compiuto un atto cui il difensore abbia il diritto di assistere, riguardando un provvedimento - l'informazione sul diritto di difesa - che attiene ad una articolazione del procedimento solo eventuale, e comunque diversa ed antecedente rispetto a quella introdotta dall'avviso di conclusione delle indagini.

Cass. pen. n. 7/2000

Non è necessario il previo inoltro dell'informazione di garanzia ai fini del compimento degli atti diretti alla ricerca della prova per i quali non sia previsto l'avviso del difensore (c.d. atti “a sorpresa” perquisizione, sequestro ed ispezione ex art. 364, comma 5, c.p.p.), né il pubblico ministero ha l'obbligo, ove l'indagato sia presente, di provvedere all'informazione contestualmente all'esecuzione degli atti medesimi, contemplando la legge in tali ipotesi una serie di adempimenti (notifica del decreto motivato, invito a nominare un difensore di fiducia, ovvero in mancanza, designazione di un difensore d'ufficio) di questa totalmente assorbenti e, nel concreto, sostitutivi; ove tuttavia la persona sottoposta alle indagini non abbia assistito all'atto, una volta che questo sia compito viene ad esaurirsi l'esigenza preclusiva connessa alla “sorpresa”, con la conseguenza che riemerge l'obbligo del pubblico ministero del tempestivo inoltro dell'informazione predetta, anche al fine di assicurare all'interessato la pienezza delle facoltà difensive riconducibili al deposito degli atti previsto dall'art. 366 c.p.p. (Nell'affermare tale principio la Corte ha altresì precisato che nei casi indicati, non sussistendo alcun obbligo di comunicazione preventiva, nessuna conseguenza per il mancato inoltro dell'informazione di garanzia si produce su un atto già compiuto, la cui validità resta legata soltanto al rispetto delle condizioni specifiche ad esso relative).

Cass. pen. n. 2889/1997

L'art. 369 c.p.p. prescrive l'invio dell'informazione di garanzia alla persona sottoposta alle indagini solo nel caso in cui occorre compiere un atto al quale il difensore dell'indagato ha diritto di assistere. Un tale diritto non ricorre nel caso del sequestro perché, trattandosi di tipico atto a sorpresa, il codice di rito prevede soltanto che il difensore ha diritto di assistere, se presente, al complemento dell'atto: per cui, se il difensore non ha diritto ad essere preventivamente avvisato, è da escludere che, prima del sequestro, all'indagato debba essere inviata l'informazione di garanzia. (Nell'enunciare il principio di cui in massima, la Suprema Corte ha altresì precisato che, se non è contenuta nel decreto di sequestro, l'informazione di garanzia deve essere inviata all'indagato dopo l'avvenuto sequestro, in considerazione dei diritti che l'art. 368 c.p.p. riconosce al difensore).

Cass. pen. n. 4154/1996

Perquisizione e sequestro non richiedono il previo invio dell'informazione di garanzia, neppure dopo la modifica dell'art. 369 c.p.p. operata dalla L. 8 agosto 1995, n. 332.

Cass. pen. n. 2780/1996

In tema di procedimenti che proseguono con l'osservanza dell'abrogato codice di procedura penale, dopo la dichiarazione di nullità, per difetto di motivazione, dell'ordinanza di rinvio a giudizio, il procedimento rimane sempre lo stesso, ancorché regredito alla fase delle indagini preliminari, e pertanto conservano la loro efficacia gli atti di polizia giudiziaria e gli atti istruttori già compiuti, tra i quali va annoverata la comunicazione giudiziaria di cui all'art. 304 c.p.p. 1930. Ne consegue che non occorre inviare ex novo all'imputato l'informazione di garanzia di cui all'art. 369 c.p.p., peraltro superata dalla già intervenuta contestazione degli addebiti con l'ordinanza, poi annullata, del giudice istruttore.

Cass. pen. n. 3945/1996

Il decreto di sequestro, quando contiene l'informazione di garanzia per non essere stato preceduto da quest'ultima, deve assicurare all'indagato la conoscenza di tutti gli elementi elencati dall'art. 369 c.p.p., tra i quali la data del commesso reato e ciò al fine di garantire l'espletamento di una completa e fattiva difesa. L'eventuale nullità dell'informazione di garanzia non determina l'invalidità del successivo sequestro, essendo i due provvedimenti del tutto autonomi e non intercorrendo tra gli stessi quel rapporto di connessione e dipendenza causale, logico-giuridica in forza del quale la nullità di un atto si trasmette ai consecutivi ai sensi dell'art. 185, comma 1, c.p.p.

Cass. pen. n. 2501/1995

La nullità dell'informazione di garanzia contenuta nel decreto di perquisizione o sequestro, tipici atti a sorpresa, non determina l'invalidità della parte dell'atto che dispone la perquisizione o il sequestro.

Cass. pen. n. 609/1995

Nella fase delle indagini preliminari l'accusa può essere modificata senza limitazione e, quando ciò avvenga, non occorre dare una nuova informazione di garanzia ai sensi dell'art. 369 c.p.p., poiché l'indagato, già a conoscenza del fatto di essere sottoposto ad indagini, è certamente in grado di esercitare il suo diritto di difesa, seguendo lo sviluppo dell'inchiesta a suo carico, con riferimento alla possibile insorgenza di ipotesi di accusa diverse da quelle precisate nell'originaria informazione, specie quando la estensione dell'efficacia dell'atto sia diretta a comprendere altra possibile definizione logico-giuridica del fatto contestato, nel suo complesso ovvero per un suo specifico aspetto.

Cass. pen. n. 1402/1994

Quando il sequestro preventivo viene disposto, come può esserlo, prima che all'indagato sia stata inviata informazione di garanzia, il relativo decreto deve contenere tutti gli elementi elencati nell'art. 369 c.p.p. e, cioè, non solo l'indicazione delle norme di legge violate — o comunque la menzione del titolo di reato per il quale si procede — ma anche la specificazione del tempo e del luogo del fatto e l'invito ad esercitare la facoltà di nomina di un difensore di fiducia. L'omissione di uno qualsiasi di tali elementi rende nullo l'atto compiuto, essendo, il sequestro, uno di quelli ai quali, ex art. 365 c.p.p. il difensore dell'indagato ha diritto di assistere.

Cass. pen. n. 4784/1993

A mente dell'art. 369, primo comma, c.p.p., l'informazione di garanzia, la quale deve contenere l'invito ad esercitare la facoltà di nominare un difensore di fiducia, non deve necessariamente precedere le perquisizioni ed i sequestri, tipici atti a sorpresa, che ne potrebbero restare seriamente pregiudicati, tant'è che l'art. 365 c.p.p., prevede che per essi il difensore non ha diritto di ricevere il preventivo avviso, ma solo facoltà di assistervi.

Cass. pen. n. 205/1993

L'eventuale nullità dell'informazione di garanzia, ancorché questa sia contestuale all'esecuzione di perquisizione o di sequestro, non determina nullità o invalidità derivata perché utile per inutile non vitiatur sicché quella parte del provvedimento con cui si adempie all'obbligo della informazione di garanzia, ove priva dei requisiti essenziali, imposti dall'art. 369 c.p.p., non importa l'invalidità della restante parte dell'atto che dispone la perquisizione o il sequestro. (La Cassazione ha altresì rilevato che gli atti di ricerca della prova suindicati possono essere eseguiti senza la previa spedizione dell'informazione di garanzia e che tale fatto esalta l'autonomia di quest'ultima e rende chiaro che fra esse e le perquisizioni od i sequestri non v'è legame contenutistico né rapporto di necessaria dipendenza causale, non costituendone la premessa né logica né giuridica).

Cass. pen. n. 4287/1993

La nullità dell'informazione di garanzia può determinare la nullità dell'atto a cui si riferisce, ma non quella dell'ordinanza di custodia cautelare.

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A. B. chiede
mercoledì 06/04/2022 - Emilia-Romagna
“Salve Avvocato,

Le scrivo in merito ad una consulenza legale da parte sua, in seguito ad un' avvenimento accaduto mercoledì 29 marzo 2022.

Ho ricevuto una telefonata da parte di un Avvocato, presto la mattina, nel quale mi voleva comunicare che avrei ricevuto un avviso di garanzia in quanto avrei mandato delle email per incontri ad una ragazza minorenne di anni 13, residente a Milano. Pertanto mi ha comunicato che una volta ricevuto avviso di garanzia mi sarei dovuto recare a Milano per spiegare l'atto a cui sarei indagato.

Se l'avvocato non avesse fatto il mio nome e cognome, il mio indirizzo email, numero di telefono e anni, probabilmente non mi sarei preoccupato perché avrei pensato ad una telefonata folkloristica o priva di senso.
Invece col fatto che durante questa telefonata, proveniente da un numero anonimo e della durata di circa 6 minuti, sono stati indicati i miei dati personali, conoscenza anche del fatto che fossi residente in Emilia Romagna.

Ora, mi trovo, in uno stato confusionale nel senso che non ho mai commesso il fatto di avere inviato email a minorenni, per incontri o per qualsiasi altra cosa.
Ho per un periodo, frequentato siti online per incontri e chat per single e questo mi fa pensare che se anche tale cose fosse vera di aver inviato delle mail o chat a ragazze, di sicuro non ero a conoscenza dell'effettiva età della persona anche perché le iscrizione a certi siti è riservato a maggiori di anni 18. Quindi forse potrebbe essere vero che ho inviato delle mail ad una minorenne, senza però sapere della cosa. Pertanto questa cosa mi destabilizza molto sulla chiamata di questo Avvocato.

Vorrei capire innanzitutto se veramente fossi indagato, se sono in attesa di un avviso di garanzia, se questa telefonata è legalmente corretta o meno, perché non capisco per quale motivo un avvocato dovrebbe avvisarmi del fatto che sono indagato o meno. Se fossi indagato vorrei capire una serie di cose che magari ci possiamo sentire telefonicamente?

Se tale cosa invece non fosse vera, quindi si tratterebbe di una telefonata minatoria o altro vorrei sporgere denuncia a colui che ha effettuato questa telefonata, perché psicologicamente e personalmente questa cosa mi ha destabilizzato molto nella mia vita privata creandomi dei danni emotivi tuttora forti, visto che la data successiva a questa telefonata sono andato in ferie in Olanda e praticamente mi sono rovinato il viaggio in quanto non riesco a pensare ad altro se non che io possa essere indagato per cose illecite e soprattutto non da me commesse. Pertanto vorrei sporgere denuncia, nel caso in cui si trattasse di una falsa.

La ringrazio per la disponibilità
Cordiali saluti”
Consulenza legale i 13/04/2022
Dal tenore del quesito è probabile che l’avvocato che l’ha contattata sia stato nominato d’ufficio a seguito dell’instaurarsi di un procedimento penale a suo carico.

Più in generale la difesa d'ufficio è il servizio di assistenza (tecnica) che viene garantito all'indagato (o all'imputato) che non abbia nominato un proprio difensore di fiducia o che ne sia rimasto privo (cfr. art. 97 c.p.p.).

La difesa d’ufficio assume natura sussidiaria rispetto alla difesa fiduciaria poiché interviene solo in mancanza di quest'ultima o per difetto di designazione o per venir meno della difesa fiduciaria designata.

L’avvocato d’ufficio ha l’obbligo di informare il proprio assistito, anche se è preferibile che tale comunicazione/informativa, che deve avere un contenuto ben specifico in conformità al codice deontologico forense e alla legge professionale forense (L. 247/2012), avvenga per iscritto e poi spedita all’assistito a mezzo posta raccomandata con avviso di ricevimento.

Lei può presentare personalmente, o mezzo del legale nominato d’ufficio oppure tramite un legale di fiducia munito di nomina ex art. 96 ad hoc, un’istanza ex art. 335 c.p.p. alla Procura della Repubblica di Milano per conoscere se via sia un procedimento penale a suo carico.
Le verrà rilasciato uno specifico certificato.

A seguito di ciò ci ricontatti per sottoporci copia del predetto che Le verrà rilasciato.

Sulla base delle informazioni in nostro possesso si esclude, infine, che quella oggetto del presente quesito possa trattarsi di una telefonata “minatoria” in quanto, qualora l’avvocato in questione sia stato nominato d’ufficio, solitamente le comunicazioni giudiziarie, come il c.d. avviso di garanzia, pervengono prima a quest’ultimo in quanto trasmesse a mezzo posta elettronica certificata.



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