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Articolo 369 bis Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

Informazione della persona sottoposta alle indagini sul diritto di difesa

Dispositivo dell'art. 369 bis Codice di procedura penale

(1) 1. Al compimento del primo atto a cui il difensore ha diritto di assistere e, comunque, prima dell'invito a presentarsi per rendere l'interrogatorio ai sensi del combinato disposto degli articoli 375, comma 3, e 416, ovvero, al più tardi, contestualmente all'avviso della conclusione delle indagini preliminari ai sensi dell'articolo 415 bis(3), il pubblico ministero, a pena di nullità degli atti successivi, notifica alla persona sottoposta alle indagini la comunicazione della nomina del difensore d'ufficio (2).

2. La comunicazione di cui al comma 1 deve contenere :

  1. a) l'informazione della obbligatorietà della difesa tecnica nel processo penale, con l'indicazione della facoltà e dei diritti attribuiti dalla legge alla persona sottoposta alle indagini;
  2. b) il nominativo del difensore d'ufficio e il suo indirizzo e recapito telefonico;
  3. c) l'indicazione della facoltà di nominare un difensore di fiducia con l'avvertimento che, in mancanza, l'indagato sarà assistito da quello nominato d'ufficio;
  4. d) l'indicazione dell'obbligo di retribuire il difensore d'ufficio ove non sussistano le condizioni per accedere al beneficio di cui alla lettera e) e l'avvertimento che, in caso di insolvenza, si procederà ad esecuzione forzata;
  5. d-bis) l'informazione del diritto all'interprete ed alla traduzione di atti fondamentali(4);
  6. e) l'indicazione delle condizioni per l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

Note

(1) Tale articolo è stato inserito dall’art. 19, della L. 6 marzo 2001, n. 60.
(2) Tale comunicazione non è prevista per gli atti di iniziativa della P.G. e, secondo un orientamento giurisprudenziale consolidato, non è dovuta all'indagato che risulti già munito difensore di fiducia.
(3) Comma così modificato dall’art. 1, comma 1, lett. d), n. 1), D.Lgs. 1° luglio 2014, n. 101, a decorrere dal 16 agosto 2014, ai sensi di quanto disposto dall’art. 4, comma 1, del medesimo D.Lgs. 101/2014.
(4) Lettera inserita dall’art. 1, comma 1, lett. d), n. 2), D.Lgs. 1° luglio 2014, n. 101, a decorrere dal 16 agosto 2014, ai sensi di quanto disposto dall’art. 4, comma 1, del medesimo D.Lgs. 101/2014.

Ratio Legis

Tale norma è stata introdotta al fine di offrire una maggiore tutela alle garanzie difensive.

Spiegazione dell'art. 369 bis Codice di procedura penale

L'esercizio del diritto di difesa da parte della persona sottoposta alle indagini postula la conoscenza da parte di quest'ultimo del fatto che si sta procedendo a suo carico per un determinato addebito penale.

Innanzitutto tale conoscenza può aversi tramite impulso dello stesso indagato, il quale, ai sensi dell'art. 335, può chiedere che gli vengano comunicate le eventuali iscrizioni riguardanti la sua persona nel registro delle notizie di reato.

In secondo luogo, è altresì possibile che il pubblico ministero debba compiere atti di indagine al quale il difensore ha diritto di assistere.
La legge processuale distingue infatti tra:

  • atti cui il difensore ha diritto di assistere essendo stato preavvisato del loro compimento;

  • atti cui il difensore non ha diritto di assistere;

  • atti cui il difensore ha diritto di assistere senza essere preavvisato.

Nel primo e nel terzo caso, alla persona indagata ed alla persona offesa deve essere inviato un atto chiamato informazione di garanzia, la quale deve contenere l'indicazione delle norma di legge che si assumono violate, l'indicazione della data e del luogo del fatto, la facoltà di nominare un difensore di fiducia.

Unitamente all'informazione di garanzia, la norma in esame sancisce l'obbligo per il pubblico ministero di notificare all'indagato, prima del compimento d i qualsiasi atto a cui il difensore ha diritto di assistere, o comunque prima dell'invito a presentarsi per rendere interrogatorio o, al più tardi, prima dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari ex art. 415 bis, la comunicazione della nomina del difensore d'ufficio. Ovviamente il soggetto indagato può nominare o aver già nominato un proprio difensore di fiducia.

Il secondo comma definisce inoltre quale debba essere il contenuto essenziale di tale comunicazione, tra cui spicca l'informazione relativa all'obbligatorietà della difesa tecnica nel processo penale, oltre ad alcune recenti modifiche legislative, come quella concernente il diritto ad avere un interprete e ad avere il diritto di vedersi tradotti gli atti fondamentali.

Massime relative all'art. 369 bis Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 11060/2018

La mancata informativa prevista dall'art. 369-bis cod. proc. pen. integra una nullità a regime intermedio e non un'ipotesi di nullità assoluta, perchè essa non è espressamente definita come tale da una specifica disposizione di legge, e nè è riferita all'omessa citazione dell'imputato o all'assenza del difensore nei casi in cui è obbligatoria la sua presenza.

Cass. pen. n. 8792/2017

In tema di informazione della persona sottoposta alle indagini sul diritto di difesa di cui all'art. 369-bis, cod. proc. pen., l'omissione dell'avviso previsto dal comma secondo, lett. d-bis), di tale disposizione, relativo al diritto all'interprete ed alla traduzione di atti fondamentali, e la violazione dell'art. 143 cod. proc. pen. configura una nullità ex art. 178, comma primo, lettera c), cod. proc. pen. solo se determina un'effettiva lesione del diritto di assistenza dell'imputato, il quale ha l'onere di precisare il pregiudizio concretamente subito, allegando elementi a dimostrazione della lacuna difensiva determinata dalla specifica carenza di informazione sul contenuto dell'accusa. (Nella fattispecie la Corte ha escluso la sussistenza di una concreta lesione del diritto di difesa in quanto, nonostante all'indagato non fosse stata fornita completa informazione ai sensi dell'art. 369-bis cod. proc. pen. in occasione dell'esecuzione del fermo, allo stesso era stata, comunque, garantita la traduzione in forma orale nella propria lingua di tutti gli atti del procedimento compiuti fino a quel momento, ad opera di un interprete ed alla presenza del difensore).

Cass. pen. n. 47909/2003

L'informazione della persona sottoposta alle indagini sul diritto di difesa, ex art. 369 bis c.p.p., non deve precedere a pena di nullità l'avviso di conclusioni delle indagini, di cui all'art. 415 bis c.p.p., nell'ipotesi in cui nel corso delle predette indagini non sia stata espletata alcuna attività alla quale il difensore ha diritto di assistere, essendo previsto dalla citata disposizione che la predetta informazione possa precedere direttamente l'invito a presentarsi a rendere l'interrogatorio, che sia stato richiesto dall'indagato ai sensi del terzo comma del citato art. 415 bis e, pertanto, dopo la notificazione dell'avviso.

Cass. pen. n. 46532/2003

È abnorme la declaratoria di nullità del decreto di citazione a giudizio, derivante dalla nullità dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari per mancanza nello stesso delle indicazioni previste dall'art. 369 bis secondo comma c.p.p. Infatti, quando nel corso delle indagini non è stata espletata nessuna attività alla quale il difensore aveva diritto di assistere, non è necessario far precedere l'avviso di cui all'art. 415 bis c.p.p., dall'informazione di garanzia di cui all'art. 369 bis c.p.p.

Cass. pen. n. 8112/2003

La nullità comminata dall'art. 369 bis c.p.p. (introdotto dall'art. 19 della legge 6 marzo 2001, n. 60), per il difetto di tempestiva comunicazione della nomina del difensore d'ufficio, deve essere qualificata di carattere generale non assoluta (ex artt. 178 lett. c) e 180 c.p.p.). Ne consegue che essa deve essere eccepita (ex artt. 180 e 182 c.p.p.) dalla parte, a pena di decadenza, prima del compimento dell'atto o, quando ciò non sia possibile, immediatamente dopo.

Cass. pen. n. 32612/2002

Le perquisizioni e i sequestri effettuati ad iniziativa della polizia giudiziaria non comportano l'obbligo di dar luogo agli adempimenti previsti dall'art. 369 bis c.p.p. (informazione della persona sottoposta a indagini sul diritto di difesa). Ciò, manifestamente, non si pone in contrasto alcuno con la Costituzione, considerando che vi è sostanziale identità di disciplina tra gli atti anzidetti e quelli corrispondenti disposti direttamente al pubblico ministero, giacché tanto per gli uni quanto per gli altri non è previsto alcun obbligo di preavviso ma soltanto l'obbligo di avvertire la persona sottoposta alle indagini, se presente, della facoltà di farsi assistere da un difensore, con l'unica differenza - pienamente giustificata nella logica del sistema - che solo il pubblico ministero, ai sensi dell'art. 365 c.p.p., e non la polizia giudiziaria, in mancanza di un difensore di fiducia, deve designarne uno d'ufficio.

Cass. pen. n. 44022/2001

In tema di «informazione di garanzia», prevista dall'art. 369 c.p.p., e di «informazione della persona sottoposta alle indagini sul diritto di difesa», prevista dall'art. 369 bis c.p.p. (introdotto dall'art. 19 della legge 6 marzo 2001 n. 60), ai fini di un coordinamento tra i due diversi istituti, deve ritenersi che l'informazione di garanzia sia dovuta quando si debba compiere un atto «a sorpresa», sia pure non necessariamente prima del medesimo o congiuntamente ad esso, mentre l'altra informazione (la cui omissione è espressamente sanzionata dalla nullità degli atti conseguenti), sia dovuta prima dell'invito a comparire per rendere l'interrogatorio ovvero in un momento antecedente o contemporaneo al compimento del primo atto determinato e programmato, al quale il difensore abbia diritto di assistere, restando comunque esclusa la necessità di entrambi i tipi di informazione ove esista già in atti la nomina di un difensore di fiducia, anche se effettuata nell'ambito di un procedimento al quale ne siano stati poi riuniti altri.

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