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Articolo 343 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n.1443)

Modo e termine dell'appello incidentale

Dispositivo dell'art. 343 Codice di procedura civile

L'appello incidentale [333 c.p.c.] si propone, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta (1), all'atto della costituzione in cancelleria ai sensi dell'articolo 166 (2).
Se l'interesse a proporre l'appello incidentale sorge dalla impugnazione proposta da altra parte che non sia l'appellante principale, tale appello si propone nella prima udienza successiva alla proposizione dell'impugnazione stessa (3).

Note

(1) Al pari di quanto è previsto per il primo grado, anche in appello la parte convenuta (appellata) ha l'onere di proporre appello incidentale a pena di decadenza nella comparsa di risposta, tempestivamente depositata in cancelleria.
L'atto contenente l'appello incidentale non deve essere notificato alla controparte, tranne nel caso in cui questa sia rimasta contumace, ai sensi dell'art. 292 del c.p.c..
La norma si applica anche all'appello incidentale proposto contro una sentenza non definitiva che, a seguito di riserva di appello, sia stata immediatamente impugnata dall'altra parte.
(2) Comma così sostituito con l. 26 novembre 1990, n. 353.
Il potere di impugnazione della sentenza è concesso al soccombente: pertanto, anche l'appello incidentale presuppone la soccombenza reale (non basta chiedere una modifica della motivazione o il riesame di questioni già risolte in favore dell'appellante). Se la parte appellata vuole semplicemente chiedere la conferma della sentenza impugnata, egli può proporre tale domanda senza la necessità dell'appello incidentale.
(3) L'interesse a proporre appello incidentale potrebbe sorgere anche in seguito alla proposizione di un altro appello incidentale: in questa ipotesi, il termine per la proposizione dell'appello sarà dato dalla prima udienza successiva alla impugnazione incidentale.
Secondo la giurisprudenza, l'impugnazione incidentale deve risultare da un atto depositato all'udienza indicata dal secondo comma della norma in esame; tuttavia, sembra preferibile ritenere che in occasione di tale udienza, la parte possa chiedere un termine entro il quale proporre l'appello incidentale con rinvio del processo a successiva udienza.

Massime relative all'art. 343 Codice di procedura civile

Cass. n. 7519/2014

La parte, alla quale sia stato notificato l'appello principale, ove intenda proporre appello incidentale tempestivo, deve comunque osservare i termini di cui agli artt. 325 e 327 c.p.c., sicché essa, qualora l'appello principale sia stato notificato in prossimità della scadenza dei termini medesimi, allo scopo di evitare l'eventuale sanzione di inefficacia di cui all'art. 334, secondo comma, c.p.c., per il caso in cui volontariamente o involontariamente l'appellato principale (omettendo di costituirsi in giudizio o determinandone comunque le relative condizioni) dia poi luogo ad una causa di inammissibilità o improcedibilità della propria impugnazione, può, alternativamente, procedere all'iscrizione a ruolo della causa depositando la propria comparsa di risposta con appello incidentale entro la scadenza del termine di cui all'art. 325 c.p.c., ovvero proporre la sua impugnazione con citazione notificata entro lo tesso termine.

Cass. n. 3613/2014

Nel caso di cosiddetto litisconsorzio "alternativo", sussistente allorché il convenuto nel giudizio di danno chiami in causa un terzo, assumendo che questi debba ritenersi in via esclusiva tenuto al risarcimento domandato dall'attore, quest'ultimo deve ritenersi vittorioso tanto se la domanda venga accolta nei confronti del convenuto, quanto se venga accolta nei confronti del chiamato in causa, al quale l'originaria domanda si estende automaticamente. Ne consegue che, proposto appello dal chiamato in causa soccombente, il danneggiato non ha l'onere di proporre appello incidentale condizionato per fare dichiarare la responsabilità di uno dei possibili responsabili, per l'ipotesi in cui venisse accolto l'appello proposto dall'altro.

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Quesiti degli utenti
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David M. chiede
mercoledì 15/11/2017 - Puglia
“E' tardivo/inammissibile l'appello incidentale interposto da un appellato (rimasto a lungo contumace nel giudizio di appello) immediatamente dopo che altro appellato gli notifica comparsa di risposta con appello incidentale, a tale notifica obbligato dal Giudice della impugnazione, il quale, a tal fine, rimette la causa sul ruolo?”
Consulenza legale i 24/11/2017
La principale norma cui fare riferimento per rispondere al quesito è l’art. 343 c.p.c. che al secondo comma prevede testualmente che: “Se l'interesse a proporre l'appello incidentale sorge dalla impugnazione proposta da altra parte che non sia l'appellante principale, tale appello si propone nella prima udienza successiva alla proposizione dell'impugnazione stessa”.

Tale disposizione va letta unitamente all’art. 292 c.p.c. (richiamato nello stesso provvedimento del Giudice oggetto del quesito) che nel disciplinare le comunicazioni e le notificazioni al contumace, intende tutelare il generale diritto di difesa che si realizza anche tramite l’integrazione del contraddittorio.
Infatti, se la parte rimasta contumace poteva non avere interesse a proporre appello incidentale in seguito alla impugnazione principale, potrebbe averlo a seguito della proposizione dell’appello incidentale da parte dell’altro soggetto appellato (tant’è che l’omessa notifica al contumace dell’appello incidentale determina una nullità che può essere fatta valere con ricorso per cassazione dallo stesso contumace (Cfr. Cass., n. 7307 del 2009).

Tali principi trovano applicazione costante nelle pronunce della Cassazione (Cass., 20 aprile 2016, n. 7769; Cass., 19 settembre 2014, n. 19754; Cass., 24 agosto 2012, n. 14635).
Già nella risalente sentenza n.3078/ del 1998 si era stabilito infatti che: “La disposizione di cui all'art. 292 c.p.c. per la quale devono essere notificate al contumace le comparse che contengono domande nuove o riconvenzionali va applicata anche alle comparse contenenti l'appello incidentale, ponendosi in tale situazione la stessa esigenza di rispetto del principio del contraddittorio, onde consentire al contumace di prendere conoscenza dell'appello incidentale a tutela del suo diritto di difesa.

Alla luce di quanto precede, in risposta al quesito, si ritiene di poter affermare che l’appello incidentale interposto dall’appellato contumace cui è stato notificato appello incidentale sia pienamente ammissibile.
A conferma di ciò, la circostanza che il Giudice -nell’ordinanza in cui dispone la notifica al contumace- rimetta la causa sul ruolo fissando nuova udienza di comparazione in cui devono essere rispettati i termini di cui all’art.163 bis c.p.c.


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    Mauro Bove, Ancóra sul controllo della motivazione in Cassazione

    Angelo Converso, Il filtro. La prassi delle Corti d’appello

    INTERVENTI

    Vittoria Barsotti

    Girolamo Monteleone.

    Andrea Graziosi.

    Cinzia Gamba

    Roberto Poli

    Giuliano Scarselli

    Antonio Carratta

    Francesco P. Luiso

    Gian Franco Ricci

    (continua)