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Articolo 335 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Riunione delle impugnazioni separate

Dispositivo dell'art. 335 Codice di procedura civile

Tutte le impugnazioni proposte separatamente contro la stessa sentenza debbono (1) essere riunite, anche d'ufficio, in un solo processo (2) (3).

Note

(1) Non si tratta di una facoltà concessa al giudice o alle parti, ma di un obbligo, tanto che l'autorità dovrà disporre la riunione d'ufficio anche se le parti non glielo chiedono.
(2) L'inosservanza dell'obbligo di disporre la riunione, nell'ipotesi in cui due o più parti (entrambe soccombenti, anche solo parzialmente) abbiano contemporaneamente impugnato la sentenza in via principale, cioè prima di aver ricevuto la notificazione di cui agli artt. 331 e 332, comporta:
- per alcuni, la presclusione dell'esame della impugnazione spiegata successivamente soltanto se l'oggetto di questa è identico a quello del giudizio già pendente;
- per altri, invece, la possibilità che le cause scindibili siano trattate separatamente, potendo validamente concludersi con sentenze diverse.
(3) L'inosservanza dell'obbligo di disporre la riunione, nella diversa ipotesi in cui la parte parzialmente soccombente abbia impugnato in via principale pur avendo già ricevuto la notifica dell'impugnazione principale altrui, porta come conseguenza l'inammissibilità o improcedibilità della impugnazione dedotta in via autonoma. Secondo la giurisprudenza, infatti, la parte che abbia spiegato l'impugnazione in forma principale anziché in via incidentale è tenuta a portare a conoscenza del giudice la pendenza dei due giudizi, affinché questi possa disporne la riunione.

Ratio Legis

Come per tutte le norme sulle impugnazioni, l'obiettivo perseguito dal legislatore è quello di garantire l'unità del giudizio di impugnazione e rispettare il principio di economia dei rimedi processuali.

Massime relative all'art. 335 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 23530/2017

Proposti appelli diversi relativamente a sentenze differenti, la decisione del giudice del gravame di non procedere alla riunione delle cause non è censurabile in cassazione, sia perché solo la riunione di più impugnazioni avverso la medesima decisione è obbligatoria, sia perché il provvedimento, negativo o positivo, sulla riunione ha natura ordinatoria e non decisoria.

Cass. civ. n. 7568/2014

I ricorsi per cassazione separatamente proposti contro la sentenza di merito resa in grado di appello e contro quella pronunciata dallo stesso giudice d'appello nel successivo giudizio di revocazione possono essere riuniti, in quanto le due sentenze, integrandosi reciprocamente, definiscono inscindibilmente un unico giudizio e, pertanto, in sede di legittimità, possono essere oggetto di esame contestuale e di un'unica decisione, dovendosi, in tale evenienza, esaminare prioritariamente il ricorso avverso la sentenza del giudizio di revocazione, le cui questioni assumono carattere pregiudiziale.

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Testi per approfondire questo articolo

  • La «consumazione» del potere d'impugnazione

    Collana: Biblioteca di diritto processuale
    Pagine: 336
    Data di pubblicazione: novembre 2011
    Prezzo: 33 €
    Categorie: Appello, Cassazione

    Il cd. principio di consumazione dell'impugnazione non ha mai costituito oggetto di un lavoro monografico, nonostante il suo notevole impatto pratico. Sul piano positivo, la consumazione consegue esclusivamente alla dichiarazione d'inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione. Nella dominante interpretazione, tuttavia, essa ha conosciuto una diffusione che va ben oltre la formulazione letterale delle norme che la prevedono, assurgendo, per l'appunto, a vero e proprio... (continua)