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Articolo 166 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Costituzione del convenuto

Dispositivo dell'art. 166 Codice di procedura civile

Il convenuto deve costituirsi a mezzo del procuratore, o personalmente nei casi consentiti dalla legge [82, 86 c.p.c.], almeno venti giorni prima dell'udienza di comparizione fissata nell'atto di citazione, o almeno dieci giorni prima nel caso di abbreviazione di termini a norma del secondo comma dell'articolo 163bis ovvero almeno venti giorni prima dell'udienza fissata a norma dell'articolo 168bis, quinto comma (1), depositando in cancelleria il proprio fascicolo contenente la comparsa di cui all'articolo 167 con la copia della citazione notificata, la procura e i documenti che offre in comunicazione (2).

Note

(1) L'articolo è stato così sostituito dalla l. 26.11.1990, n. 353, in vigore dal 30.4.1995.
Il termine di costituzione è stato elevato dai 5 previsti dalla precedente formulazione dell'articolo a 20 giorni prima dell'udienza fissata dall'attore nella citazione. La tempestività della costituzione va accertata con riferimento a tale udienza anche nell'ipotesi in cui l'udienza non abbia luogo nel giorno indicato dall'attore, ma sia in effetti differita d'ufficio in quanto nel giorno designato il g.i. non tenga udienza (di conseguenza è tardiva la domanda riconvenzionale contenuta in una comparsa di risposta depositata entro i venti giorni precedenti alla data dell'udienza differita).
Il termine di venti giorni previsto dall'art. 166 c.p.c. non è perentorio, potendo il convenuto costituirsi fino all'udienza di precisazione delle conclusioni (art. 189 del c.p.c.): tuttavia, la costituzione tardiva implica le decadenze di cui all'art. 167 del c.p.c..
(2) All'atto della costituzione, il convenuto deve depositare la comparsa di risposta (ossia il proprio atto introduttivo), la nota di iscrizione a ruolo (solo se si costituisce per primo), la copia della citazione che gli è stata notificata, la procura, i documenti che offre in comunicazione e le copie della comparsa di risposta per le altre parti (a differenza della nuova, la vecchia formulazione dell'articolo lo prevedeva espressamente, ma ciò non significa che sia venuto meno l'obbligo del deposito delle copie).

Ratio Legis

Il convenuto è tenuto ad impostare con un certo anticipo le proprie difese rispetto alla prima udienza di comparizione e trattazione, così da consentire al giudice di studiare il fascicolo di causa prima dell'udienza stessa. Anche l'attore riceve un vantaggio dall'anticipazione del termine di costituzione del convenuto, in quanto potrà conoscere preventivamente le difese svolte dalla controparte e proporre già in occasione della prima udienza domande e/o eccezioni che si rendano necessarie a seguito di tali difese, nonché modifiche o integrazioni di domande già proposte, o dedurre nuovi mezzi di prova.

Brocardi

Reus est is cuius de re agitur

Massime relative all'art. 166 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 6601/2012

Ai fini della verifica della tempestività della costituzione del convenuto, il termine di cui all'art. 166 c.p.c., al pari di tutti i termini a ritroso, deve essere calcolato considerando quale "dies a quo", non computabile per il disposto dell'art. 155, primo comma, c.p.c., il giorno prima del quale va compiuta l'attività processuale, e, dunque, il giorno dell'udienza di comparizione indicata nell'atto di citazione, ovvero quello differito ai sensi dell'art. 168 bis, quinto comma, c.p.c., e quale "dies ad quem", invece computabile in quanto termine non libero, il ventesimo giorno precedente l'udienza stessa.

Cass. civ. n. 12044/2010

La sospensione dei termini processuali durante il periodo feriale, ai sensi della legge n. 742 del 1969, comporta la sottrazione del medesimo dal relativo computo, sicché, ai fini della costituzione del convenuto in primo grado, il termine di venti giorni prima dell'udienza di comparizione fissata nell'atto di citazione, il cui rispetto è necessario per la proposizione della domanda riconvenzionale, va calcolato, ove sia indicata un'udienza per una data successiva al compimento del periodo feriale ma tale che il termine di venti giorni ricada in detto periodo, mediante un conteggio a ritroso che in detta frazione temporale incontra una parentesi oltre la quale il conteggio stesso deve proseguire fino ad esaurimento.

Cass. civ. n. 18106/2003

In tema di procedimento civile, il vizio da cui sia affetta la costituzione di una delle parti non integra una nullità rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio. Ne consegue che è preclusa, in sede di giudizio di cassazione, la questione della irregolarità della costituzione di una delle parti in primo grado che non sia stata già sollevata nei motivi di appello.

Cass. civ. n. 12706/2001

Posto che, ai sensi dell'art. 166 c.p.c., la costituzione del convenuto in autonomi e separati processi non può che avvenire con separate comparse di risposta, in via eccezionale, qualora dalle risultanze e dagli atti del processo emerga che il convenuto, in relazione al proprio interesse a contraddire, abbia inteso costituirsi a mezzo di un'unica comparsa in più cause oggettivamente riunibili — in quanto connesse per l'oggetto o per il titolo o perché la decisione dipenda dalla soluzione della medesima questione — e già materialmente riunite in sede di cosiddetta “fascicolazione”, indipendentemente da un formale provvedimento del giudice, detta costituzione non è affetta da inesistenza o nullità, mancando, tra l'altro, una disposizione in tal senso, ma costituisce una mera irregolarità non incidente sulla valida costituzione del contraddittorio, ed è comunque sanata dal successivo provvedimento di riunione.

Cass. civ. n. 12363/1998

Il difetto di procura del convenuto non incide sulla regolarità del contraddittorio, ma rileva unicamente ove la non rituale presenza del convenuto nel processo abbia recato pregiudizio all'attore (nella specie, per la condanna alle spese che l'attore non avrebbe subito se il convenuto, contumace, non avesse partecipato al giudizio); anche in tal caso, tuttavia, il difetto di procura del convenuto non è equiparabile al difetto di procura dell'attore — da cui dipende la stessa valida costituzione del rapporto processuale — e non può pertanto essere fatto valere nel giudizio di cassazione se non sia stato oggetto di specifica impugnazione, con la conseguenza che deve ritenersi inammissibile la censura alla sentenza d'appello consistente nel mancato rilievo del difetto di procura del convenuto determinante pregiudizio per l'attore ove tale censura sia contenuta nella memoria difensiva e non nel ricorso introduttivo del giudizio di legittimità.

Cass. civ. n. 4804/1993

La carenza di mandato, da parte del convenuto, al professionista che in giudizio si presenti, falsamente, come suo procuratore non incide sulla regolarità del contraddittorio, che è validamente instaurato con la regolare notificazione dell'atto introduttivo del giudizio, ma vizia soltanto la costituzione del convenuto medesimo, senza che l'eventuale mancanza della dichiarazione di contumacia di quest'ultimo invalidi la successiva pronunzia della sentenza, quando non si siano verificate violazioni delle norme dettate a tutela della posizione del contumace.

Cass. civ. n. 6905/1992

La costituzione del convenuto in cancelleria anteriore all'udienza, secondo il sistema delineato dagli artt. 166 e 293 c.p.c., può avvenire sino all'udienza in cui la causa è rimessa al collegio a norma dell'art. 189, cioè fino all'udienza di precisazione delle conclusioni, emergendo con chiarezza dalla stessa formulazione dell'art. 293 cit. che il termine stabilito dall'art. 166 cit. non è perentorio.

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Consulenze legali
relative all'articolo 166 Codice di procedura civile

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

Diana N. chiede
martedì 22/02/2011 - Campania

“Vorrei sapere se nel giudizio davanti al giudice di pace è consentito al convenuto costituirsi senza comparsa e se egli può fare la chiamata in causa del terzo direttamente in prima udienza cioè senza averla preventivamente formulata in comparsa. Grazie.”

Consulenza legale i 26/02/2011

L'art. 319 del c.p.c., primo comma, stabilisce che dinanzi al Giudice di Pace la costituzione delle parti può avvenire anche in udienza e senza formalità alcuna: pertanto, il convenuto che intenda costituirsi non ha l’onere né di predisporre una comparsa di risposta, né di depositarla entro prefissati termini in cancelleria e può limitarsi a depositare in udienza l’atto di citazione che gli è stato notificato.

L'art. 269 del c.p.c., comma 2, che disciplina la chiamata nel terzo innanzi al Tribunale, non si applica davanti al Giudice di Pace, stante l’assenza del regime delle preclusioni stabilito per il Tribunale e, come anticipato, la mancanza dell'obbligo di costituzione anticipata del convenuto. Pertanto, dinanzi al giudice di pace va applicato l'art. 269 del c.p.c., comma 3, in base al quale il convenuto deve richiedere l'autorizzazione alla chiamata del terzo nella prima udienza ed il giudice, se la concede, fissa una nuova udienza allo scopo di consentirne la citazione.

La Cassazione ha specificato recentemente: "Nel procedimento dinanzi al giudice di pace, allorquando il convenuto intenda chiamare in causa un terzo ha l'onere di costituirsi nel termine di rito e, a pena di decadenza, farne esplicita richiesta nell'atto di costituzione, chiedendo nel contempo un differimento della prima udienza, a cui il predetto giudice deve dare luogo anche nel caso in cui lo stesso convenuto si costituisca direttamente alla prima udienza e si renda necessario provvedervi un base all'attività svolta dalle parti in tale udienza" (Cass. civ., Sez. III, 10 aprile 2008, n. 9350).


Testi per approfondire questo articolo

  • ART. 395-403. Revocazione

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