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Articolo 327

Codice di Procedura Civile

Decadenza dall'impugnazione

Dispositivo dell'art. 327 Codice di Procedura Civile

Indipendentemente dalla notificazione (1), l'appello, il ricorso per cassazione e la revocazione per i motivi indicati nei numeri 4 e 5 dell'articolo 395 non possono proporsi dopo decorsi sei mesi dalla pubblicazione della sentenza [124 secondo comma, 129 terzo comma, disp. att.] (2).
Questa disposizione non si applica quando la parte contumace [291 c.p.c. ss.] dimostra di non aver avuto conoscenza del processo per nullità della citazione [164] o della notificazione di essa, e per nullità della notificazione degli atti di cui all'articolo 292 (3).

Note

(1) L'articolo in commento si applica nel caso di mancata notificazione della sentenza, ma anche nell'ipotesi in cui la notifica sia nulla, ad esempio perché è stata effettuata alla parte personalmente invece che al procuratore costituito.
(2) Termine così modificato con l. 18 giugno 2009, n. 69. In precedenza il termine era annuale.
Il termine indicato dall'articolo in commento viene chiamato termine lungo, per distinguerlo da quello c.d. breve disciplinato dall'art. 325 del c.p.c.. Esso fissa il momento oltre il quale non sarà più possibile esperire il rimedio impugnatorio ordinario: esso, infatti, non riguarda né i mezzi di impugnazione straordinari né il regolamento di competenza.
Al pari del termine breve, anche quello lungo è soggetto alla regola della sospensione dei termini processuali durante il periodo feriale, tra il primo agosto e il 15 settembre di ogni anno.
(3) Il contumace ha l'onere di dimostrare provare sia la nullità della citazione o della notificazione, sia della mancata conoscenza del processo a causa di quella stessa nullità. Recentemente la giurisprudenza di legittimità si è tuttavia espressa in senso contrario, affermando che l'avvenuta conoscenza del processo da parte del contumace, per il rilievo pubblicistico della decadenza che ne deriva, può essere accertata anche d'ufficio.

Ratio Legis

Il legislatore ha voluto fissare un limite temporale al potere di impugnazione dei provvedimenti decisori, in risposta ad una giusta esigenza di certezza dei rapporti giuridici. Tuttavia, ha previsto una mitigazione della regola per la parte rimasta contumace.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 4217/2014

Il principio di ultrattività identifica il rito da seguire nell'impugnazione, in base all'apparenza della natura del provvedimento impugnato, ma la relativa inosservanza non determina, di per sé, l'inammissibilità del gravame, che, in quanto sanzione tipica, non può essere applicata fuori dei casi espressamente previsti. Ne consegue che il giudice deve verificare in concreto se, per effetto di tale "error in procedendo", l'impugnazione è tardiva o priva dei requisiti funzionali di attivazione di una qualunque forma di contraddittorio, ogni altra nullità potendo essere sanata dal raggiungimento dello scopo.

Cass. n. 3541/2014

La proposizione dell'impugnazione tardiva ai sensi dell'art. 327, secondo comma, cod. proc. civ. è idonea a fare venire meno il giudicato in precedenza formatosi, qualora il giudice del gravame la riconosca ammissibile, con la conseguenza che ove il giudizio d'impugnazione si estingua senza che sull'ammissibilità dell'appello sia intervenuta alcuna espressa pronuncia in tal senso, il giudicato non può che risalire al momento in cui sono scaduti i termini per l'impugnazione. (Fattispecie relativa alla Convenzione in tema di riconoscimento ed esecuzione delle sentenze civili tra Italia e Argentina, firmata a Roma il 9 dicembre 1987, ratificata con legge 22 novembre 1988, n. 532, che all'art. 22, par. 1, lett. d, subordina il riconoscimento all'assenza di altra sentenza dell'altro Paese fra le stesse parti avente lo stesso oggetto, senza che occorra, per negare il riconoscimento, che quest'ultima sentenza sia passata in giudicato).

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Quesiti degli utenti
relativi all'articolo 327 del c.p.c.

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

28/11/2016 Basilicata
Caterina M. chiede
“Vorrei sapere se un appello ad una sentenza di I grado è nei termini, oppure fuori termini di impugnazione.
Descrivo la storia:

la citazione che ha dato corso alla causa è stata notificata il 20 gennaio 2004 ed ha ottenuto una vittoria

con sentenza depositata il 16 settembre 2015.

La parte perdente ha prodotto appello notificato via PEC in data

29 ottobre 2016.




Il mio legale mi ha anticipato che il termine di impugnazione

della sentenza dovrebbe essere scaduto in forza delle nuove normative:

Renzi ha ridotto i tempi da 1 anno e 45 gg. ad 1 anno e 30 gg.

Vorrei sapere se il mio caso rientra nella normativa della riduzione dei termini da poter dire che l'impugnazione è fuori termine. Se così fosse chiedo anche se l'appello cade da sé stesso, oppure bisogna comunque costituirsi e far rilevare al giudice la scadenza del termine.
Grazie.

Consulenza legale i 04/12/2016
Corrisponde al vero che le norme del codice di procedura civile relative ai termini di impugnazione delle sentenza sono state modificate, e precisamente l’art. 47 della legge n. 69/2009 ha ridotto il termine per proporre appello da un anno a sei mesi, decorrenti dalla data di pubblicazione della sentenza.

L’art. 58 della medesima legge tuttavia, chiarisce che – a parte qualche eccezione che la norma specifica ed elenca espressamente – le modifiche al codice di procedura civile apportate dalla legge n. 69/2009 sii applicano solamente ai giudizi instaurati dopo la data della sua entrata in vigore. Tale regola vale anche per i giudizi di primo grado che, alla data di entrata in vigore della legge in oggetto, erano ancora pendenti (come quello di cui al quesito, iniziato nel 2004): infatti, la norma dice “Ai giudizi pendenti in primo grado alla data di entrata in vigore della presente legge si applicano gli articoli 132, 345 e 616 del codice di procedura civile e l'articolo 118 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile, come modificati dalla presente legge.” E’ esclusa, invece, l’applicazione del “nuovo” art. 327 c.p.c., quello appunto relativo ai termini di impugnazione, che rimangono quindi di un anno nei processi di primo grado ancora pendenti nel 2009.

Tornando al quesito, il termine di un anno per la proposizione dell’appello, decorrente dal 16 settembre 2015, è poi rimasto interrotto dal 1° di agosto fino al 31 di agosto 2016. Infatti, in forza dell’art. 16 del D.L. n. 132/2014, il periodo, cosiddetto, di “sospensione feriale dei termini processuali”, prima del 2015 lungo 45 giorni (dal primo di agosto al 15 settembre di ogni anno), a decorrere dal 2015 è stato ridotto ad un mese (1° agosto-31 agosto).
Pertanto, il caso in esame rientra certamente nella nuova normativa, ed il termine per l’appello è scaduto il 15 ottobre 2016: correttamente l’avvocato dell’appellato afferma, dunque, che la p.e.c. del 29 ottobre 2016 è tardiva.

Purtroppo la decadenza dal termine per impugnare non comporta effetti di caducazione automatica dell’impugnazione: è pur sempre necessario che un giudice la rilevi.
Pertanto, andrà eccepita dal convenuto in appello nell’atto di costituzione (comparsa di risposta) e nuovamente ribadita in sede di prima udienza, anche se, in ogni caso, trattasi di eccezione rilevabile d’ufficio (ovvero, anche se la parte non eccepisca la decadenza, il giudice deve comunque autonomamente ed automaticamente verificare il rispetto dei termini ed eventualmente rigettare l’appello perché inammissibile).

15/01/2014 Campania
pietro chiede
“Buongiorno, mi confermate per cortesia il doppio termine di un anno e 30 giorni per un ricorso in cassazione su una sentenza d'appello il cui giudizio è stato proposto nel 2007?
Grazie dell'aiuto.”
Consulenza legale i 10/02/2014
I termini per la proposizione del ricorso per Cassazione sono:
- 60 giorni dalla notificazione della sentenza, ai sensi del secondo comma dell'art. 325 c.p.c.;
- un anno dalla pubblicazione della sentenza (in caso di omessa notifica della stessa) ex art. 327 c.p.c.

22/08/2013 Umbria
Paolo chiede
“In una causa con rito del lavoro instaurata con deposito del ricorso di primo grado il 31 marzo 2008 il termine per ricorrere in cassazione avverso la sentenza d'appello è ancora di un anno secondo il diritto transitodio dell' art. 58 comma 1 L.69/2009?”
Consulenza legale i 13/09/2013
L’abbreviazione del c.d. termine lungo per l’impugnazione da un anno a sei mesi (art. 327 del c.p.c.), termine che opera in caso di mancata notifica della sentenza, trova applicazione per i giudizi instaurati a partire dall’entrata in vigore della legge 69/2009 avvenuta il 4 luglio del 2009.
Pertanto, per determinare i termini di impugnazione del ricorso di cui al quesito proposto presentato antecedentemente l’entrata in vigore della suddetta normativa, si dovrà fare riferimento al previgente termine pari ad un anno, a cui si dovranno aggiungere i 45 giorni di sospensione feriale dei termini, la quale vige anche in caso di impugnazione delle decisioni dettate in materia di lavoro.

06/03/2013 Toscana
Stefano chiede
“In un procedimento civile instaurato nel 2008, è stata depositata la sentenza di primo grado il 28/10/2009. L'appello poteva essere proposto entro un anno o entro sei mesi?
Con i migliori ringraziamenti, Stefano”
Consulenza legale i 10/03/2013
Il termine c.d. lungo per impugnare una sentenza non notificata ma solo pubblicata, ovvero depositata in cancelleria, previsto all'art. 327 del c.p.c. e ridotto da un anno a sei mesi dalla novella apportata dalla legge 69/2009, si applica a tutti i procedimenti instaurati dopo la sua entrata in vigore, avvenuta il 4 luglio del 2009. Quanto affermato si evince chiaramente dalla disciplina transitoria dettata dalla suindicata riforma.
Il procedimento a cui fa riferimento il quesito proposto risulta instaurato nel 2008 e quindi prima dell'entrata in vigore della riforma. Pertanto, il termine per impugnare la sentenza era quello annuale sempre decorrente dalla pubblicazione della sentenza.
Per completezza, si indica che al termine previsto per l'impugnazione, sia ante che post riforma del 2009, si applicano i 45 giorni di sospensione feriale ai sensi della L. 742/1969.

18/02/2013 Lazio
Elena Pace chiede
“Gentile redazione, in materia di comodato si applica il rito del lavoro, vorrei conoscere se nel caso di ricorso in cassazione nel termine lungo di 6 mesi dalla pubblicazione della sentenza dovranno o meno essere conteggiati i 45 gg di sospensione feriale.
Sentiti ringraziamenti”
Consulenza legale i 24/02/2013
L’art. 3 della legge n. 742 dispone che la sospensione di cui all’art. 1 non si applica alle cause ed ai procedimenti indicati nell'art. 92 dell' ordinamento giudiziario 30 gennaio 1941, n. 12, nonché alle controversie previste dagli artt. 409 e 442 c.p.c.
Alla controversia che, pur non riguardando un rapporto compreso tra quelli indicati dall'art. 409 o dall'art. 442 cod. proc. civ., sia stata trattata con il rito del lavoro, è applicabile il regime della sospensione dei termini di impugnazione nel periodo feriale, giacché "il rito adottato dal giudice assume una funzione enunciativa della natura della controversia, indipendentemente dall'esattezza della relativa valutazione, e perciò detto rito costituisce per le parti criterio di riferimento anche ai fini del computo dei termini per la proposizione dell'impugnazione, secondo il regime previsto dall'art. 3 della legge 7 ottobre 1969, n. 742" (così Cass. civ. Sez. lavoro Sent., 27/11/2007, n. 24649).
Ad esempio, in tema di locazione, le controversie che riguardano l'azione proposta dal conduttore a norma dell'art. 79 l. n. 392 del 1978, per ripetere fino a sei mesi dopo la riconsegna dell'immobile locato le somme corrisposte in violazione dei divieti e dei limiti previsti dalla suddetta legge, non rivestano carattere d'urgenza e non potendosi includere neppure per analogia nell'elencazione tassativa dell'art. 92 ord. giud., non si sottraggono alla regola generale della sospensione dei termini processuali durante il periodo feriale (Cassazione civile , sez. III, 11 giugno 2007, n. 13681).
In tema di comodato, la Corte d'appello di Napoli, 23 gennaio 2008, ha ribadito che la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale è esclusa per le controversie previste dagli artt. 429 (ora 409) e 459 (ora 442) del codice di procedura civile, vale a dire per le controversie afferenti i rapporti individuali di lavoro e quelle in materia di previdenza e di assistenza obbligatorie, non già per tutte le altre controversie, come quella di comodato sub iudice, alle quali l'art. 447 bis c.p.c., estende il rito speciale del lavoro come previsto dagli artt. 414 fino a 441 c.p.c.
Pertanto, si può sostenere che, in materia di comodato, si applichi la sospensione feriale dal termine per l'impugnazione, nonostante alla relativa causa si applichi il rito del lavoro.

07/02/2013 Toscana
maria chiede
“Salve, ho depositato un ricorso di lavoro (impugnazione licenziamento e mansioni superiori nel maggio 2008, mentre la sentenza è stata pubblicata il 12 marzo 2012. considerando che la stessa non è stata notificata, quali sono i termini per l'appello (sei mesi dalla pubblicazione o un anno e 45 giorni)?
Trattandosi di causa di lavoro si applica la sospensione feriale?”
Consulenza legale i 19/02/2013
Nel caso in cui la sentenza non sia stata notificata, trova applicazione l'art. 327 del c.p.c. che indica il c.d. termine lungo per la sua impugnazione. La nuova formulazione della norma in esame ad opera della l. 69/2009 dispone che il termine lungo pari a sei mesi trovi applicazione solo per i giudizi che siano stati instaurati successivamente alla data del 4 luglio 2009, ovvero la data di entrata in vigore della legge di cui sopra. Diversamente, per tutti i giudizi già incardinati prima di questa data trova applicazione il precedente termine lungo di impugnazione pari ad un anno, decorrente, in ogni caso, dalla pubblicazione della sentenza che si ha intenzione di impugnare.
Pertanto, in merito al quesito proposto, dato che il giudizio è stato proposto nel 2008, il termine lungo per impugnare la sentenza sarà quello di un anno dalla sua pubblicazione, a cui andranno aggiunti i 46 giorni del periodo feriale (1° agosto-15 settembre). Infatti, nonostante si tratti di una controversia decisa con il rito del lavoro è comunque applicabile la sospensione dei termini di impugnazione durante il periodo feriale (si veda Cass. Sez. Lavoro, n. 24649 del 27.11.07).

12/01/2013 Lombardia
alessandro fondrieschi bagatta chiede
“la notifica della sentenza a entrambe le parti attrici, ai fini della correzione di un errore materiale, consistente nella errata indicazione del nome proprio di una delle due parti attrici, può configurare notifica della sentenza almeno per la parte attrice il cui nome era corretto , ai fini della decorrenza del termine di 30 gg. per proporre un appello in termini?”
Consulenza legale i 16/01/2013
La proposizione dell'istanza di correzione, in sé, non comporta la legale conoscenza della sentenza e pertanto non determina la decorrenza del termine breve per proporre impugnazione (Cass. 8 maggio 2000, n. 5767).
Tuttavia, nel caso proposto, alle attrici è stata notificata (s'intende, presso il procuratore costituito; la notifica fatta personalmente alla parte non fa mai decorrere il termine di cui all'art. 325 del c.p.c.) copia integrale della sentenza e non il mero ricorso per la correzione con il pedissequo decreto che fissa l'udienza di comparizione delle parti dinnanzi al giudice; si precisa che la notifica della sentenza non è affatto necessaria ai fini della richiesta di correzione.
Ciò induce a ritenere che le attrici abbiano avuto conoscenza legale della sentenza e che pertanto dalla notificazione al procuratore di copia integrale del provvedimento debba decorrere il termine breve di trenta giorni per la proposizione dell'appello.
Nel caso di specie, infatti, non è applicabile l'ultimo comma dell'art. 288 del c.p.c. in base al quale le sentenze possono essere impugnate relativamente alle parti corrette nel termine ordinario decorrente dal giorno in cui è stata notificata l'ordinanza di correzione: la giurisprudenza, correttamente, limita i casi contemplati dalla norma a quelli in cui il provvedimento di correzione abbia rivelato vizi in iudicando o in procedendo, non reputando possibile lo spostamento in avanti del termine per l'impugnazione in relazione a provvedimenti oggetto di mere rettifiche o che presentano errori inidonei a suscitare ambiguità sul contenuto della sentenza, come l'inesatta indicazione del nome di una delle parti.

18/12/2012 Campania
Rinaldo B. chiede
“Di una sentenza civile di primo grado, composta di n.10 pagine, è stata regolarmente notificata (al mio legale) solo l'ultima (dispositivo conclusivo).
- Non conoscendo allo stato le motivazioni come posso decidere per l'appello?
- Da che giorno vanno calcolati i canonici gg.30?
Nel ringraziare, cordiali saluti.”
Consulenza legale i 21/12/2012
In generale, la consegna al destinatario di copia della sentenza incompleta per la mancanza di alcune pagine dà luogo a vizio della notificazione non qualificabile come inesistenza, ma soltanto come nullità. Il vizio della notificazione è sanato per raggiungimento dello scopo dell'atto se il destinatario ha comunque proposto l'impugnazione.
Tuttavia, va precisato che tale nullità può essere affermata solo se il destinatario deduca e dimostri che detta incompletezza gli abbia precluso la compiuta conoscenza dell'atto e quindi abbia inciso negativamente sul pieno esercizio della facoltà di impugnativa della stesso (Cass. 25 luglio 2003, n. 11528; Cass. SS.UU. 23 febbraio 1995, n. 2081).
Pertanto, è bene valutare con attenzione se la predetta dimostrazione possa essere data poiché, qualora ciò non riuscisse e l'atto di appello fosse notificato oltre i 30 giorni dalla notifica della sentenza incompleta - ma pur sempre idonea a consentire la sua impugnazione - l'appello stesso dovrebbe essere dichiarato inammissibile. Nel caso di specie, la mancata notifica delle motivazioni della sentenza sembra precludere alla parte soccombente ogni possibilità di difesa nel merito, con la conseguenza che la notifica della sentenza incompleta appare inidonea a far decorrere il termine breve per l'appello: l'impugnazione potrà essere proposta entro il termine c.d. lungo di cui all'art. 327.
Si segnala che secondo parte della giurisprudenza, in ipotesi di nullità della notifica, l'impugnazione successivamente proposta non comporterebbe il raggiungimento dello scopo di quella notifica ai fini del decorso del termine breve di cui all'art. 326 c.p.c., atteso che l'impugnazione successiva avrebbe carattere autonomo rispetto alla notificazione della sentenza, senza presupporla necessariamente come avvenuta in una data precisa (Cass. 11 settembre 1996, n. 8226).

15/11/2012 Lombardia
ilaria chiede
“Entro quando devo notificare una sentenza il cui giudizio risale al 2009 e la sent.za depositata in data 16.06.2012”
Consulenza legale i 03/12/2012
La notifica della sentenza vale ai fini della decorrenza del termine breve dell'impugnazione di cui all'art. 325 del c.p.c.. Se la sentenza non viene notificata, al posto dei termini "brevi" per l'impugnazione della stessa opera il termine "lungo" ai sensi dell'art. 327 del c.p.c., secondo cui i mezzi ordinari di impugnazione (appello, ricorso per cassazione e revocazione ex art. 395 del c.p.c. nn. 4 e 5) possono proporsi entro sei mesi, termine ridotto dalla l. 69/2009 che vale per i processi instaurati dal 4 luglio del 2009, data di entrata in vigore della legge, oppure un anno per i processi instaurati prima di tale data, termini che decorrono dalla pubblicazione della sentenza, e quindi dal suo deposito nella cancelleria del giudice che l'ha pronunciata.
Il termine breve, pari a trenta giorni dalla notifica, agevola la parte "vittoriosa" che ha intenzione di ottenere il prima possibile il passaggio in giudicato della sentenza notificata ex art. 324 del c.p.c.. Pertanto, una volta depositata la sentenza, sarà interesse della parte provvedere quanto prima alla notifica del provvedimento del giudice, concedendo alla controparte un termine di 30 giorni per proporre l'impugnazione. La legge, quindi, non indica espressamente un termine entro cui notificare la sentenza, ma questo deve ritenersi implicito nella disposizione di cui all'art. 327 del c.p.c. che indica il termine lungo entro cui procedere alle impugnazioni ordinarie.

17/10/2012 Molise
Aldo chiede
“Buonasera! Il termine lungo per impugnare una sentenza pubblicata il 12 Luglio 2011 quando scade? Bisogna tener conto o meno della doppia interruzione feriale?
Ringrazio anticipatamente.”
Consulenza legale i 18/10/2012

L'appello deve essere proposto entro 30 giorni dalla notificazione della sentenza impugnata (termine breve). Nel caso in cui non vi sia stata notificazione, il termine è di un anno per i giudizi introdotti prima del 04.07.2009, o di sei mesi per i giudizi introdotti dopo il 04.07.2009 (termine lungo). Il termine decorre dalla data della pubblicazione della sentenza. Entrambi i termini sono comunque sottoposti alla sospensione feriale dal 1° agosto al 15 settembre.


01/06/2012 Sicilia
Alessandro chiede
“Buongiorno e complimenti alla redazione per l'ottimo lavoro che svolgete. Il mio dubbio riguarda l'ex art. 327 C.P.C., ossia nella forma precedente alla modifica apportata dalla legge 69/99: 30 giorni dalla notificazione della sentenza e un anno dalla pubblicazione della stessa. Nell'eventualità di una sentenza che è stata sia pubblicata che notificata quale termine processuale deve essere considerato: i 30 giorni dalla data di notificazione oppure i 365 giorni dalla data di pubblicazione? Vi ringrazio della cortese attenzione e spero che l'argomento possa essere di interesse per altri utenti”
Consulenza legale i 02/06/2012

In relazione al quesito posto all'attenzione, vengono in rilievo gli articoli 325 e 326 cpc, rubricati "termini per le impugnazioni" e "decorrenza dei termini", che non sono stati modificati dalla legge n.69/2009.

Invero, quando la sentenza di primo grado viene notificata viene in applicazione il termine c.d. breve per proporre l'impugnazione, ovvero l'appello, la revocazione e l'opposizione di terzo ex art. 404 del c.p.c. dovranno essere proposti entro 30 giorni dalla notifica, eccetto i casi previsti nei nn. 1,2,3,e 6 dell'[[395 cpcp]] e negli artt. 397 e 404 secondo comma, riguardo ai quali il termine decorre dal giorno in cui è stato scoperto il dolo o la falsità o la collusione o è stato recuperato il documento o è passata in giudicato la sentenza di cui al num. 6 dell'art. 395 del c.p.c., o il p.m. ha avuto conoscenza della sentenza.

Diversamente, se la sentenza non fosse stata notificata allora verrebbe in rilievo il c.d. termine lungo, che per i procedimenti instaurati antecedentemente alla data di entrata in vigore della riforma apportata con la legge n.69 del 2009, è di un anno dalla pubblicazione della stessa.


28/03/2012 Estero
Patrick chiede
“Come calculare i 30 giorni dall'art 325 CPC? Solo giornate di lavoro? Grazie per una risposta.”
Consulenza legale i 29/03/2012

Il computo dei termini processuali è disciplinato dall'art. 155 del c.p.c. il quale, ai primi due commi, prevede che "nel computo dei termini a giorni o ad ore, si escludono il giorno o l'ora iniziali. Per il computo dei termini a mesi o ad anni, si osserva il calendario comune. I giorni festivi si computano nel termine".

Per calcolare i giorni di cui all'art. 325 del c.p.c., quindi, dovranno essere computati anche i giorni festivi, non solo quelli lavorativi.


07/03/2012 Lazio
FULVIO chiede
“ma quando si dice "per i processi instaurati dopo la data del 4 luglio 2009. I giudizi pendenti in quel momento rimangono soggetti alla vecchia disciplina" si intende il primo grado di giudizio o che sia iniziato dopo il luglio 2009 il grado di giudizio che si intende impungare? Grazie”
Consulenza legale i 08/03/2012

La modifica dell'art. 327 del c.p.c. riguarda i giudizi di primo grado introdotti dopo il 4 luglio 2009. In linea di principio è stata, infatti, utilizzata la soluzione più semplice, per cui tutte le modificazione del codice di procedura civile e le relative posizioni di attuazione si applicheranno ai soli giudizi instaurati dopo l'entrata in vigore della legge 69/2009. Stando ad una interpretazione consolidatasi all'analoga disciplina transitoria sperimentata dalle riforme del 1990 e del 2005, l'instaurazione della causa deve essere valutata non già con riferimento ai singoli gradi, bensì con riguardo al giudizio unitariamente inteso, e dunque tenendo esclusivamente conto della data in cui è stato notificato l'atto di citazione o è stato depositato il ricorso introduttivo di primo grado. (sul punto si veda anche G.Balena "La nuova pseudo- riforma della giustizia civile" pagg. 145 e ss).


07/03/2012 Estero
miran chiede
“Salve
Vorrei un piccolo chiarimento sulla decorrenza dei termini nei casi di impugnazioni. L'art. 326 C.P.Civile dispone che i termini per le impugnazioni decorrono dalla notificazione della sentenza. Ma nel termine per la decorrenza (il dies a quo)si computa anche il giorno della notificazione oppure il termine comincia a decorrere, secondo l'art. 155 c.p.c., dall'indomani della data della notificazione della sentenza.
Grazie”
Consulenza legale i 12/03/2012

In relazione ai termini di cui agli art. 325 del c.p.c. e ss. deve applicarsi il principio secondo il quale dies a quo non computator in termino, dies ad quem computator per il quale, nel computo dei termini a giorni, il giorno iniziale non si computa, mentre va computato il giorno finale, in applicazione dell'art. 155 del c.p.c..


06/02/2012 Calabria
adriana chiede
“vorrei sapere se una sentenza pubblicata a novembre del 2011 relativa ad una causa iscritta a ruolo nel 2006 possa essere impugnata entro il termine di 6 mesi dalla pubblicazione oppure può, in mancanza di notificazione, applicarsi il vecchio termine lungo di 1 anno e 45 g.
Grazie”
Consulenza legale i 06/02/2012

La riforma del processo civile del 2009 ha valenza solo per i processi instaurati dopo la data del 4 luglio 2009. I giudizi pendenti in quel momento rimangono soggetti alla vecchia disciplina.

Nel caso di specie la causa è stata iscritta a ruolo nel 2006. Di conseguenza la sentenza, benchè pubblicata nel novembre 2011, potrà, in assenza di notificazione, essere impugnata nel termine lungo di un anno e 45 giorni.


13/01/2012 Emilia-Romagna
Chiara Equizi chiede
“Volevo sapere se nel caso di giudizio di divisione immobiliare instaurato nel 2010,sebbene la procedura esecutiva sia iniziata ben prima, alla sentenza non definitiva pronunciata nel giudizio di divisione si applica la sospensione dei termini feriali...quindi 6 mesi + 45...Grazie mille”
Consulenza legale i 14/01/2012
Se la parte interessata decide di proporre immediatamente appello contro la sentenza non definitiva deve farlo nei termini e con i modi ordinari. L'impugnazione immediata non preclude, ovviamente, la possibilità di impugnare, una volta emessa, la sentenza definitiva, nè impedisce la prosecuzione del giudizio di primo grado. L'appello immediato deve riguardare solo la questione affrontata dalla relativa sentenza non definitiva.
I termini per l'impugnazione della sentenza non definitiva di divisione sono sottoposti alla sospensione feriale che va dal 1°agosto al 15 settembre.

18/10/2011 Sicilia
massimo chiede
“Salve,
gradirei sapere se per una sentenza depositata il 07/06/2010 (non notificata) il termine lungo per proporre appello in c.t.r. scade il 07/06/2011 oppure si devono aggiungere anche i giorni relativi alla sospensione feriale (46 giorni).
Grazie per l'attenzione e la risposta.”
Consulenza legale i 19/11/2011

E' pacifico che al termine c.d. "lungo" di un anno (ora, a seguito della riforma del 2009, sei mesi) per l'impugnazione si applichi la sospensione feriale, che va dal 1 agosto al 15 settembre.


24/02/2011 Molise
Fortunato chiede

“Buongiorno,
per cortesia gradirei sapere se per un ricorso in Cassazione, avverso una sentenza della CTR depositata il dì 11/12/2009, i termini per la proposizione dello stesso sono di sei mesi ovvero di un anno.
Grazie per l'attenzione e la risposta.”

Consulenza legale i 25/02/2011

Il ricorso per Cassazione avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale, ai sensi dell’articolo 62, comma 2, del decreto legislativo del 31/12/1992 n. 546, può essere proposto secondo quanto indicato dall'art. 360 del c.p.c. ("Al ricorso per cassazione ed al relativo procedimento si applicano le norme dettate dal codice di procedura civile in quanto compatibili con quelle del presente decreto").

Il nuovo termine c.d. lungo di sei mesi per il ricorso per Cassazione si applica ai ricorsi introduttivi notificati successivamente al 4 luglio 2009. E' irrilevante a tal fine la data di deposito della sentenza.


18/02/2011 Lazio
Claudio chiede

“Potete gentilmente confermare se per un ricorso ordinario presentato in Commissione tributaria Provinciale nel 2008 e poi respinto senza notifica della sentenza, è possibile procedere in appello entro il vecchio temine di un anno, essendosi instaurato il giudizio precedentemente al 04 luglio 2009? Grazie per l'attenzione.”

Consulenza legale i 18/02/2011

La modifica dell'art. 327 del c.p.c. ad opera della legge n. 69/2009, con abbreviazione del c.d. "termine lungo" per proporre appello (da un anno a sei mesi) non trova applicazione per i giudizi instaurati prima dell'entrata in vigore della riforma, il 4 luglio 2009.

Il processo di fronte alla Commissione Tributaria si instaura con la costituzione in giudizio del ricorrente: l'omesso deposito dell’originale o della copia conforme presso la segreteria della Commissione determina l’inammissibilità del ricorso.


25/10/2010
Marta chiede

“Salve, avrei un dubbio e spero in un vostro ausilio. Vorrei sapere qual e' il termine per proporre appello per cio' che riguarda i giudizi pendenti prima dell'entrata in vigore della legge 4 luglio 2009? E da quando decorre? Grazie.”

Consulenza legale i 26/10/2010

Il termine per proporre appello era e rimane di 30 giorni (art. 325 del c.p.c.) e decorre dalla notificazione della sentenza (art. 326 del c.p.c.).
L'art. 327 del c.p.c. è stato invece riformato ed ora il termine per impugnare, indipendentemente dalla notificazione, è di sei mesi (non più un anno) dalla pubblicazione della sentenza.
Poiché la riforma del processo civile del 2009 ha valenza per i giudizi instaurati dopo la data del 4 luglio 2009, i giudizi in quel momento pendenti sono sottoposti alla vecchia disciplina, e quindi: 30 giorni dalla notificazione della sentenza e un anno dalla pubblicazione della stessa.


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  • Le novità in materia di impugnazioni. Atti dell'Incontro di studio (Firenze, 12 aprile 2013)

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    RELAZIONI

    Giampiero Balena, Le novità relative all’appello

    Mauro Bove, Ancóra sul controllo della motivazione in Cassazione

    Angelo Converso, Il filtro. La prassi delle Corti d’appello

    INTERVENTI

    Vittoria Barsotti

    Girolamo Monteleone.

    Andrea Graziosi.

    Cinzia Gamba

    Roberto Poli

    Giuliano Scarselli

    Antonio Carratta

    Francesco P. Luiso

    Gian Franco Ricci

    (continua)
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