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Articolo 155

Codice di Procedura Civile

Computo dei termini

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Dispositivo dell'art. 155 Codice di Procedura Civile

Nel computo dei termini a giorni o ad ore, si escludono il giorno o l'ora iniziali (1) (2) (3). Per il computo dei termini a mesi o ad anni, si osserva il calendario comune (4).
I giorni festivi (5) si computano nel termine.
Se il giorno di scadenza è festivo, la scadenza è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo (6) (7).La proroga prevista dal quarto comma si applica altresì ai termini per il compimento degli atti processuali svolti fuori dell'udienza che scadono nella giornata del sabato.
Resta fermo il regolare svolgimento delle udienze e di ogni altra attività giudiziaria, anche svolta da ausiliari, nella giornata del sabato, che ad ogni effetto è considerata lavorativa(8).

Note

(1) La norma riporta l'espressione giorno iniziale, ovvero il dies a quo, da intendersi quello nel quale è accaduto il fatto da cui comincia a decorrere il termine.

(2) Nel calcolo dei termini a giorni o ad ore si deve escludere il giorno o l'ora iniziali. Diversamente, deve essere calcolato il giorno iniziale, ovvero il dies ad quem, nel quale si deve effettuare l'atto sottoposto a termine.

(3) Ci sono poi delle ipotesi in cui il legislatore stabilisce un termine indicando un certo numero di giorni liberi: in tale ipotesi non si dovrà computare nel termine né il dies a quo né il dies ad quem. Tipico esempio è il termine per comparire di cui all'art.163bis.

(4) Quando i termini vengono computati a mesi o ad anni non si tiene conto del dies a quo, nè del numero dei giorni che compongono i mesi o gli anni, così il termine va a scadere nel giorno del mese o dell'anno numericamente corrispondente a quello di decorrenza del termine iniziale, indipendentemente dal fatto che l'anno sia bisestile.

(5) Nel caso in cui il termine scada in un giorno festivo, la scadenza è prorogata di diritto al primo giorno seguente non festivo. E' la legge che determina la festività in via esclusiva e che, pertanto, qualifica quel determinato giorno come tale.
Tale regola vale solo per i termini a decorrenza successiva ma non per quelli che si contano a ritroso con l'assegnazione di un lasso di tempo minimo prima del quale deve essere compiuta una determinata attività, poichè altrimenti il rischio sarebbe quello di produrre l'effetto contrario di un'abbreviazione di quel lasso di tempo, in pregiudizio delle esigenze garantite con la previsione dello stesso.
Sul punto poi è bene precisare che la l. n. 263/2005, intendendo realizzare una maggiore semplificazione delle forme e degli adempimenti degli uffici giudiziari e delle parti ha previsto la proroga per il compimento degli atti processuali svolti fuori udienza che cadono nella giornata del sabato ed il regolare svolgimento delle udienze e delle altre attività giudiziarie che ricadono sempre nella giornata del sabato, lavorativa ad ogni effetto.

(6) Ai sensi della l. 27-5-1949, n. 260, modificata dalla l. 31-3-1954, n. 90 e dalla l. 5-3-1977, n. 54, sono considerati giorni festivi: tutte le domeniche, il 1° gennaio, il 25 aprile, il lunedì dopo Pasqua, il 1° maggio, il 15 agosto, il 1° novembre e l'8, il 25 e il 26 dicembre.

(7) I termini processuali vengono sospesi ai sensi della legge 7-10-1969, n. 742, la quale dispone la sospensione di diritto dei termini processuali nel periodo che va dal 1 agosto al 15 settembre di ogni anno, allo scopo di garantire un periodo di ferie anche ai difensori, nel quale siano liberi da preoccupazioni su eventuali scadenze. I termini, pertanto, riprendono a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Di conseguenza, se un termine cade nel periodo di sospensione, dovranno essere computati 45 giorni in più. Restano esclusi dall'ambito di applicazione della legge richiamata i processi nei quali l'urgenza ha un rilievo particolare come le cause di alimenti; le controversie individuali di lavoro e quelle previdenziali; i procedimenti cautelari e di opposizione all'esecuzione; i giudizi di sfratto e di dichiarazione e revoca del fallimento.

(8) Gli ultimi due commi sono stati aggiunti dalla legge 263/2005, con decorrenza dal 1 marzo 2006.


Ratio Legis

La norma in commento indica la disciplina del calcolo dei termini che si applica a tutti i termini, perentori ed ordinatori, previsti dal codice di rito.

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Quesito n. 2612/2011 martedì 1 marzo 2011

Bonfigli Lucia chiede

Conferenza dei servizi. La normativa stabilisce che "In sede di conferenza possono essere richiesti chiarimenti o ulteriore documentazione ai proponenti un'istanza, da fornire entro il termine stabilito dalla conferenza. Decorso inutilmente tale termine la conferenza prosegue comunque i propri lavori. In tal caso il termine per la chisura dei lavori della conferenza si intende sospeso". In concreto: la conferenza è stata svolta in data 15/02/2011 ed in tale giorno è stato deciso di sospendere i lavori della conferenza per richiedere al proponente di produrre entro 30 gg dalla sospensione la documentazione necessaria. DOMANDA: Il die a quo si computa dal 16/02/2001 ed il dies ad quem scade il 17/03/2011?

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 2612/2011 [risposta gratuita]

L'art. 155 del c.p.c., letto in parallelo con l’art. 2963 del c.c. detta la regola del computo dei termini processuali. Il calcolo dei giorni si fa senza tenere conto del dies a quo e la scadenza del termine coincide con lo spirare del giorno finale. Come esattamente esemplificato nel caso.

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