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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 663 del 10 gennaio 2025
«L'eccezione di decadenza prevista dall'art. 1957 c.c. deve essere qualificata come eccezione di merito in senso stretto e non puō essere rilevata d'ufficio dal giudice, ma deve essere proposta dalla parte interessata con il primo atto difensivo...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 13385 del 20 maggio 2025
«La parte che ha partecipato al procedimento per consulenza tecnica preventiva ex art. 696-bis c.p.c. č legittimata ad agire con una azione di accertamento negativo della propria responsabilitā, prospettata nell'ambito di detto procedimento, al...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 4410 del 19 febbraio 2025
«In tema di danni sopravvenuti e di modificabilitā della domanda, se si resta nell'ambito della "medesima vicenda sostanziale dedotta in giudizio", anche un mutamento di causa petendi e petitum non dā vita a domanda nuova, ma ad una mera "modifica"...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 6910 del 15 marzo 2025
«Nel processo civile di cognizione, la domanda risarcitoria introdotta dall'attore con la prima memoria ex art. 183 cod. proc. civ., č inammissibile se non ha carattere teleologicamente complanare rispetto a quella originariamente proposta con...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 8847 del 3 aprile 2025
«La domanda riconvenzionale traversale deve essere proposta, a pena di decadenza, entro la prima udienza di trattazione e non con la memoria di cui all'art. 183, comma 6, n. 1, c.p.c. (nella versione vigente ratione temporis), che consente...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 17759 del 1 luglio 2025
«La modifica della domanda di risoluzione contrattuale per inadempimento in quella per impossibilitā sopravvenuta č ammissibile solo se avviene nel rispetto del regime delle preclusioni processuali. Una modifica tardiva, senza il rispetto dei...»
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Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 19986 del 17 luglio 2025
«L'eccezione di usucapione č un'eccezione in senso stretto e, come tale, deve essere sollevata a pena di decadenza almeno venti giorni prima dell'udienza di comparizione indicata in citazione, o dell'udienza differita dal giudice ex art. 168-bis...»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 27139 del 10 ottobre 2025
«La Corte d'Appello non puō rilevare d'ufficio, per la prima volta, l'inosservanza del regime delle preclusioni di cui all'art. 183 c.p.c., quando il giudice di primo grado, entrato nel merito della documentazione prodotta, non ha sollevato tali...»
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Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 30139 del 14 novembre 2025
«La domanda di nullitā della divisione testamentaria proposta dal legittimario pretermesso deve essere preceduta dal vittorioso esercizio dell'azione di riduzione. La proposizione in ritardo di tale domanda oltre i termini delle preclusioni...»
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Cassazione civile, Sez. III, ordinanza n. 4102 del 14 febbraio 2024
«L'interpretazione degli artt. 189, 345 e 346 cod. proc. civ., secondo cui l'istanza istruttoria non accolta nel corso del giudizio, che non venga specificatamente riproposta in sede di precisazione delle conclusioni, deve reputarsi tacitamente...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 12525 del 4 maggio 2026
«Il regime della solidarietā passiva previsto dall'art. 814 cod. proc. civ. trova applicazione anche al pagamento delle spese e dell'onorario spettanti all'arbitro, nominato dal lavoratore, che abbia prestato la propria opera nel collegio di...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 23444 del 18 agosto 2025
«La liquidazione delle spese e del compenso effettuata direttamente dagli arbitri ai sensi dell'art. 814, comma 2, c.p.c., ha valore di una mera proposta contrattuale che diviene vincolante solo se accettata da tutte le parti.»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 20005 del 5 agosto 2024
«Ove gli arbitri abbiano ritenuto, anche implicitamente, la natura rituale dell'arbitrato, avendo provveduto nelle forme di cui agli artt. 816 e ss. c.p.c., l'impugnazione del lodo, anche se diretta a far valere la natura irrituale dell'arbitrato...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 22005 del 5 agosto 2024
«Ove gli arbitri abbiano ritenuto, anche implicitamente, la natura rituale dell'arbitrato, avendo provveduto nelle forme di cui agli artt. 816 e ss. c.p.c., l'impugnazione del lodo, anche se diretta a far valere la natura irrituale dell'arbitrato...»
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Cassazione civile, Sez. Lavoro, ordinanza n. 22004 del 5 agosto 2024
«La qualificazione del lodo come rituale o irrituale deve essere determinata in base alla natura dell'atto concretamente posto in essere dall'arbitro e non esclusivamente in base alla volontā manifestata dalle parti nella clausola compromissoria....»
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Cassazione civile, Sez. II, ordinanza n. 18579 del 30 giugno 2023
«Il requisito della forma scritta "ad substantiam", richiesto per la validitā del compromesso e della clausola compromissoria, non postula che la volontā negoziale sia indefettibilmente espressa in un unico documento recante la contestuale...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 7151 del 25 marzo 2026
«In tema di impugnazione del lodo arbitrale, la deduzione di nullitā per difetto di terzietā di un arbitro - ai sensi dell'art. 829, primo comma, n. 2, c.p.c. (ratione temporis) - č inammissibile se proposta per la prima volta solo in sede di...»
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Cassazione civile, Sez. I, ordinanza n. 5951 del 16 marzo 2026
«In tema di arbitrato rituale, la mancanza di un dispositivo recante la chiara statuizione conclusiva sulla domanda proposta comporta la nullitā del lodo ex art. 829, primo comma, n. 5, c.p.c., non potendo sopperirvi il solo "convincimento"...»