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Articolo 518 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Forma del pignoramento

Dispositivo dell'art. 518 Codice di procedura civile

L'ufficiale giudiziario redige delle sue operazioni processo verbale [523] (1) nel quale dà atto dell'ingiunzione di cui all'articolo 492 e descrive le cose pignorate, nonché il loro stato, mediante rappresentazione fotografica ovvero altro mezzo di ripresa audiovisiva, determinandone approssimativamente il valore (2), con l'assistenza, quando occorre, di uno stimatore da lui scelto [disp. att. 161] (3). Se il pignoramento cade su frutti non ancora raccolti o separati dal suolo o su bachi da seta [516], l'ufficiale giudiziario ne descrive la natura, la qualità e l'ubicazione [disp. att. 165].

Quando ritiene opportuno differire le operazioni di stima l'ufficiale giudiziario redige un primo verbale di pignoramento, procedendo senza indugio e comunque entro il termine perentorio di trenta giorni alla definitiva individuazione dei beni da assoggettare al pignoramento sulla base dei valori indicati dall'esperto, al quale è consentito in ogni caso accedere al luogo in cui i beni si trovano(4).

Il giudice dell'esecuzione liquida le spese ed il compenso spettanti all'esperto, tenuto conto dei valori di effettiva vendita o assegnazione dei beni o, in qualunque altro caso, sulla base dei valori stimati.

Nel processo verbale l'ufficiale giudiziario fa relazione delle disposizioni date per conservare le cose pignorate.

Se il debitore non è presente, l'ufficiale giudiziario rivolge l'ingiunzione alle persone indicate nell'articolo 139 secondo comma (5), e consegna loro un avviso dell'ingiunzione stessa per il debitore. In mancanza di dette persone affigge l'avviso alla porta dell'immobile in cui ha eseguito il pignoramento (6).

Compiute le operazioni, l'ufficiale giudiziario consegna senza ritardo al creditore il processo verbale, il titolo esecutivo e il precetto. Il creditore deve depositare nella cancelleria del giudice di pace competente per l'esecuzione la nota di iscrizione a ruolo, con copie conformi degli atti di cui al periodo precedente, entro quindici giorni dalla consegna. La conformita' di tali copie e' attestata dall'avvocato del creditore ai soli fini del presente articolo. Il cancelliere al momento del deposito forma il fascicolo dell'esecuzione. Sino alla scadenza del termine di cui all'art. 497 copia del processo verbale e' conservata dall'ufficiale giudiziario a disposizione del debitore. Il pignoramento perde efficacia quando la nota di iscrizione a ruolo e le copie degli atti di cui al primo periodo del presente comma sono depositate oltre il termine di quindici giorni dalla consegna al creditore (7).

Su istanza del creditore, da depositare non oltre il termine per il deposito dell'istanza di vendita, il giudice, nominato uno stimatore quando appare opportuno, ordina l'integrazione del pignoramento se ritiene che il presumibile valore di realizzo dei beni pignorati sia inferiore a quello indicato nel primo comma. In tale caso l'ufficiale giudiziario riprende senza indugio le operazioni di ricerca dei beni.

Note

(1) Il pignoramento mobiliare si attua formalmente mediante la redazione del processo verbale a cura dell'ufficiale giudiziario (v. 126), la cui mancanza rende nullo il pignoramento. La redazione del processo verbale risulta fondamentale perchè dalla data della sua redazione iniziano a decorrere sia gli effetti sostanziali che processuali del vincolo del pignoramento.
(2) L'ufficiale giudiziario si può avvalere di un fotografo/cineoperatore quale proprio ausiliario in sede di pignoramento mobiliare. Inoltre, il comma in analisi attribuisce all'ufficiale giudiziario la facoltà di nominare uno stimatore per la determinazione del presumibile valore di realizzo. L'ufficiale giudiziario provvede alla nomina o d'ufficio o su istanza del creditore. In ogni caso, prima di avvalersi della collaborazione dello stimatore, l'ufficiale giudiziario deve raccoglierne il giuramento di fedelmente procedere alla stima.
(3) L'omessa indicazione del valore non già complessivo ma dei singoli beni pignorati, che consente di procedere alla c.d. piccola espropriazione (v. 525), non determina la nullità del pignoramento, poiché il valore può essere sempre determinato successivamente dal giudice dell'esecuzione.
(4) Si ritiene inammissibile il pignoramento mobiliare nel caso in cui l'ufficiale giudiziario, ritenuto opportuno il differimento delle operazioni di stima e la nomina di un esperto, non abbia comunque portato a termine le operazioni di descrizione del bene entro il termine perentorio di trenta giorni fissato dalla norma in esame.
(5) La norma si riferisce ad una persona di famiglia o addetta alla casa, all'ufficio o all'azienda, purché non minore di quattordici anni e non palesemente incapace.
(6) La mancata conoscenza dell'ingiunzione da parte del debitore, non comporta l'invalidità del pignoramento, che produce i suoi effetti a far data dalla redazione del verbale, ma determina, come unico effetto, il mancato inizio del decorso del termine per l'opposizione agli atti esecutivi (v. 617). È, invece, causa di nullità del pignoramento la mancata sottoscrizione dell'ufficiale giudiziario procedente.
(7) Comma così modificato dal D. Lgs. 13 luglio 2017, n. 116, con entrata in vigore dal 31 ottobre 2021.
Sino al 30 ottobre 2021 il testo dell'art. 518 c.p.c. in vigore è il seguente:
"L'ufficiale giudiziario redige delle sue operazioni processo verbale nel quale dà atto dell'ingiunzione di cui all'articolo 492 e descrive le cose pignorate, nonchè il loro stato, mediante rappresentazione fotografica ovvero altro mezzo di ripresa audiovisiva, determinandone approssimativamente il presumibile valore di realizzo con l'assistenza, se ritenuta utile o richiesta dal creditore, di un esperto stimatore da lui scelto. Se il pignoramento cade su frutti non ancora raccolti o separati dal suolo, l'ufficiale giudiziario ne descrive la natura, la qualità e l'ubicazione.
Quando ritiene opportuno differire le operazioni di stima l'ufficiale giudiziario redige un primo verbale di pignoramento, procedendo senza indugio e comunque entro il termine perentorio di trenta giorni alla definitiva individuazione dei beni da assoggettare al pignoramento sulla base dei valori indicati dall'esperto, al quale è consentito in ogni caso accedere al luogo in cui i beni si trovano.
Il giudice dell'esecuzione liquida le spese ed il compenso spettanti all'esperto, tenuto conto dei valori di effettiva vendita o assegnazione dei beni o, in qualunque altro caso, sulla base dei valori stimati.
Nel processo verbale l'ufficiale giudiziario fa relazione delle disposizioni date per conservare le cose pignorate.
Se il debitore non è presente, l'ufficiale giudiziario rivolge l'ingiunzione alle persone indicate nell'articolo 139, secondo comma, e consegna loro un avviso dell'ingiunzione stessa per il debitore. In mancanza di dette persone affigge l'avviso alla porta dell'immobile in cui ha eseguito il pignoramento.
Compiute le operazioni, l'ufficiale giudiziario consegna senza ritardo al creditore il processo verbale, il titolo esecutivo e il precetto. Il creditore deve depositare nella cancelleria del tribunale competente per l'esecuzione la nota di iscrizione a ruolo, con copie conformi degli atti di cui al periodo precedente, entro quindici giorni dalla consegna. La conformità di tali copie è attestata dall'avvocato del creditore ai soli fini del presente articolo. Il cancelliere al momento del deposito forma il fascicolo dell'esecuzione. Sino alla scadenza del termine di cui all'articolo 497 copia del processo verbale è conservata dall'ufficiale giudiziario a disposizione del debitore. Il pignoramento perde efficacia quando la nota di iscrizione a ruolo e le copie degli atti di cui al primo periodo del presente comma sono depositate oltre il termine di quindici giorni dalla consegna al creditore.
Su istanza del creditore, da depositare non oltre il termine per il deposito dell'istanza di vendita, il giudice, nominato uno stimatore quando appare opportuno, ordina l'integrazione del pignoramento se ritiene che il presumibile valore di realizzo dei beni pignorati sia inferiore a quello indicato nel primo comma. In tale caso l'ufficiale giudiziario riprende senza indugio le operazioni di ricerca dei beni".

Ratio Legis

La ratio della norma in esame è quella di riorganizzare il sistema del pignoramento mobiliare tramite una modernizzazione elementare della forma degli atti ricognitivi dei beni, insieme ad una razionalizzazione delle attività di ricerca di essi.
Dall'analisi della norma si evince che la presenza del debitore non è necessaria perché si proceda al pignoramento. Allo stesso modo, non è neppure è necessaria la presenza del creditore poiché, a norma dell'art. 165 disp. att. egli può partecipare al pignoramento personalmente o a mezzo di un procuratore costituito.

Massime relative all'art. 518 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 4115/1993

Non è affetto da nullità l'atto di pignoramento redatto a norma all'art. 6 R.D. 14 aprile 1910, n. 639 senza l'assistenza di due testimoni, non essendo previsto da tale norma — e neppure dall'art. 518 c.p.c., né dalla disciplina della formazione degli atti di competenza degli ufficiali giudiziari (D.P.R. 15 dicembre 1959, n. 1229; L. 11 giugno 1962, n. 546) — che detto requisito di forma debba essere osservato a pena di nullità.

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relative all'articolo 518 Codice di procedura civile

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Anonimo chiede
sabato 13/10/2018 - Puglia
“E' stato assolto l'obbligo ex art. 5-sexies Legge 89/2001 ed ora si vuole avviare la fase esecutiva per il pagamento dell'indennizzo non avvenuto spontaneamente da parte del Ministero della Giustzia.
Orbene a decorrere dalla data di entrata in vigore dell'art. 5 quinquies L.89/2001 (introdotto dal D.L. 8 aprile 2013 n. 35, art. 6 co. 6, convertito nella L. 6 giugno 2013 n. 64), i creditori di tali somme, a pena di nullità rilevabile d'ufficio, eseguono i pignoramenti e i sequestri esclusivamente secondo le disposizioni del libro 3^, titolo 2^, capo 2^ del codice di procedura civile, con atto notificato ai Ministeri di cui alla L. n. 89/2001, art. 3 co. 2, ovvero al funzionario delegato del distretto in cui è stato emesso il provvedimento giurisdizionale posto in esecuzione.
DOMANDE:
La notifica del titolo esecutivo, quindi, dev'essere indirizzata o solo al Ministero competente (Roma) oppure solo al funzionario delegato e non più alla Banca d'Italia?
Funzionario delegato si intende il luogo dove è stato emesso il decreto Legge Pinto (nel mio caso Potenza) e quindi l'esecuzione sarà incardinata su Potenza e non su Roma?
Attendo riscontro.
Grazie”
Consulenza legale i 20/10/2018
L’ art. 5 quinquies della Legge 89/2001 (c.d. Legge Pinto), citato nel quesito, e dedicato alla fase dell’esecuzione forzata, si ritiene che sia abbastanza esplicito in relazione a ciò che viene chiesto: ogni notifica relativa a tale fase deve essere indirizzata al Ministero interessato (in questo caso il Ministero della Giustizia) ovvero al funzionario delegato del distretto della Corte d’appello in cui è stato emesso il provvedimento giurisdizionale che si vuole porre in esecuzione.

Il fine di tale espressa e categorica determinazione lo si può evincere dal primo comma della medesima norma, ove è detto che, “al fine di assicurare un’ordinata programmazione dei pagamenti”, saranno dichiarati nulli ex officio gli atti di pignoramento o di sequestro che abbiano come destinatari la Tesoreria centrale o le Tesorerie provinciali dello Stato.

La precisa indicazione del soggetto destinatario della notifica e contro cui porre l’esecuzione la si ritrova al secondo comma dell’art. 5 quinquies, nella parte in cui è detto che coloro in favore dei quali è stato emesso un decreto al pagamento di somme ex Legge Pinto, provvisoriamente esecutivo ex art. 3 comma 5 della medesima legge, potranno eseguire i pignoramenti ed i sequestri esclusivamente secondo le forme del pignoramento diretto presso il debitore, con atto da notificare al Ministero interessato ovvero, in alternativa, al funzionario delegato.

Una chiara applicazione di tale dettato normativo la si può rinvenire nella sentenza della Corte di Cassazione Sez. III civ. del 9 aprile 2015 n. 7121 in cui si afferma che, dalla data di entrata in vigore dell’art. 5 quinquies Legge 89/2001 (ossia il 9 aprile 2013, essendo stato il D.l. 35/2013 pubblicato sulla G.U. n. 82 dell’8 aprile 2013), qualora il pignoramento venga notificato alla Banca d’’Italia, quale Tesoreria provinciale dello Stato, nelle forme del pignoramento presso terzi, non solo il pignoramento sarà nullo (con nullità rilevabile ex officio), ma la stessa Banca d’Italia sarà tenuta a rendere dichiarazione di terzo negativa ex art. 547 cpc. (nello stesso senso si era espressa anche Cass. Sez. VI n. 22854 del 28.10.2014).

E’ solo prima di tale data, invece, e dunque fino all’8 aprile 2013, che i creditori di somme liquidate a norma della Legge Pinto dovevano eseguire i pignoramenti secondo le forme dell’espropriazione presso terzi, sottoponendo ad esecuzione le somme detenute per conto dell’Amministrazione dalla Banca d’Italia, nella qualità di Tesoreria provinciale dello Stato, a cui, dunque, l’atto andava notificato.

Per quanto concerne l’individuazione del funzionario delegato, intanto va precisato che la figura a cui ci si riferisce è il Funzionario delegato alle spese di giustizia, il cui ufficio si trova presso ogni Distretto di Corte d’appello.
In ordine poi alla determinazione di quale sia l’ufficio del funzionario delegato territorialmente competente, la soluzione la si rinviene sempre al secondo comma dell’art. 5 quinquies, nella parte in cui si fa riferimento al funzionario delegato del distretto in cui è stato emesso il provvedimento giurisdizionale posto in esecuzione.

In questo caso, poiché il decreto con cui si ingiunge il pagamento delle somme è stato emesso a Potenza, ci si dovrà rivolgere al Funzionario delegato della Corte d’Appello di Potenza.
Solo per completezza di informazioni va anche aggiunto che, proprio presso la Corte d’Appello di Potenza, al fine di gestire meglio il capitolo di spesa ex Legge Pinto (capitolo 1264), risulta che sia stata attivata una convenzione tra Ministero della Giustizia e Banca d’Italia, in forza della quale due unità dell’Istituto di credito centrale sono state destinate alla Corte d’Appello per far fronte alle diverse richieste di esecuzione di decreti di pagamento (ciò costituisce un’ulteriore conferma di quanto sarebbe errato citare in giudizio la Banca d’Italia quale Tesoriere provinciale dello Stato).

Testi per approfondire questo articolo

  • La cognizione penale in fase esecutiva

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    Collana: Processo penale e politica criminale
    Data di pubblicazione: dicembre 2018
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    La cognizione penale in fase esecutiva è una monografia scientifica che approfondisce il tema, delicatissimo in chiave sistematica, dei rinnovati equilibri interni alle due fasi, di cognizione e di esecuzione, del processo. Negli ultimi tempi, sempre di più, la vicenda sanzionatoria sta, infatti, assumendo il ruolo di veicolo procedimentale di ulteriori acquisizioni conoscitive suscettibili di alterare anche fortemente il risultato dell'accertamento racchiuso nel dictum... (continua)