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Articolo 443 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Rilevanza del procedimento amministrativo

Dispositivo dell'art. 443 Codice di procedura civile

La domanda relativa alle controversie in materia di previdenza e assistenza obbligatorie di cui al primo comma dell'articolo 442 non è procedibile se non quando siano esauriti i procedimenti prescritti dalle leggi speciali per la composizione in sede amministrativa o siano decorsi i termini ivi fissati per il compimento dei procedimenti stessi o siano, comunque, decorsi 180 giorni dalla data in cui è stato proposto il ricorso amministrativo [disp. att. 147 2, 148] (1).

Se il giudice nella prima udienza di discussione rileva l'improcedibilità della domanda a norma del comma precedente, sospende il giudizio e fissa all'attore un termine perentorio di sessanta giorni per la presentazione del ricorso in sede amministrativa (2) (3).

Il processo deve essere riassunto, a cura dell'attore, nel termine perentorio di 180 giorni che decorre dalla cessazione della causa della sospensione.

Note

(1) La norma indica quale condizione di procedibilità della domanda giudiziaria il preventivo esperimento del procedimento amministrativo volto alla risoluzione delle controversie in materia di previdenza e assistenza sociale. Tale questione deve essere sollevata entro e non oltre la prima udienza di discussione, con la conseguenza della sospensione del giudizio e la fissazione di un termine perentorio per la presentazione del ricorso. Nel caso in cui invece tale eccezione non venga sollevata, prevale l’azione giudiziaria.
(2) Secondo l’opinione prevalente in giurisprudenza, il secondo comma della norma in esame che attribuisce al giudice il potere di rilevare l’improcedibilità della domanda a causa del mancato esperimento del procedimento amministrativo e di sospendere il giudizio durante l’udienza di discussione, trova applicazione nelle sole ipotesi di controversie relative a domande proposte da privati contro enti previdenziali e non per le pretese fatte valere dagli enti in giudizio. Il termine di 180 giorni, fissato dalla norma, non è inderogabile, rimanendo fermi i termini inferiori, previsti dalle leggi speciali per i singoli procedimenti amministrativi.
(3) Secondo l’opinione prevalente in giurisprudenza, il secondo comma della norma in esame che attribuisce al giudice il potere di rilevare l’improcedibilità della domanda a causa del mancato esperimento del procedimento amministrativo e di sospendere il giudizio durante l’udienza di discussione, trova applicazione nelle sole ipotesi di controversie relative a domande proposte da privati contro enti previdenziali e non per le pretese fatte valere dagli enti in giudizio. Il termine di 180 giorni, fissato dalla norma, non è inderogabile, rimanendo fermi i termini inferiori, previsti dalle leggi speciali per i singoli procedimenti amministrativi.

Massime relative all'art. 443 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 11438/2017

In materia di rivalutazione contributiva da esposizione all'amianto, la domanda amministrativa della prestazione all'ente erogatore, ex art. 7 della l. n. 533 del 1973, è condizione di ammissibilità di quella giudiziaria, diversamente dal ricorso introduttivo del procedimento contenzioso amministrativo ex art. 443 c.p.c., avendo disposto il legislatore che il privato non affermi un diritto davanti all'autorità giudiziaria prima che esso sia sorto, ossia prima del perfezionamento della relativa fattispecie a formazione progressiva, nella quale la presentazione della domanda segna la nascita dell'obbligo dell'ente previdenziale e, in quanto tale, non può essere assimilata ad una condizione dell'azione, rilevante anche se sopravvenuta nel corso del giudizio. Ne consegue che l'azione iniziata senza la presentazione in sede amministrativa della corrispondente istanza comporta l'improponibilità della domanda giudiziale, rilevabile in ogni stato e grado del giudizio, con conseguente nullità di tutti gli atti del processo.

Cass. civ. n. 5453/2017

In tema di prestazioni previdenziali ed assistenziali, la preventiva presentazione della domanda amministrativa costituisce condizione di proponibilità della domanda giudiziaria, la cui omissione è rilevabile in qualsiasi stato e grado del giudizio, senza che tale difetto possa essere sanato dalla presentazione di domanda amministrativa concernente prestazione previdenziale diversa, ancorché compatibile con quella poi richiesta in sede giudiziaria. (Nella specie, la S.C., riformando la decisione impugnata e decidendo nel merito, ha dichiarato improponibile l’originaria domanda introduttiva del giudizio per mancanza della domanda amministrativa specificamente rivolta ad ottenere la pensione non reversibile per ciechi assoluti e l’indennità di accompagnamento ai sensi della l. n. 406 del 1968).

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