Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 371 bis Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

[Aggiornato al 29/02/2020]

Deposito dell'atto di integrazione del contraddittorio

Dispositivo dell'art. 371 bis Codice di procedura civile

(1) Qualora la Corte abbia ordinato l'integrazione del contraddittorio, assegnando alle parti un termine perentorio per provvedervi, il ricorso notificato, contenente nell'intestazione le parole «atto di integrazione del contraddittorio», deve essere depositato nella cancelleria della Corte stessa, a pena di improcedibilità, entro venti giorni dalla scadenza del termine assegnato (2).

Note

(1) Articolo aggiunto con legge 26 novembre 1990, n. 353.
(2) Nei processi con pluralità di parti, se la Corte rileva che la sentenza è stata resa in una causa inscindibile (art. 331 del c.p.c.) o in cause dipendenti, e l'impugnazione venne proposta solo nei confronti di alcune delle parti necessarie, dovrà essere disposta l'integrazione del contraddittorio entro un termine perentorio espressamente fissato.
La mancata integrazione del contraddittorio (omessa notifica) comporta l'inammissibilità del ricorso; l'omesso deposito dell'atto di integrazione entro il termine di venti giorni comporta l'improcedibilità del ricorso per Cassazione.

Ratio Legis

Con la norma in esame il legislatore del '90 ha inteso eliminare ogni incertezza circa le modalità di esecuzione dell'ordine di integrazione del contraddittorio nei casi previsti dall'art. 331. La violazione di tali modalità deve essere attestata dal cancelliere [v. 57] mediante un'apposita dichiarazione inserita nel fascicolo d'ufficio [v. disp. att. 144bis], affinché il ricorso possa essere dichiarato inammissibile.

Massime relative all'art. 371 bis Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 11131/2015

Chi interviene volontariamente in un giudizio (nella specie, amministrativo) in relazione al quale già è stato proposto regolamento di giurisdizione non ha diritto all'integrazione del contraddittorio davanti alla Corte di cassazione, atteso che l'interveniente volontario accetta lo stato e il grado in cui il giudizio si trova.

Cass. civ. n. 12995/2013

Nel giudizio di cassazione, il rispetto del principio della ragionevole durata del processo impone, in presenza di un'evidente ragione d'inammissibilità del ricorso, di definire con immediatezza il procedimento, senza la preventiva integrazione del contraddittorio nei confronti di litisconsorti necessari cui il ricoso non risulti notificato, trattandosi di un'attività processuale del tutto ininfluente sull'esito del giudizio. In applicazione del suddetto principio, ed in presenza d'un ricorso da dichiarare inammissinile per inidoneità del quesito di diritto ex art. 366 bis c.p.c., la Corte ha ritenuto superfluo ordinare preventivamente l'integrazione del contraddittorio nei confronti del curatore dell'eredità giacente dell'originario convenuto, deceduto nel corso del giudizio ed ai cui eredi era stato notificato il ricorso per cassazione, pur avendo costoro dichiarato di rinunciare all'eredità).

Cass. civ. n. 6107/2012

Nel caso in cui, nel giudizio di legittimità, la parte non adempia all'ordine di integrazione del contraddittorio emesso dalla S.C., il ricorso va dichiarato inammissibile, sebbene sia stata presentata istanza di declaratoria di sopravvenuta carenza di interesse al ricorso.

Cass. civ. n. 4747/2012

In sede di giudizio dinanzi alla Corte di cassazione, qualora, riscontrata la nullità della notifica del ricorso, ne sia stata disposta la rinnovazione, ai sensi dell'art. 291 cod. proc. civ., il termine perentorio entro cui deve avvenire il deposito del ricorso nuovamente notificato è quello di venti giorni dalla scadenza del termine assegnato dalla Corte per la rinnovazione, a mente dell'art. 371-bis cod. proc. civ. la cui inosservanza determina la pronuncia d'ufficio di improcedibilità del ricorso, senza che possa rilevare l'avvenuta costituzione del resistente, posto che il principio - sancito dall'art.156 cod. proc. civ. - di non rilevabilità della nullità dell'atto per avvenuto raggiungimento dello scopo si riferisce esclusivamente alle ipotesi di inosservanza di forme in senso stretto e non di termini perentori.

Cass. civ. n. 10863/2010

L'inosservanza,anche solo parziale, dell'ordine di integrazione del contraddittorio determina l'inammissibilità del ricorso per cassazione e non l'improcedibilità dello stesso ex art. 371-bis c.p.c., che si riferisce, invece, al difetto del successivo adempimento del deposito dell'atto di integrazione del contraddittorio, debitamente notificato.

Cass. civ. n. 6826/2010

Nel giudizio di cassazione, il rispetto del principio della ragionevole durata del processo impone, in presenza di un'evidente ragione d'inammissibilità del ricorso (nella specie, per la palese inidoneità del quesito di diritto), di definire con immediatezza il procedimento, senza la preventiva integrazione del contraddittorio nei confronti di litisconsorti necessari cui il ricorso non risulti notificato, trattandosi di un'attività processuale del tutto ininfluente sull'esito del giudizio.

Cass. civ. n. 21073/2009

Nel processo di cassazione, l'integrazione del contraddittorio deve avvenire, come si deduce anche dall'art. 371 bis c.p.c., mediante notifica di un atto che abbia il medesimo contenuto di quello che avrebbe dovuto essere notificato in origine, ossia del ricorso, mentre non è sufficiente la notifica di un atto che si riproduca il solo controricorso.

Cass. civ. n. 6220/2005

L'art. 371 bis, c.p.c., dev'essere opportunamente coordinato con la disciplina generale di cui all'art. 331, secondo comma, c.p.c., la quale ricollega all'inesecuzione dell'ordine di integrazione del contraddittorio (ed anzi all'inesecuzione tempestiva), la sanzione della inammissibilità della impugnazione, di modo che la sanzione della improcedibilità – prevista dall'art. 371 bis – può risultare applicabile soltanto in presenza di un'esecuzione tempestiva dell'ordine di integrazione del contraddittorio, alla quale non sia seguito il deposito entro il termine prescritto dallo stesso art. 371 bis. Ne consegue che, allorquando la S.C. constati che manca la prova dell'esecuzione dell'ordine di integrazione (o di una sua esecuzione tempestiva), la sanzione della inammissibilità fa aggio su quella della improcedibilità, che, dunque, può essere applicata solo se consti che l'ordine di integrazione sia stato eseguito ed anzi sia stato eseguito tempestivamente, cioè entro il termine perentorio assegnato. Siffatta conclusione discende sia dal fatto che, altrimenti, si avrebbe una quasi totale abrogazione per il giudizio di cassazione dell'art. 331, secondo comma, c.p.c. (che sarebbe applicabile nel solo caso in cui le stesse parti cui era stata ordinata l'integrazione del contraddittorio diano atto in udienza della inesecuzione o di una esecuzione non tempestiva), sia dalla stessa funzione per cui è stato introdotto l'art. 371 bis (che è quella di consentire alla S.C. di valutare tempi e modi della trattazione del ricorso), sia, infine, dal fatto che diverse sono le conseguenze che l'ordinamento ricollega alla inammissibilità ed alla improcedibilità dell'impugnazione in riferimento alla sorte della impugnazione incidentale.

Cass. civ. n. 19395/2004

L'«atto di integrazione del contraddittorio» davanti alla Corte di cassazione disposto ai sensi dell'art. 371 bis c.p.c. deve corrispondere, a pena di inammissibilità, al ricorso originario nella sua interezza – con l'eventuale aggiunta delle difese successivamente depositate – sia pure con la diversa intestazione richiesta dalla norma del codice (intestazione la cui mancanza, nondimeno, non incide sulla sostanziale idoneità dell'atto a realizzare il suo scopo), in quanto, se si dovesse ritenere consentita la notificazione di un'atto di integrazione di contenuto diverso e ridotto rispetto al ricorso, si determinerebbe un'inammissibile disparità tra i destinatari del ricorso originario e coloro che, pur essendo litisconsorti necessari, sono chiamati a partecipare al giudizio in un momento successivo.

Cass. civ. n. 13602/2004

Nel giudizio di legittimità, l'art. 371 bis c.p.c., là dove impone, a pena di improcedibilità, che il ricorso notificato sia depositato in cancelleria entro un termine perentorio (di venti giorni dalla scadenza del termine assegnato), si riferisce non solo all'ipotesi in cui la Corte di cassazione abbia disposto l'integrazione del contraddittorio nei confronti di un litisconsorte necessario a cui il ricorso non sia stato in precedenza notificato (per inesistenza materiale o giuridica della notifica stessa), ma deve essere, con interpretazione estensiva, riferito anche all'ipotesi in cui la Corte di cassazione abbia disposto, ex art. 291 c.p.c., il rinnovo della notificazione del ricorso nei confronti di una parte che sia stata intimata dal ricorrente (e che non si sia costituita nel giudizio di cassazione), ma attraverso una notifica del ricorso affetta da nullità.

In sede di giudizio di legittimità, qualora la Corte di Cassazione, riscontrata la nullità della notifica del ricorso, ne abbia disposto la rinnovazione ex art. 291 c.p.c., il termine perentorio entro cui deve avvenire il deposito del ricorso nuovamente notificato alla parte è non già quello, previsto dall'art. 369 c.p.c., di venti giorni dalla notificazione del ricorso, bensì quello di venti giorni dalla scadenza del termine assegnato dal giudice per la rinnovazione, secondo la previsione dell'art. 371 bis c.p.c.

Cass. civ. n. 1583/1999

Qualora la Corte di Cassazione abbia ordinato l'integrazione del contraddittorio ai sensi dell'art. 371 bis c.p.c., il deposito dell'atto di integrazione del contraddittorio oltre il termine di venti giorni dalla scadenza del termine concesso dalla Corte per provvedere alla disposta integrazione, comporta l'improcedibilità, rilevabile d'ufficio, del ricorso in cassazione, restando del tutto irrilevante un tardivo deposito dell'atto integrativo. (Nella specie la Suprema Corte ha enunciato il principio con riferimento ad un giudizio, al quale l'art. 371 bis c.p.c. era applicabile ai sensi dell'art. 90 L. n. 353/90).

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Testi per approfondire questo articolo

  • Le impugnazioni civili

    Collana: Argomenti del diritto
    Data di pubblicazione: settembre 2013
    Prezzo: 72,00 -5% 68,40 €

    La trattazione ha ad oggetto la disciplina delle impugnazioni, considerata nella sua globalità. Sono quindi presi dapprima in esame i profili attinenti alla parte generale delle impugnazioni, e quindi al giudicato formale, nonché alla legittimazione ed all’interesse ad impugnare, alla pluralità di parti, alle vicende anomale (inammissibilità, improcedibilità ed estinzione), ed infine all’effetto espansivo interno ed esterno. Segue... (continua)

  • Commentario del codice di procedura civile
    Articoli 323-394

    Data di pubblicazione: settembre 2013
    Prezzo: 130,00 -5% 123,50 €

    Il volume è un commentario articolo per articolo o per gruppi di articoli alle norme del codice, alle principali leggi collegate e alla normativa speciale. Il testo di ogni articolo è scomposto in "frammenti" numerati e ad ogni numero corrisponde un paragrafo del commento in cui gli autori analizzano la norma nel dettaglio. Questa impostazione consente una lettura veloce, per individuare rapidamente le informazioni necessarie per affrontare un caso concreto, ma non preclude... (continua)

  • La cassazione civile. Lezioni dei magistrati della Corte suprema italiana

    Editore: Cacucci
    Pagine: 600
    Data di pubblicazione: aprile 2015
    Prezzo: 48,00 -5% 45,60 €
    Categorie: Cassazione

    La seconda edizione di un libro è di solito indice del suo successo. Nel nostro caso però non sarebbe potuto accadere diversamente perché ci troviamo di fronte a un dialogo tra generazioni, giudici che "parlano" ad altri giudici, in un'aula virtuale dove si costruisce un nuovo sapere con un patrimonio di esperienze che dona la propria forza fecondante a un futuro che cresce. Sulla cattedra di quest'aula non salgono professori inclini a illustrare dottrine e astratte... (continua)

  • Le novità in materia di impugnazioni. Atti dell'Incontro di studio (Firenze, 12 aprile 2013)

    Pagine: 240
    Data di pubblicazione: giugno 2014
    Prezzo: 25,00 -5% 23,75 €

    RELAZIONI

    Giampiero Balena, Le novità relative all’appello

    Mauro Bove, Ancóra sul controllo della motivazione in Cassazione

    Angelo Converso, Il filtro. La prassi delle Corti d’appello

    INTERVENTI

    Vittoria Barsotti

    Girolamo Monteleone.

    Andrea Graziosi.

    Cinzia Gamba

    Roberto Poli

    Giuliano Scarselli

    Antonio Carratta

    Francesco P. Luiso

    Gian Franco Ricci

    (continua)
  • La riforma del giudizio di Cassazione

    Editore: Giuffrè
    Data di pubblicazione: aprile 2017
    Prezzo: 22,00 -5% 20,90 €
    Categorie: Cassazione
  • Ricorso e controricorso per Cassazione in materia civile

    Editore: CEDAM
    Collana: Sapere diritto
    Pagine: 1050
    Data di pubblicazione: giugno 2013
    Prezzo: 90,00 -5% 85,50 €
    Categorie: Cassazione

    La nuova edizione dell'opera si propone di offrire all'operatore del diritto un manuale dal taglio pratico e dalla consultazione veloce. Il volume, pur non trascurando gli indispensabili principi dottrinali, tiene conto soprattutto della pratica giurisprudenziale.

    Primaria nella redazione del volume è stata l'attenzione all'applicazione operativa del diritto sostanziale e processuale, nonché alle esigenze di coloro che debbono ricorrere o resistere in Cassazione.

    ... (continua)
  • Le impugnazioni nel processo civile

    Editore: Giuffrè
    Collana: Teoria e pratica del diritto. Maior
    Data di pubblicazione: maggio 2014
    Prezzo: 54,00 -5% 51,30 €
    Categorie: Appello, Cassazione

    Il volume misura lo stato dell'arte, in continua evoluzione, del cantiere Giustizia, relativo alle impugnazioni civili, sottoponendo a disamina meticolosa i vari profili che ne occupano il non facile spazio. L'opera offre riferimenti certi per un approccio realistico alle tematiche che interessano la sfera dei mezzi impugnatori attraverso l'analisi dei più recenti approdi giurisprudenziali e dottrinali, sviluppando così una trattazione esaustiva tale da costituire un valido... (continua)

  • Il giudizio civile di cassazione

    Editore: Giappichelli
    Data di pubblicazione: gennaio 2013
    Prezzo: 73,00 -5% 69,35 €
    Categorie: Cassazione

    Si tratta dell'opera attualmente più completa sul giudizio civile di cassazione. Essa coniuga le esigenze sistematiche con una casistica giurisprudenziale estremamente ricca così da porsi come strumento indispensabile non solo per lo studioso del diritto, ma pure per l'operatore pratico della giustizia. Il testo è aggiornato alle riforme adottate con il d.l. 22 giugno 2012, n. 83 (conv. con modifiche, nella 1. 7 agosto 2012, n. 134) e con la 1. 28 giugno 2012, n. 92.

    (continua)
  • Il sindacato di legittimità della Corte di Cassazione

    Editore: Giappichelli
    Collana: Biblioteca di diritto processuale civile
    Data di pubblicazione: dicembre 2015
    Prezzo: 28,00 -5% 26,60 €
    Categorie: Cassazione

    "È noto come il tema dei limiti del sindacato della Corte di cassazione sia da sempre - al centro dell'interesse della dottrina; interesse accresciutosi nell'attuale fase storica, nella quale la ragionevole durata del processo è divenuta una necessità, non solo sul piano delle esigenze socio-economiche, ma anche su quello costituzionale (art. 111, comma 2, Cost., introdotto dalla legge costituzionale 23 novembre 1999, n. 2) ed è comune l'idea che la riconduzione... (continua)