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Articolo 750 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Provvedimenti del presidente del tribunale relativi alle cauzioni e agli esecutori testamentari

Dispositivo dell'art. 750 Codice di procedura civile

L'istanza per l'imposizione di una cauzione a carico dell'erede o del legatario, nei casi previsti dalla legge [c.c. 492, 639, 640, 647], è proposta, quando non vi è giudizio pendente (1), con ricorso al presidente del tribunale del luogo in cui si è aperta la successione(2).

Il presidente fissa con decreto l'udienza di comparizionedel ricorrente e dell'erede o legatario davanti a sé e stabilisce il termine entro il quale il ricorso e il decreto debbono essere loro notificati.

Il presidente stabilisce le modalità e l'ammontare della cauzione con ordinanza[119; disp. att. 86], contro la quale è ammesso reclamo al presidente della corte di appello a norma dell'articolo 739(3). Il presidente della corte di appello provvede con ordinanza non impugnabile previa audizione degli interessati a norma del comma precedente.

Le stesse forme si osservano nei casi previsti negli articoli 708 e 710 del Codice civile, relativamente agli esecutori testamentari.

Note

(1) Secondo l'opinione dottrinale più autorevole il procedimento descritto dalla norma in analisi si svolge di fronte al Presidente del tribunale nel caso in cui sia necessario imporre una cauzione a carico dell'erede o del legatario, quando i creditori o gli altri aventi causa chiedano all'erede che abbia accettato col beneficio d'inventario chiedano di portare idonea garanzia ai sensi dell'art. 492 del c.c.. Inoltre, la norma trova applicazione anche nell'ipotesi descritta dagli artt. 639 e 640 in base ai quali può essere imposto all'erede o al legatario, beneficiari di una disposizione testamentaria risolutivamente condizionata nonché sospensiva o a termine iniziale, di portare idonea garanzia in favore di coloro ai quali l'eredità o il legato dovrebbe devolversi nel caso che la condizione si avveri. Ancora, la norma si applica nel caso di disaccordo tra più esecutori testamentari ai sensi dell'art. 708 del c.c. ovvero nel caso in cui si richieda l'esonero dell'esecutore testamentario ai sensi dell'art. 710 del c.c..
(2) Si precisa che due sono le condizioni necessarie affinchè si possa applicare il procedimento descritto dalla presente norma, ovvero è necessario che non pensa nessun giudizio tra le parti e che non sorga alcuna contestazione sul diritto dell'erede o del legatario a succedere. Infatti, se vi fosse una tale contestazione sarebbe competente ad imporre la cauzione giudice ordinario competente nel merito e non il presidente del tribunale.
(3) Contro l'ordinanza pronunciata dal Presidente è ammesso reclamo dinnanzi alla Corte d'appello ai sensi dell'art. 739 del c.p.c.. Si tratta di uno dei pochi casi in cui è ammesso il reclamo avverso i provvedimenti del Presidente del Tribunale poichè tali provvedimenti non sono reclamabili se non nei casi espressamente previsti dalla legge, mentre in genere gli unici provvedimenti reclamabili sono quelli pronunciati da un giudice collegiale.

Massime relative all'art. 750 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 1764/2008

Il provvedimento di esonero dell'esecutore testamentario per gravi irregolarità nell'adempimento dei suoi obblighi è assunto — in considerazione dell'espresso richiamo all'art. 710 c.c. contenuto nell'art. 750, ultimo comma, c.p.c. — dal Presidente del tribunale con ordinanza reclamabile davanti al Presidente della Corte d'appello; la decisione assunta da quest'ultimo in sede di reclamo non è ricorribile in cassazione, in conformità alla previsione specifica dell'art. 750 c.p.c. ed alla regola generale di cui all'art. 739 c.p.c.

Cass. civ. n. 18459/2007

In tema di provvedimenti impositivi di cauzione a carico dell'erede o del legatario, l'ordinanza resa ai sensi dell'art. 750 c.p.c. dal presidente della Corte d'appello, in sede di reclamo avverso analoga pronuncia del presidente del tribunale, non è ricorribile in cassazione ex art. 111 Cost., stante la sua espressa qualificazione come non impugnabile ed in quanto la stessa, emessa all'esito di un procedimento di volontaria giurisdizione, non incide in modo diretto e definitivo su situazioni di diritto soggettivo, essendo strumentale alla tutela di esse e suscettibile di revoca o modifica, a differenza della diversa pronuncia, resa con la medesima ordinanza, attinente alle spese del procedimento. (Il principio è stato affermato dalla S.C. che, dichiarando inammissibile il ricorso straordinario avverso l'ordinanza predetta nella parte relativa al merito, ha pronunciato la sua ammissibilità e, nella fattispecie, infondatezza con riguardo al capo relativo, alle sole spese processuali).

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