Brocardi.it - L'avvocato in un click! CHI SIAMO   CONSULENZA LEGALE

Articolo 21 Codice del consumo

(D.lgs. 6 settembre 2005, n. 206)

[Aggiornato al 28/02/2021]

Azioni ingannevoli

Dispositivo dell'art. 21 Codice del consumo

1. È considerata ingannevole una pratica commerciale che contiene informazioni non rispondenti al vero o, seppure di fatto corretta, in qualsiasi modo, anche nella sua presentazione complessiva, induce o è idonea ad indurre in errore il consumatore medio riguardo ad uno o più dei seguenti elementi e, in ogni caso, lo induce o è idonea a indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso:

  1. a) l'esistenza o la natura del prodotto;
  2. b) le caratteristiche principali del prodotto, quali la sua disponibilità, i vantaggi, i rischi, l'esecuzione, la composizione, gli accessori, l'assistenza post-vendita al consumatore e il trattamento dei reclami, il metodo e la data di fabbricazione o della prestazione, la consegna, l'idoneità allo scopo, gli usi, la quantità, la descrizione, l'origine geografica o commerciale o i risultati che si possono attendere dal suo uso, o i risultati e le caratteristiche fondamentali di prove e controlli effettuati sul prodotto;
  3. c) la portata degli impegni del professionista, i motivi della pratica commerciale e la natura del processo di vendita, qualsiasi dichiarazione o simbolo relativi alla sponsorizzazione o all'approvazione dirette o indirette del professionista o del prodotto;
  4. d) il prezzo o il modo in cui questo è calcolato o l'esistenza di uno specifico vantaggio quanto al prezzo;
  5. e) la necessità di una manutenzione, ricambio, sostituzione o riparazione;
  6. f) la natura, le qualifiche e i diritti del professionista o del suo agente, quali l'identità, il patrimonio, le capacità, lo status, il riconoscimento, l'affiliazione o i collegamenti e i diritti di proprietà industriale, commerciale o intellettuale o i premi e i riconoscimenti;
  7. g) i diritti del consumatore, incluso il diritto di sostituzione o di rimborso ai sensi dell'articolo 130 del presente Codice.

2. È altresì considerata ingannevole una pratica commerciale che, nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze del caso, induce o è idonea ad indurre il consumatore medio ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso e comporti:

  1. a) una qualsivoglia attività di commercializzazione del prodotto che ingenera confusione con i prodotti, i marchi, la denominazione sociale e altri segni distintivi di un concorrente, ivi compresa la pubblicità comparativa illecita;
  2. b) il mancato rispetto da parte del professionista degli impegni contenuti nei codici di condotta che il medesimo si è impegnato a rispettare, ove si tratti di un impegno fermo e verificabile, e il professionista indichi in una pratica commerciale che è vincolato dal codice.

3. È considerata scorretta la pratica commerciale che, riguardando prodotti suscettibili di porre in pericolo la salute e la sicurezza dei consumatori, omette di darne notizia in modo da indurre i consumatori a trascurare le normali regole di prudenza e vigilanza.

3-bis. È considerata scorretta la pratica commerciale di una banca, di un istituto di credito o di un intermediario finanziario che, ai fini della stipula di un contratto di mutuo, obbliga il cliente alla sottoscrizione di una polizza assicurativa erogata dalla medesima banca, istituto o intermediario ovvero all'apertura di un conto corrente presso la medesima banca, istituto o intermediario.

4. È considerata, altresì, scorretta la pratica commerciale che, in quanto suscettibile di raggiungere bambini ed adolescenti, può, anche indirettamente, minacciare la loro sicurezza.

4-bis. E' considerata, altresì, scorretta la pratica commerciale che richieda un sovrapprezzo dei costi per il completamento di una transazione elettronica con un fornitore di beni o servizi

Tesi di laurea correlate all'articolo

Hai un dubbio o un problema su questo argomento?

Scrivi alla nostra redazione giuridica

e ricevi la tua risposta entro 5 giorni a soli 29,90 €

Nel caso si necessiti di allegare documentazione o altro materiale informativo relativo al quesito posto, basterà seguire le indicazioni che verranno fornite via email una volta effettuato il pagamento.

SEI UN AVVOCATO?
AFFIDA A NOI LE TUE RICERCHE!

Sei un professionista e necessiti di una ricerca giuridica su questo articolo? Un cliente ti ha chiesto un parere su questo argomento o devi redigere un atto riguardante la materia?
Inviaci la tua richiesta e ottieni in tempi brevissimi quanto ti serve per lo svolgimento della tua attività professionale!

Consulenze legali
relative all'articolo 21 Codice del consumo

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

ALFREDO C. chiede
domenica 13/12/2020 - Lazio
“Ho comprato dall'azienda A. una piccola protesi per problemi di ipoacusia per un importo di Euro 3.750,00. In quel periodo e credo come sempre, la società faceva provare l'apparecchio per 30 gg poi, se non soddisfatto si poteva restituire senza alcuna penale. Quando l'ho acquistato il tecnico mi disse lo paghi poi se non soddisfatto gli rimborsiamo l'importo.
Alla scadenza dei trenta giorni ho restituito l'apparecchio con lettera raccomandata. La società mi risponde che non poteva restituirmi la somma in quanto avevo già pagato. Ho fatto le mie rimostranze, an che una lettera dell'avvocato ribadendo quello che ho scritto. Vorrei, gentilmente sapere se il comportamento della società è corretto. Se occorre , potrei inviare la corrispondenza.
Grazie e cordiali saluti”
Consulenza legale i 08/01/2021
Preliminarmente facciamo presente che la documentazione a noi inviata comprende la proposta contrattuale sottoscritta, le condizioni generali di contratto, la Sua lettera raccomandata e la fattura del venditore. La lettera inviata dal Suo legale riguarda invece un abbonamento relativo all’anno 2018 che nulla ha a che vedere con il presente quesito.

Ciò precisato, in risposta a quest’ultimo si osserva quanto segue.

Le condizioni generali di vendita allegate alla proposta da Lei sottoscritta non prevedono clausole in base alle quali l’apparecchio acustico possa essere restituito entro trenta giorni.
Il contratto di vendita si è perfezionato con la sottoscrizione della proposta contrattuale.
Laddove vi fosse stata la possibilità di provare l’apparecchio gratuitamente per trenta giorni sarebbe dovuto essere specificato nelle condizioni generali.
In queste ultime vi è soltanto (correttamente) un richiamo alle disposizioni del codice del consumo per quanto attiene alla garanzia legale di conformità (art. 132 del Codice del Consumo), garanzia peraltro prolungata di un anno dal produttore (estensione di garanzia commerciale).

Nella presente vicenda, leggiamo che l’apparecchio acustico è stato restituito in quanto non L'ha soddisfatta.
Dunque, ci pare di capire che l’oggetto acquistato non aveva presentato un qualche vizio e/o difetto di conformità o malfunzionamento ma semplicemente non era stato di Suo gradimento.
Infatti, in ipotesi di difetto di conformità avrebbe potuto chiedere una riparazione o sostituzione del bene o restituzione dell’importo versato laddove avesse denunciato il difetto entro due mesi dalla scoperta se questo si fosse manifestato entro il termine di due anni dalla consegna del bene. Ma, purtroppo, ciò non può essere applicato al caso in esame (anche perché l’apparecchio è stato ormai restituito).
Per inciso, non si sarebbe potuto nemmeno esercitare il cd. “diritto di ripensamento” di cui all’art. 52 del Codice del Consumo (la restituzione del bene entro 14 giorni) non trattandosi di un contratto concluso a distanza o fuori dei locali commerciali.

L’unica forma di tutela azionabile (ma comunque non finalizzata a recuperare l’importo versato) riguarda l’aspetto della pubblicità ingannevole posta in essere dalla società in esame che ha pubblicizzato la prova gratuita dell’apparecchio acustico (art. 21 del Codice del Consumo).
Può essere infatti inviata una segnalazione alla competente Autorità Garante (AGCM) la quale, se ravvisa i presupposti, può esercitare il suo potere sanzionatorio a carico del soggetto che ha posto in essere la pubblicità ingannevole (art.27 del Codice del Consumo).
In merito a tale aspetto, giurisprudenza amministrativa costante ha evidenziato che: “l’entità della sanzione deve commisurarsi non ai ricavi sul singolo prodotto oggetto della pubblicità ma all’importanza e alle condizioni economiche dell’impresa, ai sensi degli artt. 27, comma 13, d.lgs. n. 206/05 e 11 l.n. 689/81, e ciò nel rispetto del principio di proporzionalità e di adeguatezza della sanzione, in modo da garantirne un’efficacia deterrente” (Cons. Stato, Sez. VI, 18 gennaio 2012, n. 176).
Come specificato sul sito dell’Autorità Garante (www.agcm.it):
“ I consumatori che intendono segnalare una pratica commerciale scorretta o una pubblicità ingannevole possono farlo:
- tramite posta ordinaria inviando la segnalazione a Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Piazza Giuseppe Verdi 6/A – 00198 Roma;
- inviando la segnalazione scritta alla casella protocollo.agcm@pec.agcm.it ;
- compilando e inviando on line il modulo cui si accede tramite il link segnala on line.”