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Articolo 653 Codice Civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

[Aggiornato al 29/04/2022]

Legato di cosa genericamente determinata

Dispositivo dell'art. 653 Codice Civile

(1)È valido il legato di cosa determinata solo nel genere(2)(3), anche se nessuna del genere ve n'era nel patrimonio del testatore al tempo del testamento e nessuna se ne trova al tempo della morte [654, 664, 666 c.c.].

Note

(1) Si parla in proposito di legato obbligatorio: il legatario è creditore di una data prestazione nei confronti dell'onerato. Questo è tenuto a scegliere i beni da attribuire al legatario all'interno del genere indicato dal testatore.
(2) Per genere si intende un complesso o una categoria di beni che presentano caratteri comuni in numero superiore a quelli differenziali (es. denaro, quadri, libri, etc...).
(3) Oggetto del legato di genere possono essere beni mobili e immobili. È necessario che siano sufficientemente determinati, diversamente il legato sarebbe nullo ai sensi dell'art. 632 del c.c..

Brocardi

Legatum per damnationem

Spiegazione dell'art. 653 Codice Civile

Una questione relativa alla norma in esame è quella sulla sufficienza o meno dell’indicazione: così, se l’indeterminatezza è tale per cui si possa parlare di un genus summum, si deve concludere per la nullità del legato. Anche questa è questione di carattere generale, poiché riguarda gli immobili come i mobili.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

320 L'art. 194 del progetto definitivo, nel parlare del legato di genere, limitava espressamente la disposizione alle cose mobili in conformità dell'art. 840 del codice del 1865. Ho ritenuto opportuno sopprimere tale limitazione. Non vi è dubbio infatti che, almeno da un punto di vista teorico, anche i beni immobili possano essere oggetto di obbligazioni generiche. S'intende, però, che la validità del legato generico di cose immobili è subordinata all'applicabilità chiara e precisa, nel caso concreto, del concetto di genus, perchè altrimenti si dovrebbe ritenere che il legato ha per oggetto una cosa indeterminata con la conseguenza della sua nullità.

Massime relative all'art. 653 Codice Civile

Cass. civ. n. 15661/2020

La disposizione testamentaria con cui il testatore abbia lasciato ad un legatario le somme risultanti a credito su un conto corrente bancario al momento della sua morte č un legato di specie; per converso, il legato di somme di denaro, senza indicazione di un conto specifico, va qualificato legato di genere con conseguente applicazione dell'art. 653 c.c.. Ed infatti, solo nel primo caso č evidente l'intenzione del "de cuius" di attribuire non un generico ammontare numerario, ma piuttosto il diritto ad esigere il capitale e gli interessi presenti su un conto in un determinato momento. (Rigetta, CORTE D'APPELLO FIRENZE, 25/07/2017).

Cass. civ. n. 7082/1995

Il legato di una certa quantitā di cose determinate solo nel genere č valido tanto se delle cose legate ve ne siano nel patrimonio ereditario al tempo dell'apertura della successione quanto se non ve ne siano, a meno che non risulti chiaramente che il testatore intese riferirsi a quelle esistenti nel suo patrimonio al momento della morte.

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Consulenze legali
relative all'articolo 653 Codice Civile

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Marco R. chiede
lunedė 10/10/2022 - Sicilia
“Buonasera,espongo il mio quesito.

In seguito ad un testamento pubblico,mia moglie è stata nominata erede universale a cui le viene lasciato un immobile, un'automobile e 5 mila euro.
Nel testamento vi sono anche dei legatari a cui vengono lasciate delle somme di denaro senza specificare da dove prenderle, per cui legati non di specie ma di genere, per un totale di 70 mila euro.
Facendo gli estratti conti dei due conti correnti non è presente la cifra di 70 mila euro ma una cifra inferiore di 49 mila euro.
I legatari evocano l’articolo 653 del codice civile chiedendomi d'integrare da me la restante parte.

Dal mio punto di vista che vi pregherei di confermare o smentire c'è che l’articolo 653 non trova applicazione perché dal testamento non emerge la volontà della persona morta di obbligare l’erede a tali legati, oltretutto non traspare coscienza del fatto che i fondi sui conti correnti sarebbero stati insufficienti.
Per tanto penso che sia più valida l’applicazione dell’articolo 654 del codice civile in particolare modo del secondo comma, secondo cui i legati andrebbero proporzionalmente ridotti.

Vi prego gentilmente di aiutarmi!”
Consulenza legale i 16/10/2022
Il legato di somma di denaro, purtroppo, è un tipo di legato che genera diverse problematiche, non solo da un punto di vista teorico, ma anche e soprattutto sotto il profilo pratico.
In particolare, i problemi maggiori si presentano nei casi, come quello di specie, in cui il patrimonio ereditario dovesse risultare privo della somma di denaro di cui il testatore ha voluto disporre in favore del legatario o dei legatari, determinando una situazione di questo tipo il nascere di dubbi su quelle che dovranno essere, in concreto, le conseguenze operative da porre in essere.

Ora, la scelta della corretta soluzione da adottare non può prescindere da un preventivo e necessario inquadramento sistematico dei diversi istituti che il diritto successorio mette a disposizione del testatore al fine di attuare, quanto più possibile, la sua volontà irripetibile. In particolare, per far sì che una somma di denaro possa giungere nel patrimonio del beneficiario, il testatore (assistito possibilmente nella scelta da un professionista) può avvalersi delle fattispecie astratte disciplinate dagli artt. 653 (legato di cosa genericamente determinata), 654 (legato di cosa non esistente nell'asse), 655 (legato di cose da prendersi da un certo luogo) o, infine, dall'art 658 c.c. (legato di credito).

Nel caso di specie, come rilevato da chi pone il quesito, i dubbi interpretativi attengono al corretto inquadramento della volontà manifestata dal testatore sub art. 653 o 654 c.c.
Maggiori difficoltà interpretative crea il legato ex art. 653 c.c. avente ad oggetto il denaro quale bene determinato soltanto nel genere.
Caratteristica principale di una disposizione ricadente sotto tale previsione normativa è la possibilità per il testatore di legare un bene determinato solo nel genere anche se nulla di tal genere si trovava nel suo patrimonio al tempo del testamento e nessuna se ne trova al momento della morte.
Trattandosi di legato di beni fungibili avente natura obbligatoria, l'onorato ha sempre e comunque diritto a conseguire quanto costituisce oggetto del lascito anche se, all'apertura della successione, nulla di quel genere fosse sussistente nell'asse ereditario.

Al contrario, nell’ipotesi disciplinata dall' art. 654 c.c., il legato è valido solo se il bene oggetto della disposizione a titolo particolare è presente nell'asse ereditario alla morte del testatore. Ciò comporta che la disposizione potrà avere effetto anche se il bene è stato solo genericamente determinato, ma esclusivamente nei limiti di quanto è realmente presente nell'asse ereditario all'apertura della successione (il legato, dunque, non produce alcun effetto se la cosa non si trova nel patrimonio del testatore al tempo della sua morte mentre, se vi si trova solo in parte, esso ha effetto per la quantità che vi si trova).

Dottrina e giurisprudenza in diverse occasioni si sono espresse sulle diverse fattispecie a cui sopra si è fatto riferimento, in modo da coadiuvare l'interprete, in particolare in tutti quei casi in cui la volontà espressa dal testatore non risulti univoca e possa lasciare spazio a diverse interpretazioni.
E’ stato in particolare affermato che un legato avente ad oggetto una somma di denaro (e quindi una cosa generica) può comunque ricondursi alla fattispecie di cui all'art. 654 c.c., purchè il testatore faccia riferimento ad una determinata somma esistente nel suo patrimonio.
L'indicazione del rapporto bancario, della banca o perfino del luogo ove sono custodite e depositate le somme è quindi un indice sufficiente per qualificare quel legato come di specie, con la conseguenza che gli eredi saranno tenuti ad onorarlo nei limiti di quanto effettivamente sarà sussistente all'apertura della successione (in conformità a quanto disposto, appunto, dall’art. 654 c.c.).

In tal senso si è in diverse occasioni espressa la stessa giurisprudenza di legittimità, ed in particolare si vuole innanzitutto segnalare Cass. n. 14358 del 6 giugno 2013, in cui si legge che la disposizione testamentaria con cui il testatore abbia lasciato ad un legatario le somme risultanti a credito su un conto corrente bancario al momento della sua morte, ha natura non di legato di genere, ma di legato di specie in relazione alla percezione di quei determinati importi, essendo evidente l'intenzione del de cuius di attribuire non già un qualche ammontare di numerario, quanto il diritto di esigere il capitale e gli interessi presenti in conto in un certo momento.
Ma, ancora più di recente, si è espressa nel senso sopra detto Cass. civ., Sez. VI - 2, ordinanza n. 1566123/07/2020, ove viene confermato che “La disposizione testamentaria con cui il testatore abbia lasciato ad un legatario le somme risultanti a credito su un conto corrente bancario al momento della sua morte è un legato di specie; per converso, il legato di somme di denaro, senza indicazione di un conto specifico, va qualificato legato di genere con conseguente applicazione dell'art. 653 c.c.

Ritornando adesso al caso in esame e facendo applicazione dei principi sopra esposti, deve purtroppo ritenersi corretta la tesi secondo cui la disposizione dettata dal testatore va qualificata come legato di genere ex art. 653 c.c., avendo con essa il testatore espresso la volontà di lasciare ai legatari una determinata e ben precisa somma di denaro, senza specificare da dove quella somma dovesse essere presa (il che soltanto avrebbe consentito di poter fare applicazione dell’art. 654 c.c.).

I legatari, dunque, saranno pienamente legittimati a pretendere che l’erede, in conformità a quanto prescritto dall’art. 662 del c.c., adempia al legato secondo la volontà espressa dal testatore, con la conseguenza che, in difetto di adempimento spontaneo, sarà perfino possibile per gli stessi legatari agire esecutivamente contro l’erede inadempiente.
Ovviamente, per evitare tutto ciò, soprattutto nel caso di eredità passiva, sarebbe sufficiente per il chiamato all’eredità rinunziare alla stessa, liberandosi così da ogni obbligazione discendente dall’acquisto della qualità di erede.