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Articolo 549 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n.262)

Divieto di pesi o condizioni sulla quota dei legittimari

Dispositivo dell'art. 549 Codice civile

Il testatore non può imporre pesi [551, 647 c.c.] o condizioni [633, 634 c.c.] sulla quota spettante ai legittimari (1), salva l'applicazione delle norme contenute nel titolo IV di questo libro (2) [713 ss. c.c.].

Note

(1) Per pesi ed oneri si intendono tutte le disposizioni che incidano negativamente sulla quota dei legittimari o che modifichino o incidano sulla posizione giuridica dei legittimari rispetto alla medesima (es. l'obbligo di assistere una determinata persona).
Tali disposizioni sono nulle e, di conseguenza, vanno tenute distinte da quelle lesive della quota di legittima che sono, invece, soggetta a riduzione (v. art. 553 ss. del c.c.).
Le disposizioni di cui agli articoli 550 e 551 del c.c. costituiscono delle eccezioni al predetto divieto.
(2) Il testatore può imporre ai legittimari alcune limitazioni in tema di divisione quali: escludere la divisione prima che siano decorsi cinque anni dall'apertura della successione (v. art. 713 del c.c.), disciplinare la formazione delle quote, designare colui che procederà alla stima (v. art. 733 del c.c.), procedere alla divisione anche per la quota dei legittimari (v. art. 734 del c.c.), etc...

Ratio Legis

Tale divieto impedisce al testatore di ledere la quota a cui hanno diritto i legittimari attraverso l'imposizione di pesi o condizioni. E' il cd. principio di intangibilità della quota di legittima che nel nostro ordinamento riceve tutela solo dal punto di vista quantitativo e non qualitativo. Il testatore cioè può soddisfare le ragioni dei legittimari con beni di qualsiasi natura purché compresi nell'asse ereditario e non è obbligato a disporre in loro favore una quota formata da una parte di ogni cespite ereditario.

Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

Massime relative all'art. 549 Codice civile

Cass. civ. n. 1403/1970

La disposizione contenuta nell'art. 500 c.c. (recte: 549 – N.d.R.) va interpretata nel senso che la quota di legittima non è suscettibile di oneri o condizioni che ne diminuiscano il valore, cioè la sua entità, e nel senso che al detto limite quantitativo si aggiunga un limite qualitativo.

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