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Articolo 2344 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Mancato pagamento delle quote

Dispositivo dell'art. 2344 Codice civile

Se il socio non esegue i pagamenti dovuti [2445, 2630, n. 3], decorsi quindici giorni dalla pubblicazione di una diffida nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, gli amministratori, se non ritengono utile promuovere azione per l'esecuzione del conferimento, offrono le azioni agli altri soci, in proporzione alla loro partecipazione, per un corrispettivo non inferiore ai conferimenti ancora dovuti. In mancanza di offerte possono far vendere le azioni a rischio e per conto del socio, a mezzo di una banca o di un intermediario autorizzato alla negoziazione in mercati regolamentati [2334, 2356].

Qualora la vendita non possa aver luogo per mancanza di compratori, gli amministratori possono dichiarare decaduto il socio, trattenendo le somme riscosse, salvo il risarcimento dei maggiori danni [1223, 2531].

Le azioni non vendute, se non possono essere rimesse in circolazione entro l'esercizio in cui fu pronunziata la decadenza del socio moroso, devono essere estinte con la corrispondente riduzione del capitale.

Il socio in mora nei versamenti non può esercitare il diritto di voto [2347, 2351, 2466] (1).

Note

(1) Il divieto si riferisce esclusivamente ai versamenti iniziali necessari per la costituzione del capitale sociale e non a qualsiasi diversa richiesta di pagamento o di restituzione, o di nuovo versamento in caso di indebita restituzione, al fine della ricostruzione del capitale sociale.

Ratio Legis

La disciplina dettata dalla norma è volta ad agevolare l'acquisizione dei conferimenti qualora il socio non esegua il pagamento delle quote dovute.

Spiegazione dell'art. 2344 Codice civile

La norma disciplina l'ipotesi del socio moroso. Gli amministratori possono offrire le azioni del socio moroso agli altri soci in proporzione alla loro partecipazione.
La norma si riferisce ai pagamenti, ma è discusso se possa essere estesa per analogia anche ai conferimenti in natura.
Si ritiene possibile che gli amministratori acquistino le azioni del socio moroso nella qualità di soci o di rappresentanti di enti soci.
Le azioni possono essere offerte a un prezzo inferiore al valore reale delle azioni, ma anche ad un prezzo superiore e, in tale seconda ipotesi, la società con il ricavato si soddisfa del proprio credito e dei danni derivanti dal ritardo.
Se le azioni non vendute non possono essere rimesse in circolazione entro l'esercizio in cui fu pronunciata la decadenza del socio moroso, devono essere estinte con una riduzione del capitale corrispondente alle azioni.
Il socio in mora non può esercitare il diritto di voto. Secondo parte della dottrina gli spetterebbe, però, il diritto di intervento.

Massime relative all'art. 2344 Codice civile

Cass. pen. n. 40308/2015

È abnorme il provvedimento con cui il giudice per le indagini preliminari, nell'accogliere la richiesta di archiviazione formulata nei confronti dell'indagato, e nell'ordinare contestualmente l'iscrizione di quest'ultimo per altri titoli di reato, ritenuti configurabili nel fatto investigato, assegni al pubblico ministero un termine per lo svolgimento delle nuove indagini, in quanto in tale ipotesi non è applicabile la disposizione di cui all'art. 409, quarto comma, cod. proc. pen.

Cass. pen. n. 44004/2013

L'obbligo di trasmissione al tribunale del riesame previsto dall'art. 309, comma quinto, c.p.p. riguarda solo gli atti che il P.M. ha selezionato per sostenere la sua richiesta, oltre che gli elementi a favore dell'indagato mentre nessun onere sussiste di trasmettere tutto il contenuto del fascicolo processuale. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto infondata la doglianza della difesa in ordine all'omessa trasmissione al tribunale del riesame dei tabulati telefonici, atteso che il G.I.P. Non ne aveva avuto conoscenza diretta ma solo attraverso quanto di essi era stato riportato nell'informativa di P.G.).

Cass. civ. n. 5154/1992

La norma di cui all'ultimo comma dell'ari. 2344 c.c., secondo cui i soci in mora nei versamenti delle quote dovute non possono esercitare il diritto di voto, si riferisce esclusivamente ai versamenti iniziali necessari per la costituzione del capitale sociale e non a qualsiasi diversa richiesta di pagamento o di restituzione, o di nuovo versamento in caso di indebita restituzione, al fine della ricostituzione del capitale sociale.

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