Art. precedente Art. successivo

Articolo 433

Codice Civile

Persone obbligate

← Art. precedente Art. successivo →

Dispositivo dell'art. 433 Codice Civile

All'obbligo di prestare gli alimenti (1) sono tenuti, nell'ordine (2):
1) il coniuge [51, 156] (3);
2) i figli legittimi [231] o legittimati [280 ss.] o naturali [250 ss.; 269 ss.] o adottivi [291 ss.], e, in loro mancanza, i discendenti prossimi, anche naturali (4);
3) i genitori [279] e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimo, anche naturali; gli adottanti (5);
4) i generi e le nuore [434];
5) il suocero e la suocera (6);
6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali [439] (7).

Note

(1) Gli alimenti legali sono prestazioni di assistenza materiale dovute per legge alla persona che si trova in stato di bisogno economico (così Bianca). Essi trovano la loro fonte, anche costituzionale, nel dovere di solidarietà (art. 2 Cost.).
Il diritto che ne consegue è un diritto personalissimo, intrasmissibile, irrinunciabile ed imprescrittibile (secondo il dettato dell'art. 2934 del c.c., co. II), inalienabile ed impignorabile; viene qualificato come obbligazione di durata.

(2) Deve precisarsi come l'obbligo gravi in primis in capo al donatario (art. 437 del c.c., art. 769 del c.c.), ed anche - nel solo caso di adozione di persone maggiori d'età - in capo all'adottante ex art. 436 del c.c..
L'elencazione tassativa non vige imperativamente per l'alimentando, il quale potrà ben rivolgersi a chi - tra gli obbligati - gli offra maggiori garanzie di adempimento.

(3) L'obbligo alimentare perdura finché vi è il matrimonio (quindi anche in caso di separazione); in caso di divorzio esso viene a cessare, ma potrà essere sostituito dall'assegno divorzile.

(4) Sono inclusi tutti gli adottivi: tanto gli adottati dopo la maggiore età, quanto i minori adottati in casi particolari.

(5) L'obbligo alimentare dei genitori è sussidiario, almeno temporalmente e limitatamente all'ampiezza degli effetti, rispetto all'obbligo di mantenimento (che sussisterà finchè i figli non siano in grado di provvedere a se stessi, soddisfacendo ogni esigenza di vita, mentre gli alimenti dipendono dal bisogno e sono finalizzati al soddisfacimento di esigenze più elementari).

(6) L'affinità deriva solo da matrimonio e non da adozione.

(7) Stante la totale equiparazione tra fratelli (di cui alla legge n. 219 del 10 dicembre 2012), sono inclusi i f. naturali, oltre ai legittimi, e quelli il cui rapporto derivi da adozione piena (cd. legittimante).


Relazione al Codice Civile

(Relazione del Ministro Guardasigilli Dino Grandi al Codice Civile del 4 aprile 1942)

213L'art. 433 del c.c. indica le persone tenute agli alimenti, stabilendone l'ordine relativo. In primo grado è menzionato il coniuge. Al riguardo peraltro è da tenere presente che nello svolgimento normale dei rapporti matrimoniali il marito è tenuto al mantenimento della moglie, e la moglie a contribuire al mantenimento del marito, quando questi non abbia mezzi sufficienti, a norma dell'art. 145 del c.c.. Poiché l'obbligo del mantenimento non è derogato dalla norma che dichiara il coniuge tenuto agli alimenti, è ovvio che quest'ultima non troverà applicazione quando non vi sia separazione ovvero nei riguardi del coniuge, che non ha colpa nella separazione, giacché questi conserva tutti i suoi diritti, secondo quanto dispone l'art. 156 del c.c..
Anzi queste considerazioni inducono a rilevare che l'obbligazione alimentare anche per altre categorie di obbligati, come, ad esempio, i genitori verso i figli, non deroga al più ampio dovere del mantenimento tutte le volte che la legge lo prescrive.

Sentenze relative a questo articolo

Cass. n. 1992/1996

Il Ministero dell'interno, quale istituzione intermediaria ai sensi della Convenzione di New York del 20 giugno 1956 sul riconoscimento all'estero degli obblighi alimentari, allorquando chiede la delibazione di sentenze straniere recanti la condanna agli alimenti a favore di minori agisce con propria legittimazione come portatore di un interesse proprio di natura pubblicistica ed il relativo potere di azione è svincolato dal rilascio della procura da parte del soggetto creditore degli alimenti, restando subordinato solo alla richiesta avanzata dalle autorità speditrici. Ne consegue che la procura del creditore alimentare all'autorità intermediaria, prevista solo in via eventuale dall'art. 3 n. 3 della suddetta convenzione, non conferisce alla detta istituzione nessun potere rappresentativo ulteriore ed è riconducibile alla categoria dei meri atti di impulso.

Cass. n. 557/1970

Il diritto agli alimenti esula dall'ambito dei rapporti familiari, sottraendosi quindi ai principi d'ordine pubblico che investono la loro disciplina, così come quella delle limitazioni di prove a detti rapporti inerente, e, rientrando nella sfera delle obbligazioni patrimoniali, è regolato (in virtù dell'art. 25 delle disposizioni sulla legge in genere) dalla legge del luogo ove è avvenuto il fatto dal quale l'obbligo degli alimenti deriva.

Cass. n. 2859/1968

La convenzione con la quale due coniugi, prima dell'omologazione della separazione consensuale si distribuiscono l'obbligo delle contribuzioni patrimoniali verso i figli e determinano l'ammontare degli assegni alimentari e il modo di somministrarli conserva validità anche dopo la successiva omologazione della separazione consensuale, salvo che non sia stata espressamente modificata.

Cass. n. 2066/1966

Il diritto agli alimenti sussiste anche se l'alimentando versi in stato di bisogno per propria colpa. La legge prevede solo che gli alimenti siano ridotti in caso di condotta disordinatamente colpevole dell'alimentando.

Hai un dubbio su questo articolo?
Risolvi il tuo problema!

Scrivi alla nostra redazione giuridica!

Attenzione: prenderemo in esame SOLO richieste scritte in italiano corretto, con adeguata punteggiatura, riferite a quesiti e/o problematiche di natura giuridica. Non promettiamo di poter rispondere a tutti. Il servizio offerto è del tutto gratuito e senza alcun scopo di lucro. Chi avesse urgenza di ricevere risposta dovrà specificare che desidera il servizio a pagamento (per tutti i quesiti il costo è di 24,51 € + IVA per un totale di 29,90 €).
(leggi l'informativa)

Quesiti degli utenti
relativi all'articolo 433 del c.c.che hanno ricevuto risposta dalla redazione di Brocardi.it

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it. Trattasi di quesiti per cui è stato richiesto il servizio di risposta a pagamento o che presentano particolare interesse giuridico in ragione del quale la redazione ha ritenuto di rispondere gratuitamente.

Quesito n. 10549/2014 mercoledì 11 giugno 2014

Barbara P. chiede

Mia mamma ha 100 anni, papà è morto l'anno scorso a 98. Siamo 3 figli, 2 maschi e 1 femmina, io. Seguo i miei genitori da 20 anni almeno (ripetuti ricoveri, mamma stomatizzata, femore rotto, papà dialisi, giorni in ospedale e notti passate con l'altro genitore a casa ecc.) Io lavoro e ho una famiglia come gli altri fratelli, ma quasi tutti i sabati e/o le domeniche le passavo con loro e ora con mamma. In questi ultimi 10 anni, i miei non avevano risorse economiche così abbiamo cominciato a versare ogni mese una cifra ciascuno (300€) ma io essendo la più presente versavo di meno perchè quasi ogni giorno ero da loro, li accompagnavo alle visite, mamma dal parrucchiere, acquisto scarpe, vestiti, alimentari, insegnare al badante di turno a far da mangiare, medicine, ecc. Ora abbiamo un badante fisso: uno dei miei fratelli, dopo la morte di papà che aveva un amministratore di sostegno perchè noi non andavamo d'accordo, ha fatto fare i conti al commercialista e ha visto che io avevo pagato meno di loro: ora vuole che io paghi di più nonostante la mia assidua presenza: anzi vuole prendere un altro badante per il week-end per estromettermi dalla cura alla persona di mamma. Io credo di avere il diritto di assistere mia mamma, la mia bambina, e chiaro pago anch'io 300€ più tutte le varie altre spese per un terzo (TASI,TARI,IMU,BADANTE, ,BOLLETTE ecc.) Ci siamo rivolti tutti e tre ad avvocati ma mi dicono che con la legge 433 ha ragione mio fratello e che cioè tutto quello che ho fatto in questi anni e sto ancora facendo non vale NIENTE, che la figura del care-giver non è riconosciuta (in Francia mi hanno detto che viene riconosciuta). Forse sono un'illusa ma vorrei sentire il vs. parere. Per me la legge dice tutto e niente. grazie per una risposta

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 10549/2014 [risposta a pagamento]

Per comprendere bene la situazione è necessario operare una ricognizione delle norme sugli alimenti presenti nel codice civile.
Il diritto agli alimenti del soggetto che versi in stato di bisogno è un diritto che sorge solo dal giorno della domanda giudiziale con cui la persona chiede ai propri parenti (o agli altri soggetti previsti dall'art. 433 del c.c.) un aiuto economico, o dalla costituzione in mora dell'obbligato. Lo dice l'art. 445 del c.c., prevedendo quindi che l'effettiva prestazione degli alimenti è dovuta soltanto dal giorno della domanda, anche se ne preesistono i presupposti di legge (in particolare, lo stato di bisogno).
Va poi ricordato che l'obbligazione alimentare può essere somministrata sia mediante corresponsione di un "assegno", quindi di una somma di denaro, ma anche mediante l'accoglienza e il mantenimento nella propria casa del soggetto bisognoso. Il giudice, secondo le circostanze, può inoltre determinare altro modo di somministrazione degli alimenti, non esclusa in astratto anche la prestazione di servizi o beni in natura per un certo periodo (art. 443 del c.c.).
Quindi, posto che è vero che la figura del caregiver familiare ad oggi non è sufficientemente valorizzata e tutelata nel nostro ordinamento, l'assistenza materiale e morale che una delle figlie ha prestato ai genitori poteva essere valorizzata, anche sul piano economico, agli occhi degli altri obbligati (i fratelli).
Tuttavia, ciò che emerge dal quesito, è che, nonostante il versamento da parte dei figli dell'importo di € 300,00 (minore per la sorella che materialmente curava gli anziani genitori), non vi è stata alcuna domanda giudiziale da parte di questi nei confronti dei figli. Questi ultimi, hanno versato - come sembra - spontaneamente e non su ordine di un giudice. Apparentemente, quindi, sembra essersi creata una situazione di adempimento a obbligazione cosiddetta "naturale" (art. 2034 del c.c.). In altre parole, i figli hanno adempiuto ad un dovere morale che sentivano nei confronti dei genitori, con l'unica conseguenza, dal punto di vista normativo, che non potranno chiedere la restituzione di quanto versato. Di conseguenza, poiché nessuna autorità giudiziaria ha stabilito l'importo dell'assegno alimentare, ciascuno ha dato quanto ha ritenuto di poter dare, chi in denaro, chi parte in denaro e parte in assistenza fattiva alla vita dei genitori.
Ora, visto che la madre dei tre figli è ancora in vita e la sorella intende prendersene cura ma i fratelli si oppongono, è bene chiarire, anche di fronte alla legge, la situazione. Appare piuttosto evidente, ma questa è una valutazione del tutto extragiudiziale, che l'assistenza amorevole da parte di una figlia sia sempre da preferire all'incarico dato ad un estraneo, che peraltro comporterebbe spese indubbiamente maggiori.
Se i fratelli non giungeranno ad un accordo, sembra inevitabile dover ricorrere al giudice per chiedere la nomina di un amministratore di sostegno (o un tutore, se esiste una grave infermità di mente) che prenda legalmente le decisioni circa l'assistenza e la tutela dell'anziana signora.
L'amministratore di sostegno (o il tutore) potranno poi anche chiedere in giudizio gli alimenti ai figli della donna, e in tale sede si potrà convenire tra le parti ed il giudice che una degli obbligati (la figlia) possa commutare parte dell'assegno in denaro in assistenza alla madre di diverso tipo (acquisto diretto di beni necessari, cura e presenza in alcuni giorni della settimana).

Tag: diritto agli alimenti, caregiver familiare

Quesito n. 5671/2012 martedì 15 maggio 2012

daniele chiede

Salve vorrei una risposta al seguente quesito:
mia madre e' morta nel 2003, mio fratello vive da allora con mio padre in un appartamento con mutuo intestato a mio padre, mentre io il prossimo anno mi sposero',ed attualmente convivo in affitto con la mia compagna e presumo che anche dopo sposati saremo in affitto, in un 'altra città, diversa da quella di mio padre e mio fratello.
il problema e' che mio fratello e' una persona piu grande di me di 5 anni nata nel 1972 mentre io sono il piu piccolo nato nel 1977.
Lui e' u persona molto aggressiva, non ha mai lavorato e vive tuttora alle spalle di mio padre.
Mi domando: quando mio padre non ci sarà piu', sarò obbligato ad assisterlo?
Vi ringrazio in anticipo per la risposta.

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 5671/2012 [risposta gratuita]

Se una persona si trova in uno stato di bisogno e non ha i mezzi per provvedere al suo sostentamento, nè è in grado di procurarseli con il proprio lavoro, sorge per questa un diritto agli alimenti di fonte legale.

La legge disciplina le categorie di soggetti obbligati agli alimenti, fornendo un ordine ben preciso. L'art. 433 del c.c. contiene un elenco di persone tenute a prestare gli alimenti, indicando anche l'ordine: il coniuge; i figli legittimi o legittimati naturali o adottivi e, in loro mancanza, i discendenti prossimi, anche naturali; i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali; gli adottanti; i generi e le nuore; il suocero e la suocera; i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali. In particolare, i fratelli ai fratelli debbono soltanto gli alimenti strettamente necessari per vivere ai sensi dell'art. 439 del c.c..

Pertanto, nel caso prospettato, se il soggetto non ha nè i mezzi per provvedere al suo sostentamento nè è in grado di procurarseli, e non vi è nessuno dei soggetti indicati nel predetto ordine se non il fratello, questo sarà obbligato agli alimenti strettamente necessari per vivere.

Tag: diritto agli alimenti, persone obbligate

Quesito n. 5323/2012 martedì 17 aprile 2012

nevio chiede

gradirei avere una risposta al seguente quesito: mia sorella inferma é da circa nove anni sotto tutela giudiziaria con un legale come tutore nominato da un giudice; ha un figlio del quale si hanno poche notizie e che non sappiamo come rintracciare; ultimamente mia sorella si é aggravata e il legale tutore si é rivolto a me e ai miei due fratelli chiedendoci di concorrere alle spese di assistenza medica e di sostentamento in quanto l'assegno di invalidità percepito da mia sorella non é più sufficente. In questi anni mia sorella é stata ospite di una famiglia in convenzione con l'ASL locale che pagava un mensile appunto a questa famiglia. Le condizioni di mia sorella non permettono più un'assistenza famigliare per cui si prevede un ricovero in una struttura di lungodegenza o, in alternativa, presso una casa di riposo con assistenza continuativa. La domanda é: in questo caso noi fratelli abbiamo l'obbligo di concorrere al sostegno dei costi oppure tale obbligo spetta al figlio ed, eventualmente, al marito separato giuridicamente ma non divorziato? Anticipatamente ringrazio per la cortese attenzione. Zampieri Nevio

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 5323/2012 [risposta gratuita]

Se una persona si trova in uno stato di bisogno e non ha i mezzi per provvedere al suo sostentamento, nè è in grado di procurarseli con il proprio lavoro, sorge per questa un diritto agli alimenti di fonte legale.

La legge disciplina le categorie di soggetti obbligati agli alimenti, fornendo un preciso ordine.

L'[art. 433 del c.c. contiene un elenco di persone tenute a prestare agli alimenti, indicandone anche l'ordine:

  • il coniuge, anche se separato poichè la separazione non fa venire meno un siffatto obbligo ai sensi dell'[[156,III comma,cc]];
  • i figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi, anche naturali;
  • i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali; gli adottanti;
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali. In particolare i fratelli ai fratelli debbono soltanto gli alimenti strettamente necessari per vivere ai sensi dell'art. 439 del c.c..

Pertanto, nel caso prospettato il primo soggetto tenuto a prestare gli alimenti sarà il coniuge, anche se separato, successivamente il figlio ed infine, in mancanza di genitori, generi, nuore, suoceri, i fratelli e le sorelle, come previsto dalla predetta norma.

Tag: diritto agli alimenti, persona obbligate, coniuge separato

Quesito n. 2097/2011 martedì 18 gennaio 2011

nulea chiede

Nell'anno 1987 mi sono sposato con una donna divorziata che aveva di una figlia di 9 anni invalida al 100% avuta durante il precedente matrimonio. Durante il matrimonio abbiamo avuto un figlio che attulamente vive con me. Nel 1993 mia moglie presentava istanza presso il tribunale dei minori di adozione in casi particolari, pertanto alla predetta ragazza veniva dato in aggiunta al suo anche il mio cognome. Nel 1994 mia moglie presentava domanda di separazione consensuale. Nel 1999 ottenevamo il divorzio. Dopo circa due anni la mia ex moglie chiedeva gli alimenti per sia per lei che per la propria figlia, il tribunale stabiliva il mantenimento solo per sua figlia, mentre per mio figlio provvedevo solo ed esclusivamente io. Adesso la figlia della ex ha 33 anni sempre invalida al 100% percepisce sempre la pensione di invalidità e di accompagnamento e da circa due anni risulta ricoverata permanentemente presso una struttura pubblica. Devo continuare a corrispondere il mantenimento? Vi e' qualche possibilità di recedere da predetta adozione in quanto non sono mai riuscito ad instaurare un rapporto affettivo con predetta ragazza?
Grazie

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 2097/2011 [risposta gratuita]

Con l’adozione in casi particolari, l’adottante assume gli obblighi di assistenza, istruzione e mantenimento nei riguardi dell’adottato, la titolarità e l’esercizio della potestà genitoriale su di lui, ma non l’usufrutto legale sui suoi beni; ha l’obbligo di effettuare l’inventario dei beni del minori con poteri in tutto e per tutto coincidenti con quelli del tutore.

L’adottato, invece, conserva diritti e obblighi nei confronti della famiglia originaria e, contemporaneamente, li acquista verso quell’adottiva. Ha diritto di successione sia rispetto alla famiglia naturale sia rispetto a quell’adottiva; conserva il cognome originario, ma con l’anteposizione di quello dell’adottante; pur nella permanenza dei divieti matrimoniali, non ha rapporti giuridici con i parenti dell’adottante (ma la regola vale anche per l’adottante che non diventa parente dei parenti dell’adottato).

Lo stato di figlio adottivo può essere revocato giudizialmente per indegnità dell’adottato (art. 51 della legge sulle adozioni), quando questi abbia commesso dei gravi delitti nei confronti dell’adottante o della sua famiglia ovvero può essere revocato per indegnità dell’adottante (art. 52 l. n. 183 del 1984) ovvero su richiesta del Pubblico Ministero quando vi sia violazione degli obblighi gravanti sugli adottanti.

Nel caso di specie sembra difficile si possa parlare di una revoca dello stato di figlio adottivo, mancandone i presupposti. Essendo poi la figlia adottiva invalida al 100%, e quindi bisognosa di cure e incapace di provvedere a sè stessa, appare improbabile la possibilità di cessare la corresponsione dell'assegno di mantenimento.

Quesito n. 1457/2010 sabato 13 novembre 2010

MARIA MAUGERI chiede

Ai sensi ell'art. 433 del Codice Civile in mancanza di fratelli e di sorelle hanno obbligo i discendenti prossimi?

Parere legale online a cura della

redazione giuridica Brocardi.it

Risposta della redazione di Brocardi.it al quesito n. 1457/2010 [risposta gratuita]

Ai sensi dell'art. 433 del c.c. se una persona si trova in stato di bisogno e non ha mezzi per provvedere al proprio sostentamento, nè ha la capacità di procurarseli col proprio lavoro nasce un diritto agli alimenti di fonte legale. I soggetti obbligati,secondo l'ordine della legge, sono essenzialmente il coniuge, i parenti e gli affini in base ad un vincolo di solidarietà familiare. Il coniuge è tenuto agli alimenti solo quando sono cessati gli obblighi patrimoniali assai più importanti nei confronti dell'altro coniuge. Seguono i figli (legittimi, naturali, adottivi, senza distinzione) o in loro mancanza i discendenti prossimi, quindi i genitori. Il genero e la nuora, poi il suocero e la suocera, quindi gli affini di primo grado, sono obbligati ancor prima dei fratelli (germani e poi unilaterali) che chiudono la graduatoria.

Hai un dubbio su questo articolo?
Risolvi il tuo problema!

Scrivi alla nostra redazione giuridica!

Attenzione: prenderemo in esame SOLO richieste scritte in italiano corretto, con adeguata punteggiatura, riferite a quesiti e/o problematiche di natura giuridica. Non promettiamo di poter rispondere a tutti. Il servizio offerto è del tutto gratuito e senza alcun scopo di lucro. Chi avesse urgenza di ricevere risposta dovrà specificare che desidera il servizio a pagamento (per tutti i quesiti il costo è di 24,51 € + IVA per un totale di 29,90 €).
(leggi l'informativa)

Testi per approfondire questo articolo

Il diritto al mantenimento. Aspetti patrimoniali della crisi della famiglia

Editore: Experta
Collana: Lex
Data di pubblicazione: dicembre 2010
Prezzo: 30,00 -10% 27,00 €

L'opera affronta, attraverso l'esame ragionato di casi giurisprudenziali, i più importanti istituti in tema di mantenimento del coniuge e dei figli, valorizzando la prospettiva ed il ruolo sia dell'avvocato (ad esempio, in tema di accesso agli atti amministrativi) che del magistrato (ad esempio, in tema di validità degli accordi tra coniugi e di criteri di determinazione dell'assegno per il coniuge).

(continua)
L' assegno di mantenimento e gli alimenti

Collana: Legale
Pagine: 400
Data di pubblicazione: marzo 2010
Prezzo: 49,00 -10% 44,10 €
Le nuove competenze comunitarie: obbligazioni alimentari e successioni

Editore: CEDAM
Data di pubblicazione: febbraio 2010
Prezzo: 23,00 -10% 20,70 €

Il Volume tratta il problema di unificare a livello europeo le norme giuridice sulla materia del diritto agli alimenti (parte I) e del diritto ereditario (parte II) onde evitare che il cittadino riceva diversa regolamentazione a seconda che si rivolga al tribunale di un Paese o di un altro. L'Opera è composta da atti di un convegno tenutosi alla Facoltà di Giurisprudenza di Verona nel marzo 2009.

(continua)
Il mantenimento per il coniuge e per i figli nella separazione e nel divorzio

Editore: CEDAM
Collana: Biblioteca del diritto di famiglia
Pagine: 362
Data di pubblicazione: gennaio 2013
Prezzo: 37,00 -10% 33,30 €

Il mantenimento del coniuge e dei figli, in caso di separazione o divorzio, costituisce uno degli argomenti più importanti, ed in grado di dar luogo a controversie, dell’intera branca del diritto di famiglia. Non a caso il libro, esaurito ed introvabile nella prima edizione, è stato oggetto di una nuova scrittura, che lo aggiorna fino all’ultima attualità.

In particolare, si segnala l’illustrazione della recentissima riforma, avente ad oggetto... (continua)

Come calcolare gli assegni di mantenimento nei casi di separazione e divorzio

Editore: Giuffrè
Collana: Teoria pratica dir. I: dir. e proc. civ.
Data di pubblicazione: dicembre 2009
Prezzo: 32,00 -10% 28,80 €

Il volume si propone quale strumento di ausilio pratico per chi debba calcolare i contributi economici in sede di separazione e divorzio e si caratterizza per la prospettiva interdisciplinare con cui affronta il problema.
All'esperienza e alla competenza del giurista, che analizza gli aspetti normativi e i principali orientamenti giurisprudenziali in materia, si affiancano quelle del commercialista, che discute i problemi connessi alle difficoltà di accertamento delle risorse e... (continua)

Mantenimento e casa coniugale. Aspetti giuridici ed economici

Editore: Giuffrè
Collana: Fatto & diritto
Data di pubblicazione: marzo 2011
Prezzo: 20,00 -10% 18,00 €

Il volume analizza l'istituto del mantenimento del coniuge e dei figli nella separazione e nel divorzio, con un'ampia disamina dei mezzi di tutela e di garanzia predisposti a loro favore. Tra gli strumenti di tutela voluti dal legislatore per attenuare gli effetti della separazione, ci si sofferma, in particolare, sull'assegnazione della casa familiare esaminandone nozione e criteri per l'attribuzione della stessa sia ai figli che al genitore anche non coniugato. Gli argomenti trattati... (continua)

L'assegno di mantenimento del coniuge e dei figli

Collana: Legale
Pagine: 376
Data di pubblicazione: novembre 2012
Prezzo: 40,00 -10% 36,00 €

L'opera, con giurisprudenza, formule e protocolli degli Osservatori della giustizia civile, vuole essere uno strumento di ausilio per tutti i professionisti che si occupano di diritto di famiglia e affrontano problematiche inerenti all'assegno di mantenimento ed altri aspetti economici per il coniuge e per i figli. Scopo di questo manuale è quello di mettere a disposizione uno strumento pratico che consenta di individuare velocemente lo stato dell'arte in caso di separazione,... (continua)

Il trattamento economico del coniuge nella separazione e nel divorzio

Editore: Giuffrè
Collana: Teoria pratica del diritto. Civ. e proc.
Data di pubblicazione: febbraio 2013
Prezzo: 34,00 -10% 30,60 €

Il volume offre un'ampia e dettagliata trattazione della tematica del mantenimento del coniuge separato e divorziato e di tutte le problematiche direttamente ed indirettamente alla stessa connesse. Sia dell'assegno di mantenimento statuito nelle procedure di separazione che di quello divorzile sono analizzati: i presupposti per l'attribuzione e per l'entità dei medesimi, le modalità di pagamento, i rimedi preposti a garanzia dell'adempimento, le conseguenze penali... (continua)

Degli alimenti. Artt. 433-448

Editore: Giuffrè
Collana: Il codice civile. Commentario
Data di pubblicazione: dicembre 2009
Prezzo: 26,00 -10% 23,40 €

Sommario

Considerazioni preliminari al commento del Titolo XIII del Primo libro del Codice civile (artt. 433-448) intitolato "Degli alimenti" - Art. 433 (Persone obbligate ) - Art 434 (Cessazione degli obblighi tra affini) - Art. 435 (Obbligo dei genitori e dei figli naturali) - Art. 436 (Obbligo tra adottante e adottato) - Art. 437 (Obbligo del donatario) - Art. 438 (Misura degli alimenti) - Art. 439 (Misura degli alimenti tra fratelli e sorelle) - Art. 440 (Cessazione,... (continua)

Il diritto di famiglia
Filiazione, adozione, alimenti

Editore: Giappichelli
Collana: Trattato di diritto privato
Data di pubblicazione: dicembre 2011
Prezzo: 75,00 -10% 67,50 €

Ad undici anni di distanza dalla pubblicazione della prima edizione viene data alle stampe una nuova edizione dei volumi dedicati al Diritto di famiglia del presente Trattato, profondamente rinnovata ed ampliata, per tenere conto delle numerose ed importanti novità normative e della significativa evoluzione giurisprudenziale e dottrinaria tipica di una materia in rapida e continua evoluzione, al fine di tenere il passo con l'evolversi della moderna società. Nei quattro volumi... (continua)