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Articolo 662 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n. 477)

Esecuzione delle pene accessorie

Dispositivo dell'art. 662 Codice di procedura penale

1. Per l'esecuzione delle pene accessorie (1), il pubblico ministero, fuori dei casi previsti dagli articoli 32 e 34 del codice penale, trasmette l'estratto della sentenza di condanna agli organi della polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza e, occorrendo, agli altri organi interessati, indicando le pene accessorie da eseguire. Nei casi previsti dagli articoli 32 e 34 del codice penale, il pubblico ministero trasmette l'estratto della sentenza al giudice civile competente (2).

2. Quando alla sentenza di condanna consegue una delle pene accessorie previste dagli articoli 28, 30, 32bis e 34 del codice penale, per la determinazione della relativa durata si computa la misura interdittiva di contenuto corrispondente eventualmente disposta a norma degli articoli 288, 289 e 290 (3).

Note

(1) Si ricordi che quando alla condanna consegue di diritto una pena accessoria predeterminata dalla legge nella specie e nella durata, il pubblico ministero ne richiede l'applicazione al giudice dell'esecuzione se non si è provveduto con la sentenza di condanna, ai sensi dell'art. 183 disp. att. del presente codice.
(2) Nei casi di interdizione legale e decadenza dalla responsabilità genitoriale, nonchè nell'ipotesi si sospensione della stessa l'estratto della sentenza di condanna va trasmesso al giudice civile, competente a provvedere in materia.
(3) La norma in esame disciplina sia l'esecuzione delle pene accessorie applicate in sede di cognizione sia quelle applicate in fase esecutiva.

Ratio Legis

E' al P.M. che spetta anche il compito di curare l'esecuzione delle pene accessorie, dal momento che le attività esecutive sono di massima attività di mera ottemperanza al comando contenuto nel dispositivo della decisione irrevocabile, quindi hanno natura essenzialmente amministrativa, non giurisdizionale.

Massime relative all'art. 662 Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 4492/1997

L'assoluto automatismo nell'applicazione delle pene accessorie, predeterminate per legge sia nella specie che nella durata e sottratte, perci˛, alla valutazione discrezionale del giudice, comporta che l'erronea applicazione di una pena accessoria da parte del giudice di cognizione pu˛ essere rilevata, anche dopo il passaggio in giudicato della sentenza, dal giudice dell'esecuzione ovvero, qualora venga dedotta con ricorso per cassazione, anche dal giudice di legittimitÓ che, sul punto relativo, pu˛ direttamente dichiarare l'ineseguibilitÓ della sentenza, stante la sua evidente contrarietÓ alla legge.

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