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Articolo 290 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n.477)

Divieto temporaneo di esercitare determinate attivitā professionali o imprenditoriali

Dispositivo dell'art. 290 Codice di procedura penale

1. Con il provvedimento che dispone il divieto di esercitare determinate professioni, imprese o uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, il giudice interdice temporaneamente all'imputato, in tutto o in parte, le attività a essi inerenti [c.p. 35 e 35bis] (1).

2. Qualora si proceda per un delitto contro l'incolumità pubblica [422-452] o contro l'economia pubblica, l'industria e il commercio [499-518] ovvero per alcuno dei delitti previsti dalle disposizioni penali in materia di società e di consorzi [2621 ss.] o dagli articoli 353, 355, 373, 380 e 381 del codice penale, la misura può essere disposta anche al di fuori dei limiti di pena previsti dall'articolo 287 comma 1 (2).

Note

(1) Trattasi di un richiamo, in chiave cautelare, delle pene accessorie previste, in caso di sentenza di condanna, dagli artt. 35 e 35bis c.p.
(2) Il riferimento è dunque ai reati di turbata libertà degli incanti (art. 353), inadempimento di contratti di pubbliche forniture (art. 355), falsa perizia o interpretazione (art. 373), patrocinio o consulenza infedele (art. 380) e altre infedeltà del patrocinatore o del consulente tecnico (art. 381).

Ratio Legis

La ratio di tale norma si ravvisa nell'esigenza di contenere il rischio di inquinamento probatorio e di reiterazione delle condotte criminose.

Massime relative all'art. 290 Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 3106/1999

La inabilitazione all'esercizio della professione notarile ex art. 140 della legge 16 febbraio 1913, n. 89 ha natura di misura cautelare interdittiva conseguente alla promozione di un procedimento penale, ed č riconducibile alla misura del divieto temporaneo di esercitare determinate attivitā professionali prevista in via generale dall'art. 290 c.p.p. Data tale natura cautelare della misura, questa prescinde da finalitā relative alla salvaguardia del prestigio e del decoro della professione notarile, che sono invece proprie delle sanzioni disciplinari, le quali sono del tutto autonome rispetto al procedimento penale.

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