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Articolo 405 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Domanda di opposizione

Dispositivo dell'art. 405 Codice di procedura civile

L'opposizione è proposta davanti allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza, secondo le forme prescritte per il procedimento davanti a lui (1).

La citazione deve contenere, oltre agli elementi di cui all'articolo 163, anche l'indicazione della sentenza impugnata e, nel caso del secondo comma dell'articolo precedente, l'indicazione del giorno in cui il terzo è venuto a conoscenza del dolo o della collusione, e della relativa prova (2).

Note

(1) Si tratta di competenza funzionale come tale non derogabile neanche per motivi di connessione.
(2) L'atto introduttivo deve contenere tutti i requisiti suoi propri oltre quelli ivi specificamente previsti. L'eventuale omissione di uno degli elementi previsti determina la nullità dell'atto.

Massime relative all'art. 405 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 10116/1997

Il creditore che agisce con il rimedio della opposizione di terzo revocatoria avverso un decreto ingiuntivo (che si assuma) ottenuto, nei confronti del proprio debitore, da un terzo per effetto di collusione tra questi ultimi, ha l'onere di indicare specificamente, nell'atto di citazione in opposizione, la data della conoscenza di tale collusione e della relativa prova, così come prescritto dall'art. 405, comma secondo, c.p.c., con la conseguenza che la omissione di tale indicazione è causa di nullità dell'atto di citazione, ai sensi dell'art. 156, comma secondo, stesso codice (integrando, in sostanza, una ipotesi di «mancata esposizione dei fatti» richiesta dall'art. 163, n. 4, c.p.c., cui il successivo art. 164, comma quarto, ricollega detto effetto di nullità, peraltro non sanabile con la mera costituzione del convenuto, ma solo con la integrazione successiva della domanda e con effetto soltanto ex nunc, trattandosi di vizio inerente non alla vocatio in ius, ma alla vera e propria editio actionis), atteso il difetto, nell'atto, di uno dei requisiti formali indispensabili al raggiungimento del suo scopo, costituito, nel caso di specie, dall'esigenza di porre immediatamente il giudice e la controparte in condizione di rilevare la tempestività dell'opposizione, in relazione al termine perentorio di trenta giorni dalla scoperta (del dolo o della collusione) stabilito dagli artt. 325 e 326, comma secondo, del codice di rito.

Cass. civ. n. 4798/1991

L'opposizione di terzo deve essere proposta davanti al giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata. Siffatta competenza, per il suo carattere funzionale inderogabile, non può subire eccezioni per ragioni di connessione, ivi compresa quella derivante dall'esperimento della domanda riconvenzionale.

Cass. civ. n. 514/1977

Il rimedio dell'opposizione di terzo ordinaria, che si inquadra tra i mezzi di impugnazione previsti dal vigente sistema processuale (art. 323 c.p.c.) ha carattere di azione rescissoria autonoma, distinta dall'azione che ha formato oggetto e materia del contendere nel processo precedente. Di conseguenza essa, anziché proporsi davanti al giudice ordinario di primo grado, va proposta davanti al giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata, ai sensi dell'art. 405 c.p.c.

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Consulenze legali
relative all'articolo 405 Codice di procedura civile

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Giovanni R. chiede
giovedì 01/08/2019 - Sicilia
“Sentenza Tribunale, confermata in Appello e in Cassazione. Passata in giudicato. La sentenza dispone la configurazione del confine del fondo privato con il Demanio Marittimo. Attori, proprietari del fondo, contestano una esistente delimitazione operata dal Demanio. La causa ha ininzio mentre è in corso altro e diverso procedimento - regolarmente trascritto come per legge - fra un erede estromesso dal genitore nella successione e gli altri eredi figli, appunto gli attori nel procedimento di contestazione della delimitazione. L'erede estromesso viene riconosciuto con sentenza e quindi entra nella successione. Questi, però è a
conoscenza delle sentenze pregiudizievoli fra i coeredi e il Demanio dopo un paio di anni dal passaggio in giudicato dell medesime, che, appunto avevvano disposto sui confini e cioè quando il Demanio invitò le parti attrici soccombenti ( fra i quali era escluso l'erede in pectore ) per definire in loco il confine.
Domanda: nella opposizione ex art. 404 cpc, l'opponente che fu estraneo al processo, a quale delle tre sentenze deve riferirirsi per chiederne l'inefficacia nei suoi confronti - Tribunale, Appello, Cassazione -o citarle tutte e tre?”
Consulenza legale i 08/08/2019
L'opposizione di terzo di cui all'art. 404 del c.p.c. è un mezzo di impugnazione c.d. straordinario, che cioè viene proposto avverso una pronuncia già definitiva e quindi non più soggetta ai mezzi di impugnazione ordinari.
Infatti per la norma in esame "un terzo può fare opposizione contro la sentenza passata in giudicato o comunque esecutiva pronunciata tra altre persone quando pregiudica i suoi diritti".
Secondo il successivo art. 405 del c.p.c., l'opposizione va proposta davanti allo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza, secondo le forme prescritte per il procedimento davanti a lui.
Giudice competente per la trattazione del giudizio di impugnazione è lo stesso ufficio giudiziario cui appartiene il giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata.
Ora, per stabilire quale sia in concreto la sentenza contro cui proporre opposizione (e, di conseguenza, quale sia il giudice competente), nel caso in cui la sentenza di primo grado sia stata confermata sia in secondo grado che in sede di legittimità, possiamo innanzitutto escludere la sentenza di primo grado, a causa del c.d. effetto sostitutivo dell'appello. Ciò significa che la sentenza di appello si sostituisce a quella di primo grado (salvi i casi in cui dichiara l'inammissibilità, l'improponibilità o l'improcedibilità dell'appello o comunque non decide sul merito ma solo in rito).
Il dubbio rimane, semmai, tra sentenza di appello e pronuncia di cassazione, e va risolto in favore della prima.
In effetti la sentenza della Suprema Corte che conferma quella di appello non fa altro che respingere il ricorso per cassazione. Deve ritenersi pertanto che la pronuncia soggetta all'impugnazione di cui all'art. 404 c.p.c. sia quella di appello.
Vi è, però, un'ipotesi particolare: quella in cui la Cassazione abbia deciso nel merito ex art. 384 del c.p.c.. In questo caso, ai sensi dell'art. 391 ter del c.p.c., l'opposizione si propone alla stessa Corte di Cassazione.

Testi per approfondire questo articolo

  • La «consumazione» del potere d'impugnazione

    Collana: Biblioteca di diritto processuale
    Pagine: 336
    Data di pubblicazione: novembre 2011
    Prezzo: 33 €
    Categorie: Appello, Cassazione

    Il cd. principio di consumazione dell'impugnazione non ha mai costituito oggetto di un lavoro monografico, nonostante il suo notevole impatto pratico. Sul piano positivo, la consumazione consegue esclusivamente alla dichiarazione d'inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione. Nella dominante interpretazione, tuttavia, essa ha conosciuto una diffusione che va ben oltre la formulazione letterale delle norme che la prevedono, assurgendo, per l'appunto, a vero e proprio... (continua)