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Articolo 778 Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

Reclami contro lo stato di graduazione

Dispositivo dell'art. 778 Codice di procedura civile

I reclami contro lo stato di graduazione previsti nell'articolo 501 del codice civile (1) sono proposti al giudice competente per valore del luogo dell'aperta successione .

Il valore della causa è determinato da quello dell'attivo ereditariocalcolato sulla stima di inventario dei mobili (2) e a norma dell'articolo 15 per gli immobili (3).

I reclami si propongono con citazione [163] da notificarsi all'erede e a coloro i cui diritti sono contestati, e sono decisi in unico giudizio(4).

Note

(1) Una volta ultimato lo stato di graduazione, viene dato avviso a creditori e legatari ai sensi dell'art. 501 del c.c., i quali hanno 30 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione dell'estratto dello stato di graduazione nel foglio degli annunci legali, per proporre reclamo al fine di contestarne la regolarità o l'errato collocamento nella graduazione o ancora il collocamento di soggetti non aventi diritto. Al procedimento di reclamo devono partecipare il reclamante, le'erede e colui di cui si contesta il diritto.
(2) La norma rinvia all'art. 775 del c.p.c., n. 2, che dispone l'obbligo di specificare il valore di tutti i beni nella redazione del verbale d'inventario.
(3) Si precisa che il valore della causa corrisponde alla somma del valore di tutti i beni mobili così come stimato nell'inventario e di tutti i beni immobili, calcolato moltiplicando il reddito dominicale (per i terreni) o la rendita catastale (per i fabbricati) per le aliquote fissate dall'art. 15.
(4) Nonostante il procedimento di reclamo avverso lo stato di graduazione sia disciplinato dalle regole dettate in materia di procedimenti in camera di consiglio (art. 737 del c.p.c.), non viene fatto rientrare tra quelli di volontaria giurisdizione, ma è inserito viene considerato nel novero dei procedimenti contenziosi. Infatti, viene introdotto con citazione e si svolge come un qualsiasi giudizio ordinario di cognizione (art. 163 del c.p.c. e ss.). Il procedimento si chiude con sentenza che è, quindi, appellabile e ricorribile in Cassazione.

Massime relative all'art. 778 Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 14821/2012

L'accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario è pur sempre un'accettazione dell'eredità, sicché l'erede beneficiato, quale successore nel debito ereditario, può essere condannato al pagamento dell'intero, fermo che, in concreto, la sua responsabilità resta limitata "intra vires hereditatis" ove egli faccia valere il beneficio con l'apposita eccezione. Ne consegue che, in caso di esecuzione forzata avviata da un creditore del "de cuius", l'erede beneficiato non ha interesse ad opporre che il bene staggito è estraneo all'asse ereditario per averne il "de cuius" disposto in vita.

Cass. civ. n. 4972/2012

In tema di accettazione di eredità con beneficio d'inventario da parte di più coeredi, l'art. 504 c.c. prescrive l'unicità della liquidazione concorsuale, nel senso che, individuato il notaio incaricato dal coerede che abbia assunto l'iniziativa in relazione alla liquidazione stessa, gli altri coeredi coinvolti debbono parteciparvi e, in caso di reclamo ex art. 501 c.c., sono litisconsorti necessari nel conseguente giudizio, i cui effetti, data la suddetta unicità, sono destinati a riflettersi sulle loro posizioni.

In tema di accettazione di eredità con beneficio d'inventario, poiché il reclamo contro lo stato di graduazione previsto dall'art. 501 c.c. dev'essere proposto, a norma dell'art. 778, terzo comma, c.p.c., con citazione, dando luogo così a un ordinario giudizio contenzioso, ne deriva che l'appello deve proporsi nella medesima forma.

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