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Articolo 702 ter Codice di procedura civile

(R.D. 28 ottobre 1940, n. 1443)

[Aggiornato al 29/02/2020]

Procedimento

Dispositivo dell'art. 702 ter Codice di procedura civile

Il giudice, se ritiene di essere incompetente, lo dichiara con ordinanza.

Se rileva che la domanda non rientra tra quelle indicate nell’articolo 702-bis, il giudice, con ordinanza non impugnabile, la dichiara inammissibile. Nello stesso modo provvede sulla domanda riconvenzionale.

Se ritiene che le difese svolte dalle parti richiedono un’istruzione non sommaria, il giudice, con ordinanza non impugnabile, fissa l’udienza di cui all’articolo 183. In tal caso si applicano le disposizioni del libro II.

Quando la causa relativa alla domanda riconvenzionale richiede un’istruzione non sommaria, il giudice ne dispone la separazione(1).

Se non provvede ai sensi dei commi precedenti, alla prima udienza il giudice, sentite le parti, omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio, procede nel modo che ritiene più opportuno agli atti di istruzione rilevanti in relazione all’oggetto del provvedimento richiesto e provvede con ordinanza all’accoglimento o al rigetto delle domande(2).

L’ordinanza è provvisoriamente esecutiva e costituisce titolo per l’iscrizione di ipoteca giudiziale e per la trascrizione(3).

Il giudice provvede in ogni caso sulle spese del procedimento ai sensi degli articoli 91 e seguenti(4).

Note

(1) L'articolo in commento appare formulato in maniera assai chiara in ordine ai possibili esiti che si possano verificare quando viene proposto il ricorso a norma del precedente articolo già esaminato.
Il giudice infatti può o dichiararsi incompetente, o dichiarare l'inammissibilità del ricorso e dell'eventuale domanda riconvenzionale, perchè non rientranti nell'ambito di applicazine dell'art. 702 bis del c.p.c.. Ancora, può fissare l'udienza ex art. 183 del c.p.c. nell'ipotesi in cui ritenga che la questione oggetto del ricorso necessiti un'accurata istruzione probatoria. Infine, può con ordinanza separare la domanda presentata nel ricorso dalla domanda riconvenzionale qualora ritenga che quest'ultima necessiti di un'istruzione non sommaria.
(2) Diversamente, se il giudice non si dichiara incompetente, non dichiara la domanda inammissibile nè trasforma il procedimento da sommario in ordinario, procede secondo il rito sommario. Pertanto, sentite le parti ed omesse le formalità non necessarie per il contraddittorio, il giudice procede nel modo che ritiene più opportuno agli atti di istruzione rilevanti in ragione dell'oggetto del provvedimento richiesto e provvede con ordinanza all'accoglimento o al rigetto del ricorso.
(3) L'ordinanza pronunciata dal giudice è un provvedimento esecutivo reclamabile, privo dell'efficacia di giudicato, esperibile anche nel corso di un processo a cognizione piena e idoneo a definire il processo. Tale ordinanza conclude il procedimento ed è provvisoriamente esecutiva, producendo gli stessi effetti dell'art. 2909 del c.c., a meno che la decisione non venga appellata entro trenta giorni dalla sua comunicazione o notificazione.
(4) Si precisa che nel procedimento sommario il giudice non può esercitare il potere di sospensione ai sensi dell'art. 295 del c.p.c. in ragione del fatto che nell'ipotesi in cui si verificasse una delle cause di sospensione si determina l'impossibilità di mantenere il processo nel rito sommario. Pertanto, il rito da sommario viene trasformato in processo ordinario di cognizione analogamente a quanto disposto al terzo comma della norma in esame.

Massime relative all'art. 702 ter Codice di procedura civile

Cass. civ. n. 5241/2017

In tema di immigrazione, il procedimento di appello è introdotto e regolato dall’art. 702-quater c.p.c., secondo il quale possono essere ammessi mezzi di prova e nuovi documenti quando il collegio li ritenga indispensabili ai fini della decisione.

Cass. civ. n. 17321/2016

Nel giudizio introdotto ex art. 702 bis c.p.c., l'ordinanza con cui il tribunale adito affermi la propria competenza (rigettando specifica eccezione di parte) e disponga la prosecuzione del giudizio con il rito sommario non è impugnabile con regolamento di competenza ex art. 42 c.p.c., in quanto la struttura di tale procedimento esclude che il giudice, ove non declini la propria competenza ai sensi dell'art. 702 ter, comma 1, c.p.c., abbia l'alternativa di emettere una decisione non definitiva affermativa della competenza, non essendo in tale procedimento applicabile l'art. 187, comma 3, c.p.c..

Cass. civ. n. 21914/2015

Qualora nel corso di un procedimento introdotto con il rito sommario di cognizione, di cui all'art. 702-bis c.p.c., insorga una questione di pregiudizialità rispetto ad altra controversia, che imponga un provvedimento di sospensione necessaria, ai sensi dell'art. 295 c.p.c., o venga invocata l'autorità di una sentenza resa in altro giudizio e tuttora impugnata, ai sensi dell'art. 337, comma 2, c.p.c., si determina la necessità di un'istruzione non sommaria e, quindi, il giudice deve, a norma dell'art. 702-ter, comma 3, c.p.c., disporre il passaggio al rito della cognizione piena. Ne consegue che, nell'ambito del rito sommario, è illegittima l'adozione di un provvedimento di sospensione ai sensi dell'art. 295 c.p.c. o dell'art. 337, comma 2, c.p.c.

Cass. civ. n. 4485/2014

Nel procedimento sommario di cognizione, l'esercizio dei poteri istruttori concessi al giudice dall'art. 702 ter, quinto comma, cod. proc. civ. esprime una valutazione discrezionale, insindacabile in sede di legittimità, se sorretta da motivazione esente da vizi di logica giuridica, restando esclusa la sola possibilità di decidere la controversia in applicazione dell'art. 2697 cod. civ., quale regola di giudizio, non potendo il giudice dare per esistenti fonti di prova decisive e, nel contempo, astenersi dal disporne l'acquisizione d'ufficio.

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