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Articolo 2313 Codice civile

(R.D. 16 marzo 1942, n. 262)

Nozione

Dispositivo dell'art. 2313 Codice civile

Nella società in accomandita semplice (1) [2498, 2643, n. 10] i soci accomandatari rispondono solidalmente [1292] e illimitatamente per le obbligazioni sociali [2318, 2471] e i soci accomandanti (2) rispondono limitatamente alla quota conferita [2330, 2324, 2740].

Le quote di partecipazione dei soci non possono essere rappresentate da azioni [2325, 2346, 2472, 2514].

Note

(1) Nella società in accomandita semplice il potere di rappresentanza spetta al socio accomandatario, mentre l'accomandante non può concludere o trattare affari in nome della società, se non in forza di procura speciale relativa alla singola operazione da svolgere.
(2) La responsabilità del socio accomandatario è personale e diretta, ma i virtù del beneficium excussionis ha carattere sussidiario. Ciò comporta che il creditore dovrà escutere preventivamente il patrimonio sociale (v. 2304 e 2318).

Ratio Legis

La s.a.s. è annoverabile nella categoria delle società di persone. Essa non ha personalità giuridica, ma ciò nonostante dispone di autonomia patrimoniale, costituendo un centro di interessi e d'imputazione di situazioni sostanziali e processuali distinte da quelle riferibili ai singoli soci.
In essa si distinguono due categorie di soci:
- accomandatari, i quali rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali;
- accomandanti, i quali, invece, rispondono nei limiti della loro quota e non hanno nessun potere di amministrazione, salvo specifica delega.

Spiegazione dell'art. 2313 Codice civile

La differenziazione tra soci accomandatari, i quali rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali, e soci accomandanti, i quali rispondono solo limitatamente alla quota conferita, è da ritrovarsi nel fatto che solo i primi hanno l'amministrazione ed il potere di rappresentanza generale della società, mentre i secondi non possono compiere atti di amministrazione ed al massimo possono compiere singoli affari tramite procura speciale, vigendo per loro il generale divieto di immistione negli affari sociali.

Massime relative all'art. 2313 Codice civile

Cass. civ. n. 7016/2003

In tema di Ilor dovuta da una società in accomandita semplice, i soci accomandanti, ai sensi dell'art. 2313 c.c., rispondono per le obbligazioni sociali — e, quindi, anche per quelle di natura tributaria — soltanto limitatamente alla quota conferita.

Cass. civ. n. 10427/2002

Le società di persone, (nella specie, società in accomandita semplice) costituiscono, pur non avendo personalità giuridica, ma soltanto autonomia patrimoniale, un autonomo soggetto di diritto, che può essere centro di interessi e d'imputazione di situazioni sostanziali e processuali distinte da quelle riferibili ai singoli soci che, pertanto, non sono legittimati ad agire in proprio per gli interessi della società stessa (fattispecie relativa a socio accomandatario unico che agiva per la riscossione di compensi dovuti alla società).

Cass. civ. n. 1906/1993

La partecipazione di una società di capitali, in qualità di accomandante, ad una società in accomandita semplice, comportando la violazione di norme inderogabili (concernenti l'amministrazione ed i bilanci della società di capitali) è nulla per violazione di norme imperative, restando peraltro tale nullità limitata, ai sensi dell'art. 1420 c.c., alla partecipazione della società di capitali come accomandante, ove la stessa partecipazione non debba considerarsi essenziale; mentre la configurabilità, in virtù della conversione, ai sensi dell'art. 1424 c.c., del contratto sociale nullo di un rapporto di lavoro subordinato fra società di capitali accomandante e persona fisica accomandataria è esclusa ove tale rapporto di lavoro risulti non solo non considerato ma addirittura escluso dalla comune volontà delle parti, con l'ulteriore conseguenza che alle prestazioni dell'accomandatario, costituenti oggetto dell'obbligo di conferimento, non è applicabile l'art. 2126 c.c. (relativo alla improduttività di effetti della nullità o dell'annullamento del contratto di lavoro per il periodo in cui questo ha avuto esecuzione).

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