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Articolo 63 Testo unico degli enti locali (TUEL)

(D.lgs. 18 agosto 2000, n.267)

Incompatibilità

Dispositivo dell'art. 63 TUEL

1. Non può ricoprire la carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, consigliere metropolitano, provinciale o circoscrizionale:

  1. 1) l'amministratore o il dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento di ente, istituto o azienda soggetti a vigilanza in cui vi sia almeno il 20 per cento di partecipazione, rispettivamente da parte del comune o della provincia o che dagli stessi riceva, in via continuativa, una sovvenzione in tutto o in parte facoltativa, quando la parte facoltativa superi nell'anno il dieci per cento del totale delle entrate dell'ente;
  2. 2) colui che, come titolare, amministratore, dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento ha parte, direttamente o indirettamente, in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni o appalti, nell'interesse del comune o della provincia, ovvero in società ed imprese volte al profitto di privati, sovvenzionate da detti enti in modo continuativo, quando le sovvenzioni non siano dovute in forza di una legge dello Stato o della regione, fatta eccezione per i comuni con popolazione non superiore a 3.000 abitanti qualora la partecipazione dell'ente locale di appartenenza sia inferiore al 3 per cento e fermo restando quanto disposto dall'articolo 1, comma 718, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
  3. 3) il consulente legale, amministrativo e tecnico che presta opera in modo continuativo in favore delle imprese di cui ai numeri 1) e 2) del presente comma;
  4. 4) colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile od amministrativo, rispettivamente, con il comune o la provincia. La pendenza di una lite in materia tributaria ovvero di una lite promossa ai sensi dell'articolo 9 del presente decreto non determina incompatibilità. Qualora il contribuente venga eletto amministratore comunale, competente a decidere sul suo ricorso è la commissione del comune capoluogo di circondario sede di tribunale ovvero sezione staccata di tribunale. Qualora il ricorso sia proposto contro tale comune, competente a decidere è la commissione del comune capoluogo di provincia. Qualora il ricorso sia proposto contro quest'ultimo comune, competente a decidere è, in ogni caso, la commissione del comune capoluogo di regione. Qualora il ricorso sia proposto contro quest'ultimo comune, competente a decidere è la commissione del capoluogo di provincia territorialmente più vicino. La lite promossa a seguito di o conseguente a sentenza di condanna determina incompatibilità soltanto in caso di affermazione di responsabilità con sentenza passata in giudicato. La costituzione di parte civile nel processo penale non costituisce causa di incompatibilità. La presente disposizione si applica anche ai procedimenti in corso;
  5. 5) colui che, per fatti compiuti allorché era amministratore o impiegato, rispettivamente, del comune o della provincia ovvero di istituto o azienda da esso dipendente, o vigilato, è stato, con sentenza passata in giudicato, dichiarato responsabile verso l'ente, istituto od azienda e non ha ancora estinto il debito;
  6. 6) colui che, avendo un debito liquido ed esigibile, rispettivamente, verso il comune o la provincia ovvero verso istituto od azienda da essi dipendenti è stato legalmente messo in mora ovvero, avendo un debito liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi nei riguardi di detti enti, abbia ricevuto invano notificazione dell'avviso di cui all'articolo 46 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602;
  7. 7) colui che, nel corso del mandato, viene a trovarsi in una condizione di ineleggibilità prevista nei precedenti articoli.

2. L'ipotesi di cui al numero 2) del comma 1 non si applica a coloro che hanno parte in cooperative o consorzi di cooperative, iscritte regolarmente nei registri pubblici.

3. L'ipotesi di cui al numero 4) del comma 1 non si applica agli amministratori per fatto connesso con l'esercizio del mandato.

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Quesiti degli utenti
relativi all'articolo 63 TUEL

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Gino S. chiede
venerdì 05/08/2016 - Emilia-Romagna
“Buona sera, sono un consigliere comunale in un Paesino di circa 4.000 abitanti ed avrei bisogno di un vostro parere.
A seguito delle elezioni comunali, tra i consiglieri eletti sono stati nominati
Tizio, quale consigliere e vicesindaco
Caio, quale consigliere ed assessore
che fanno parte di una società consortile srl, formata da rappresentanti di Cooperative. Caio è uno di questi rappresentanti nel consiglio d'amministrazione mentre Tizio ne è dipendente con funzioni tecnico-amministrative.
La società riceve ed ha ricevuto appalti da parte dell'Amministrazione Comunale.
Gli stessi due amministratori all'atto d'accettazione della carica di consigliere non hanno dichiarato di far parte di questo consiglio d'amministrazione nè come consigliere nè come dipendente.
A questo punto in base all'art 63 del TUEL sono :
ineleggibili ?
Incompatibili?
Decadono?
Gli atti di giunta da loro compiuti in questo periodo quale effetto hanno (non sono validi?)
La dichiarazione fatta nel primo consiglio comunale di accettazione per la nomina di consigliere comunale è nulla ?
Può considerarsi una dichiarazione falsa come atto pubblico?

Consulenza legale i 09/08/2016
Ai sensi dell’art. [[n63 TUEL]] T.U.E.L., sono incompatibili alla carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale i soggetti che, tra gli altri, in qualità di “titolare, amministratore, dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento hanno parte, direttamente o indirettamente, in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni o appalti, nell'interesse del comune o della provincia, ovvero in società ed imprese volte al profitto di privati, sovvenzionate da detti enti in modo continuativo, quando le sovvenzioni non siano dovute in forza di una legge dello Stato o della regione, fatta eccezione per i comuni con popolazione non superiore a 3.000 abitanti qualora la partecipazione dell'ente locale di appartenenza sia inferiore al 3 per cento”; “l'ipotesi di cui al numero 2) del comma 1 non si applica a coloro che hanno parte in cooperative o consorzi di cooperative, iscritte regolarmente nei registri pubblici”.

I soggetti indicati come vicesindaco ed assessore risultano pertanto incompatibili con queste cariche. La peculiarità dell’incompatibilità (a differenza dell’incandidabilità e dell’ineleggibilità, che fanno decadere ipso facto i soggetti eletti) risiede nel fatto che è possibile eliminare la causa dell’incompatibilità per evitare qualsivoglia decadenza dalla carica stessa. In altre parole, i soggetti individuati ben potrebbero dare le dimissioni dalla società al fine di mantenere in vita la carica comunale ricoperta.

Occorre altresì verificare le cariche ricoperte dai soggetti all’interno della società: parrebbe infatti che l’assessore, essendo solo un dipendente con funzioni tecnico-amministrative, non dovrebbe svolgere funzioni di coordinamento e quindi non risultare incompatibile.

Con l’incompatibilità le elezioni sono pienamente valide finchè il soggetto non abbia deciso se rimuovere la causa di incompatibilità oppure no: in questo caso, subentrerà il primo degli esclusi.

Per ciò che concerne gli atti assunti dai soggetti incompatibili, questi dovrebbero essere pienamente efficaci (salvo approfondimenti caso per caso) se non riguardano argomenti per cui potrebbe sussistere un conflitto di interessi (ad esempio, l’affidamento di un nuovo appalto alla società di cui essi fanno parte): in tal caso, la delibera è impugnabile e passibile di invalidità.