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Articolo 60 Testo unico degli enti locali (TUEL)

(D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267)

Ineleggibilità

Dispositivo dell'art. 60 TUEL

1. Non sono eleggibili a sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale e circoscrizionale:

  1. 1) il Capo della polizia, i vice capi della polizia, gli ispettori generali di pubblica sicurezza che prestano servizio presso il Ministero dell'interno, i dipendenti civili dello Stato che svolgono le funzioni di direttore generale o equiparate o superiori;
  2. 2) nel territorio, nel quale esercitano le loro funzioni, i Commissari di Governo, i prefetti della Repubblica, i vice prefetti ed i funzionari di pubblica sicurezza;
  3. [3) nel territorio, nel quale esercitano il comando, gli ufficiali generali, gli ammiragli e gli ufficiali superiori delle Forze armate dello Stato;](1)
  4. 4) nel territorio, nel quale esercitano il loro ufficio, gli ecclesiastici ed i ministri di culto, che hanno giurisdizione e cura di anime e coloro che ne fanno ordinariamente le veci;
  5. 5) i titolari di organi individuali ed i componenti di organi collegiali che esercitano poteri di controllo istituzionale sull'amministrazione del comune o della provincia nonché i dipendenti che dirigono o coordinano i rispettivi uffici;
  6. 6) nel territorio, nel quale esercitano le loro funzioni, i magistrati addetti alle corti di appello, ai tribunali, ai tribunali amministrativi regionali, nonché i giudici di pace;
  7. 7) i dipendenti del comune e della provincia per i rispettivi consigli;
  8. 8) il direttore generale, il direttore amministrativo e il direttore sanitario delle aziende sanitarie locali ed ospedaliere;
  9. 9) i legali rappresentanti ed i dirigenti delle strutture convenzionate per i consigli del comune il cui territorio coincide con il territorio dell'azienda sanitaria locale o ospedaliera con cui sono convenzionati o lo ricomprende, ovvero dei comuni che concorrono a costituire l'azienda sanitaria locale o ospedaliera con cui sono convenzionate;(2)
  10. 10) i legali rappresentanti ed i dirigenti delle società per azioni con capitale superiore al 50 per cento rispettivamente del comune o della provincia;
  11. 11) gli amministratori ed i dipendenti con funzioni di rappresentanza o con poteri di organizzazione o coordinamento del personale di istituto, consorzio o azienda dipendente rispettivamente dal comune o dalla provincia;
  12. 12) i sindaci, presidenti di provincia, consiglieri comunali, provinciali o circoscrizionali in carica, rispettivamente in altro comune, provincia o circoscrizione.

2. Le cause di ineleggibilità di cui al numero 8) non hanno effetto se le funzioni esercitate siano cessate almeno centottanta giorni prima della data di scadenza dei periodi di durata degli organi ivi indicati. In caso di scioglimento anticipato delle rispettive assemblee elettive, le cause di ineleggibilità non hanno effetto se le funzioni esercitate siano cessate entro i sette giorni successivi alla data del provvedimento di scioglimento. Il direttore generale, il direttore amministrativo ed il direttore sanitario, in ogni caso, non sono eleggibili nei collegi elettorali nei quali sia ricompreso, in tutto o in parte, il territorio dell'azienda sanitaria locale o ospedaliera presso la quale abbiano esercitato le proprie funzioni in un periodo compreso nei sei mesi antecedenti la data di accettazione della candidatura. I predetti, ove si siano candidati e non siano stati eletti, non possono esercitare per un periodo di cinque anni le loro funzioni in aziende sanitarie locali e ospedaliere comprese, in tutto o in parte, nel collegio elettorale nel cui ambito si sono svolte le elezioni.

3. Le cause di ineleggibilità previste nei numeri 1), 2), 4), 5), 6), 7), 9), 10), 11) e 12) non hanno effetto se l'interessato cessa dalle funzioni per dimissioni, trasferimento, revoca dell'incarico o del comando, collocamento in aspettativa non retribuita non oltre il giorno fissato per la presentazione delle candidature. La causa di ineleggibilità prevista nel numero 12) non ha effetto nei confronti del sindaco in caso di elezioni contestuali nel comune nel quale l'interessato è già in carica e in quello nel quale intende candidarsi.

4. Le strutture convenzionate, di cui al numero 9) del comma 1, sono quelle indicate negli articoli 43 e 44 della legge 23 dicembre 1978, n. 833.

5. La pubblica amministrazione è tenuta ad adottare i provvedimenti di cui al comma 3 entro cinque giorni dalla richiesta. Ove l'amministrazione non provveda, la domanda di dimissioni o aspettativa accompagnata dalla effettiva cessazione delle funzioni ha effetto dal quinto giorno successivo alla presentazione.

6. La cessazione delle funzioni importa la effettiva astensione da ogni atto inerente all'ufficio rivestito.

7. L'aspettativa è concessa anche in deroga ai rispettivi ordinamenti per tutta la durata del mandato, ai sensi dell'articolo 81.

8. Non possono essere collocati in aspettativa i dipendenti assunti a tempo determinato.

9. Le cause di ineleggibilità previsto dal numero 9) del comma 1 non si applicano per la carica di consigliere provinciale.

Note

(1) Numero abrogato dal D.Lgs. 15 marzo 2010, n. 66.
(2) Con sentenza n. 27 del 6 febbraio 2009, la Corte Costituzionale, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di questo numero, nella parte in cui prevede l’ineleggibilità dei direttori sanitari delle strutture convenzionate per i consigli del comune il cui territorio coincide con il territorio dell’azienda sanitaria locale o ospedaliera con cui sono convenzionate o lo ricomprende, ovvero dei comuni che concorrono a costituite l’azienda sanitaria locale o ospedaliera con cui sono convenzionate.

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Roberto C. chiede
giovedì 04/04/2019 - Lombardia
“Buongiorno,
sono amministratore unico di una società Srl, completamente privata, con sede nello stesso Comune dove vorrei candidarmi come consigliere comunale. La ns società ha rapporti commerciali sia con il Comune (tramite procedure di gara telematiche quali Sintel e Mepa) e la municipalizzata (tramite procedure di gara telematiche quali Sintel e Mepa).
Leggendo la norma non sembrano esserci cause di incompatibilità o ineleggibilità per la carica di consigliere. Mi confermate quanto previsto dalla stessa ?
Restando in attesa di un Vs cortese riscontro, porgo cordiali saluti.

Consulenza legale i 04/04/2019
Le norme di riferimento relative al caso in esame sono l’art. 60 ed il 63 T.U.E.L. dove sono elencate una serie di situazioni che costituiscono rispettivamente cause di ineleggibilità ed incompatibilità con la carica di consigliere comunale (nonché con quella del sindaco, presidente della provincia, consigliere metropolitano, provinciale o circoscrizionale).

Le ipotesi previste nell’art. 60 T.U.E.L., al punto 10 prevedono un caso di ineleggibilità a consigliere per chi rivesta la qualifica di legale rappresentante e dirigente di “società per azioni con capitale superiore al 50 per cento rispettivamente del comune o della provincia”.
Nel caso in esame, pur trattandosi di una società per azioni e pur essendone Lei il legale rappresentante, manca tuttavia l’elemento relativo al 50% del capitale di proprietà del comune essendo, come specificato nel quesito, una società completamente privata.

Nella presente vicenda non vi è dunque alcuna causa di ineleggibilità.

Parimenti, alla luce del successivo art. 63 T.U.E.L., va esclusa una qualche causa di incompatibilità una volta eletto consigliere.
Questa potrebbe sopraggiungere solo laddove, in forza dei rapporti commerciali intercorrenti con il comune e l’azienda municipalizzata, dovessero successivamente sorgere dei debiti liquidi ed esigibili verso il comune ovvero verso istituto od azienda da esso dipendente a seguito di formale messa in mora.

Allo stato, pertanto, per quel che ci è dato sapere, non sussiste alcuna causa di incompatibilità.