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Articolo 29 Legge sul procedimento amministrativo

(L. 7 agosto 1990, n. 241)

[Aggiornato al 31/07/2021]

Ambito di applicazione della legge

Dispositivo dell'art. 29 Legge sul procedimento amministrativo

1. Le disposizioni della presente legge si applicano alle amministrazioni statali e agli enti pubblici nazionali. Le disposizioni della presente legge si applicano, altresì, alle società con totale o prevalente capitale pubblico, limitatamente all'esercizio delle funzioni amministrative. Le disposizioni di cui agli articoli 2 bis, 11, 15 e 25, commi 5, 5-bis e 6, nonché quelle del capo IV-bis si applicano a tutte le amministrazioni pubbliche.

2. Le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, regolano le materie disciplinate dalla presente legge nel rispetto del sistema costituzionale e delle garanzie del cittadino nei riguardi dell'azione amministrativa, così come definite dai principi stabiliti dalla presente legge.

2-bis. Attengono ai livelli essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione le disposizioni della presente legge concernenti gli obblighi per la pubblica amministrazione di garantire la partecipazione dell'interessato al procedimento, di individuarne un responsabile, di concluderlo entro il termine prefissato, di misurare i tempi effettivi di conclusione dei procedimenti e di assicurare l'accesso alla documentazione amministrativa, nonché quelle relative alla durata massima dei procedimenti(1).

2-ter. Attengono altresì ai livelli essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione le disposizioni della presente legge concernenti la presentazione di istanze, segnalazioni e comunicazioni, la segnalazione certificata di inizio attività e il silenzio assenso e la conferenza di servizi, salva la possibilità di individuare, con intese in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, casi ulteriori in cui tali disposizioni non si applicano.

2-quater. Le Regioni e gli enti locali, nel disciplinare i procedimenti amministrativi di loro competenza, non possono stabilire garanzie inferiori a quelle assicurate ai privati dalle disposizioni attinenti ai livelli essenziali delle prestazioni di cui ai commi 2-bis e 2-ter, ma possono prevedere livelli ulteriori di tutela.

2-quinquies. Le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione alle disposizioni del presente articolo, secondo i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.

Note

(1) Comma modificato dall'art. 12, comma 1, lett. l) del D.L. 16 luglio 2020, n. 76, convertito con modificazioni dalla L. 11 settembre 2020, n. 120.

Spiegazione dell'art. 29 Legge sul procedimento amministrativo

La norma in commento stabilisce l'ambito di applicazione della L. 241/1990.

Gli enti pubblici e le amministrazioni statali presentano proprie peculiarità, difatti:

  • dispongono comunque di potere pubblicistico, il cui contenuto minimo si sostanzia nella potestà di autorganizzarsi;

  • godono di autonomia normativa, autonomia di indirizzo, finanziaria, tributaria;

  • possono agire autonomamente per il conseguimento dei propri fini (c.d. autarchia);

  • possono risolvere autonomamente conflitti attuali o potenziali di interessi (c.d. autodichia)

A differenza delle società a totale o prevalente capotale pubblico, gli enti pubblici e le amministrazioni statali sono sottoposte, per quanto concerne i propri dipendenti, al Testo unico sul pubblico impiego, anche se in realtà il singolo rapporto di lavoro è regolato da norme privatistiche. Gli enti pubblici sono inoltre sottratti alle ordinarie regole del fallimento.

Passando al comma 2, la norma, di chiara natura programmatica, stabilisce che le regioni e gli enti locali sono tenuti ad applicare la L. 241/90 in conformità alla disciplina costituzionale e alle garanzie del cittadino.

Rientrano nelle materie oggetto di potestà legislativa esclusiva statale, ed attengono dunque ai livelli essenziali delle prestazioni che lo Stato deve assicurare su tutto il territorio, i principi in tema di partecipazione, di disciplina sul responsabile del procedimento, di rispetto dei termini di conclusione del procedimento amministrativo, di accesso ai documenti amministrativi, quello di durata massima del procedimento, le disposizioni relative alla presentazione di istanze da parte del privato, di segnalazioni e comunicazioni, di SCIA, di conferenza di servizi e di silenzio assenso.

Le regioni e gli enti locali sono tenute ad assicurare tali livelli essenziali, ma possono prevedere livelli ulteriori di tutela, purché compatibili con le disposizioni delle legge, della Costituzione e dei regolamenti.


Massime relative all'art. 29 Legge sul procedimento amministrativo

Cons. Stato n. 1271/2011

In caso di ritardo nel rilascio di un permesso di costruire in variante (intervenuto solo a seguito di impugnazione del silenzio del Comune), il privato è abilitato a richiedere innanzi al g.a. il risarcimento del "danno da ritardo": infatti, l'intervenuto art. 2 bis, comma 1, L. n. 241/1990, introdotto dalla L. n. 69/2009, conferma e rafforza la tutela risarcitoria del privato nei confronti dei ritardi delle p.a., stabilendo che le pubbliche amministrazioni e i soggetti equiparati sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell'inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento. L'art. 2 bis, comma 1, L. n. 241/1990, presuppone che anche il tempo sia un bene della vita per il cittadino: e infatti, il ritardo nella conclusione di un qualunque procedimento è sempre un costo, dai momento che il fattore tempo costituisce una essenziale variabile nella predisposizione e nell'attuazione di piani finanziari relativi a qualsiasi intervento, condizionandone la relativa convenienza economica. Per ogni ipotesi di responsabilità della p.a. per i danni causati per l'illegittimo esercizio (o mancato esercizio) dell'attività amministrativa, spetta al ricorrente fornire in modo rigoroso la prova dell'esistenza del danno, non potendosi invocare il c.d. principio acquisitivo, perché tale principio attiene allo svolgimento dell'istruttoria e non all'allegazione dei fatti; se anche può ammettersi il ricorso alle presunzioni semplici ex art. 2729 c.c. per fornire la prova del danno subito e della sua entità, è comunque ineludibile l'obbligo di allegare circostanze di fatto precise; sicché, quando il soggetto onerato della allegazione e della prova dei fatti non vi adempie, non può darsi ingresso alla valutazione equitativa del danno ex art. 1226 c.c., perché tale norma presuppone l'impossibilità di provare l'ammontare preciso del pregiudizio subito, né può essere invocata una consulenza tecnica d'ufficio, diretta a supplire al mancato assolvimento dell'onere probatorio da parte del privato. Il danno derivante dall'inerzia della p.a. nel provvedere su una istanza del privato rappresenta un illecito di carattere permanente, che assume particolare valenza negativa, derivando dall'ingiustificata inosservanza del termine di conclusione del procedimento, che il legislatore ha, di recente, elevato all'ambito dei livelli essenziali delle prestazioni da garantire su tutto il territorio nazionale, ai sensi dell'art. 117, comma 2, lett. m), cost. (v. il comma 2 bis., dell'art. 29 L. n. 241/1990, introdotto dalla L. n. 69/2009, che richiama appunto tra tali livelli essenziali l'obbligo per la p.a. di concludere il procedimento entro il termine prefissato e le disposizioni relative alla durata massima dei procedimenti).

Corte cost. n. 398/2006

La normativa inerente l'accesso alle informazioni ambientali dei cittadini va collocata nell'ambito della regolamentazione più generale inerente il diritto di accesso al pubblico ai dati e ai documenti amministrativi. Pertanto sulla base dal combinato disposto dell'art. 117, comma 2, lett. m), cost., e dell'art. 29 comma 2, L. 7 agosto 1990 n. 241, le Regioni possono legittimamente introdurre norme sull'informazione ambientale volte a garantire una maggiore conoscenza dei cittadini delle informazioni ambientali inerenti la regione e gli enti regionali.

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