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Articolo 12 bis Legge sul divorzio

(L. 1 dicembre 1970, n.898)

Dispositivo dell'art. 12 bis Legge sul divorzio

1. Il coniuge nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ha diritto, se non passato a nuove nozze e in quanto sia titolare di assegno ai sensi dell'articolo 5, ad una percentuale dell'indennità di fine rapporto percepita dall'altro coniuge all'atto della cessazione del rapporto di lavoro anche se l'indennità viene a maturare dopo la sentenza.

2. Tale percentuale è pari al quaranta per cento dell'indennità totale riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio.

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Consulenze legali
relative all'articolo 12 bis Legge sul divorzio

Seguono tutti i quesiti posti dagli utenti del sito che hanno ricevuto una risposta da parte della redazione giuridica di Brocardi.it usufruendo del servizio di consulenza legale. Si precisa che l'elenco non è completo, poiché non risultano pubblicati i pareri legali resi a tutti quei clienti che, per varie ragioni, hanno espressamente richiesto la riservatezza.

A. A. chiede
venerdì 02/03/2018 - Piemonte
“Gent.mi,

ho necessità di avere parere legale in merito alla prescrizione relativa al Ricorso che devo presentare in Tribunale, al fine di richiedere all'ex coniuge il 40% sul suo TFR, cioè, ho bisogno di essere informata , entro quanti anni posso far valere il mio diritto, a decorrere dalla data del suo pensionamento, già avvenuto.

Sarei più dettagliata,dopo aver saputo quando devo versare l'importo di euro 29,90 e,dal momento, che ho già una mail
predisposta, se posso trasmetterla al vostro indirizzo mail ed in questo caso, se potete indicarmelo

Rimango in attesa,distinti saluti

A. A.”
Consulenza legale i 09/03/2018
Il diritto del coniuge divorziato a percepire una quota del trattamento di fine rapporto dell’altro coniuge è disciplinato dall’art. 12 bis della legge 898/1970 (c.d. legge sul divorzio).

Affinché questo diritto sussista è necessario il verificarsi di alcuni presupposti:
- il coniuge richiedente deve essere titolare di assegno divorzile stabilito dal Tribunale ai sensi dell'art. 5 legge divorzio: “il sorgere del diritto del coniuge divorziato alla quota dell'indennità di fine rapporto non presuppone la mera debenza in astratto di un assegno di divorzio, e neppure la percezione, in concreto, di un assegno di mantenimento in base a convenzioni intercorse fra le parti, ma presuppone che l'indennità di fine rapporto sia percepita dopo una sentenza che abbia liquidato un assegno in base all'articolo 5 della legge n. 898 del 1970, ovvero dopo la proposizione del giudizio di divorzio nel quale sia stato successivamente giudizialmente liquidato l'assegno stesso” (così Cass. 21002/2008). Deve inoltre trattarsi di assegno versato con cadenza periodica e non in unica soluzione;
- il coniuge richiedente non deve essere passato a nuove nozze.

Ricorrendo tali condizioni, il coniuge ha diritto ad una percentuale dell'indennità di fine rapporto percepita dall'altro coniuge all'atto della cessazione del rapporto di lavoro, anche se l'indennità viene a maturare dopo la sentenza. Tale percentuale è pari al quaranta per cento dell'indennità totale riferita agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio.
La spettanza del diritto presuppone che il T.F.R. sia maturato al momento o dopo la proposizione della domanda di divorzio (così Cass. 24057/2006).
La giurisprudenza della Cassazione ha precisato che dal computo delle relative somme vanno esclusi gli acconti sul T.F.R. eventualmente percepiti dal coniuge obbligato durante la convivenza matrimoniale o la separazione personale (v. da ultimo Cass., ord. 24421/2013).
In assenza di diversa previsione legislativa, il termine di prescrizione deve ritenersi quello ordinario decennale di cui all’art. 2946 del c.c.
Con riferimento alla decorrenza del termine, il diritto a ottenere una quota del T.F.R. spettante all'altro coniuge diviene attuale ed è, quindi, azionabile solo nel momento in cui, cessato il rapporto di lavoro dell'ex coniuge, questi percepisca il relativo trattamento (Cass. 5719/2004).
Tale principio, ad avviso di chi scrive, va coordinato con l’ulteriore requisito della titolarità di assegno divorzile stabilito con sentenza di divorzio passata in giudicato.

Pertanto, il termine prescrizionale inizierà a decorrere:
- dal passaggio in giudicato della sentenza di divorzio, qualora il TFR sia stato percepito dopo la proposizione della domanda di divorzio ed in pendenza del giudizio;
- dalla percezione del T.F.R. da parte del coniuge, qualora l’indennità di fine rapporto maturi e/o venga percepita dopo il passaggio in giudicato della sentenza di divorzio.