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Articolo 412 Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n.477)

Avocazione delle indagini preliminari per mancato esercizio dell'azione penale

Dispositivo dell'art. 412 Codice di procedura penale

1. Il procuratore generale presso la corte di appello, se il pubblico ministero non esercita l'azione penale [405] o non richiede l'archiviazione [408] nel termine previsto dall'art. 407, comma 3-bis, dispone, con decreto motivato, l'avocazione delle indagini preliminari(1). Il procuratore generale svolge le indagini preliminari indispensabili e formula le sue richieste entro trenta giorni dal decreto di avocazione (2).

2. Il procuratore generale può altresì disporre l'avocazione a seguito della comunicazione prevista dall'articolo 409 comma 3.

Note

(1) Comma così modificato dalla L. 23 giugno 2017, n. 103.
(2) La segreteria del pubblico ministero trasmette ogni settimana al procuratore generale presso la corte di appello un elenco delle notizie di reato contro persone note per le quali non è stata esercitata l'azione penale o richiesta l'archiviazione entro il termine previsto dalla legge o prorogato dal giudice ex art. 127 disp. att. del presente codice.

Ratio Legis

L'istituto dell'avocazione delle indagini preliminari si spiega quale strumento di controllo di tipo giurisdizionale dell'operato del P.M.

Massime relative all'art. 412 Codice di procedura penale

Cass. pen. n. 18175/2003

In tema di avocazione, il procuratore generale può esercitare il suo potere esclusivamente nei due casi tassativamente previsti dall'art. 412 c.p.p., e cioè nell'ipotesi di inerzia del pubblico ministero relativamente all'esercizio dell'azione penale, o, in alternativa, alla richiesta di archiviazione, e nell'ipotesi di fissazione dell'udienza di opposizione ai sensi dell'art. 409, comma 3 c.p.p.. Il potere di avocazione da parte del procuratore generale non è invece previsto nel caso di rifiuto del pubblico ministero di chiedere la riapertura delle indagini ai sensi dell'art. 414 c.p.p. su richiesta della persona offesa.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 18175 del 16 aprile 2003)

Cass. pen. n. 10575/2003

In tema di archiviazione, in caso di revoca della richiesta avanzata dal pubblico ministero ad opera del procuratore generale avocante, non viene meno il potere del giudice delle indagini preliminari di disporre, all'esito dell'udienza in camera di consiglio, l'espletamento di ulteriori indagini, a norma dell'art. 409, comma 4 c.p.p., attraverso la fissazione del termine indispensabile per il compimento delle stesse. (Fattispecie in cui la Corte di cassazione ha escluso che l'esercizio del potere di “revoca” possa espropriare il giudice, ritualmente investito, del corrispondente potere decisorio).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 10575 del 6 marzo 2003)

Cass. pen. n. 1176/2000

In tema di avocazione delle indagini preliminari, il procuratore generale può esercitare tale potere in tutti i casi in cui il giudice non accoglie de plano la richiesta di archiviazione, fissando l'udienza camerale a norma sia dell'art. 409, comma secondo, c.p.p. sia dell'art. 410, comma terzo, c.p.p. Infatti, anche in caso di fissazione dell'udienza conseguente alla opposizione della persona offesa, il giudice ne deve dare comunicazione al procuratore generale (ex art. 410, comma terzo, che richiama l'art. 409, comma terzo, c.p.p.); e, in base all'art. 412, comma secondo, il procuratore generale può disporre l'avocazione “a seguito della comunicazione prevista dall'art. 409 comma 3”. Una volta intervenuta l'avocazione del procedimento, l'ufficio avocante assume tutti i poteri spettanti all'ufficio avocato in ordine all'esercizio dell'azione penale. Ne consegue che è in potere del procuratore generale avocante di revocare la richiesta di archiviazione, il che impedisce al giudice, a pena di abnormità del provvedimento, di decidere sulla originaria richiesta del pubblico ministero, superata dal contrarius actus dell'ufficio avocante.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1176 del 21 marzo 2000)

Cass. pen. n. 2420/1990

La mancata ottemperanza da parte del P.M. all'ordinanza del Gip di rigetto della richiesta di archiviazione si risolve sostanzialmente nel mancato esercizio dell'azione penale, per cui il procuratore generale a norma dell'art. 412 c.p.p., è tenuto ad esercitare il potere di avocazione.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 2420 del 1 agosto 1990)

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ELSA B. chiede
mercoledì 03/05/2017 - Emilia-Romagna
“in riferimento alla mie precedenti richieste fatte a voi in data 05.04.2017 e precedenti,vi comunico che mi sono recata in procura e ho saputo che la mia denuncia iscritta a mod. 45 non e' stata per ora archiviata, denuncia presentata il 12.09.2016 per abuso d'ufficio. ho chiesto di prendere visione del fascicolo ed eventualmente estrarne copie. devo aspettare per questo sette giorni circa.
premesso cio', vi chiedo se nel fascicolo ci devono essere le motivazioni per cui il pubblico ministero ha iscritto a mod. 45? ci devono essere indicazioni su quali indagini ha compiuto fino ad ora? per quanto tempo puo' tenere iscritto la mia denuncia nel mod. 45? ed entro quanto tempo deve esercitare l'azione penale o archiviare? poiche' il reato e' evidente e le prove di cio' sono state fornite mi consigliate di rivolgermi al procuratore generale per chiedere l'avocazione per il motivo che il pubblico ministero non ha esercitato l'azione penale? devo chiedere l'avocazione delle indagini preliminari o dopo che ha archiviato?
vi prego di essere chiari nelle risposte e di indicarmi cosa e' giusto fare. ringrazio e porgo cordiali saluti.”
Consulenza legale i 23/05/2017
Siccome nel registro modello 45 sono iscritte le notizie non costituenti reato, il Pubblico Ministero non ha svolto alcuna indagine a riguardo.

Laddove ritenesse opportuno svolgere delle indagini preliminari, magari stimolato da un'apposita memoria scritta, dovrebbe trasferire tale notizia del registro delle notizie di reato a carico di noti o di ignoti.

Per questo motivo non c'è un termine entro il quale debba esercitare l'azione penale e non c'è un termine di durata delle indagini preliminari.

Con tutta probabilità nel fascicolo non saranno presenti le motivazioni per le quali il P.M. ha ritenuto di iscrivere la denuncia nel modello 45.

Circa l'opportunità di presentare un'istanza di avocazione al Procuratore Generale, non è possibile rispondere a tale parte del quesito in assenza di una approfondita conoscenza del fascicolo.

Testi per approfondire questo articolo

  • Le indagini preliminari della polizia giudiziaria e del pubblico ministero

    Autore: Grilli Luigi
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    Collana: La biblioteca del penalista
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    della notitia criminis da parte della polizia giudiziaria o del pubblico ministero e termina quando quest’ultimo esercita

    l’azione penale o ottiene dal giudice l’archiviazione richiesta.

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    Il volume, aggiornato al d.lgs. 16 marzo 2015, n. 28 in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, analizza la disciplina del procedimento di archiviazione, quale epilogo della fase delle indagini preliminari alternativo all'esercizio dell'azione penale, dedicando precipua attenzione al ruolo e ai diritti dell'indagato e della persona offesa dal reato. Esso ripercorre, infatti, i presupposti normativi che governano la pronuncia del provvedimento di... (continua)