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Articolo 371 bis Codice di procedura penale

(D.P.R. 22 settembre 1988, n.477)

Attività di coordinamento del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo

Dispositivo dell'art. 371 bis Codice di procedura penale

(1) 1. Il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo esercita le sue funzioni in relazione ai procedimenti per i delitti indicati nell'articolo 51 comma 3-bis e comma 3-quater e in relazione ai procedimenti di prevenzione (2) antimafia e antiterrorismo. In relazione ai procedimenti per i delitti di cui all’articolo 51, comma 3-bis dispone della direzione investigativa antimafia e dei servizi centrali e interprovinciali delle forze di polizia e impartisce direttive intese a regolarne l'impiego a fini investigativi. In relazione ai procedimenti per i delitti di cui all’articolo 51, comma 3-quater, si avvale altresì dei servizi centrali e interprovinciali delle forze di polizia e impartisce direttive intese a regolarne l’impiego a fini investigativi.

2. Il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo esercita funzioni di impulso nei confronti dei procuratori distrettuali al fine di rendere effettivo il coordinamento delle attività di indagine, di garantire la funzionalità dell'impiego della polizia giudiziaria nelle sue diverse articolazioni e di assicurare la completezza e tempestività delle investigazioni.

3. Per lo svolgimento delle funzioni attribuitegli dalla legge, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, in particolare:

  1. a) d'intesa con i procuratori distrettuali interessati, assicura il collegamento investigativo anche per mezzo dei magistrati della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo;
  2. b) cura, mediante applicazioni temporanee dei magistrati della Direzione nazionale e delle procure distrettuali, la necessaria flessibilità e mobilità che soddisfino specifiche e contingenti esigenze investigative o processuali;
  3. c) ai fini del coordinamento investigativo e della repressione dei reati provvede all'acquisizione e all'elaborazione di notizie, informazioni e dati attinenti alla criminalità organizzata [117] e ai delitti di terrorismo, anche internazionale;
  4. d) (3);
  5. e) (4);
  6. f) impartisce ai procuratori distrettuali specifiche direttive alle quali attenersi per prevenire o risolvere contrasti riguardanti le modalità secondo le quali realizzare il coordinamento nell'attività di indagine;
  7. g) riunisce i procuratori distrettuali interessati al fine di risolvere i contrasti che, malgrado le direttive specifiche impartite, sono insorti e hanno impedito di promuovere o di rendere effettivo il coordinamento;
  8. h) dispone con decreto motivato, reclamabile al procuratore generale presso la corte di cassazione, l'avocazione delle indagini preliminari relative a taluno dei delitti indicati nell'articolo 51 comma 3-bis e comma 3-quater quando non hanno dato esito le riunioni disposte al fine di promuovere o rendere effettivo il coordinamento e questo non è stato possibile a causa della:
  9. 1) perdurante e ingiustificata inerzia nella attività di indagine;
  10. 2) ingiustificata e reiterata violazione dei doveri previsti dall'articolo 371 ai fini del coordinamento delle indagini;
  11. 3) (5).

4. Il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo provvede alla avocazione dopo aver assunto sul luogo le necessarie informazioni personalmente o tramite un magistrato della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo all'uopo designato. Salvi casi particolari, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo o il magistrato da lui designato non può delegare per il compimento degli atti di indagine altri uffici del pubblico ministero.

Note

(1) Il presente articolo è stato aggiunto dall' art. 7, del D.L. 20 novembre 1991 n. 367, ed è stato poi modificato dall’art. 2, comma 1, lett. b), D.L. 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, dalla L. 24 luglio 2008, n. 125 e, successivamente, dall’art. 9, comma 4, lett. b), D.L. 18 febbraio 2015, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla L. 17 aprile 2015, n. 43.
(2) Il riferimento ai procedimenti di prevenzione è stato inserito dall'art. 2, del D. L. 23 maggio 2008, n. 92.
(3) Tale lettera è stata soppressa dal D.L. 20 novembre 1991, n. 367, convertito in l. 20 gennaio 1992, n. 8). Il testo originario era il seguente: "d) individua i temi di investigazione e orienta i piani di indagine sul territorio nazionale, informandone i procuratori generali presso le corti di appello e i procuratori distrettuali e dandone comunicazione al Consiglio generale per la lotta alla criminalità organizzata".
(4) Tale lettera è stata soppressa dal D.L. 20 novembre 1991, n. 367, convertito in l. 20 gennaio 1992, n. 8). Il testo originario era il seguente: "e) impartisce ai procuratori distrettuali specifiche direttive volte ad assicurare il miglior impiego dei magistrati delle direzioni distrettuali antimafia e delle forze di polizia anche coordinando i modi e le forme secondo i quali i procuratori distrettuali possono avvalersi della Direzione investigativa antimafia".
(5) Il presente numero è stato soppresso dal D.L. 20 novembre 1991, n. 367, convertito in l. 20 gennaio 1992, n. 8). Il testo originario era il seguente: "3) grave e reiterata inosservanza delle direttive specifiche impartite a norma della lettera f)".

Ratio Legis

Tale norma è stata introdotta al fine di approntare una più specifica e efficiente risposta al fenomeno mafioso.

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