Cass. pen. n. 29227/2025
È inammissibile per carenza di interesse la richiesta di esclusione della parte civile, potenzialmente citabile come responsabile civile, avanzata dall'imputato in sede di giudizio abbreviato, posto che l'instaurazione del rito alternativo comporta "ex iure" l'esclusione del responsabile civile a norma dell'art. 87, comma 3, cod. proc. pen., con conseguente eliminazione di ogni possibile incompatibilità di posizioni processuali. (Fattispecie relativa a violenza sessuale commessa da un parroco, in cui l'imputato aveva richiesto l'esclusione dell'Arcidiocesi, costituitasi parte civile). (Dichiara inammissibile, Corte Appello Firenze, 10/12/2024)
Cass. pen. n. 10652/2024
Assume la veste di responsabile civile nel processo penale il soggetto giuridico in rapporto di stretta connessione funzionale con l'attività illecita commessa da terzo, ove tale connessione crei, in capo al terzo, un'immedesimazione di fatto e una concreta ingerenza rispetto al soggetto giuridico. (In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto immune da censure l'affermazione della responsabilità civile in capo all'ATER - Azienda territoriale per l'Edilizia Pubblica - già IACP, proprietaria degli edifici crollati a seguito di un sisma, per le condotte illecite poste in essere dal direttore tecnico della società appaltatrice degli immobili e dal funzionario addetto al controllo del rischio antisismico presso il Genio Civile). (Annulla in parte senza rinvio, Corte Appello Roma, 14/03/2023)
Cass. pen. n. 42127/2021
La legittimazione passiva del responsabile civile sussiste solo se nel processo penale sia presente un imputato del cui operato egli debba rispondere per legge, a norma dell'art. 185 cod. pen. (In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto immune da censure la decisione con cui il giudice di merito aveva individuato il responsabile civile nella società di cui era dipendente la persona offesa ed amministratore di fatto l'imputato e, conseguentemente, nelle tre società successivamente sorte all'esito della scissione di essa, operata in epoca successiva all'infortunio). (Rigetta, Corte Appello Napoli, 07/02/2020)
Cass. pen. n. 34156/2019
L'imputato, non essendo legittimato a chiamare in giudizio il responsabile civile, in quanto non titolare di un diritto giuridicamente tutelato, non può opporsi all'estromissione del suddetto dal processo. (Conf. Sez. 4, n.6904 del 1995, Rv.198666-01). (Dichiara inammissibile, Tribunale Macerata, 25/10/2018)
Cass. pen. n. 58243/2018
Il responsabile civile ha diritto, in presenza di domanda tempestivamente formulata ai sensi dell'art. 86, comma 2, cod. proc. pen., di essere estromesso dal processo penale, qualora non sia stato tempestivamente citato per la partecipazione ad un accertamento tecnico non ripetibile, finalizzato a consacrare, nel contraddittorio fra le parti, elementi di prova per esso potenzialmente pregiudizievoli. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata, nella parte relativa alla condanna del responsabile civile che non aveva partecipato ad accertamenti tecnici non ripetibili, i cui esiti erano stati utilizzati e richiamati dai giudici di merito per l'affermazione della responsabilità degli imputati). (Annulla in parte senza rinvio, Corte Appello Catania, 20/07/2017)
Cass. pen. n. 9814/2015
In tema di colpa medica, non è configurabile la responsabilità civile in capo al medico titolare di assistenza sanitaria (cosiddetto medico di base) per i danni prodotti dalla condotta del proprio sostituto, svolgendo quest'ultimo, in assenza del medico titolare, l'attività professionale in nome e per conto proprio, senza che assuma alcun rilievo la circostanza che l'individuazione del sostituto sia stato effettutata dal medico sostituito.
Cass. pen. n. 3462/2008
L'omessa citazione nel giudizio di impugnazione del responsabile civile che, presente nel giudizio di primo grado, ha proposto appello avverso la sentenza, integra una nullità a regime intermedio che può essere eccepita esclusivamente dalla parte illegittimamente pretermessa e non anche dall'imputato, il quale non vanta un interesse giuridicamente apprezzabile all'osservanza della disposizione violata.
Cass. pen. n. 7291/2003
Le questioni concernenti l'eventuale esclusione della parte civile o l'ammissibilità della citazione del responsabile civile, che già siano state poste e risolte nel giudizio di primo grado, non possono essere oggetto di mera riproposizione nel processo di appello, dovendosi considerare in tal caso irrevocabili le deliberazioni adottate in argomento nella fase antecedente di giudizio.
Cass. pen. n. 994/2003
Deve considerarsi atto abnorme, in quanto fuori dal sistema, il provvedimento con il quale il giudice dell'appello disponga, ex art. 604, comma 4 c.p.p., la regressione del procedimento al precedente grado di giudizio per consentire alla parte civile di citare, quale responsabile civile, altro soggetto, diverso da quello nei cui confronti ha inteso esercitare il proprio diritto. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto abnorme, in quanto non può essere ricompreso nelle ipotesi di nullità previste dall'art. 179 c.p.p. e dall'art. 180 c.p.p., ove non sanate, l'atto con cui il procedimento sia stato fatto regredire al primo grado per la rinnovazione della citazione di altro soggetto nella medesima qualità, nel caso in cui il responsabile civile citato sia stato estromesso dai giudici d'appello a causa del rilevato difetto di legittimazione passiva).
Cass. pen. n. 36503/2002
Ai fini della responsabilità civile per fatto illecito commesso dal dipendente, è sufficiente un rapporto di occasionalità necessaria tra il fatto dannoso e le mansioni esercitate dal dipendente, che ricorre quando l'illecito è stato compiuto sfruttando comunque i compiti da questo svolti, anche se il dipendente ha agito oltre i limiti delle sue incombenze e persino se ha violato gli obblighi a lui imposti. (In applicazione di tale principio, la Corte ha annullato la decisione che aveva escluso la responsabilità civile del Ministero della Pubblica Istruzione per gli atti di violenza sessuale compiuti dal maestro di una scuola elementare in danno di sue alunne).
Cass. pen. n. 9224/2002
In tema di prescrizione, il rinvio o la sospensione del dibattimento disposti dal giudice in accoglimento della richiesta dell'imputato di essere autorizzato a citare il responsabile civile non determina la sospensione del relativo termine, atteso che il differimento dell'udienza, in tale ipotesi, è determinato dalla necessità di consentire il concreto esercizio di una facoltà riconducibile al diritto di difesa. (In applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto computabile nel termine di prescrizione il periodo in cui il dibattimento era stato sospeso su richiesta dell'imputato, il quale era stato autorizzato dal giudice — a seguito della costituzione in udienza della parte civile — a citare la compagnia assicuratrice per la responsabilità civile automobilistica).
Cass. pen. n. 15591/2001
In caso di esercizio dell'azione civile in sede penale, non è consentita la chiamata in causa da parte del responsabile civile di altro responsabile civile.
Cass. pen. n. 13450/2000
L'azione per il risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio di funzioni giudiziarie per fatto costituente reato commesso da magistrato va esercitata nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri e non nei confronti del Ministro della giustizia, con la conseguenza che, ove l'azione sia stata esercitata nei confronti del Ministero della giustizia, la carenza di legittimazione passiva di quest'ultimo, incidendo sulla regolare costituzione del rapporto processuale, si risolve in un vizio rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado del giudizio (perciò anche in sede di legittimità), col solo limite della formazione del giudicato sul punto, a nulla rilevando che l'art. 41 n. 260 del 1958 disponga che l'errore di identificazione della persona alla quale l'atto doveva essere notificato va eccepito dall'Avvocatura dello Stato alla prima udienza, dovendosi ritenere che tale disposizione consenta di sanare l'errore dipendente dalla non corretta identificazione della persona alla quale notificare l'atto introduttivo (in relazione alla difficoltà di individuare chi rappresenta l'amministrazione in virtù del rapporto organico), non certo l'errore derivante dalla non corretta identificazione del soggetto passivo, che si risolve nella
vocatio in ius di un soggetto diverso dal legittimo contraddittore (e non nella semplice notificazione dell'atto a persona diversa dal rappresentante di quel contraddittore, in ogni caso correttamente identificato).